Ogni cantante che si affaccia per la prima volta nel musicbiz spera più di ogni altra cosa di riuscire a trovare già al primo tentativo una hit di grande successo

, tuttavia non sempre un simile avvenimento basta ad assicurare una carriera fortunata e longeva.

Nonostante ci siano molti casi in cui da una grandissima hit dia origine ad una carriera maestosa, a volte capita anche che il successo della canzone è così grande che il pubblico tende ad associare l’interprete solo e soltanto a quel brano, e questo spesso impedisce una normale evoluzione, e di conservare la fama una volta concluso il periodo di successo di questo brano.

Negli anni i casi di artisti colpiti da questo terribile flagello sono stati molti, e spesso ciò è avvenuto senza che il diretto interessato avesse il tempo materiale per mostrare tutto il suo talento al pubblico, dando così vita talvolta anche a pregiudizi del tutto infondati circa la sua artisticità.

Per questi artisti fortunati è stato coniato il termine di One Hit Wonder, un termine ormai indicato come una sorta di maleficio che potenzialmente incombe su ogni debuttante. Diamo ora un’occhiata ad una lista di 10 nomi che, pur essendo entrati di diritto nella memoria collettiva grazie ad una canzone di grandissimo successo, non sono mai riusciti a replicare questi numeri.

Jamelia – Superstar

L’artista da cui vorrei partire è una ragazza che quando esordì si trasformò subito in una grande promessa dell’R&B. Cantante e ballerina di indubbio talento, Jamelia nel 2003 conquisto tutta l’Europa con “Superstar”, una up tempo pop’n’b molto ballabile che seppe soddisfare facilmente anche i gusti anche degli italiani, trasformandosi così in una delle hit più potenti di quell’annata.

Dal ritmo travolgente e dotata di un ritornello particolarmente catchy ed incisivo, un pezzo di quelli che vengono riconosciuti facilmente anche adesso a ben 12 anni dalla release, “Superstar” è una sorta di inno alla fama e parla di come le celebrità siano sempre sulla bocca di tutti, condizione in cui all’epoca Jamelia stessa si ritrovò per un periodo molto limitato di tempo.

A differenza di altri artisti, questa ragazza non è sparita in seguito alla fine della promozione del brano, in patria e in qualche altra zona, alcuni suoi singoli dei risultati minimi li hanno ottenuti, ma nel mercato europeo “Superstar” è stato assolutamente l’unico successo di Jamelia, il cui nome per la maggior parte delle persone resta ormai legato solo ed esclusivamente a questa grande hit.

In questo caso, i presupposti per una carriera fatta di grandissimi successi c’erano davvero tutti: grande talento, prorompente bellezza, un sound che si alternava tra il commerciale e il raffinato, ma il destino non ha voluto che Jamelia potesse sfruttare come si deve le sue capacità, condannandola ad assaggiare il sapore della fama solo per alcuni anni. A mio avviso, lei avrebbe meritato molto più di questo.

Eamon – F*ck It

Un altro esempio riguardante prettamente il mondo dell’R&B riguarda un artista ormai scomparso del tutto dalla scena: Eamon. Classico esempio di un successo raggiunto con una velocità incredibile ma perso ancora più rapidamente, questo ragazzo esordì alla grande nelle classifiche di tutto il mondo con la hit “F*ck It (I Don’t Want You Back)”.

Arrivato alla no.1 in ben 13 nazioni diverse e posizionatasi in top 20 all’interno della Billboard Hit 100, il brano era una dedica ad un ex fidanzata verso la quale il cantante si rivolge con un profondo risentimento, mandando letteralmente a fanc*lo tutto ciò che riguarda la loro relazione, ed evidenziando come lui non abbia più bisogno di lei nella sua vita, il tutto accompagnato da una base malinconica che univa sapientemente hip hop ed R&B.

Nonostante non si trattasse di una canzone pop, “F*ck It” divenne uno dei tormentoni più virali di quegli anni: tutti i ragazzi del mondo si divertivano a cantare questi versi.

Amata ed esaltata come poche, questa canzone ottenne un successo davvero straordinario, così forte da oscurare ogni successivo progetto di Eamon che così, dopo soli due album, si è ritrovato dinanzi solo porte in faccia e non ha più avuto la possibilità di pubblicare nuovo materiale. In una situazione tale in cui un suo eventuale ritorno nel mondo della musica sembra improbabile, ritorniamo indietro nel tempo con un tormentone che, nel bene e nel male, viene tuttora ricordato praticamente da tutti.

Alizée – Moi Lolita

Se per gli artisti britannici ed americani diventare One Hit Wonders,è si possibile ma comunque più difficile, per i cantanti non anglofoni che si ritrovano tra le mani un tormentone di certe proporzioni è quasi impossibile mantenere costante i propri numeri nel tempo. Diamo ora un’occhiata a qualche esempio di One Hit Wonder che ha dovuto affrontare questo problema, partendo da una francesina: Alizée.

Questa ragazza debuttò nel panorama musicale a soli 15 anni con “Moi Lolita”, una canzone pop dal sound estremamente catchy ed infettivo, un brano che ti intriga ed ammalia fin dal primissimo ascolto, intrappolando così la mente e in un circolo vizioso, il tutto su un testo completamente incentrato sulla vita di una ragazzina un po’ troppo libertina.

Già amata da decenni e decenni, la classica figura della lolita mai come in questa occasione divenne praticamente idolatrata, in tutta Europa (compresi gli UK, nazione da sempre ostile ai brani non inglese) l’immagine di Alizée e questa canzone arrivarono insieme come un macigno e misero in subbuglio tutti i media e le classifiche, il tutto per un turbine che avrebbe potuto dar vita ad una carriera molto longeva nel panorama internazionale.

Ma così purtroppo non è stato: dopo quest’incredibile successo, Alizée ha visto il suo mercato di influenza ridursi immediatamente (e drasticamente) alla sola Francia, per poi perdere appeal nel giro di qualche album perfino in patria, dove oggi deve accontentarsi di posizioni abbastanza basse con ogni sua pubblicazione. E pensare che col suo debut album l’interprete riuscì a vendere 1 milione di copie solo in Francia arrivando così al disco di diamante… oggi per lei sarebbe impensabile.

Haiducii – Dragostea Din Tei

Un caso ancora più drastico fu quello di Paula Mitrache, una delle tante persone esteuropee immigrate in Italia che, a differenza della maggiorparte dei migranti, riuscì ad avverare un suo sogno: quello di diventare una cantante. L’occasione per il successo si presentò quando, assunto il nome d’arte di Haiducii, questa ragazza rilasciò illegalmente una cover dance della hit degli O-Zone “Dragostea Din Tei”.

Nonostante i problemi venuti fuori con il gruppo e la vicinanza cronologica con la release dell’originale, l’Europa praticamente si divise tra questi due brani gemelli e, sebbene l’originale ottenne vendite senza alcun dubbio maggiori, inaspettatamente Haiducii riuscì ad ottenere risultati molto significativi nel Vecchio Continente, penetrando tutti i mercati in cui l’originale si era fatta notare di meno.

Con un beat incalzante dinanzi al quale non si può restare fermi, e grazie anche al supporto dei vari DJ che mostrarono le loro abilità attraverso vari remix di questo brano, la canzone arrivò oltre il milione di copie vendute nel territorio europeo, una cifra veramente alta per un singolo in lingua romena interpretato da un’artista stabilitasi in Italia e non in un mercato particolarmente rilevante.

Come prevedibile, dopo questo grandissimo successo, l’appeal di Paula si azzerò immediatamente, facendola rientrare nei circuiti provinciali in cui aveva fatto musica e spettacolo fino ad allora e nei quali continua a lavorare anche al giorno d’oggi. Negli ultimi anni, la Mitrache ha ottenuto la cittadinanza italiana ed è entrata anche in politica diventando consigliere provinciale a Bari e fondando l’associazione umanitaria “Dacia Nicolaiana”. Ci troviamo insomma dinanzi a qualcuno che ha portato avanti una carriera ben diversa da quella musicale riuscendo però a realizzarsi comunque.

Alexandra Stan – Mr. Saxobeat

Restiamo sempre in Romania per analizzare un caso senza alcun dubbio molto più fortunato rispetto a quello di Haiducii, ma che comunque ha dato alla luce un’unica hit, almeno per quanto riguarda il mercato planetario. Sto parlando di Alexandra Stan, una ragazza di grande talento al cui debutto la sua label ha voluto tuttavia mettere in risalto soltanto una dote: quella della sensualità.

Questo è quanto viene fuori da Mr Saxobeat, up tempo EDMcaratterizzata da un video ed un testo abbastanza espliciti che esplose rapidamente nelle classifiche, prima nella sola europa e poi di tutto il mondo, arrivando a vette fino ad allora impensabili per una cantante romena!

Quale suo connazionale aveva mai sfiorato la top 20 della Billboard Hot 100, si era mai posizionato sul podio della chart britannica ed era mai entrato in 37 top 10 diverse, tra le quali vi sono 12 vette? Praticamente nessuno.

Tuttavia, nonostante l’incredibile successo e la popolarità che hanno permesso ad Alexandra di avviare la sua carriera musicale, il brano aveva un grande difetto: quello di mostrare meno di 1 decimo delle reali potenzialità di questa ragazza, la quale successivamente ci ha fatto assaggiare ben altri lati di se e mostrato performance vocali che mai ci saremmo aspettati da qualcuno che era entrato a far parte del musicbiz con un brano come “Mr Saxobeat”.

In ogni caso, dopo questo grandissimo successo, dopo i milioni di copie vendute in tutto il mondo, Alexandra ha rapidamente visto calare i suoi numeri continuando ad ottenere alcuni successi in mercati come Italia, Francia e Romania e stabilendo una carriera di una certa importanza in Oriente (dove tuttora per lei tutto va decisamente bene), ma non nel resto del mondo.

Iyaz – Replay

Ritorniamo adesso all’America per incontrare un altro ragazzo che al suo esordio sembrava destinato a diventare una certezza nella musica black del futuro, ma che invece dopo il boom del suo primo singolo ha visto il successo guadagnato svanire con la stessa velocità in cui era arrivato, senza che ci fosse alcun modo di impedire che ciò accadesse. Sto parlando di Iyaz mentre il brano in questione è “Replay”.

Capace di unire sapientemente R&B e Raggae ad elementi fortemente pop ed elettronici, il brano è caratterizzato da un sound assolutamente vincente, un ritmo catchy ed infettivo che non poteva farlo passare inosservato. Se a questo aggiungiamo un testo incentrato su una storia d’amore dai connotati adolescenziali ma estremamente romantici, era praticamente scontato il successo. Ed infatti fu così.

La canzone arrivò ai primi posti nelle classifiche di tutto il mondo, dominò le scene per mesi tanto in America quanto in Europa, arrivando in top 10 in 21 classifiche ed, in particolare, alla no.4 in Italia e alla no.2 nella Billboard Hot 100.

Per quanto riguarda le vendite, il pezzo riuscì ad andare oltre i 3 milioni di copie vendute nei soli USA, una cifra davvero considerevole per un debuttante, una base molto solida su cui costruire una carriera.

Ma, per un terribile gioco del destino, l’hype ottenuto da Iyaz con questo brano svanì immediatamente già alla release del singolo successivo, avviando così immediatamente una parabola discendente che riportò presto il ragazzo nell’anonimato da cui proveniva, il tutto senza che ci fosse la minima possibilità di risalire la china negli anni successivi. Questo triste destino colpì perfino l’intero album, il quale non è nemmeno mai entrato nella Billboard 200.

Alesha Dixon – The Boy Does Nothing

Solitamente gli artisti che vengono fuori da boy/girlband di successo o ottengono una carriera di grandissimo successo, riescono a restare a galla tra alti e bassi ma facendosi comunque un nome importante, o non riescono proprio ad emergere, evidenziando come la loro forza fosse legata al solo gruppo.

Un caso completamente diverso dal solito è quello di Alesha Dixon.

Proveniente dalla girlband britannica delle Mis-Teeq, dopo alcuni tentativi con i quali aveva ottenuto qualche risultato minimo solo in UK, l’artista trovò finalmente una hit in tutta europa con la scatenatissima “The Boy Does Nothing”. Up tempo ballabile ed energica come poche, questo singolo riuscì rapidamente a conquistare le radio e le classifiche di tutto il Vecchio Continente, imponendosi così come un vero e proprio tormentone nel 2008.

Popolarissima anche qui in Italia, dove tuttora le radio la passano spesso con la stessa frequenza con cui passano molte altre hit del passato, la canzone si fece notare grazie alla sua capacità di infondere allegria e voglia di ballare negli ascoltatori, il tutto grazie anche alle doti interpretative di Alesha, che con il suo talento riuscì a dare un’identità molto forte a questa canzone.

Nonostante ciò, dopo quest’episodio fortunato la Dixon non è più riuscita a farsi notare nel mercato europeo, e questo forse anche a causa della forte identità data alla sua hit, la quale si fece un tutt’uno con l’immagine della Dixon stessa. Dopo “The Boy Does Nothing” la cantante non è certo sparita, alcuni suoi brani sono comunque riusciti ad entrare nella top 20 britannica, ma al di fuori della sua patria nessuno dei successivi singoli hanno ottenuto il benché minimo risultato in classifica. Peccato, perché i presupposti c’erano tutti.

Vanessa Carlton – A Thousand Miles

Cambiamo ora completamente genere per trovare quella che nel 2002 sembrava essere destinata a diventare una delle nuove regine del pop-rock. No, non sto parlando della ben più fortunata Avril Lavigne, ma di un’artista che non ha certo potuto contare su milioni di album venduti e decine di hit come la collega. Il suo nome è Vanessa Carlton ed il brano di cui voglio parlarvi è “A Thousand Miles”.

Brano che mischiava sapientemente una voce innocente e grintosa ad un indimenticabile pianoforte che si trasformò immediatamente nel punto di forza della canzone, questo brano univa gli elementi giusti per creare una grande hit che si facesse notare in giro per tutto il mondo, uno di quei pezzi capaci di catturare l’attenzione di ogni tipo di ascoltatore e che potesse venire ricordata nel corso degli anni.

Questi presupposti furono rispettati praticamente tutti: il brano si posizionò in top 10 in 19 classifiche diverse e risultò essere il sesto singolo più venduto dell’anno negli Stati Uniti, mica male per una debuttante. Come è accaduto anche in altri casi, però, la qualità ed i numeri di questo primo singolo non furono sufficienti ad assicurare la longevità del successo della cantautrice, la quale fu presto messa in ombra proprio da un brano talmente forte da far si che per le masse, Vanessa fosse identificata semplicemente come l’interprete di “A Thousand Miles”.

A differenza di altri artisti a cui il destino ha serbato uno scherzo di questo tipo, lei non ha mai abbandonato per davvero l’ambiente musicale: la sua carriera è andata avanti a suon di album e, sebbene nessun suo progetto è stato mai più promosso come si deve, l’interprete è riuscita a resistere negli anni ed entro la fine del 2015 potremo ascoltare il suo prossimo album “Liberman”.

Estelle – American Boy

Ritorniamo adesso a sonorità più black per trovare uno di quei casi in cui personalmente non avrei mai immaginato che l’artista in questione sarebbe rimasta una One Hit Wonder. Sto parlando della cantante britannica Estelle. Vocalist dall’indiscutibile talento ed artista a 360 gradi, l’interprete era andata avanti per anni attraverso una estenuante gavetta che, pur portandola spesso nella chart britannica, non le aveva mai garantito il successo. Ma nel 2008 accadde qualcosa.

Non possiamo sapere se fu tutta fortuna, se il ritmo accattivante e coinvolgente bastò, o se la carta vincente fu il duetto con Kanye West, fatto sta che con “American Boy” le carte in tavola cambiarono rapidamente. Prodotta da un Will.I.Am che ancora non aveva perso la testa per beat da discoteca, il brano univa magistralmente la disco al funk in un connubio magico e trascinante, il tutto per una vera e propria perla che non poteva passare inosservata.

Incentrato su una donna che incontra il suo uomo ideale, il pezzo riusciva a coinvolgere tutti grazie ad un ritmo spassoso e divertente che, grazie anche ad un’interpretazione vocale da 10 in lode, divenne una grossa hit. Il successo del singolo fu ampio e longevo e coinvolse praticamente il mondo intero trasformandolo in un vero tormentone, una delle canzoni simbolo di quel periodo nonché un vero campione di vendite.

Purtroppo, la magia prodotta da questa canzone non fu sufficiente per rendere stabile la carriera di Estelle, che anzi dopo questo caso fortunato andò ancora peggio che in precedenza senza che nessun altro suo singolo riuscisse ad entrare nella top 20 della classifica britannica o nella Billboard Hot 100. Un vero peccato visto il talento di questa artista, il cui unico errore fu forse quello di tornare immediatamente all’R&B nonostante il successo ottenuto in veste disco-funk.

Agnes – Release Me

Concludiamo questo post con sonorità molto lontane da quelle di “American Boy” per incontrare una cantante nordeuropea che nel 2009 sembrava destinata a diventare una grande star dell’europop. Sto parlando della svedese Agnes la quale, dopo anni di grandi successi ottenuti in patria, decise finalmente di lanciarsi nel mercato internazionale con uno dei brani più incisivi della sua carriera: “Release Me”.

Brano dance-pop di ottima fattura e supportato da un’interpretazione vocale sicura e potente da vera star, “Release Me” aveva esattamente la stoffa che serve per dar vita ad un grande successo e così, grazie anche al favore delle radio e delle discoteche di tutto il mondo, esplose rapidamente nelle classifiche di moltissime nazioni, imponendosi così come uno dei tormentoni estivi del 2009.

Incentrato sul tormento di una ragazza che si ritrova davanti ad un ragazzo di cui si innamora, questo brano fece ballare davvero tutto il mondo, riuscendo ad essere passato spessissimo nelle discoteche anche in luoghi dove su altri livelli non era diventata una hit, primo fra tutti gli USA. P

ur non avendo nemmeno sfiorato la Billboard Hot 100, la canzone dominò la Billboard Hot Dance Play, un risultato niente male per qualcuno che negli States non aveva mai ottenuto neanche un briciolo di fama.

Nonostante ciò, anche nel caso di Agnes il successo internazionale fu passeggero: dopo qualche altro risultato ottenuto qua e là in alcune singole nazioni, la carriera di quest’artista è ritornata ad essere vincolata al solo territorio natio, ed ormai sembrerebbe proprio che lei e la sua label abbiano rinunciato a ritentare la strada della fama internazionale. Peccato perché anche per lei i presupposti c’erano.

Si conclude questo viaggio tra vari artisti che dopo una sola hit si sono visti finire di nuovo nel dimenticatoio. Di recente ci sono state molte polemiche circa le numerosissime newbie venute fuori nel 2014: in molti sono infatti convinti che gran parte di loro saranno destinate ad essere delle one hit wonder, proprio come gli artisti citati in questo post.

Secondo voi, chi tra i nuovi arrivati ha dinanzi a sé una carriera longeva?

E chi potrà essere un giorno citato in un altro articolo di questo genere?

A voi l’ardua sentenza!