Dopo i numeri enormemente alti della sua prima Era, tutti si aspettavano un successo enorme dal secondo album di Kesha. L’artista aveva parlato di un cambiamento di stile, di una sua trasformazione in rockstar, ma questo non avvenne nella maniera più assoluta a causa di disaccordi fra l’artista e la label. Nonostante tutto, il primo singolo “Die Young” riuscì ad essere una hit enorme, eguagliando tranquillamente i risultati dei singoli estratti da “Animal” e “Cannibal”. Una promozione molto forte si accostò al tutto, segno di come da “Warrior” tutti si aspettassero molto.

Tuttavia, queste aspettative furono completamente deluse, ed il disco in tutto il suo percorso commerciale non è riuscito a superare neanche quota 450 mila copie. Il successo del singolo non è riuscito ad accendere minimamente i riflettori su questa Era: basti pensare che perfino “Lotus” di Christina Aguilera, rilasciato sotto stessa label nello stesso periodo ma con una promozione assente e senza hit, riusci’ a vendere 50 mila copie in più. Tutto il ciclone mediatico avvenuto successivamente neanche ha portato dei veri benefici a questa Era, anzi.

Cos’è che ha scatenato questa differenza fra il successo del primo singolo e dei risultati così deludenti da parte del disco? Anche per lei abbiamo individuato tre cause scatenanti di questa spiacevole situazione:

  • Indipendentemente da di chi sia colpa, con questo lavoro Kesha non si è evoluta minimamente, è rimasta uguale alla se stessa del debutto, senza riuscire però ad eguagliare la buona qualità del suo album di debutto e producendone anzi la brutta copia. Questo ha deluso il pubblico, che si è ritrovato a non essere minimamente motivato ad acquistare la fotocopia sbiadita di un lavoro che già possedeva.
  • Proprio a cavallo con la pubblicazione del disco, il singolo “Die Young” fu tristemente collegato ad un omicidio di massa compiuto da un pazzo in una scuola. Gli americani, si sa, ci tengono molto a conservare un’aura di decoro attorno a sé, e non è da escludere che proprio nel mercato più importante per questa artista in tale periodo le sia venuto meno il sostegno di molti. Kesha ha dunque pagato cara la scelta di utilizzare un titolo così aggressivo e la sfortuna di essere figlia di un paese più legato alle apparenze che ai fatti concreti.
  • La promozione del disco è stata molto fiorente prima della pubblicazione, quando c’era da mantenere “Die Young” ai vertici delle classifiche, tuttavia in seguito alla pubblicazione del disco, essa è praticamente cessata, lasciando il disco in balia di sé stesso. Questo non ha aiutato dunque una situazione resa già precaria dalle ragioni già analizzate, ed ha fatto sì che il risultato finale fosse ancora peggiore di quanto ci si potesse aspettare.

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Quando Simon Cowell decide di lanciare un talento ci riesce quasi sempre. Questo è stato confermato anche lo scorso anno dal debutto delle Fifth Harmony, che dopo EP e singoli vari sono riuscite finalmente a lanciare un album vero e proprio, “Reflection”. I primi due singoli “BOSS” e “Sledgehammer” pur non essendo delle vere e proprie hit erano comunque andati molto meglio rispetto ai precedenti singoli delle ragazze, il che bastò per far loro pubblicare il loro album, ma con una partenza molto fiacca nelle classifiche.

Qualche mese dopo dalla pubblicazione del disco, il gruppo otterrà finalmente la megahit che sancirà la loro affermazione nel mercato: sto ovviamente parlando di “Worth It”, brano che scalerà rapidamente le classifiche di tutto il mondo e potrà vantare una longevità enorme ovunque, al punto da diventare il singolo di maggior successo di una girlband nell’era digitale. Peccato che questo non aiuterà di molto le venite del disco, che non supereranno mai quota 300 mila copie, risultato davvero molto molto magro.

Anche in questo caso riusciamo ad individuare tre diverse ragioni che hanno provocato questa disparità:

  • Una volta esploso il successo di “Worth It”, le ragazze hanno si promosso in lungo ed in largo la loro hit, ma nel fare questo si sono focalizzate praticamente soltanto su questo successo, e così il pubblico che le Fifth si sono formate in questo periodo non si è interessato minimamente all’album. Qualche esibizione in più con altre tracce del disco avrebbe aiutato.
  • “Worth It” è esplosa molto tempo dopo la pubblicazione dell’album. Questo ha fatto in modo che il disco non godesse di un appoggio solido al debutto, privandolo dunque di una buona base nel periodo in cui avrebbe potuto ottenere più visibilità. Certo, molto meglio avere un po’ di fretta che impedire ad un debuttante di rilasciare il disco se non ottiene grosse hit, ma in questo caso è innegabile che tempistiche differenti sarebbero state un vantaggio per l’album.
  • I primi due singoli estratti erano completamente opposti fra di loro: la prima era una traccia dal sound maturo che strizzava l’occhio all’urban, l’altra una canzone catchy e adolescenziale con influenze EDM e synthpop. E’ chiaro che anche la fetta di pubblico che le aveva già notate prima di “Worth It” sia stata disorientata da questo. Concentrarsi sul sound di “Boss” sarebbe stato decisamente meglio.

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Conclusa definitivamente la storia dei Jonas Brother, Nick Jonas, il più piccolo del celebre trio di cantanti e musicisti, ha deciso di costruirsi una carriera senza l’aiuto dei fratelli. Le cose con il rilascio del singolo “Chains” non sembravano andare benissimo, e nemmeno subito dopo la pubblicazione del secondo estratto “Jealous”, ma un po’ di copertine e foto molto hot ed una campagna mediatica volta a trasformare l’artista in un sex symbol ha giovato molto al successo delle sue canzoni, trasformando immediatamente Jealous in una potentissima hit internazionale, con numeri che mai ci saremmo aspettati in quel periodo da lui.

E’ in questo clima molto favorevole, dunque, che l’album “Nick Jonas” (secondo disco omonimo per lui, dato che quello rilasciato prima del successo del gruppo era intitolato “Nicholas Jonas”) fu pubblicato. Fra l’altro, grazie ad una spinta favorevole delle radio, dopo la release del disco “Chains” divenne una sleeper hit in piena regola, eguagliando quasi del tutto i risultati di “Jealous”. Ciononostante, il disco non è mai decollato nelle classifiche, e ad oggi ha venduto poco più di 250 mila copie mondialmente, una vera miseria viste le hit avute.

Nel suo caso, le ragioni che hanno portato a questa disparità sono abbastanza chiare, ma ve ne parleremo comunque come abbiamo fatto per i dischi analizzati in precedenza.

  • Come abbiamo detto, il successo di Nick da solista è stato raggiunto non grazie alla qualità della sua musica (che comunque c’è, dato che il disco è di ottimo livello e “Chains” è davvero una delle canzoni migliori della sua annata), ma grazie allo scandalo scatenato con le sue numerose foto soft porno ed alle “reazioni fisiche” che queste hanno scatenato nella comunità gay, da sempre molto importante nel lanciare hit, ma anche in molte ragazze etero. Questo, inutile a dirlo, attira tanta gente, ma poca che sia davvero interessata alla musica e quindi all’album.
  • Nick, è vero, è andato ben oltre il singolo scandalo e si è costruito un nuovo personaggio molto gay friendly, ma comunque questa sua immagine e la sua musica sono rimasti pianeti diametralmente opposti. Non che nel suo disco manchino tracce con riferimenti erotici, ma nei suoi video musicali Nick non ha mai giocato questa carta, né tantomeno ha scelto come singoli canzoni molto esplicite (sarebbe dovuta uscire “Techer”, ma purtroppo il successo di “Chains” lo ha impedito). Un personaggio provocatorio e d’impatto, se ben connesso alla musica, porta ancora tanto successo (citofonare a Miley Cyrus), ma se la connessione viene a mancare l’effetto sortito è praticamente opposte.
  • L’album di Nick è un disco principalmente R&B, e questo scatena purtroppo un meccanismo di razzismo al contrario: per quanto non manchino ormai grandi star che fanno musica storicamente black avendo successo pur essendo bianche (Timberlake ed Eminem su tutti), il pubblico che compra musica di questo genere tende a favorire molto di più artisti afroamericani, anche qualora le voci dei “bianchi” in questione siano adatte al genere, e questo è sicuramente il caso del buon Nick.

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A volte il successo arriva in maniera davvero inaspettata dopo innumerevoli tentativi andati a vuoto. Questo è sicuramente il caso di Tove Lo, cantante svedese che dopo un po’ di tentativi falliti nel 2014 si è ritrovata fra le mani una potentissima hit mondiale: “Habits (Stay High)”. Un caso molto strano quello di questo brano: in Europa è esploso in una versione remix, in USA in quella originale, ma in ogni caso è stato un successo enorme, ovunque, uno di quelli che fanno del suoi interprete o un one hit wonder o una nuova megastar.

Ebbene, un altro successo enorme è arrivato quasi subito con la meravigliosa “Talking Body”, un brano potentissimo che difatti è riuscito ad avere una grande longevità nelle classifiche americane. E’ in questo contesto che è stato rilasciato il suo album di debutto “Queen of the Clouds”, un disco in cui la cantante e la sua casa discografica riponevano probabilmente grande fiducia,  ma che con un misero bottino di 200 mila copie vanta il “record” di disco meno venduto di questa lista. Da notare che con le regole odierne questo è bastato affinché il disco avesse il platino in USA (risultato per il quale fino a poco tempo fa serviva un milione di copie vendute nel solo suolo americano), ma questa è un’altra storia…

Che cosa ha determinato nel suo caso questa differenza vertiginosa fra il successo dei primi due singoli e le vendite dell’album? Riassumiamo anche per lei tutto in tre punti.

  • In Europa, Tove è stata una delle tante interpreti che ottengono successo grazie ad una hit da discoteca ottenuta dall’incontro fra un suo brano e le sapienti mani di un DJ. Si tratta di una categoria di artisti ben diffusa, una tipologia di artisti che spuntano fuori nel terreno del musicbiz come se fossero funghi, e che notoriamente attirano un tipo di pubblico superficiale che a stento è interessato a sapere chi è che canta il brano che sta ascoltando. Inutile dire che questo tipo di pubblico non comprerà mai un album, nemmeno se costasse 1 euro.
  • In USA, invece, entra in gioco il fattore geografico: in linea di massima, fatte poche eccezioni, gli artisti stranieri che ottengono successo in USA non sono destinati ad avere vita lunga. Protezionismo? Caso? Non è dato saperlo, ma bisogna notare che perfino star enormi come Shakira ed Avril Lavigne in questo mercato hanno visto i loro numeri calare vertiginosamente di album in album. Considerando poi che al di là del successo e della sua bravura nella media Tove non ha lasciato alcuna innovazione nel settore musicale, il disinteresse del pubblico americano nei suoi confronti è maturato molto velocemente.
  • Checché se ne dica, Tove Lo ha sicuramente buone doti in quanto cantante ed interprete, ma non possiede un grande carisma. Il carisma è un elemento essenziale per conquistare un pubblico davvero interessato: se non sai come fare per catturare l’attenzione in un modo genuino e personale, allora la gente non si lascerà accalappiare tanto facilmente, e così saranno ben poche le chance di riuscire ad affermarsi.

Carly Rae Jepsen - Kiss

Dopo il disco meno venduto della lista concludiamo il post con quello che invece ha venduto di più. Dopo un Era di debutto davvero fallimentare sul piano commerciale, ad un certo punto della sua vita la cantante canadese Carly Rae Jepsen ha avuto la fortuna di incontrare un manager all’epoca davvero potente: Scooter Braun. Avendo notato nell’ultimo singolo della Jepsen, “Call Me Maybe”, il potenziale del tormentone, Braun invocò l’aiuto di tutte le celebrità su cui possedeva un minimo di influenza perché girassero un video promozionale per il pezzo che potesse diventare virale. L’esperimento funzionò, e così “Call Me Maybe” diventò di colpo un fenomeno mediatico allucinante, un tormentone spacca classifiche, passatissimo da tutte le radio.

Come molti ricorderanno, il brano ed i relativi video (quello amatoriale prima, quello ufficiale poi) per molti mesi erano praticamente ovunque, e la scia del successo di questa traccia si rivelò abbastanza forte da trascinare al successo con grande facilità anche un’altra canzone pop dal sound catchy ed accattivante, il secondo singolo “Good Time”. Archiviate nel giro di pochi mesi due hit mondiali potentissime, Carly rilasciò il suo secondo album, “Kiss”. Lei, Scooter e molti altri si aspettavano probabilmente numeroni dal disco, ed invece la sua performance vocale fu abbastanza mediocre, portandolo a vendere 900 mila copie in anni in cui per album che avevano avuto singoli così forte era ancora d’obbligo un bottino quantomeno doppio.

Cos’è che nel suo caso ha dato alla luce una così grande differenza fra il successo dei singoli e quello dell’album? Analizziamo per l’ultima volta la situazione, sempre in tre punti diversi.

  • Il successo di “Call Me Maybe” è stato una vera onda d’urto mediatica, ma appunto ha avuto origine daii media, si è scatenato a partire da essi grazie all’aiuto di nomi più o meno influenti, non certo perché il brano sia riuscito a convincere il normale pubblico di veri ascoltatori musicali. Come ogni tormentone in piena regola, Call Me Maybe ha attratto si le masse, ma ha avuto una scarsa influenza sulla fetta di pubblico che potenzialmente avrebbe potuto acquistare il disco, sortendo dunque un effetto limitato sulla sua promozione.
  • L’immagine da lolita acqua e sapone di Carly ha convinto all’inizio, ma quando si è iniziata ad avere qualche informazione in più su di lei, si è scoperta la sua età (molto più alta di quanto sembrasse) e sono iniziate a circolare performance molto scarse vocalmente (fortuna che su questo fronte l’artista ha fatto passi da gigante), alle masse è sembrato che Carly non possedesse quell’elemento in più necessario affinché l’interesse mostrato per il singolo si trasferisse anche all’album. Dunque anche molte persone che erano state catturate per davvero dal brano persero interesse nei suoi confronti per questa ragione.
  • Se in un primo momento i media hanno esaltato Carly, successivamente gli stessi hanno iniziato ad attribuirle il poco carino appellativo di one hit wonder quasi immediatamente, quando il disco era uscito da pochissimo, anche se tecnicamente Carly una one hit wonder non lo è stata mai visto che già da questo disco ha avuto due hit di successo. Questo ha fato una pubblicità pessima al suo lavoro, scoraggiando molti potenziali acquirenti.

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Quale conclusione migliore se non le risate che probabilmente Florence Welch, che con l’ultimo disco ha superato abbondantemente il milione anche senza hits, si farebbe nel vedere i numeri di cui vi abbiamo parlato. Questo per farvi capire che non solo in realtà gli artisti che sembra facciano successo in realtà stringono risultati molto migliori rispetto a quelli apparenti, mentre altri che sembra stiano più nell’ombra in fin dei conti ottengono risultati ben superiori. Noi vi abbiamo citato casi di artisti molto famosi ultimamente o casi che sono stati davvero emblematici, ma la lista potrebbe continuare all’infinito…

Tutto ciò dimostra come ottenere hit non sia il vero modo per promuovere un progetto. Sono ben altri i fattori di cui bisogna tener conto, le lacune che bisogna colmare, gli ambiti in cui bisogna lavorare, e spesso neanche un’ottima qualità di un progetto basta se il pubblico (quello serio) non è davvero invogliato ad acquistare. Chissà se in giorno i manager in generale capiranno davvero cosa fare per dare buone chance ai loro artisti…

  • Ffhvhjvhhbbcfg

    Spero almeno che nel prossimo album Nicki rimarrà hip hop o meglio tornerà a quella dei mixtape.

  • Liuk II

    Kiss di CRJ sta quasi ad un milione? Ammazza, pensavo decisamente peggio!

  • MATERIAL BOY

    Bhe…io dell’elenco degli artisti citati nell’articolo che sarebbero delle eccezioni, io mi fermerei a katy perry….visto che gaga col suo ultimo album ha floppato vendendo poco piu di 1mln di album,infatti gli artisti che ancora vendono tanto con gli album sono solo 2 secondo me, e cioe’ ADELE e TAYLOR SWIFT, anche KATY PERRY vende piu o meno la stessa cifra x ogni album che fa, e pur avendo avuto un calo anche lei…devo dire che e stato abbastanza contenuto rispetto al precedente,x ED SHEERAN e SAM SMITH bisogna aspettare x dire che venderanno tanto anche in futuro!

  • Marco

    Warrior che io sappia è arrivato a 650mila mondialmente, ma comunque ne avrebbe meritate molte di più.. tra l’altro la maggior parte delle canzoni che Kesha aveva scritto e composto con la madre sono state scartate e sostituite con canzoni commerciali come die young, crazy kids, cmon ecc.. e il primo singolo sarebbe dovuto essere last goodbye (inserito nella versione deluxe).. quindi proprio gestione di m

  • Julia Volkova

    Comunque voglio l’articolo per gli album che hanno venduto tanto con poche o nessuna hit

  • Julia Volkova

    LA PUBBLICITA’ DELLA RIMMEL E I VIDEO STILE TG CHE APPAIONO SULLA PAGINA OGNI TOT ARTICOLI COMINCIANO AD ESSERE FASTIDIOSI!

  • Freakshow89

    Sconvolta da Revival e New Classic, e ci metto pure Nicki….Con tutta la promozione che hanno fatto hanno venduto pochissimo…Ancora a dare del flop a BJ che senza promo e una mezza hit ha venduto 820 mila copie?

  • Carlo13

    Molto bello questo articolo…complimenti! Le considerazioni che avete fatto sono tutte vere concordo! Commenterò solo degli artisti che conosco meglio: will è vero ha cambiato completamente stile e questo è già bastato a fare un pasticcio nell’ album (e anche in quello di brit) mentre per quanto riguarda nicki, l’album è molto bello però con la gestione commerciale confusa (TNISY se promossa bene avrebbe ottenuto successo), la strana hit anaconda e il ricambio di stile (io preferisco questo) hanno influito tanto…comunque si gli unici ascoltatori cono quelli che avete nominato…io sono il fedele fan e l’ascoltatore pop ahahah…a me nicki è piaciuta di più così però la svolta pop dello scorsi anni la avevo apprezzata e trovo che abbia fatto bene! Peccato l’album meritava molto e infatti ha vinto anche alcuni premi…Solo due dubbi: il tour ha fatto successo e secondo me ha incrementato le vendite e trovo strano che abbia venduto così poco…e poi in un articolo voi avevate detto che nicki aveva raggiunto quasi un milione di copie quindi credo che ora ci sia arrivata…

    • blacktrinity

      Infatti ha venduto un milione e qualcosa ed inoltre è 2 volte certificato platino in Usa quindi vuol dire che almeno un milione lo ha venduto.

      • Davidernbjunk

        Questo chi lo dice? Pure FAME di Chris è doppio platino. Peccato che in realtà sia gold.

  • SoundPost

    Articolo bellissimo! Vogliamo la parte 2! Che poi, a parte quello della Jepsen, sono album che di copie ne meritavano anche 2 milioni…

    • Carlo13

      Vero tutti album validi per quanto ne so…oltre alla Jepsen anche Kesha non avrebbe meritato 2 milioni di copie

      • SoundPost

        Ma a me piace un sacco Warrior LOL!

  • F.Music

    Molto interessante, sarebbe bello fare una classifica al contrario ovvero album senza hit che hanno venduto molto.
    Ps. Warrior brutta copia di Animal? Scherziamo? Animal era orrendo, Warrior era 100 volte meglio

  • Boh!

    Ma quali hit avrebbe mai avuto Selena Gomez?

    • SoundPost

      Almeno una per ogni album… Se conti le vendite puoi citare Naturally e Love You Like A Song con circa 4 milioni di copie, e tutti gli altri con i the Scene sono almeno platino. Recentemente ne ha avute di più.

      • Boh!

        Ma hit che la gente ricordi? Perchè le hit sarebbero quelle…

      • SoundPost

        In America sono conosciute… Qui al massimo c’è Naturally

      • Umberto Olivo

        ed è pure troppa lol

      • SoundPost

        Ahahahah selenators all’attaccooooo

      • Boh!

        Ma non se le ricordano nemmeno in America le canzoni di questa, dai XD

      • SoundPost

        Oddio, non che delle altre il discorso sia molto diverso LOL! Almeno concediamo l’USA alla Gomez LOL!

      • Freakshow89

        Le hits a mio parere sono successi mondiali che ricordano tutti…Esempio Toxic, Bad Romance, o Roar….

      • SoundPost

        Si ma la Gomez tutt’ora non è un fenomeno mondiale… Se conti così allora anche Taylor Swift ha poche hit a livello mondiale.

  • bionic_littllemonster

    Articolo molto interessante…aggiungo che Kesha abbia detto di essere stata obbligata a cantare Die Young…personalmente penso che fare scandalo che attirano i media non sempre è sinonimo di successo…ed è questo che un po’ accumula tutti questi album…ancora complimenti per l’articolo,potete fare un articolo dicendo album che vendono molto pur non avendo grandi hit??

  • Fighter

    lotus ha già raggiunto 1 mln di copie

    • SoundPost

      Sicuro? Io so che è a quota 300k

      • Umberto Olivo

        è a 500k :D

      • Fighter

        mi sa che sei ancora fermo a fine 2014

      • Fighter

        *2013

      • SoundPost

        Si ho visto che Umberto ha scritto 500k… Probabilmente ero rimasto indietro con lo streaming.

      • Fighter

        no lo streaming non c’entra nulla io sto parlando di vendite effettive

      • SoundPost

        Non penso che Lotus abbia venduto un milione di copie… Sono tantissime per quell’album.

      • Fighter

        invece è così , da quando ha fatto feel this moment le vendite iniziavano a salire , e poi quando ha fatto say something ancora di più fino ad arrivare al milione

    • Freakshow89

      Ma dove??? 😂Magari Bionic, ma Lotus manco 600 mila copie ha raggiunto.

      • Fighter

        ma ti piacerebbe. bionic è già a un milione e mezzo e lotus è a quota un milione.

      • Freakshow89

        Nei tuoi sogni 😂

      • Fighter

        e nella tua realtà