Ecco 10 artisti Britannici che hanno fallito la missione con il loro secondo album!

Il mercato discografico UK è sempre stato negli decenni uno dei più dinamici.

Trovandosi territorialmente vicino all’Europa Continentale ma linguisticamente connesso agli USA, la Gran Bretagna ha sempre rappresentato una terra di mezzo dove poteva fiorire di tutto.

Dopo aver toccato l’apice negli anni 50′ e 60′ con i grandi gruppi della storia della musica come i Beatles, Rolling Stone e i Pink Floyd, il  Regno Unito ha saputo sfornare tanti altri artisti che, partiti dagli UK, hanno conquistato il mondo: David Bowie, Annie Lennox, George Michael e tanti altri.

Avvicinandoci agli anni 90′ inizio 2000′ nascono nuovi grandi gruppi: Sugabes, Take That, Spice Girls ed i Coldplay.

Negli anni 2000 è la volta nuovamente dei solisti: Robbie Williams (svincolato dai Take That), James Blunt, Amy Winehouse, Leona Lewis, Susan Boyle. Ma intanto altri gruppi si fanno strada: Muse, Florence & The Machine, Mumford & Sons e  One Direction.

Infine negli ultimi anni Ed Sheeran, Sam Smith ma soprattutto Adele hanno mantenuto alto il nome della musica britannica in ogni angolo del mondo.

Pensate che dal 2004 al 2015, per ben 7 volte su 12 l’album più venduto è stato di un inglese.

In un clima così musicalmente fertile però c’è il rischio di passare dalle stelle alle stalle nel giro di pochi anni.

Si tratta di una sorte spiacevole che tocca a tanti artisti britannici: un debutto boom seguito da un immediato drastico ridimensionamento spesso preludio di un declino.

Il mercato UK è implacabile:

un giorno sei IN ed il giorno dopo probabilmente sarai OUT, a meno che non trovi il modo per rinnovarti senza snaturarti. Questa è l’unico modo per non essere schiacciato dai tantissimi debuttanti che ogni anno affollano le classifiche inglesi.

In questo post analizzeremo quindi i casi di 10 cantanti che, dopo un primo album di gran successo, sono crollati con ben poche possibilità di ritornare ai piani alti delle classifiche. Vi anticipo fin da subito che questa sorte atroce colpisce quasi solo le donne.

Per gli uomini sembra più difficile ottenere il successo, ma una volta che lo ottengono si mantengono costanti negli anni.  Buona Lettura!

JESSIE J

proiettata in cima alle classifiche UK per tutto il 2011 grazie al suo album di debutto “Who You Are”, Jessie non ha avuto vita lunga al vertice delle charts.

Ma partiamo dall’inizio. Nel 2010 pubblica il suo primo singolo “Do It A Like Dude” che le regala la prima hit negli Uk, le cose vanno ancora meglio con “Price Tag” brano che sfonda in tutta Europa (meno negli USA). L’era continua a garantire successi a Jessie J negli UK (“Nobody’s Perfect”, “Who’s Laughing Now”), ma anche nel mondo (“Domino”). Alla fine della Who You Are Era Jessie J è diventata la prima cantante Uk di sempre ad aver ottenuto 6 top 10 hit da uno stesso album nella top 10 dei singoli UK.

Nel giugno 2013 Jessie J ritorna e lo fa stravolgendo la sua immagine. Dai capelli lunghi neri con la frangetta passa repentinamente ad un taglio a dir poco cortissimo e biondo. Francamente  non si sono mai capite le ragioni di questo cambiamento che probabilmente ha finito per non essere apprezzato neppure dai fans.

Tornando alla musica, Jessie ritornò con “Wild”, brano in duetto con Rizzie Rascal e Big Sean. In un certo modo si cercava di ripetere lo schema del duetto con un rapper che aveva portato al successo di “Price Tag”.

Il brano sembrava avere tutte le carte in regole per fare benissimo nelle charts,  Il successo fu invece modestissimo e limitato a Uk e Australia. Si poteva pensare ad un passo falso ma in realtà il peggio doveva ancora arrivare. I singoli successivi “It’s My Party” e “Thunder” sono andati ancora peggio decretando il flop di “Alive”, album in cui Jessie J aveva avuto la possibilità di collaborare con tanti grandi artisti come Sia, Star Gate, Benny Blanco, Dr Luke, Darkchild (senza dimenticare il duetto con Brandy in “Conquer The World”).

Come spesso capita per risollevarsi da un flop, si fa una telefonata a…..Max Martin. Il noto produttore/autore è dietro anche a “Bang Bang”, brano in duetto con Ariana Grande e Nicki Minaj che è riuscito a far tornare Jessie J nelle posizioni che contano delle charts. Era palese però che il merito fosse della super-collaborazione: Ariana Grande in quegli stessi mesi stava vivendo un periodo d’oro con tutti i suoi singoli e anche Nicki Minaj non se la passava male grazie ad “Anaconda”.

La controprova è arrivata con la pubblicazione dell’album “Sweet Talker”. Ad oggi l’album non ha raggiunto nemmeno le 200.000 copie. Neppure essere ritornata alla pettinatura della prima Era ha contato molto. Jessie è comunque riuscita ad avere un’altra hit planetaria anche da solista con “Flashlight”, per cui possiamo comunque affermare che rispetto a alcune colleghe lei sta messa un po’ meglio.

CHER LLOYD

Arrivare quarti a X Factor significa essere in una sorta di limbo: o si tira fuori immediatamente qualche brano forte per rimanere famosi o altrimenti si precipita di nuovo nel dimenticatoio.

La giovane Cher Lloyd  era riuscita a rimanere a galla  con i suoi singoli: “Swagger Jagger”, “With Ur Love” ma soprattutto con “Want U Back” e in misura minore “Oath”. L’album vendette poco: 200-300.000 copie mondiali, ma comunque le garantiva la possibilità di ‘andare avanti’ nel mondo musicale con un nuovo album.

Il nuovo disco, però, arriva solo nel 2014 quando la sua fama era ormai calata. Come primo singolo viene rilasciato il duetto con T.I “I Wish” mentre come secondo “Sirens”: i due brani ha fatto a gara a chi è andato peggio in classifica. Nessuna speranza quindi per l’album “Sorry I’m Late” (sorvoliamo sul titolo) che si rivela un sonoro flop soprattutto negli Uk dove peakka alla 21: pensate che riesce persino a fare meglio negli USA (12) e in Canada (16).

Dopo questa debacle, attenuata soltanto dal successo nemmeno troppo forte di “Really Don’t Care” con Demi Lovato, la Lloyd è stata scaricata dalla Epic Records, e si è così trasferita alla Universal Music Group. In questo periodo sta registrando il terzo album, vedremo cosa tirerà fuori dal cilindro per risollevarsi.

LEONA LEWIS

A Leona avevo dedicato un report specifico qualche mese fa. Partita anche lei da X Factor, la cantante ha vinto il talent per poi debuttare come un urugano nelle classifiche: il suo primo singolo “Bleeding Love” è diventato il singolo dell’anno nel 2008 e anche l’album “Spirit” ha avuto successo piazzando oltre 5 milioni di copie in giro per il mondo, il tutto mentre pure il secondo singolo “Better in Time” diventava una hit celeberrima.

Ben presto però ci si rese conto che, nonostante le sue incredibili doti artistiche, la gente aveva acquistato la sua musica principalmente per via di singoli fortissimi che le radio l’appoggiavano molto e perché si trattava del personaggio del momento. In quel periodo è mancata a Leona la capacità di crearsi un vero fan-base, e questo è stato sicuramente il suo errore principale.

Al secondo disco “Echo” tutto risultò più chiaro:  il successo si limitò alla sola Europa con risultati peraltro molto più che dimezzati rispetto a “Spirit”. Inoltre, i due singoli rilasciati ottennero scarsi risultati dando il via a quella che è stato il crollo musicale di questa artista britannica. Crollo proseguito nel 2012 con “Glassheart”. Neanche cambiare casa discografica è servito a Leona, infatti l’ultimo disco “I Am”, uscito piu di un anno fa, si è rivelato un flop perfino nell’unico mercato in cui tutti i suoi album avevano avuto del successo, ossia proprio il Regno Unito.

JOHN NEWMAN

eccoci ad un uomo! L’eccezione che fa la regola in questa lista! John Newman era partito bene nel 2013 con l’album “Tribute“: il disco fu platino negli UK ed ebbe qualche oro in vari paesi d’Europa.  La Tribute Era fu trascinata principalmente dal successo di “Love Me Again“, una delle hit radiofonicamente più forti nell’Europa degli ultimi anni ed il cui video può contare su oltre 378 milioni di visualizzazioni su You Tube.

Finiti i passaggi in radio, tuttavia, John non ha avuto più un successo così enorme. Nel 2014 John ha la grande occasione per riscattarsi con “Blame”, altra grandissima hit internazionale, eppure John non ha saputo capitalizzare i riflettori accesi dal brano: questo per via del tempo trascorso tra il periodo di successo del brano e quello di release del suo secondo album, un tempo davvero eccessivo.

Il suo secondo lead single “Come and Get It” ha ottenuto un  buon successo in UK e si è sentito un po’ in canali musicali in giro per l’Europa, ma il tutto si è limitato a questo, ed i numeri del brano non sono assolutamente bastati a mettere su un’Era di successo: nonostante la sua innegabile qualità e lo stile particolare di John, l’album ha peakkato alla 3 per poi precipitare velocemente ed uscire dalla classifica in pochissimo tempo. Situazione ancora peggiore all’estero visto che il progetto è entrato in pochissime classifiche.

CHERYL

la cantante Cheryl è riuscita a capitalizzare solo per un breve periodo la fama derivante dal gruppo Girls Aloud, di cui ha fatto parte fino al 2013. Nel 2009, quando ancora faceva parte del quintetto, la cantante e ballerina pubblicò il suo primo album da solista “3 Words”, LP che si rivelò un gran successo in Europa.

Oltre al disco, anche i singoli “Fight For This Love” e “3 Words” furono delle hit incredibili, roba che (all’estero!) le stesse Girls Aloud potrebbero solo sognare.

Con un album 3 volte platino negli UK e platino in Europa, Cheryl poteva puntare a risultati incredibili: ce n’era abbastanza affinché, in proporzioni minori, lei potesse fare come Beyoncé, Williams o Timberlake, ossia eguagliare se non superare il successo della band da cui proveniva.

Il destino, però, ha preso però un’altra piega. Il secondo LP arrivò solo ad un anno di distanza nel 2010, e la distanza ravvicinata giocò un brutto scherzo all’album che, senza neppure grandi hits, raggiunse solo il platino negli UK e Irlanda, segnando un calo evidente rispetto al debut album da solista.

Con il terzo CD “A Million Lights” la situazione non s’invertì ma anzi l’album ottenne solo la certificazione oro negli UK. La disfatta si è completata con “Only Human”, uscito nel 2014 e ad oggi certificato silver negli UK. Riguardo la carriera di Cheryl da solista, è da evidenziare come la label (Polydor) non abbia investito mai nella promozione fuori dalla Gran Bretagna e questo fatto ha segnato sicuramente l’eclissi di popolarità della 32enne inglese.

REBECCA FERGUSON

torniamo ancora a X Factor per parlare della parabola discendente di Rebecca Ferguson. Arrivata seconda al talent dopo un fenomenale duetto con Christina Aguilera in “Beautiful”, la giovane rilasciò l’autunno successivo (2011) il suo primo album di inediti. Come i suoi rivali-concorrenti Cher Lloyd e gli One Direction, anche Rebecca partì con il piede giusto:  un singolo forte come “Nothing’s Real but Love” fu schierato per lanciare a dovere il CD “Heaven”.

L’album è stato certificato due volte platino negli UK ed ha venduto nel mondo oltre un milione di copie. Sicuramente però questo successo, come nel caso di John Newman, si basava su un supporto radiofonico quanto meno sospetto. Persino in Italia i singoli Nothing’s Real But Love” e “Glitter & Gold” si sentirono allo sfinimento, seppur se in classifica non andassero oltre il Gold. La carriera della Ferguson era quindi molto meno stabile di quanto potesse sembrare.

Non a caso con il successivo album “Freedom” l’appoggio radiofonico venne meno e conseguentemente i risultati in classifica. Nessun suo singolo venne più certificato, neanche la potentissima “I Hope”, la quale avrebbe potuto ottenere risultati davvero grandiosi, e l’album ottenne solo il Gold, un brutto calo dopo ben 2 platini. Nel 2015 Rebecca ha pubblicato un album di cover jazz passato inosservato, il che non fa guardare con ottimismo al suo futuro discografico.

PIXIE LOTT

un’altra “One Album Wonder” è stata sicuramente Pixie Lott. La bionda inglese, non dotata di chissà quali abilità vocali e che non proveniva neppure da un talent, riuscì ad emergere nel mondo musicale Uk nel 2009 con un tris di singoli silver: “Mama Do” (conosciuta anche in Italia), “Boys And Girls” e “Cry Me Out”. L’album ha venduto oltre 1 mln di copie nel mondo, un risultato ottimo per un debutto. In questo caso in pochi poterono credere che la cantante fosse destinata ad un successo duraturo. Senza dimenticare che dopo “Mama Do”, l’Europa continentale si era già dimenticata di lei.

Il secondo album arrivò nel 2011. Trainato da una No.1 hit (“All About Tonight”) Gold negli UK, l’album “Young Foolish Happy” floppò clamorosamente: debutto alla 18! Nelle settimane successive, quantomeno Pixie ebbe dalla sua la costanza, e riuscì ad arrivare alla certificazione gold, un risultato davvero ottimo dopo un simile debutto. Nel 2014 è infine arrivato il terzo CD omonimo che ad oggi non ha venduto neppure 20.000 copie.

La parabola di Pixie mostra forse più di ogni altra significa passare dalle stelle alle stalle. Eppure lei ci aveva provato a rimettersi in pista…..nel vero senso della parola, partecipando a “Dancing With The Stars”! E poi ha rilasciato diversi duetti ed  ha avuto come primo singolo dell’ultimo album un brano “Nasty” originariamente di Christina Aguilera. Tutto questo non è bastato. Pixie ha pensato così di iniziare anche una carriera da attrice teatrale. Avrà più fortuna?

DUFFY

in questa lista di carriere crollate, siamo arrivati a Duffy. Nel 2008  il suo “Rockferry” debuttò alla grande nel muscibiz ottenendo ottimi risultati in tutto il mondo con oltre 5 mln di copie vendute ad oggi. In particolare tra Uk, Europa continentale e Oceania l’album ebbe veramente un successo incledibile, il che è stupefacente se consideriamo che non si tratta nemmeno di un lavoro pop.

Il singolo di maggior successo fu “Mercy”, brano diventato famoso anche grazie anche alla colonna sonora del gioco FIFA09. Il brano fu una hit planetaria tra le più forti di quell’annata, e resta ancora davvero celebre. Con un successo forte e vasto, Duffy poteva stare tranquilla? In USA forse si, ma in UK sicuramente no, è così nel 2010 “Endlessly” si rivelò un’enorme delusione in classifica.

L’unico singolo “Well Well Well” ebbei successo solo in Belgio e in Italia, e qui da noi esplose fra l’altro solo grazie. “Endlessly” (2010) ha venduto ad oggi circa un milione di copie, con un calo di oltre l’80% rispetto al precedente CD. Dal 2010 ad oggi Duffy non ha più pubblicato album ma solamente qualche singolo relativo a progetti extra-musicali come il film Legend (2015) dove peraltro recitava.

ALEXANDRA BURKE

passiamo ad un’altra cantante durata, purtroppo, quanto un gatto in tangenziale….Alexandra Burke.

Uscita anche lei dal cilindro magico di X Factor UK, Alexandra vinse la quinta edizione del programma e ottenne subito un buon successo con il suo primo album “Overcome”: doppio platino il CD e in aggiunta 5 singoli certificati almeno silver, tra cui una cover di “Hallelujah” forse ancora più famosa dell’originale.

Rispetto alle altre cantanti provenienti da X Factor però Alexandra Burke non ottenne successo fuori dalla Gran Bretagna. Un altro elemento destabilizzante per la carriera della Burke fu quello di aspettare quasi 3 anni prima del suo secondo album intitolato “Heartbreak On Hold”.

Nella seconda Era, fra l’altro, tutto andò storto, e questo principalmente a causa di un cambio di genere che la portò verso alla musica dance. Si trattava di dance di altissima qualità, questo non lo nega nessuno, ma il pubblico che seguiva Alexandra era un pubblico R&B, per cui questa scelta poteva o spalancarle le porte di un altro fanbase o affossarla. Purtroppo, l’alternativa scelta fu la b.

Il primo singolo “Elephant” deluse le aspettative di vendita rivelandosi un flop. L’album fece peggio peakkando alla 18 (come “Young Foolish Happy” di Pixie Lott!) e crollando velocemente. Dopo questo disastro discografico Alexandra ha rilasciato due EP per tastare il terreno in vista di un suo possibile ritorno discografico ma, visti i pochi segnali positivi, la cantante ha ben pensato di dedicarsi ad altro ed infatti adesso fa l’attrice nel musical The Bodyguard, re-make del celebre film degli anni 90′.

Questo le ha dato la possibilità di cantare le migliori canzoni di Withney Houston.

AMY MCDONALD

per finire raccontiamo brevemente la storia di Amy McDonald. La cantautrice originaria di Glasgow diventò famosa tra il 2007 e il 2008 con l’album “This Is The Life”, di cui si ricorda principalmente la title-track che ottenne un buon successo in Europa in particolare in UK, Germania e Svezia. L’album riuscì a vendere circa 2 mln di copie nel mondo, un risultato ottimo per un debutto.

Subito dopo la hit “This Is The Life” Amy non ebbe grande fortuna per cui apparse chiaro immediatamente che la sua carriera era appesa un filo, un filo che ben presto si è spezzato. nel 2010 arrivò il suo secondo CD “A Curious Thing” che ottenne come prevedibile risultati nettamente inferiori al predecessore in tutta Europa ed anche negli UK: dal doppio platino si passò all’oro e, cosa ancora più grave, l’album non ottenne alcuna hit.

Con poche speranze per la sua carriera, nel 2012 è arrivato l’ultimo (per ora) suo capitolo della carriera “Life In A Beautiful Light”, l’album ha mantenuto il Gold negli Uk mentre ha preso il platino in Germania e Svezia (peggio dei precedenti). Questo indica che il calo, si, c’è stato, ma non così netto come per alcuni colleghi, tuttavia ora l’artista manca davvero da troppo… riuscirà a tornare al successo?

Cari/e Emeli Sandè, Jess Glynne, George Ezra, Rita Ora, Sam Smith.…….siete avvisati.

Il secondo CD è uno spartiacque terribile per i cantanti britannici: si può salire sull’Olimpo della musica (“21” di Adele, “X” di Ed Sheeran) come si può precipitare senza paracadute.

In chiusura voglio proporvi un paragone: in Italia abbiamo visto nel 2015 una cantante commercialmente fallita come Giusy Ferreri tornare alla ribalta grazie alla hit “Roma-Bangkok” e in misura minore all’attuale brano “Volevo Te”, per cui vi chiedo quali di questi cantanti nella lista ipotizzate che possa riconquistare il successo?