Spesso noi italiani amanti della musica internazionale ci lamentiamo di come il mercato nostrano snobbi almeno il 60% di canzoni che all’estero diventano hit.

Capita sovente che brani che noi amiamo non vengano passati dalle radio nostrane e che non siano minimamente conosciuti dagli altri italiani, il che può farci innervosire anche parecchio, soprattutto quando ad attirare il pubblico che ci è connazionale sono dei tormentoni idioti e privi del benché minimo fine artistico.

Tuttavia ci sono alcuni (rari) casi in cui la situazione si è letteralmente capovolta e dei brani di ottima fattura e dotati di tutte le caratteristiche che servono per diventare delle grosse hit internazionali sono stati snobbati nel resto del mondo (o comunque hanno ottenuto risultati decisamente mediocri rispetto agli standard dei loro interpreti) ed hanno invece trovato un’ottima accoglienza nel mercato italiano.

In questo post ci soffermeremo su 10 casi di questo tipo che si sono verificati nell’ultimo decennio e che hanno fatto parlare moltissimo la blogsfera e la stampa italiana, notando come a volte ad aver “causato” il successo dalle nostre latitudini possa essere stato anche qualche fattore estraneo al mondo della musica.madonna-girl-gone-wild-shirtless-men

 

Madonna – Girl Gone Wild

Nel mondo della musica, si sa, il ricambio generazionale prima o poi colpisce tutti, anche le dive che sono riuscite a creare imperi immensi e ad ottenere risultati che probabilmente nessuno mai eguaglierà. Madonna questo lo sa bene.

Se in passato in molti la vedevano come una sempreverde delle classifiche, qualcuno che non avrebbe mai subito un calo commerciale, oggi sappiamo che le cose non sono andate esattamente così, e che come tutte le leggende del passato ora Madge ha come punto di forza i tour e altri campi in cui ciò che conta non sono i risultati di oggi ma l’aver fatto la storia della musica.

Qui in Italia, però, questa situazione ancora non è verificata e la diva continua ad essere idolatrata come nessun altro lo sia mai stato tra le star internazionali. I media continuano a pubblicizzare la sua musica, i suoi fan italiani continuano a costituire un gruppo molto ampio, e così per il mercato italiano Madge è ancora una re mida che muta in oro tutto quello che tocca.

Ciò si è notato soprattutto durante la MDNA Era. Mentre nel resto del mondo il secondo singolo “Girl Gone Wild” è stato completamente snobbato da tutti (discoteche e qualche mercato di poco conto -Ungheria, Israele- a parte) qui da noi il suo successo è stato a dir poco immenso: no.4 in classifica, disco di platino, passaggi copiosissimi nelle radio.

Certo parliamo di una club banger dance-electropop uscita nel periodo d’oro di questi genere, quindi le carte in regola per un successo mondiale c’erano tutte, ma considerando i numeri fatti col tour in quel periodo credo a Madge vada bene così.

Jennifer Lopez – Papi

Un altra popstar che negli ultimi anni ha obbiettivamente visto i suoi numeri calare è Jennifer Lopez. La superstar americana di origine latina, come sapete, è stata una delle personalità latinoamericane che sono riuscite a dominare completamente la scena tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio, tuttavia negli ultimi anni (esclusa qualche hit) l’artista ha ottenuto risultati molto bassi per i suoi standard.

Qualcosa sembrava dover cambiare nel 2011 quando, con l’aiuto di Pitbull, JLO riuscì ad ottenere la hit più grande della sua carriera con “On the Floor”, un vero e proprio tormentone che ridiede linfa vitale alla sua carriera ma che poi restò per lo più un caso isolato, per quanto anche brani come “I’m Into You” e (soprattutto) “Dance Again” abbiano ottenuto un certo successo.

Tra i brani della Lopez che avevano una potenzialità immensa ma che sono passati inosservati il caso più emblematico è sicuramente Papi. Canzone fresca e catchy come poche, video stupendo e molto movimentato, collaborazione con la FIAT per il lancio del primo modello creato insieme alla Crysler, tutto sembrava andare a favore del pezzo, e invece i principali mercati l’hanno snobbata del tutto.

Tra i pochi mercati in cui il brano ha avuto successo, l’unico dotato di un minimo di rilevanza è stato proprio l’Italia. Un po’ per via della pubblicità della FIAT (le pubblicità sono un grande mezzo per lanciare brani qui in Italia), un po’ per la scelta delle radio italiane di promuovere moltissimo una canzone creata anche per sostenere un prodotto industriale nostrano, il pezzo si è rivelato un grande tormentone estivo per l’Italia nel 2011.

Con un disco di platino ed un piazzamento alla no.3 in classifica, Papi è una delle più grandi hit di Jennifer Lopez in Italia.

Anastacia – Stupid Little Things

Un caso molto simile a quello di Madonna, e forse ancora più amplificato, è quello di Anastacia. parliamo di una delle voci più incredibili della sua generazione, un’artista con la A maiuscola che ha saputo rendere il suo stile così particolare da dar vita ad un genere completamente nuovo: lo sprock.

Ora voi direte: un’artista così merita un successo mondiale, come può un mercato non considerarla? Ed invece, per lei non è mai stato così. La sua patria, gli Stati Uniti, non ha mai dato all’artista una qualche possibilità di emergere, mentre il resto del mondo prima l’ha esaltata a grandissima superstar e poi l’ha pian piano abbandonata, non perdonandole un’assenza dovuta ad una grave malattia (ormai sconfitta).

In tutto questo, l’unico paese rimasto completamente fedele alla donna bianca con la voce nera è stata l’Italia. I nostri media e la nostra gente non hanno mai voltato le spalle a questa grande donna, hanno continuato a supportarla ed incoraggiarla in qualunque cosa lei faccia, atteggiamento che è stato ricambiato dall’artista che da qualche tempo a questa parte ci sta dando un’importanza che nessuna popstar americana (nemmeno Madonna) ci ha mai dato in passato.

In questo contesto, lo scorso anno la talentuosa donna è tornata in scena con un nuovissimo singolo intitolato “Stupid Little Things”, una up tempo puramente SPROCK capace di far venire fuori tutta la grinta, la forza e la bravura di questa donna. Si tratta di un vero capolavoro, da ogni punto di vista, eppure tutti i mercati principali lo hanno snobbato.

Anche in questo caso, l’unico Paese leggermente rilevante che l’ha supportata è stata l’Italia. Il nostro pubblico e le nostre radio hanno permesso ad Ana di arrivare alla no.20 in classifica e di conquistare il disco d’oro. Si tratta di risultati magri se confrontati al successo delle successive date italiane del “Resurrection Tour”, ma sicuramente un profitto superiore rispetto a quello ottenuto in tutto il testo del mondo.

Natalie Imbruglia – Want

L’Italia si è spesso affezionata con una facilità immensa a star originarie proprio della nostra nazione. Certo negli ultimi anni ciò non è più accaduto con la stessa frequenza di un tempo (basti pensare a Demi Lovato che qua ha trovato successo solo con “Up” o ad Ariana Grande esplosa in ritardo rispetto al resto del mondo), ma in passato essere “italoqualcosa” assicurava un successo davvero senza limiti qui.

Ne sa qualcosa una certa Natalie Imbruglia. Una tra le cantanti australiane più famose di sempre, per alcuni anni lei ha ottenuto un successo incredibilmente forte in tutto il mondo. Successivamente ha iniziato a calare, ma anche quando pian piano il suo successo nel mondo di spegneva, Natalie continuava ad essere fortissima in Italia, riuscendo sempre ad ottenere grandi hit (almeno prima di sparire nel nulla).

Tra i brani di Natalie quello che assolutamente esprime al meglio questa situazione è senza alcun dubbio “Want”. Si tratta di una raffinata up tempo dance/synthpop in cui una Natalie più sensuale che mai rinfaccia tutti i trascorsi al suo ex marito, il tutto accompagnato da un video ultrasexy in cui l’artista, seminuda ma non volgare, si vendica del suo ex mostrandogli anche sul piano fisico ciò che ha perso.

Il brano era perfetto per essere una grande hit mondiale: genere, argomento e video erano di quanto più catchy fosse possibile immaginare, eppure le cose andarono male quasi ovunque: tutti i principali mercati snobbarono completamente l’intera Era discografica, tant’è che il pezzo non riuscì nemmeno ad entrare nella top 20 australiana.

Mentre il resto del pianeta la tradiva, L’Italia restò invece fedelissima a Natalie anche in questo caso: no.6 in classifica, disco d’oro, e passaggi radiofonici a non finire furono serviti al pezzo, che almeno da noi diventò così una delle hit più forti del 2009.

Peccato che questo fu il suo ultimo singolo per 6 anni e che questo abbia compromesso la sua popolarità anche nel nostro mercato…

 Ne-Yo – Beautiful Monster

Un caso completamente diverso da quelli analizzati finora è sicuramente quello dei cantante R&B Ne-Yo. Esploso prima come songwriter e poi come interprete, il gentleman della musica black nei primi anni di carriera è riuscito ad ottenere un successo incredibile in tutto il mondo, vendendo milioni e milioni di copie con i suoi primi 3 album ed ottenendo una hit dopo l’altra da questi progetti.

Visti gli enormi risultati conseguiti in questo periodo, l’artista prese una decisione che è spesso rivelata nefasta per molte carriere: quella di accostare al proprio genere uno più commerciale. In realtà questo progetto andò bene in un primo momento con il successo mondiale della hit “Closer”, tuttavia ciò deluse molti fan di vecchia data di Ne.Yo, che però continuarono a supportare l’Era discografica per via del materiale R&B presente nel disco.

Quando però l’artista (stimolato dalle nuove mode oltre che dal successo di “Closer”) decise di proporre un album prevalentemente pop con “Libra Scale”, i mercati che lo seguivano da più tempo gli voltarono immediatamente le spalle. Ma in Italia le cose andarono molto diversamente. Col suo solito tempismo, il Bel Paese si era accorto di Ne-Yo solo con “Closer”, dunque vide tutto ciò come una continuità da premiare.

Questo fu evidente soprattutto con “Beautiful Monster”, una up tempo dance-pop molto simile a “Closer” in struttura, melodia ed interpretazione che forse proprio per questo fu snobbata da quasi tutti i mercati che davvero contano.Tra di essi l’unico ad esaltare il pezzo a grande hit fu il Regno Unito (no.1 hit e disco d’oro), ma a parte il Giappone, la Korea del Sud (che allora erano meno forte di oggi) e qualche altro mercato minore, nessuno diede importanza a questo brano.

In questo contesto emerse l’Italia: proporzionalmente, il nostro mercato fu quello in cui il pezzo ottenne più successo in assoluto. Con un piazzamento alla no.3 della classifica, 11 settimane in top ten e un doppio disco di platino, la canzone è in assoluto la più grande hit di Ne-Yo nella nostra nazione.

Risultato meritato? Noi non lo crediamo, ma si sa che gli italiani l’R&B davvero non sanno neanche cosa sia…

 Alexandra Stan – Cliché (Hush Hush)

Nell’anteprima vi ho accennato di eventuali fattori esterni al musicbiz che possono avere una forte influenza sul nostro mercato musicale. Ebbene, nello specifico facevo riferimento proprio al caso di cui parleremo adesso.

E’ risaputo che qui in Italia l’utilizzo di una canzone per uno spot pubblicitario da trasmettere nelle TV più importanti sia sinonimo obbligato di successo. Moltissimi sono gli artisti che hanno trovato il successo da noi in questo modo, ed in particolare una certa Alexandra Stan ha sperimentato sulla sua pelle questo particolare meccanismo con uno dei suoi singoli più sottovalutati: l’esplosiva e seducente “Cliché”.

Il brano è una up tempo dancepop in pieno stile est-europeo, una canzone ballabile, movimentata ed esplosiva, un pezzo interpretato con grinta e caratterizzato da un ritmo estremamente estivo. Insomma, una hit bell’è fatta, ma purtroppo quando la tua carriera viene oscurata da un orribile tormentone che pur donando il successo ha messo in secondo piano il tuo talento poco c’è da fare: rimarrai una One Hit Wonder a vita.

E così, tutti i mercati principali hanno completamente snobbato questa canzone, ma per fortuna qui in Italia non fu così. Grazie alla scelta della TIM di utilizzare questo pezzo come colonna sonora di uno spot, presto tutte le discoteche iniziarono a suonarla e tutte le radio la misero in rotazione, la sua popolarità crebbe enormemente e riuscì a sorpresa a diventare un grande tormentone estivo nel Bel Paese.

Certo il successo in questo caso è stato più che altro mediatico: il pezzo non ebbe certificazioni (a differenza della precedente “Lemonade”, che ottenne il disco d’oro) ed il suo piazzamento in classifica fu “solo” alla no.27, ma per una che ormai riesce a fare breccia nelle classifiche solo ad oriente ottenere una popolarità così ampia in uno stato occidentale come l’italia fu già un grande risultato.

Shakira feat Kid Cudi- Did It Again

Come abbiamo visto, un altro fattore non musicale che spesso aiuta le popstar a sfondare in Italia è l’essere di origini italiane. Unendo questo fattore al suo talento e alla sua latinità, c’è una cantante che è riuscita a costruire un vero impero qui da noi, mettendo su un successo dopo l’altro e creando numerosi record inerenti al nostro mercato.

Certo, chiunque la conosca davvero sa che in realtà gli italiani conoscono si e no il 10% della Shakira artista, ma quando se la Diosa ne viene fuori con up tempo dal sound latineggiante, queste inevitabilmente riescono a sfondare e a creare veri e propri sfracelli. Ciò si è notato molto negli ultimi anni, quando mentre in paesi più anglofoni i suoi singoli iniziavano a fare cilecca qui in Italia tutto continuava ad andare alla grande.

Questo fenomeno ha iniziato a farsi più evidente con il secondo singolo della “She Wolf” Era: “Did It Again”. Mentre la title track aveva ottenuto un successo molto forte in tutto il mondo (pensate che si tratta del secondo singolo di Shaki più venduto in USA dopo “Hips Don’t Lie”), per il secondo estratto ci fu poco da fare e, nonostante la produzione di Pharrell, il pezzo passò quasi completamente inosservato.

Mentre in America Latina e Spagna la sua versione in spagnolo “Lo Hecho Esta Hecho” riusciva ad ottenere un certo seguito, ci fu un solo paese in cui la “Did It Again” originale fu un buon successo: l’Italia.

Qui da noi questa up tempo electropop così diversa dai classici successi di Shakira riuscì a conquistare la no.15 della classifica e fu un discreto successo nelle radio, risultati ridicoli se confrontati al dominio che dopo non troppo tempo sarebbe venuto fuori da “Waka Waka”, ma comunque nettamente superiori a quelli ottenuti dal brano nel resto del mondo.

Duffy – Well Well Well

Nel mondo della musica quando non punti per niente sull’immagine, hai una gran bella voce ed entri in scena con un debut album vendutissimo, non è detto che la tua carriera sia destinata a continuare ad andare a gonfie vele in eterno, anzi: non succede quasi mai.

Ne sa qualcosa una certa Duffy, interprete soul gallese che dopo il successone di hit come “Mercy” e del”album “Rockferry” (9 milioni di copie vendute nel biennio 2007-2998, anni in cui fare questi numeri era già diventato difficile), l’artista ha precipitata dalle stelle alle stalle già con il secondo album “Endlessy”, il quale ha ottenuto numeri molto bassi in confronto al predecessore.

Pensate che la casa discografica per promuovere il disco ha schierato un unico singolo: la frizzante e scoppiettante “Well Well Well”, un brano che riusciva a farle usare la sua grande estensione e la particolarità del suo timbro in maniera simpatica e coinvolgente, una missione non da poco e che teoricamente avrebbe potuto dar vita ad un successo planetario.

Ciò però non avvenne: il pezzo fu snobbato da tutti i mercati principali, e questo nonostante fossero passati solamente due anni dai tempi di “Mercy”. Per fortuna, in tale contesto l’Italia fu l’unico mercato leggermente importante a darle seguito, e tutto ancora una volta per un fattore che abbiamo già incontrato due canzoni fa: l’inserimento del pezzo in uno spot pubblicitario.

Grazie alla sua presenza nella pubblicità della Tim (proprio come Cliché!), il pezzo arrivò subito al cuore degli italiani, il che lo esaltò a grande hit nelle radio nostrane (soprattutto RTL) ed a buon successo in classifica: suo fu il piazzamento alla no.9 nella chart F.I.M.I., il secondo più più alto dopo il Belgio per questa canzone!

Non ci furono certificazioni, ma direi che la situazione basti per definire i”Well Well Well” un buon successo nella nostra nazione.

Catalin Josan – Don’t Wanna Miss You

A differenza di altri mercati, tra i mille problemi che si ritrova il mercato italiano almeno un pregio può vantarlo: quello di non essere schizzinoso verso la musica che proviene anche da paesi di importanza non proprio primaria a livello internazionale.

Dunque, se una canzone incontra il favore delle nostre radio più importanti, allora potete stare tranquilli che si trasformerà in un successo anche se il suo interprete non viene da USA o UK. Un caso emblematico è senza alcun dubbio quello del cantante moldavo Catalin Josan, il quale nel 2010 venne fuori dal nulla con una canzone a dir poco stupenda: “Don’t Wanna Miss You”.

Classica up tempo pop strumentale, molto diversa dalle hit est-europee che andavano per la maggiore in quegli anni (“Mr Saxobeat” e “Hot” docent), questa canzone è caratterizzata da un testo estremamente romantico e da un’interpretazione ed una base che sanno scatenare le migliori emozioni all’interno dell’ascoltatore, portandolo a vivere con spensieratezza ed a dimenticarsi per qualche minuto di tutti i suoi problemi, un qualcosa che solo le canzoni più genuine riescono a produrre.

Insomma, le carte in regola perché il brano diventasse una hit mondiale c’erano davvero tutte, eppure a livello internazionale nessuno si rese conto del talento di questo ragazzo e “Don’t Wanna Miss You” mancò l’ingresso in praticamente tutte le classifiche rilevanti, sia in quelle di vendita che in quelle radiofoniche.

Per fortuna, le radio italiane si resero invece conto della bellezza di questa canzone, e con continui passaggi ne fecero un vero e proprio tormentone, dando a questo ragazzo un lungo periodo di popolarità nel Bel Paese. Ad aiutarlo ci fu anche la scelta di utilizzare il brano come colonna sonora degli spot della Vodafone il che, come per alcuni brani visti in precedenza, garantì al pezzo un buon successo anche a livello commerciale.

In fin dei conti, la canzone è riuscita ad ottenere il disco d’oro, permettendo a Catalin di avere la sua prima ed unica certificazione in un paese occidentale. Mica male per uno che non è mai riuscito a sfondare davvero…

Hilary Duff – Reach Out

Mentre oggi volendo si può anche girare un video soft porno per accompagnare una canzone, qualche anno fa il pubblico si scandalizzava ancora per poco, definendo sconci e di cattivo gusto dei video semplicemente sexy e provocanti.

Molti artisti che hanno provato a modificare la loro immagine in questo modo sono rimasti scottati dal pensiero buonista di un grande pubblico sempre ipocrita, il che spesso ha causato il flop di lavori di buona qualità. Tra coloro che hanno pagato un prezzo molto alto per questo motivo c’è anche Hilary Duff.

Quando il suo contratto con la Hollywood Records giunse al termine, i dirigenti la obbligarono a pubblicare un GH. Questa scelta era profondamente contraria al volere della star (all’epoca solo 21nenne), ma per “fortuna” la label le diede carta bianca almeno per il singolo di lancio. A questo scopo, l’artista scelse di rilasciare “Reach Out”, brano contenente un sample della celeberrima hit dei Depeche Mode “Personal Jesus”.

Per questo brano, Hilary decise di proporsi con un’immagine completamente diversa rispetto al passato, tornando al biondo dei suoi primi album ma approfondendo ancora più la sensualità già sperimentata nei video di “Dignity”. Ciò produsse un video molto sexy e provocante, è vero, ma mai eccessivo e volgare, tuttavia il pubblico non era ancora pronto ad una mossa del genere da parte della Duff,e così “Reach Out” fu condannato a floppare quasi ovunque.

Anche in questo caso, però, a salvare il salvabile ci pensò il mercato italiano. Qui da noi, Hilary ha sempre avuto una popolarità immensa rispetto al resto del mondo e così, con un brano capace di riproporre in chiave moderna un ritmo così conosciuto, la ragazza non poteva di certo mancare l’approdo nella classifica F.I.M.I., dove anzi il brano si trasformerà in uno dei suoi più grandi successi.

Con un piazzamento alla no.3 in classifica ed ottimi passaggi radiofonici, il brano concluse in bellezza il periodo di grande successo di Hilary in Italia. Peccato che la lunga assenza le abbia fatto perdere la popolarità anche nel Bel Paese…

Che dire, tutti questi brani sono di ottima fattura e tutti avevano le carte in regola per essere dei successi mondiali, eppure solo l’Italia (quando per un motivo, quando per un altro) ha saputo garantire loro grande popolarità… Che ne pensate di questo fenomeno?

55 Commenti

  1. Articolo molto interessante,peccato per madonna e anastacia che meritavano con quei singoli.
    Secondo me se in girl gone wild ci fosse stato un featuring la canzone avrebbe avuto più successo,ma va bene così,non è stata un flop comunque
    Anastacia ha avuto tantissimo successo fino dal 1999(esordio)al 2006 circa,poi apparte italia germania e qualche altro paese nessuno l’ha più ascoltatata,tanto ch)’album heavy rotation(2008)sebbene aveva un sound in prevalenza commerciale e che poteva fare molto per quell’anno,ha venduto solo 1 milione di copie,nonostante i can feel you era la classica canzone radiofonica di quegli anni,defeated pure poteva fare di più(se la promuovevano di più magari)e absolutely positively,non so cosa gli è saltato in testa di farla come singolo(io c’avrei visto di più i call it love o never gonna love again).
    Agli stati uniti anastacia non è mai piaciuta(o non gliene fregava di lei)nonostante michael jackson disse che anastacia era una delle scoperte migliori del nuovo millennio

  2. Articolo molto interessante. Mi permetto di dire che c’è un aspetto che viene trascurato nell’analisi di questi successi o pseudo tali: i tre/quarti di queste canzoni sono diventate celebri solo grazie ad un passaggio massiccio nelle radio.
    In altre parole, se le radio decidono di dare visibilità a qualcosa, può essere anche un brano di rutti, che tanto entrerà in classifica.
    Anastacia, per quanto mi piaccia, ad esempio è riuscita a strappare il disco d’oro e a vendere qualche copia in più dell’album perchè il suo brano è stato trasmesso tipo millemiliardi di volte.
    Il secondo singolo che, a mio avviso, era altrettanto valido non se l’è filato nessuno perchè non è stato praticamente trasmesso.
    Purtroppo il successo o l’insuccesso nel 90% dei casi è dettato dalle radio.

  3. Bell’articolo!. Il fatto che praticamente odio tutte queste canzoni (tranne il buon Ne Yo) mi fa pensare per quale motivo io sia ancora qui.

  4. Bella idea! Concordo con ch dice che molte siano le canzone peggiori per ogni artista. Sopratutto quella di Hilary, canzone e video bruttissimi (io sono uno di quegli ipocriti che condannano i video “soft” porno come li chiamate voi e ne vado fiero). Alexandra Stan non l’ha calcolata nessuno nemmeno in Italia con Clichè fortunatamente. Beautiful monster è invece secondo me la migliore canzone di Neyo.

  5. Sottolineo il fatto che alcune canzoni siano tra le peggiori delle carriere degli artisti; “Girl Gone Wild” e il suo video, poi, lol; c’è di positivo che era ancora una grande gnocca a quell’età.
    Adoro “Stupid Little Things”, Anastacia è veramente una delle cantanti più sottovalutate della storia ed è un peccato.
    Okay, forse sto per dire una cavolata, ma, nella seconda parte, ci vedrei bene “Without you” di Mariah, che è arrivata alla 1 in Italia, però è stata un successo mondiale, quindi non credo si possa mettere :/
    Sennò si potrebbe mettere “When you believe” di Whitney e Mariah che, nonostante i nomi forti, arrivò solo alla quindici negli Stati Uniti, ma alla cinque in Italia.

    • Non è proprio corretto,anastacia dal 1999(esordio)al 2006 circa aveva avuto un enorme successo sia coi singoli(hit mondiali i’m outta love,cowboys&kisses,paid my dues,one day in your life,left outside alone,sick and tired,pieces of a dream,i belong to you)che con gli album(not that kind 18 milioni di copie,freak of nature 17 milioni di copie,anastacia 21 milioni di copie),però non so perchè è passata dalle stelle alle stalle,di hit dopo il 2006 ha fatto solo i can feel you(non so se definirla hit)e stupid little things,2 discreti successi(absolutely positively e defeated)e flop(staring at the sun,best of you)
      Le vendite di album sono calate vertiginosamente(heavy rotation 1 milione di copie,it’s a man’s world 150 000 copie,resurrection 420 000)
      Mi dispiace molto anche perchè sono andatoa un suo concerto e merita tanto

      • Sicuramente sapevo della sua parabola discendente͵ però credo che sia per il tempo passato da un all’album all’altro!

      • Beh dal 2004 al 2008 4 anni non sono poi così tanti…in mezzo nel 2005 aveva fattocil greatest hits pieces of a dream e nel 2006 i belong to you con eros ramazzotti..secondo me è stata gestita male l’era heavy rotation

      • Sì͵ ma per una che͵ comunque͵ necessitava di almeno altri due album per riaffermarsi sono tanti!

      • Riaffermarsi?secondo me il heavy rotation è stato gestito male,doveva esserci più promozione e doveva pubblicarlo fine 2007 inizio 2008 massimo…
        Singoli sbagliati poi:
        -i can feel you:ok come lead single,forse un po più di promozione ci stava
        -Absolutely positively:sbagliato come singolo,al suo posto ci andava i call it love con promozione o never gonna love again con promozione
        -Defeated:ottimo singolo doveva avere più promozione e un video
        -Un quarto singolo o never gonna love again o i call it love

  6. Papi era stupenda, stupid little things anche girl gone wild e want! Aggiungerei anche ghosttown di Madonna e in parte One last time di ariana che ha fatto molto successo in tutto il mondo ma l’Italia è uno degli Stati in cui ha fatto più successo

  7. Perfettamente d’accordo, soprattutto con l’introduzione!
    Purtroppo ce ne sarebbero da citare altre, tra cui varie di Madonna e Te Amo di Rihanna, la quale è entrata in top 10 solo qui da noi se non sbaglio, nonostante fosse stata pubblicata come singolo internazionale.

  8. Inizio dicendo che spesso le classifiche italiane sono imbarazzanti (Ai Se Eu Te Pego vi dice qualcosa?), però a volte sono molto più equilibrate rispetto al resto del mondo. Quest’anno poi sono piuttosto soddisfatto, sono contento che brani come Roma Bangkok, Senza Fare Sul Serio, El Perdòn siano riuscite ad ottenere grandi risultati.
    Analizziamo però traccia per traccia proposta:
    GIRL GONE WILD: brano che non smetterò mai di ascoltare e ballare, secondo me meritava un successo planetario, ma così ahimè non fu (come Living For Love o Ghosttown). E’ un brano bellissimo.
    PAPI: il principale motivo per cui considero ancora di rimanere a vivere in Italia, era uno dei brani più belli del 2011 (il secondo più bello dopo We Found Love) e meritava di diventare ancora più hit di On The Floor.
    STUPID LITTLE THINGS: brano che adoro da una Donna che ammiro moltissimo, ancora non capisco perchè il suo successo è circoscritto a pochi Paesi europei.
    WANT: è bella ma ero assai giovane, non mi ricordo bene il contesto.
    BEAUTIFUL MONSTER: Ne-Yo è stato meno abile di Chris Brown nel passare dall’R&B alla dance, forse lo ha fatto con le tempistiche sbagliate, fatto sta che ahimè ci ha rimesso e non lo merita. Beautiful Monster è molto bella, penso sia uno dei suoi brani migliori.
    CLICHE’ (HUSH HUSH): Alexandra Stan l’ho sempre trovata una cantante abile e molto brava, Clichè è un ottimo brano ma 1.000.000 era anche più bella per quanto sia andata peggio.
    DO IT AGAIN: Shaki è molto apprezzata in Italia, anche se Empire e Can’t Remember To Forget You sono passate inosservate. Quando fa musica latina però ha sempre un enorme seguito nel Belpaese.
    WELL WELL WELL: usata anche questa dalla Tim, non mi ha mai entusiasmato. Però Duffy ha avuto successo fino al 2998 (risi assai).
    DON’T WANNA MISS YOU: inizialmente mi piaceva, poi l’ho odiata.
    REACH OUT: questo brano rappresenta come Hilary potrebbe aver distrutto le classifiche in Italia con Sparks se solo avesse promosso almeno un po’ nel nostro Paese.

  9. Praticamente le canzoni più commerciali di tutti gli artisti citati. Qui da salvare c’è solo Reach Out, Stupid Little Thing e Did It Again. Comunque non si può non dire che il pubblico italiano instaura con gli artisti una vera e propria forma di affetto, vedasi Madonna, Anastacia e Alexandra Stan. Proprio quest’ultima qualunque cosa (danzereccia) ci propone va discretamente. Mi ricordo perfino All My People (nessuno se la ricorda) entrò in top5 iTunes…

  10. articolo interessante,dimostra quanto siano strani i gusti italiani rispetto al resto del mondo (e in alcuni casi peggiori).
    La mia idea è che in Italia vadano per la maggiore le commercialate (tipo cheerleader),le truzzate (meglio ancora se accompagnate da un video altrettanto inutile o truzzo) o le canzoni spagnole tipiche del periodo estivo;mentre quando si tratta di canzoni mature,profonde o un pò diverse dal solito pop commerciale l’Italia ignora alla grande.
    Inoltre per quanto riguarda gli artisti noi italiani siamo come fissati,ad esempio un Enrique Iglesias o una Katy Perry o una Ariana Grande (in tempi più recenti), vendono alla grande,si sentono quasi sempre alla radio ogni qual volta sfornano un nuovo singolo,mentre altri vengono proprio snobbati,mentre magari in America o nel resto del mondo vanno alla grande. Non so mi vengono in mente le Little mix,io non le ho mai sentite alla radio,o una Taylor Swift (a parte shake it off non ho mai sentito altro di lei anzi,prima del 2014 gli italiani manco sapevano chi fosse). Oppure altro esempio molto lampante,una Selena Gomez la becco sempre con I want you to know (tipico singolo commerciale),Good For you o the heart wants what it wants,decisamente più mature, mai sentite.
    Io la vedo così

    • Hai proprio ragione, ma più che altro è un problema delle radio. Trasmettono quello che fa successo, e invece dovrebbero dar sostegno ad una canzone che non riesce ad ingranare. Conta che tutte le Swift, Lovato, Gomez, Duff e Cyrus (io l’ho sentita in radio solo con WB) che vanno alla grande in USA qui vengono snobbate dalle radio. Di queste giovani solo la Grande si salva, forse perchè con origini italiane.

  11. bellissimo articolo!
    mi sono sempre chiesto come mai molte canzoni diventino hit solo qui e la spiegazione è sempre la stessa … radio e spot !
    anzi ho anche notato che se delle canzoni diventano delle hit su itunes italia e le radio le snobbano, poi anche loro dopo un po’ cominciano a passarle e il successo aumenta.

    nella parte 2 io metterei una canzone che in Italia è stato un successone e viene ancora passata dall radio, su rds e rtl sempre ! Gary Go e la sua bellissima Wonderful , un grande talento destinato al successo soprattutto in Uk e alla fine ce lo siamo calcolato solo qui in Italia (anche il secondo singolo Open Arms ricevette l’appoggio delle radio ma non divenne un successone come Wonderful)

    • Beh non facciamo di tutta l’erba un fascio: canzonaccie latine come Bailando o El Perdon sono da condannare, ma sicuramente non i pezzi di Shakira o Ricky Martin.

  12. Bell’articolo! :D
    Madonna e Anastacia in Italia vengono viste ancora come grandi artiste (menomale!), infatti anche Ghosttown è stato un successo in Italia mentre è stata snobbata nel resto del mondo! La cosa positiva è che entrambe si sono date da fare nel nostro mercato (vedi Lifeline con Kekko dei Modà oppure Hold Tight esclusivamente per il mercato Italiano che in radio sta già andando forte). Per il resto la pubblicità riesce (non sempre) a creare hit e quello è ormai noto. Peccato invece per la Duff e Natalie Imbruglia che non riescono a riaffermarsi considerando che i loro ultimi singoli sono molto apprezzabili!

    • Non considererei la collaborazione di Anastacia con i Modà una cosa molto positiva.
      Anzi, mi pare proprio una poracciata e caduta di stile.

      • Io invece la considero positiva che una cantante di lingua inglese riesca a collaborare con un artista italiano…e lifeline feat kekko è meglio dell’originale secondo me
        Se non ti piace allora non credo ti piaccia neanche i belong to you anastacia feat eros ramazzotti

  13. L’italia ha un mercato strano.Porta prime in chart canzoni come danza kuduro o ai se tu pego e snobba hit da urlo,poi quelle che dovrebbero essere hit mondiali fanno successo solo in italia.Ad esempio cheerleader è esplosa ora in us e da noi 2 mesi fa… infatti spesso mi chiedo che gusti abbiamo! Madonna da noi rimane miss oro colato e anche la stan con inna si è fatta notare di nuovo ma tipo catalin josan o duffy che fine hanno fatto?Amavo dont wanna miss you e avrei scommesso che catalin un seguito l’avrebbe avuto e invece addiooooo

  14. Papi è stata per me proprio una cosa inaspettata, credevo fosse una hit mondiale, invece solo qui ha avuto successo…
    Did it again cantata con kid cudi non l’ha sentita mai nessuno, nemmeno io che sono un grandissimo fan di shakira e reputo questa canzone (senza featuring) come una delle sue piú belle…
    Stupid Little Thing ha avuto successo qui non solo grazie al suo fanbase italiano che è abbastanza solido, ma anche alla sua esibizione ad amici davanti a 5 milioni di spettatori, perché la salita nelle vendite è avvenuta il giorno successivo al serale
    Il resto è scontato facciano successo, sono tutte prese da pubblicità che trasmettevano ogni 2×3, e gli italiani vanno dietro alla tv come un gregge col suo pastore… Rimane però l’inaspettatezza di jlo

  15. Mentre oggi volendo si può anche girare un video soft porno per accompagnare una canzone,

    AHAHAHAH Umberto non ne sbagli una <3

    Le conosco tutte tranne quella di Catalin..

  16. L’Italia in fatto di gusti musicali è sempre stata un passo indietro al mondo intero (così come più o meno si dice all’inizio dell’articolo), e queste canzoni lo dimostrano. Sono praticamente alcune delle più brutte della discografia di artisti che hanno un grande passato alle spalle (Madonna e JLo in primis)

      • Non rientra fra le mie preferite in generale di Madonna… da MDNA preferisco Falling Free e Beautiful Killer!

      • Girl gone wild non è proprio tra le migliori di madonna ma neanche tra le peggiori…è una bella traccia senz’altro,ballabile e accattivante
        Le traccie di MDNA in ordina dalla migliore alla peggiore(per me):
        -Love spent
        -Girl gone wild
        -Falling free
        -Beautiful killer
        -Masterpiece
        -Give me all your luvin’
        -Turn up the radio
        -i’m addicted
        -Some girls
        -Superstar
        -Best friend
        -I fucked up
        -Gang bang
        -i’m a sinner
        -Birthday song
        Ovviamente secondo me,se poi la pensi in un altro modo no problem
        -I don’t give a

      • Ma come Gang Bang così bassa? É così cupa e scura… Avrei sempre voluto un video per quella canzone, che minimo sarebbe stato iper-censurato

      • ma dai lol come si fa ad amare gang bang!bella si ma non amo le traccie in cui madonna non canta e parla sottovoce
        i’m addicted molto meglio,non confondermi mi piace gang bang ma non e’ tra le migliori di MDNA
        al massimo te la posso mettere sopra i fucked up ma non di piu’ lol

      • Io non avrei mai voluto Gang Bang come singolo, anche perché se fosse stato singolo le radio l’avrebbero “scartata” perché poco radiofonica e censurata… Mi sarebbe semplicemente voluto vedere cosa avrebbe tirato fuori Madonna per una canzone così, e se avesse fatto un video avrebbe dovuto essere piuttosto crudo, quindi avrebbe suscitato polemiche a gogo… il fatto di GGW censurato mi domando il motivo

      • Ah ecco adesso ti spieghi…si sarebbe stato curioso…girl gone wild è stato censurato in paesi tipo iran e turchia perchè 1-ci sono dei gay nel video 2-È un video un po satanico

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