Gli anni 90 sono stati per me anni di formazione in cui ogni singola canzone, duetto e produzione di Babyface è stato ricercato negli scaffali dei negozi di dischi (e credetemi ne ho girati tanti) e ascoltato attentamente e in maniera meticolosa. Dal 2000 in poi, le sue produzioni sono divenute sempre più rare, ritrovarlo pertanto nelle vesti di scrittore e produttore nel brano “Pray For me” di Anthony Hamilton è stata una gradita sorpresa.

“Pray For Me” è un gradevole tuffo nel passato grazie alle capacità d’interprete di Anthony Hamilton, capace di indirizzare ogni singola nota nella giusta direzione dandogli spessore, calore e colore, black naturalmente. Le canzoni di Babyface necessitano di interpretazione fuori dal comune e il metro di giudizio per stabilire se un pezzo è riucito nel suo intento o meno sta nel risultato finale che stabilirà l’ascoltatore. Infatti se sentirà i famosi brividi lungo la schiena, significherà che l’opera è stato portato a termine a pieno titolo… pieno titolo che Anthony Hamilton ha guadagnato per aver scelto di incidere questo brano e sopratutto per aver scelto di collaborare con uno dei più grandi produttori che ha contribuito a scrivere al storia dell’R&B che corrisponde al nome di Babyface.

11 Commenti

  1. Finalmente un editore che non parla di pu++anpop e pseudoartiste, sei già il mio editor preferito… vai così,grazie anche a rnbjunk la scelta

  2. Condivido. Ognuno di noi ha le proprie preferenze ed è giusto che lo esterni. Credo inoltre che nella multitudine dei commenti di infinite varietà di idee e vedute, si possa inquadrane con + obiettività l’oggetto della discussione.

  3. Mi fa piacere Denio che tu abbia pubblicato qualcosa di questo artista Neo Soul. Purtroppo certa musica di qualita’ spesso viene oscurata da tutto cio che’ rientra nel mainstream della musica black. Ho assistito a febbraio alle performance di Raphael Saadiq, e visto che e’ cosa rara vedere artisti definiamoli di “nicchia” non mi son fatto perdere l’occasione! Sarebbe eccezionale poter assistere ad un concerto anche di Anthony Hamilton.

    • Piacere mio x aver apprezzato il Post. Condivido il tuo pensiero. La musica Black non vive al momento un buon periodo… ma tornerà a brillare. Dobbiamo solo aspettare che questo ciclo Elettro/Dance finisca (anche se alcuni di loro come Usher, Chris Brown e altri, hanno allungato questo periodo scendendo a compromessi con il sound del momento per vendere di +!)

      • Vedo che la pensiamo allo stesso modo sull’influenza negativa che l’effetto “Guettiano” ha sull’identita’ del genere black! Mi rendo conto che voler etichettare a tutti i costi una canzone entro determinate categorie di genere o sottogenere, possa irritare qualcuno e possa esser vista come una miopia tradizionalista e arretrata! Ognuno di noi predilige determinate caratteristiche, musicalmente parlando e questo senza dubbio riflette esclusivamente un gusto personale e non oggettivo! Nella musica l’oggettivita’ non esiste per cui non me ne voglia chi stravede per la versione di Chris Brown piu commerciale! See you around De’

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