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Uno dei vuoti più grandi in ambito musicale l’ha lasciato proprio lei, con la sua morte, il 23 luglio 2011. Stiamo parlando dell’ eccentrica cantante Amy Winehouse, una delle più grandi rappresentanti del soul bianco.

Quando si parla di grandi artisti, però, neanche la morte riesce a sbiadire il ricordo della loro musica e anzi, in alcuni casi sopraggiunge un successo quasi maggiore che in vita, e la stessa Winehouse infatti ha signoreggiato sulle classifiche anche dopo la sua morte riscuotendo un grande successo con il suo vecchi album, col nuovo progetto postumo e con il bellissimo documentario ”Amy”.

Ed è proprio questo documentario che ha fatto guadagnare ad Amy un’importantissima nomination per gli Academy Awards. L’ Academy Of Motion Pictures Arts And Sciences ha infatti avuto l’arduo compito di scegliere, tra i 124 documentari presentati in un anno particolarmente ricco in tale settore, solo 15 finalisti, tra questi appunto rientra”Amy”, lavoro diretto dall’inglese Asif Kapadia.

Il documentario è stato presentato in sala per soli tre giorni (il 15, il 16 e il 17 settembre di questo anno), ma che ha visto una grande promozione già da Aprile grazie alla pubblicazione del primo teaser, ha avuto un ottimo successo e propone la vita della cantautrice britannica, video, interviste e musica inedita, il tutto senza sfociare nel banale, infatti degna di nota è la sua proiezione al Festival di Cannes scorso.

Di un parere diverso la madre della cantante che ha preso le distanze dal lavoro, dichiarando:

è fuorviante e contiene delle bugie: le testimonianze sono state raccolte a partire da un campione molto ristretto di conoscenti e amici di Amy, molti dei quali non hanno nemmeno preso parte agli ultimi anni della sua vita

 Similmente il padre:

La prima volta che l’ho visto sono stato male. Amy stessa sarebbe andata su tutte le furie: non lo avrebbe mai voluto

Insomma vedremo se il documentario sarà realmente premiato o se i giudici terranno conto di quanto dichiarato dai genitori.

 

E voi, cosa ne pensate? Credete che il lavoro meriti di vincere il premio? O si tratta di un misero documentario creato (come l’album postumo) per trarre beneficio dalla morte della star?