R&B Junk

Blog di musica R&B, Hip Hop, e Pop

Categoria ‘Recensioni Junkini’


Successi del passato: Mariah Carey - Butterfly

Buona giornata a tutti i Junkini….eccoci arrivati alla metà di Aprile (il butterfly month per R&B Junk e per tutti i lambs), domani uscirà negli USA l’ultima fatica della nostra Mariah Carey, quindi quale occasione migliore per tornare indietro nel tempo e riproporre quella che è la canzone simbolo-inno della Diva dall’ugola d’oro?

Facciamo qundi un bel salto di 11 anni e arriviamo al 1997: Mariah ha divorziato dal suo marito/pigmalione Tommy Mottola (allora capo della Sony, casa discografica di Mariah) e pubblica l’album Butterfly, in cui esprime tutta la sua voglia di libertà, libertà dopo gli anni di “oppressione” delle nozze.

La cantante più volte spiega di aver vissuto gli ultimi anni del matrimonio quasi come incubo, di essersi sentita manipolata e costretta in qualsiasi scelta (di vita ma anche artistica) dal capo-marito e dopo l’agognato divorzio da pieno sfogo a tutti i suoi sentimenti ed emozioni in questo disco, che segna una svolta fondamentale nella sua carriera: l’album è uno dei suoi più cupi e personali dal punto di vista dei testi, e musicalmente si stacca completamente dal pop delle sue opere precedenti virando decisamente verso un r’n'b raffinato ed elegante.

Ma veniamo al dunque: il secondo singolo estratto dal disco è l’omonima traccia “Butterfly”, che in 4:35 minuti riassume l’essenza e il significato dell’intero album, e soprattutto dello stato d’animo di Mariah in quel periodo. Abbiamo detto che questo lavoro, in cui Mariah sfoga tutta la sua voglia di libertà, segna una netta svolta nella sua carriera, e la farfalla del titolo è il perfetto simbolo di questo cambiamento: il bruco, imprigionato nella crisalide, si trasforma poi in una farfalla che può volare libera nel cielo (”spread your wings and fly, butterfly”). Il testo della canzone è pieno di metafore che esprimono al meglio questo concetto, alcune delle quali molto poetiche:

Blindly I imagined I could “Ciecamente ho immaginato Keep you under glass di poterti tenere sotto una campana di vetro Now I understand to hold you adesso capisco che per averti I must open my hands devo aprire le mie mani
And watch you rise” e vederti sorgere”

 

“I have learned that beauty “Ho imparato che la bellezza Has to flourish in the light deve risplendere nella luce Wild horses run unbridled cavalli selvaggi corrono liberi Or their spirit dieso il loro spirito muore

Mariah ha detto di aver scritto queste parole (more…)

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Danity Kane - Welcome To The Dollhouse (CD Recensione)

Ebbene, visto che nessuno si preoccupava di recensire quest’ “album” (Se così lo vogliamo chiamare) mi offrò per fare una recensione volendo approfondita (Anche se non ne vedo un bisogno).

Sono sorpreso che un album di infima qualità come questo, possa aver raggiunto lo stato Gold in solo due settimane. L’album si apre con l’inquitante “Welcome to the Dollhouse”, un inutile quanto stupido intro, accompagnato da sussurri dislessici di P. Diddy. Dopo quest’intro degno di Poltergeister (si scrive così?) passiamo alla potente uptempo prodotta da Danja e con la collaborazione di Missy Elliott, canzone dal testo privo di ogni significato, se non quello di dire porcherie e la parola “Bad Girl” in continuazione, il tutto contornato da una base che ricorda tanto un requiem.

“Damaged” il primo singolo e in assoluto la canzone più gay del 2008. Quindi troviamo altre 2 Danja Production, “Pretty Boy” e “Strip Tease”. La prima, con un beat molto ballabile mi ricorda TROPPO le sonorità di Blackout, mentre la seconda è una valida traccia e senza dubbio la più bella dell’album.

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Mariah Carey E=MC² pre-listen

Allora Junkine e Junkini, Lambini e Lambine appassionati di Mariah e non, cerchiamo di fare il punto della situazione fino ad oggi. Manca poco più di un mese alla release del’attesissimo “11th studio” album della diva.

Oramai i Lambs di mezzo mondo non stanno più nella pelle, è stata una situazione travagliata, siamo passati da una fantomatica “Illusions: the Butterfly Within” per diventare una “Sweet Soul Odyssey” (diciamo che l’Odissea nell’attesa di questo album l’abbiamo fatta più noi…) che ancora si è trasformata in “That Chick”.

Finalmente dopo mesi di attesa, mesi di falsi annunci e di rumors siamo arrivati al titolo definitivo annunciato sul sito ufficiale di “E=MC²“. Noi junkini abbiamo vissuto questa “Odissea dell’anima” nel nostro bellissimo Forum, che giorno dopo giorno si è accresciuto di iscritti, nella condivisione di questa trepidante attesa.

Tuttavia ci siamo, l’11 aprile (almeno per l’italia, il 9 in Giappone) è fissata la pubblicazione dell’album. Aprile sarà un mese caldissimo per la “Battle Divas” in quanto Madonna si appresta a pubblicare il suo nuovo album a distanza (anche lei) di tre lunghi anni (chi vincerà questa sfida? Stay Tuned on the Junkie’s Jungle).

In questi ultimi due mesi l’album, ancora in via di limatura è stato pre-ascoltato quasi in tutto il mondo, UK, Australia, Giappone, Taiwan e anche in Francia (ancora una volta l’Italia è fanalino di coda). Proprio per ammazzare questa estenuante attesa volevo riportare i tratti salienti delle tracks fatte ascoltare in questi Listening Party.

Ovviamente la musica non va spiegata, va ascoltata, però non se ne po più vogliamo l’album e allora ci accontentiamo delle briciole leggendo le recensioni fatte e pubblicate puntualmente in giro per il mondo! Vediamo un pò di capire almeno che direzione prenderà questo attesissimo lavoro. Ovviamente il sunto di tali recensioni non è la tracklist definitiva dell’album, alcuni pezzi sono “in fieri” per cui molte cose potranno cambiare.

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Recensione Junkino: Sugababes - Change & Kylie Minogue - X

L’autunno 2007 si preannunciava fantastico dal punto di vista discografico, e così è stato, ebbene, mentre gli artisti italiani sembrano non sapere far altro che pubblicare raccolte per guadagnare soldi facili, le star americane e inglesi (escluse se Spice Girls) si sono date più da fare ed hanno pubblicato album di grande qualità! A partire da Cèline Dion, che secondo me ha fatto un album ottimo, Alicia, che non mi ha ancora convinto al massimo anche se sembra piacere molto, Britney, che mi sta facendo impazzire, per arrivare infine alle Sugababes e Kylie che mi appresto a recensire.

L’album del trio inglese è uno dei migliori della carriera insieme a Three, sicuramente migliore del precedente Taller In More Ways che non mi ha fatto impazzire. Secondo me è tutto circondato di un’aurea malinconica, a partire dai testi, che a volte viene coperta da un sound assolutamente pop e allegro: About You Now & Never Gonna Dance Again oppure accompagnata da un sound lento anch’esso: Change, Back When, Mended By You, Undignified. Ma non mancano le hit tutto pop molto stile Sugababes: Denial e, sopratutto, My Love Is Pink che è veramente una bomba di canzone! E’ un album ottimo, con poche canzoni non degne di nota che, a differenza degli altri album firmati Sugababes, non perde tono nelle traccie finali. Le nostre suga, alla fine dei conti, non sofforno la mancanza di Mutya e si trovano a loro agio con la nuova, bella&brava, Amelle!

Voto: 9/10

Cambiamo artista e continente, passando dall’Europa all’Oceania e trovando (more…)

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Recensione Junkino: Mark Ronson - Version

Ho scoperto per caso l’esistenza di questo bravissimo producer inglese ma americano d’adozione poche settimane fa visitando la classifica dei singoli inglesi… vedo che alla #2 c’era: “Valerie” di Mark Ronson feat. Amy Winehouse, la ascolto su Itunes e subito mi piace, via, comprata!!! Sinceramente pensavo che Ronson fosse un semplice cantante nuovo… e invece, indagando sul web, ho scoperto che è un producer, tra l’altro il main producer proprio di “Back To Black” di Amy, ho ascoltato per curiosità il suo album “Version” e c’ho ritrovato proprio il sound alla Winehouse!

Solo che con un tocco di originalità e di collabo in più! Si inizia con un intro tutto strumentale: “God Put A Smile Upon Your Face” ritmatissimo! Da notare sicuramente “Oh My God” cantanta dalla dolce Lily Allen (c’è anche un video per la canzone veramente carino molto stile “Jessica Rabbit”) e la cover tutta jazz di Toxic della Spears che della canzone originale mantiene solo il testo. Bella anche “Stop Me” dal ritmo più elettronico, in un buon contrasto con il resto dell’album (ritmo che verrà ripreso alla fine). Ovviamente, neanche a dirlo, la migliore traccia dell’album è “Valerie” con la grande, trasgressiva, Amy! Cha accoppiata ragazzi!!! (more…)

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Concerto di Amy Winehose all’Alcatraz di Milano.

Quella che state per leggere, non è la recensione di un concerto, né una critica ad un’esibizione live di un’artista sconvolgente (lascio queste cose a chi è più qualificato di me) ma è il racconto o la cronaca di una giornata magica, giornata che mi ha fatto vivere mille emozioni e che auguro almeno ad uno di voi di vivere.Erano ormai tre settimane che io ed un mio amico avevamo preso i biglietti per il concerto di Amy Winehouse, e devo dirla tutta è stato lui a convincermi ad andarci perché io non volevo. Amy infatti non mi aveva conquistato, non so il motivo, forse perché non è proprio il genere che amo (preferisco l’RnB tipo Mary J. Blige o Janet Jackson) fatto sta che alla fine dopo mille preghiere mi ha convinto.Siamo partiti da Parma alle 16 e 30 con la speranza di accaparrarci un posto visibile.Non poteva andarci meglio. Siamo arrivati all’Alcatraz alle 18, e non c’era molta gente. Appena entrati nella discoteca ci siamo subito resi conto che sarebbe stato fantastico: eravamo in prima fila, il palco sopra di noi era a qualche metro di distanza, e, l’euforia che ci circondava, ci aveva contagiato, instillandoci (more…)

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Recensione Junkino: Amy Winehouse - Back To Black

Il personaggio di Amy potrà anche non piacere, ma da buon amante del R’N'B non posso rimanere indifferente con un capolavoro di questa portata. Amy è una ragazza che, ultimamente non ha dato il meglio di sé almeno a sentire i gossip che con una regolarità snervante uscivano quasi quotidianamente su di lei (dei quali l’ultimo sul suo arresto). Io ci ho sempre badato poco. Che me ne importa se è una drogata se ha fatto un album che trasuda bellezza da ogni suo angolo, che ha come unica pecca il fatto di avere una track list troppo esigua (appena 10 canzoni).

L’album si presenta dalla prima all’ultima nota innovativo, anche grazie al nuovo genio della musica inglese Mark Ronson (del quale consiglio vivamente l’album Version), collaborazione che ha fruttato perle incredibili come Rehab e Back to Black.

Arrivo subito al punto, è un album innovativo geniale con un sound unico e con testi che sono un pugno allo stomaco per la loro crudezza e espressività. Trasuda sofferenza e disagio, amori finiti, abbandoni, lacrime che si asciugano da sole, un lui che va via e la lascia indietro nel buio.Insomma un album crudo e sofferto ma che colpisce per la raffinatezza dei suoni e porta tante novità, diciamola tutta un bello scossone alla discografia di oggi che è piatta e che ricicla i suoni.

Ecco la track list: (more…)

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