nicki selena kesha
Mentre un tempo, fino a circa 10 anni fa, solitamente il successo di un artista era più o meno lo stesso sia con gli album che con i singoli (o andavi bene con entrambi o male con entrambi, per intenderci), con il modificarsi del mercato la situazione è cambiata radicalmente. Al giorno d’oggi, in molti dividono i cantanti in due categorie: gli album seller, ossia coloro che vendono album ma non ottengono hit, ed i single seller, ossia quelli che hanno hit ma vendono poco con gli album.

Certamente, abbiamo delle eccezioni, esistono ancora artisti che rispettano i canoni di 10 anni fa (Taylor Swift, Adele, Ed Sheeran, Sam Smith, Katy Perry, Lady Gaga ecc) ma in generale negli ultimi anni abbiamo notato che fra le nuove leve, ma anche fra alcuni (pochi) vecchi polli, chi fa pop per le masse tende a vendere tanti singoli e pochi album, chi fa musica un pochino meno mainstream ma può contare comunque su un nome famoso tende a vendere tanti album ma pochi singoli.

Per mostrarvi questa tendenza del mercato odierno abbiamo deciso di proporvi 10 diversi album che hanno sfornato tutti quanti almeno una grossa hit ma che ciononostante non sono riusciti ad arrivare al milione di copie (ovviamente, considereremo le copie vendute per davvero, non allo streaming). Per ciascuno di questi vi proporremo quello che è stato l’andamento effettivo dei singoli, le stime note sulle vendite dell’album ed una possibile causa che nel caso specifico ha determinato questa differenza fra il successo dei singoli (o di alcuni singoli) e quello dell’album.

Tralasciamo due categorie: i one hit wonder (nel senso LETTERALE del termine) e gli hitmaker che nella loro carriera pur ottenendo decine e decine di hit non hanno ottenuto cifre significative neanche con un disco (Flo Rida, Pitbull e Jason Derulo sono i principali rappresentanti di quest’ultima categoria). Questo semplicemente perché vogliamo mostrarvi come tale situazione non riguardi soltanto due tipologie ben definite di artisti, ma il musicbiz in generale.
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Dopo la semi-svolta pop non proprio apprezzatissima del precedente disco, con “The Pinkprint” Nicki Minaj ha deciso di ritornare a proporre soltanto musica urban, mostrando questo genere da tutte le possibili angolature. Con il primo singolo, la bellissima “Pills and Poisons”, Nicki aveva proposto una ballad hip hop molto soft, ed i risultati in classifica erano stati scarsini. Allora, la superstar ha deciso di cambiare completamente registro col secondo estratto, puntando con una vera club banger: la potentissima “Anaconda”.

Questa volta, grazie anche al clamore scatenato dalla copertina hot e dal video, il brano divenne un vero fenomeno virale ed una hit di vendite contemporaneamente. Un successo commerciale molto legato a quello mediatico, dunque, ma comunque un successo. Subito dopo, Nicki ha ottenuto un’altra hit molto forte in USA (questa volta senza troppi scandali, ma con tanti featuring) con “Only”, e la release dell’album avvenne sulla scia di questo successo. Il disco in totale ha tuttavia piazzato fra le 800 e le 850 mila copie.

Le ragioni di questa differenza fra il successo dei singoli e quello degli album? Beh, ve le riassumiamo nei punti seguenti:

  • Gestione disastrosa, confusionaria, un sacco di altri singoli lanciati ma mal promossi, nessuno dei quali è riuscito a diventare una hit, neanche l’unica canzone pop inclusa nel disco “The Night Is Still Young”. Sembra che l’era si sia dunque affievolita dopo un boom iniziale.
  • Il maggior successo dell’Era, lo abbiamo detto, è arrivato grazie ad una buona mossa mediatica. Mosse del genere, tuttavia, non attirano persone davvero appassionate alla musica, e dunque non costituiscono una reale promozione del progetto.
  • The Pinkprint è un buon disco urban. Ottimo anzi, secondo molti. Tuttavia, gran parte del fanbase urban che Nicki aveva agli inizi l’ha abbandonata dopo “Starships” e “Pound the Alarm” senza più tornare, mentre gli ascoltatori pop attirati con quelle tracce probabilmente non sono stati attirati da un album che di pop aveva molto poco. E’ restato l’ascoltatore urban che senza pregiudizi ha comunque concesso un ascolto al disco, il fan più stretto e l’ascoltatore pop disposto ad ampliare i propri orizzonti: tre categorie purtroppo non molto ampie.

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Dopo due album pop-rock, Demi Lovato rilascia finalmente un disco più variegato, in cui affronta vari stili musicali e misura la sua bellissima voce con un sacco di mondi con cui fino ad allora non si era mai misurata, alcuni molto distanti dall’universo Disneyano. Il disco arriva dopo un periodo trascorso in riabilitazione per via di alcuni problemi avuti, ed il primo singolo “Skyscraper” parla proprio di come l’artista sia riuscita a superarli: questo gli dà sicuramente manforte e così la traccia diventa una hit molto forte, un successo di gran lunga superiore a tutti quelli fino ad allora ottenuti da Demi. Qualcosa che nessuno si sarebbe aspettato, insomma.

Sulla scia di questo ottimo risultato fu pubblicato “Unbroken”, sicuramente il suo album più apprezzato dal fanbase. A disco già pubblicato, Demi ottenne un successo ancora di più forte ed inaspettato con “Give Your Heart a Break”, hit che riusciì a piazzare oltre 3 milioni di copie soltanto in USA ed ottenne risultati abbastanza interessanti anche in altri mercati. In questa situazione, l’album è riuscito a superare le 700 mila copie vendute nel mondo, ma non si è spinto molto oltre. Da notare che nonostante il successo generalmente minore dei singoli, il disco successivo ha venduto molto, molto di più.

Cosa ha provocato in questo caso una disparità fra il successo del disco e successo della canzone? Proviamo a capirlo, dividendo anche questa volta le ragioni per punti.

  • Ancora una volta la gestione è stata non pessima, di più! Pur avendo fra le mani due grosse hit e tanti potenziali successi nel disco, la Hollywood Records ha mal pensato di non estrarre altro, rendendo quest’Era cortissima. Concentrarsi sul disco per un periodo molto breve di sicuro non ha fatto bene alle vendite, e francamente ci sembra assurdo farlo dopo due singoli andati bene. Se poi consideriamo che i due singoli sono stati molto distanti fra loro, l’album ne giova poco e niente.
  • Pur essendo Skyscraper un’ottima canzone, anche in questo caso parliamo di un successo determinato anche da un caso mediatico, ed abbiamo già parlato di cosa comporta questo. Il vero successo dell’album, dunque, è arrivato solo molto tempo dopo la sua pubblicazione, ed il modo in cui è stata gestita l’Era ha fatto si che la popolarità da esso generata fosse riflettuta più sull’album successivo che su “Unbroken”.
  • Il fanbase che soprattutto allora seguiva la Lovato è formato principalmente da teenagers, e si tratta del tipico fanbase che sostiene molto con i singoli, con lo streaming, con le battaglie sui social network, ma poco con gli album. Col disco successivo le cose andranno meglio proprio grazie all’ampliarsi del fanbase, che si farà anche più variegato.

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Dopo ben 4 lavori improntati principalmente sulla dance, una volta cambiata casa discografica Selena Gomez si è data un tono diverso rispetto al passato, puntando su stili musicali più adulti per il suo album “Revival”. La rinascita della Gomez è stata presentata al mondo con “Good For You”, una canzone davvero di ottima qualità che le ha garantito un grosso successo ed una buona visibilità, stupendo il grande pubblico proprio per le sue caratteristiche, inaspettate da una cantante come Selena. Successivamente, la star è riuscita ad acchiappare un altro buon successo internazionale come “Same Old Love”, up tempo molto diversa dalla precedente slow jam, ma pur sempre lontana dalla musica propinata dalla Gomez in precedenza.

In questo contesto, si ci aspettava molto in termini commerciali dall’album “Revival”, presentato come il disco della maturità per Selena, ma nonostante un debutto alla 1 (che per poco non è stato impedito da un artista che da anni non ottiene risultati commerciali rilevanti, il rapper The Game) l’album non è riuscito a portare a casa numeri notevoli. Ad oggi, nonostante a disco già rilasciato anche il terzo singolo “Hands to Myself” sia diventato una hit abbastanza forte, l’album secondo le stime ha superato di poco quota 500 mila copie, e visto l’andamento attuale è ipotizzabile che al termine del suo percorso in classifica non raggiungerà le 600.

Quali sono state, in questo caso, le cause della disparità di successo fra singoli ed album? E’ presto detto:

  • Cambiando stile così radicalmente, da un lato Selena ha perso l’appoggio delle non poche persone che l’apprezzavano per il suo sound dance, mentre dall’altro ha ottenuto in proporzioni molto ristrette l’appoggio di chi invece segue gli stili musicali a cui si è rivolta col disco, un po’ per via di un illegittimo pregiudizio verso gli artisti provenienti dalla Disney, ma un altro po’ per delle legittime perplessità circa le sue reali potenzialità in queste generi viste le sue scarse doti canore (che invece erano sufficienti per la dance).
  • La qualità di Good For You aveva creato grossissime aspettative, ma al di là del giudizio positivo o negativo che ciascuno può avere sul disco, è innegabile che il livello di questa traccia sia molto al di sopra rispetto a quello generale di Revival. Chi dunque aveva guardato con favore a Selena proprio perché stupito da un salto di qualità così ampio, in molti casi ascoltando il disco è rimasto deluso, dunque ha preferito non acquistarlo
  • Infine, il terzo è lo stesso che abbiamo messo in conto per la Lovato: un fanbase formato principalmente da teenagers non è proprio il tipo di pubblico più indicato per portare a casa risultati positivi per il disco in sé.

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Credevate che questa regola riguardi soltanto chi ha debuttato in tempi relativamente recenti? Beh, in realtà anche un certo Will.I.Am ha sperimentato che delle hit non assicurano sempre il successo dell’album. Dopo l’enorme successo dei Black Eyed Peas e più album urban da solista che non avevano invece colto nel segno, l’artista torna nel clou del suo periodo elettronico con “This Is Love”, un brano che inizialmente sembra partire in sordina, ma che invece dopo un po’ di tempo riesce a trasformarsi in un grande tormentone da club in tutta Europa, invadendo le piste e le playlist radiofoniche.

Capite quelle che erano le potenzialità del genere elettronico in quel periodo, Will decide di chiedere aiuto ad una grandissima diva della musica nella speranza di ottenere un successo ancora più imponente con il secondo singolo. Per questa ragione, Will chiamerà in causa Britney Spears, ed insieme i due otterranno un successo incredibile con “Scream & Shout”, brano diventato tormentone praticamente ovunque, perfino qui in Italia, dove la Spears da “Blackout” in poi non è più stata sinonimo forzato di successo. Visti questi risultati, Will ha ripetuto l’operazione chiamando in causa un’altra star, Justin Bieber, e mettendo a segno un altro tormentone mondiale di grande successo “That Power”.

E’ su questa buona stella che l’album “WillPower” viene rilasciato mondialmente. Tutti si aspettavano un primo album di successo da solista per Will, tuttavia la performance commerciale del disco fu molto deludente, al punto che le sue vendite si arenarono sulle 350 mila unità. I motivi di questa disparità? Eccoli di seguito:

  • Al momento del rilascio del disco, Will non era certo un newbie, ma un artista già molto conosciuto dal pubblico, una personalità diventata celebre grazie alla musica urban. Con questo lavoro, Will ha prodotto l’esatto opposto di ciò che il suo fanbase originario apprezza, facendo sì che in molti suoi (ex) fan si rifiutassero di acquistare il progetto. Questo non tanto per il cambiamento in sé quando per l’essersi spinto troppo oltre nel mondo dell’electro, eleggendosi quasi a nuovo rappresentante del genere pur provenendo da tutt’altro ambito: è un atteggiamento che difficilmente il pubblico urban sopporta.
  • A questo punto, l’unico modo per controbilanciare al nefasto esito avuto su tale fronte era acquistare un ingente numero di nuovi fan appassionati di queste sonorità, ma promuovere il disco con hit da discoteca attirò soltanto il classico volgo che va balla tranquillamente sulla hit facile, che canticchia allegramente ascoltando la radio in macchina, ma che di sicuro non andrà mai ad acquistare il CD. Avendo le sue hit attirato proprio questo tipo di pubblico, la promozione nei confronti dell’album è stata negativa.
  • Quando l’artista ed il suo team iniziarono a notare che in fin dei conti l’essersi buttato su questo tipo di musica non era stato poi così conveniente, Will ha provato a tornare sui suoi passi, ad ammiccare nuovamente alla urban: pensiamo a tracce come “Scream and Shout Remix” o “Feeling Myself”. Questo diede l’impressione di un artista non proprio convinto della direzione intrapresa, il che scoraggiò ancora di più il potenziale acquirente.

the new classic

Il debutto di Iggy Azalea nel musicbiz che conta è stato travagliato, ma alla fine ha portato a buone soddisfazioni. Dopo un sacco di singoli dai risultati scarsi, finalmente con “Work” l’artista riesce ad ottenere un buon successo in UK, e dopo tempo un po’ anche fuori. Con i brani “Bounce” e “Change Your Life” Iggy sale sempre di più nella classifica britannica, e così lei e la sua label decidono di fermarsi un attimo per architettare qualcosa che po’ più catchy, che possa fare breccia mondialmente. A questo scopo, dopo mesi, viene lanciata “Fancy”, una canzone pop-rap assolutamente catchy e dal ritmo irresistibile che rapidamente si trasforma in un successo stratosferico, capace di imporre Iggy Azalea davvero come un nuovo fenomeno del musicbiz, concedendole perfino di battere svariati record nelle chart hip-hop.

In questo contesto, l’album “The New Classic” fu pubblicato quasi con la certezza di fare il botto, anche in previsione della possibilità che un’altra traccia inclusa nel disco, “Black Widow”, potesse trasformarsi in una hit forte quanto “Fancy”. Questo effettivamente accadrà, e così Iggy si ritroverà ad essere l’interprete principale di due delle hit più forti dell’anno, ma nonostante tutto questo boom mediatico il disco non raggiungerà volumi di vendita da vera superstar. Con tanto di re-release, “The New Classic” ad oggi vanta vendite comprese fra le 700 e le 750 mila copie, ben poco viste le hit avute.

Anche questa volta, abbiamo individuato tre cause che hanno portato a questa differenza sostanziale:

  • The New Classic è stato promosso da grandi hit super catchy, brani che colpiscono principalmente il pubblico pop, ma l’artista l’ha definito fin da prima della sua pubblicazione come un album hip hop, disorientando dunque il pubblico e facendo sì che, in linea di massima, ci aveva nutrito interesse per i singoli non lo nutrisse per l’album e che chi in teoria apprezza l’hip-hop non concedesse neanche un ascolto ad un album promosso da perfette hit pop con strofe rap.
  • A differenza dei cantanti, per i rapper ci vuole davvero poco affinché si perda la stima di pubblico e colleghi. Dopo l’esaltazione iniziale, quasi subito Iggy ha iniziato ad essere vittima di critiche molto pesanti da parte di giornalisti e colleghi, i quali spesso l’hanno accusata di non meritare il titolo di rapper. Certo, personalità come Kendrick Lamar e Lil kim hanno speso invece parole positive per lei, ma la natura umana è quella di venire attratti soprattutto dal negativo, ed a lungo andare queste continue critiche (ed anche un atteggiamento di risposta sbagliato da parte di Iggy, che avrebbe fatto meglio a rispondere con la musica che su twitter) hanno pesato negativamente sulle vendite del disco.
  • Da “Change Your Life” in avanti, tutti i singoli estratti dal disco potevano contare sulla presenza di un featuring: questo ha fatto sì che molti pensassero che Iggy non fosse in grado di proporre buona musica da sola, e ciò ha di fatto distolto l’attenzione di molti da quello che era a tutti gli effetti un disco soltanto suo, costituendo un brutto biglietto da visita per il progetto.kesha-s-warrior-to-come-out-in-december

L’articolo continua a PAGINA 2

  • Ffhvhjvhhbbcfg

    Spero almeno che nel prossimo album Nicki rimarrà hip hop o meglio tornerà a quella dei mixtape.

  • Liuk II

    Kiss di CRJ sta quasi ad un milione? Ammazza, pensavo decisamente peggio!

  • MATERIAL BOY

    Bhe…io dell’elenco degli artisti citati nell’articolo che sarebbero delle eccezioni, io mi fermerei a katy perry….visto che gaga col suo ultimo album ha floppato vendendo poco piu di 1mln di album,infatti gli artisti che ancora vendono tanto con gli album sono solo 2 secondo me, e cioe’ ADELE e TAYLOR SWIFT, anche KATY PERRY vende piu o meno la stessa cifra x ogni album che fa, e pur avendo avuto un calo anche lei…devo dire che e stato abbastanza contenuto rispetto al precedente,x ED SHEERAN e SAM SMITH bisogna aspettare x dire che venderanno tanto anche in futuro!

  • Marco

    Warrior che io sappia è arrivato a 650mila mondialmente, ma comunque ne avrebbe meritate molte di più.. tra l’altro la maggior parte delle canzoni che Kesha aveva scritto e composto con la madre sono state scartate e sostituite con canzoni commerciali come die young, crazy kids, cmon ecc.. e il primo singolo sarebbe dovuto essere last goodbye (inserito nella versione deluxe).. quindi proprio gestione di m

  • Julia Volkova

    Comunque voglio l’articolo per gli album che hanno venduto tanto con poche o nessuna hit

  • Julia Volkova

    LA PUBBLICITA’ DELLA RIMMEL E I VIDEO STILE TG CHE APPAIONO SULLA PAGINA OGNI TOT ARTICOLI COMINCIANO AD ESSERE FASTIDIOSI!

  • Freakshow89

    Sconvolta da Revival e New Classic, e ci metto pure Nicki….Con tutta la promozione che hanno fatto hanno venduto pochissimo…Ancora a dare del flop a BJ che senza promo e una mezza hit ha venduto 820 mila copie?

  • Carlo13

    Molto bello questo articolo…complimenti! Le considerazioni che avete fatto sono tutte vere concordo! Commenterò solo degli artisti che conosco meglio: will è vero ha cambiato completamente stile e questo è già bastato a fare un pasticcio nell’ album (e anche in quello di brit) mentre per quanto riguarda nicki, l’album è molto bello però con la gestione commerciale confusa (TNISY se promossa bene avrebbe ottenuto successo), la strana hit anaconda e il ricambio di stile (io preferisco questo) hanno influito tanto…comunque si gli unici ascoltatori cono quelli che avete nominato…io sono il fedele fan e l’ascoltatore pop ahahah…a me nicki è piaciuta di più così però la svolta pop dello scorsi anni la avevo apprezzata e trovo che abbia fatto bene! Peccato l’album meritava molto e infatti ha vinto anche alcuni premi…Solo due dubbi: il tour ha fatto successo e secondo me ha incrementato le vendite e trovo strano che abbia venduto così poco…e poi in un articolo voi avevate detto che nicki aveva raggiunto quasi un milione di copie quindi credo che ora ci sia arrivata…

    • blacktrinity

      Infatti ha venduto un milione e qualcosa ed inoltre è 2 volte certificato platino in Usa quindi vuol dire che almeno un milione lo ha venduto.

      • Davidernbjunk

        Questo chi lo dice? Pure FAME di Chris è doppio platino. Peccato che in realtà sia gold.

  • SoundPost

    Articolo bellissimo! Vogliamo la parte 2! Che poi, a parte quello della Jepsen, sono album che di copie ne meritavano anche 2 milioni…

    • Carlo13

      Vero tutti album validi per quanto ne so…oltre alla Jepsen anche Kesha non avrebbe meritato 2 milioni di copie

      • SoundPost

        Ma a me piace un sacco Warrior LOL!

  • F.Music

    Molto interessante, sarebbe bello fare una classifica al contrario ovvero album senza hit che hanno venduto molto.
    Ps. Warrior brutta copia di Animal? Scherziamo? Animal era orrendo, Warrior era 100 volte meglio

  • Boh!

    Ma quali hit avrebbe mai avuto Selena Gomez?

    • SoundPost

      Almeno una per ogni album… Se conti le vendite puoi citare Naturally e Love You Like A Song con circa 4 milioni di copie, e tutti gli altri con i the Scene sono almeno platino. Recentemente ne ha avute di più.

      • Boh!

        Ma hit che la gente ricordi? Perchè le hit sarebbero quelle…

      • SoundPost

        In America sono conosciute… Qui al massimo c’è Naturally

      • Umberto Olivo

        ed è pure troppa lol

      • SoundPost

        Ahahahah selenators all’attaccooooo

      • Boh!

        Ma non se le ricordano nemmeno in America le canzoni di questa, dai XD

      • SoundPost

        Oddio, non che delle altre il discorso sia molto diverso LOL! Almeno concediamo l’USA alla Gomez LOL!

      • Freakshow89

        Le hits a mio parere sono successi mondiali che ricordano tutti…Esempio Toxic, Bad Romance, o Roar….

      • SoundPost

        Si ma la Gomez tutt’ora non è un fenomeno mondiale… Se conti così allora anche Taylor Swift ha poche hit a livello mondiale.

  • bionic_littllemonster

    Articolo molto interessante…aggiungo che Kesha abbia detto di essere stata obbligata a cantare Die Young…personalmente penso che fare scandalo che attirano i media non sempre è sinonimo di successo…ed è questo che un po’ accumula tutti questi album…ancora complimenti per l’articolo,potete fare un articolo dicendo album che vendono molto pur non avendo grandi hit??

  • Fighter

    lotus ha già raggiunto 1 mln di copie

    • SoundPost

      Sicuro? Io so che è a quota 300k

      • Umberto Olivo

        è a 500k :D

      • Fighter

        mi sa che sei ancora fermo a fine 2014

      • Fighter

        *2013

      • SoundPost

        Si ho visto che Umberto ha scritto 500k… Probabilmente ero rimasto indietro con lo streaming.

      • Fighter

        no lo streaming non c’entra nulla io sto parlando di vendite effettive

      • SoundPost

        Non penso che Lotus abbia venduto un milione di copie… Sono tantissime per quell’album.

      • Fighter

        invece è così , da quando ha fatto feel this moment le vendite iniziavano a salire , e poi quando ha fatto say something ancora di più fino ad arrivare al milione

    • Freakshow89

      Ma dove??? 😂Magari Bionic, ma Lotus manco 600 mila copie ha raggiunto.

      • Fighter

        ma ti piacerebbe. bionic è già a un milione e mezzo e lotus è a quota un milione.

      • Freakshow89

        Nei tuoi sogni 😂

      • Fighter

        e nella tua realtà