Quest’oggi voglio accompagnare tutti i lettori di R&B Junk in un meraviglioso viaggio. Siamo nel 2012 ed una cantante che aveva debuttato nelle scene con un album R&B sorprende tutti rilasciando un disco molto diverso dal precedente, un album diametralmente opposto rispetto a quelle che erano le sue radici, ma che dal punto di vista qualitativo non aveva nulla da invidiare al suo passato.

L’artista di cui vorrei parlarvi è Alexandra Burke, ed il progetto in questione è il suo secondo album “Heartbreak on Hold”. Pubblicato a 3 anni dal precedente “Overcome”, questo disco trattava un genere molto diverso rispetto al predecessore: mentre il primo Era un album R&B, questo era un progetto prettamente dance.

Ma la dance di tale album non era dozzinale come quella che girava allora, era anzi piuttosto raffinata e di qualità, era costituita un insieme di suoni allegri e ritmati che non oscuravano mai la voce dell’artista, che qua riusciva a splendere quanto nel precedente album. Si trattava di produzioni originali, che guardavano al futuro, e che pur omologandosi al genere del periodo volevano dimostrare che la dance non era tutta me*da, che si potevano fare cose ottime anche con un genere81WnwSPEiZL._SL1429_

Non sono presenti produzioni troppo invasive in questo disco: nulla che possa andare bene solo nelle discoteche, nulla di talmente coatto da oscurare la bellissima voce di Alexandra, solo buona musica appartenente ad un genere differente rispetto a quello che ha lanciato la giovane artista.

Purtroppo, alcuni ascoltatori di musica prettamente R&B con questo album dimostrarono di avere un po’ i paraocchi: sicuramente, questi avrebbero osannato qualunque artista pop che avesse deciso di proporre un album R&B di tale qualità, ma bocciarono radicalmente un artista R&B che aveva osato sperimentare con un genere così diverso, condannandola ad un flop tremendo da cui questa ragazza non si è mai ripresa.

Il “bello” è che a causare questo disastro furono proprio coloro che si lamentavano per il “degenerare della musica”, per l’imporsi di gente senza talento, per la piega che il musicbiz stava prendendo già allora. A causare questo disastro furono coloro che non battevano ciglio davanti a popstar di dubbio talento che tra una commercialata e l’altra ci sbattevano una traccia urban di qualità ogni tanto, ma che non accettavano un simile affronto dalla Burke.

Ora, a distanza di 4 anni, vorrei chiedervi: è giusto questo? Vi rendete conto di cosa avete causato, di CHI avete affossato solo perché non ha rispettato certi parametri? Detto ciò, senza polemizzare ulteriormente, vi lascio all’ascolto di questo progetto.

Nonostante questa non sia una vera recensione “traccia per traccia”, ma più che altro lo sfogo di un ascoltatore che si è ritrovato per le mani questo progetto per caso, dopo anni, voglio comunicarvi quale voto assegno al disco, nella speranza che ciò possa spingervi ad ascoltarlo.

  • La causa del flop non credo sia dovuta al cambio di genere! Anzi, secondo me avrebbe dovuto vendere anche un po’ di più perché molto più commerciale rispetto ad Overcome! Semplicemente è stata vittima del fatto che spenti i riflettori di X Factor la gente si è disinteressata a lei.. come accaduto a tante altre che hanno fatto il botto col primo disco e poi hanno visto il successo calare come Rebecca Ferguson, Duffy, Leona Lewis (una delle poche che ha resistito più delle altre) e altre voci femminili uscite da X Factor UK.. Credo che la stessa sorte toccherà anche a Ella Henderson purtroppo. Comunque davvero un bel disco vivace e solare, perfetto per l’estate! Comprato proprio l’anno in cui uscì, ascoltato pochissime volte ma ne ho un buon ricordo!