Britney Glory

Finalmente è uscito in tutti gli store fisici e digitali l’album che ha segnato uno dei comeback più attesi della stagione! Ovviamente stiamo parlando di Britney Spears e del suo nuovissimo disco Glory, il nono di una lunga carriera costellata di successi (iniziata quasi 18 anni fa con la celeberrima hit mondiale Baby One More Time) e seguito di Britney Jean, un grande flop  a livello mondiale che non è mai riuscito ad avere grandi riscontri di pubblico e di critica per via di scarsa promozione, hit mancate e della saturazione di un genere come l’Electro House che quell’album continuava a calcare ma che, all’epoca, era ormai passato di moda (a vantaggio delle nuove tendenze Trap), oltre che ad una qualità del disco veramente discutibile.

Ripercorriamo un po’ la storia alquanto travagliata di Glory: dopo aver deciso di terminare in anticipo l’Era Britney Jean con il secondo singolo Perfume (nonostante ci fossero progetti per il rilascio del bellissimo brano Alien ad inizio 2014), Britney decise di dedicarsi ad altri progetti collaterali (come la sua Residency o la collezione di intimo The Intimate Britney Spears, per la quale la cantante intraprese un piccolo tour promozionale tra Europa e Stati Uniti nel settembre 2014), nonostante avesse comunque rinnovato nello stesso anno il suo contratto discografico con la RCA. Proprio però nel corso della sua attività promozionale per la sua linea di intimo la Spears aveva rivelato che i lavori sul nuovo album fossero ormai partiti, anche se molto lentamente.

A fine 2014 comincia ad emergere una notizia: la principessa del Pop avrebbe rilasciato un duetto con la rapper australiana Iggy Azalea, fresca di successo della sua hit mondiale Fancy. Il brano, di nome Pretty Girls, è uscito nel maggio del 2015 e non è riuscito a soddisfare le aspettative: magri risultati in classifica e una critica non benevola nei confronti del singolo (per l’eccessiva somiglianza con la precedente Fancy?) hanno fatto desistere Britney dal fare di quel brano il suo grande ritorno sulle scene musicali.

A maggio di quest’anno Britney si esibisce ai Billboard Music Awards (in una performance che è riuscita a soddisfare i gusti del pubblico e a far rivedere a tratti l’energia che un tempo metteva nei suoi live). E’ stato annunciato immediatamente il nuovo singolo, “Make Me” il cui rilascio però è stato anche esso travagliato, con varie problematiche soprattutto in merito al suo videcolip (per saperne di più sulla vicenda puoi leggere QUI).

Glory, album il cui nome è stato sicuramente scelto per celebrare la prestigiosa carriera dell’interprete, viene rilasciato finalmente a fine agosto, dopo una serie di tracce pubblicate qualche giorno prima.

Ora, acquistato Glory e in attesa della performance ai Video Music Awards 2016 di domenica, quali sono le nostre opinioni sulla nona fatica discografica di Britney Spears? Sarà riuscita la Spears a soddisfare le nostre aspettative? Scopritelo insieme a noi nella nostra recensione traccia per traccia della Deluxe Edition, composta da 17 tracce (mentre la standard ne ha 12)!

1. Invitation

Glory inizia con questo brano dall’ottimo potenziale. Scritta dalla Spears assieme a Julia Michaels e Justin Tranter (già autori della nota Sorry di Bieber) e prodotta da Nick Monson (Good for You di Selena Gomez), Invitation è una traccia che un po’ rimanda alla mente intro come Lotus Intro dell’Aguilera (grazie agli intensi echi) e 1+1 di Beyoncé (vista l’influenza Downtempo/R&B anni ’90 di entrambi i brani).

Dalle buone strofe fino al refrain arricchito da organi elettrici anni ’80, Britney fa partire l’album nel modo migliore, con una performance vocale che stupisce e che ci fa ricordare vagamente le atmosfere sensualissime di In The Zone. Ottimo inizio, ottima produzione di Monson (che dimentica il sound troppo minimal di Good for You), brano promosso a pieni voti.

Il testo, come gran parte delle lyrics che comporranno Glory, parla di amore, emozioni e sensazioni. L’invito del titolo è quello che Britney fa al suo partner, ovvero una proposta di lasciar andare tutte le inibizioni per viversi al 100% e conoscersi a fondo. I versi sono costruiti in chiave romantica e puntano molto sul fattore sensoriale.

“Here’s my invitation, baby, come feel my energy, we give emotions to each other” (Questo è il mio invito, tesoro, vieni a sentire la mia energia, ci diamo emozioni a vicenda).

2. Make Me… (feat. G-Eazy)

Si cala un bel po’ di quota con il primo singolo rilasciato dall’album, una midtempo scritta e prodotta da Burns (già producer per Ellie Goulding e Pitbull e remixer della hit Work di Rihanna) che, nonostante alcuni elementi interessanti, non riesce proprio a brillare. Senz’altro una pessima scelta come lead single. Buoni i giri di chitarre elettriche dal gusto New Wave anni ’80, ma il risultato è quello di una track troppo scarna, con un testo piuttosto spinto, una produzione che snatura parecchio lo stile della Spears e il rap di G-Eazy che purtroppo non riesce ad essere un elemento di spicco, anzi sembra messo lì un po’ a caso.

Davvero il primo singolo più debole di Britney, non riusciamo a spiegarci come una canzone così, a fronte di altre track davvero più forti, sia riuscito ad essere stato il primo estratto da Glory.

Parlando del testo c’è da dire che, sinceramente, non presenta molto contenuto; i soliti riferimenti a sfondo sessuale salvati da qualche metafora e frase ad effetto. Al di là di questo in particolare, Glory in generale pecca veramente sul piano compositivo dei testi e già dicendovi che quello di Make Me… è ben lontano dall’essere il peggiore, abbiamo detto molto.

“From the bar to the car, let’s take it back to my room, Igniting the heat of the moment; let the sparks fuse” (Dal bar fino alla macchina, ritorniamo nella mia stanza, Ad innescare il calore del momento, lasciamo che le scintille divampino).

3. Private Show 

Arriviamo ora al primo singolo promozionale dell’album, rilasciato anche come colonna sonora per lo spot della nuova fragranza, intitolata appunto Private Show. La track, prodotta da Young Fyre (conosciuto per il suo lavoro con il rapper T-Pain), risulta essere una delle più innovative della carriera di Britney: la semplice base Downtempo/R&B ogni tanto intervallata da alcune chitarre elettriche e accompagnata da flebili cori sembra rievocare atmosfere orchestrali, Jazz e Dark Cabaret assolutamente inedite per la Spears.

Purtroppo il risultato non è stato per nulla riuscito, ci troviamo di fronte ad uno dei peggiori brani del disco, se non il peggiore. Private Show non ha purtroppo l’incisività di molti brani della cantante, la performance vocale è compromessa da un eccessivo rimaneggiamento, non suona affatto bene Britney qui. Lodevole il tentativo, ma questo non può salvare una traccia oggettivamente poco felice.

Per quanto riguarda il testo non ce ne vorrete se lo inseriamo nella lista dei più tremendi della sua discografia. Provocazioni ed egocentrismo si incontrano superando di gran lunga la soglia del ridicolo. Pali da lap-dance, twerk, ecc…questi versi sono davvero il nulla cosmico e leggendolo vi accorgerete che non esageriamo. Il “private show” era meglio restasse privato…

“Slide down my pole, watch me spin it and twerk it, Put on a private show” (Scivolo giù dal mio palo, guardami che ci giro intorno e twerko, Ho messo su uno show privato).

4. Man On The Moon

Ecco qui uno dei miei brani preferiti dell’intero disco. Man On The Moon, scritta e prodotta da Jason Evigan (che era già dietro alla bellissima Ghosttown di Madonna), sembrerebbe una semplicissima produzione Downtempo, ma subito svela il suo cuore pulsante tra cristalline percussioni vicine alla musica caraibica, tastiere elettriche e violini che caricano la tensione emotiva del brano rimandandoci pienamente alle delicate atmosfere delle ballad anni ’80, ma ricordando nell’insieme anche lo stile di How I Roll, album-track del suo settimo album in studio Femme Fatale.

Il tutto viene completato dalla voce soft di Britney (la cui performance vocale in alcuni punti mi ha ricordato quella di Touch of My Hand) che canta di una sofferta rottura dopo la quale la cantante decide di aspettare il suo “uomo sulla Luna”. Un pezzo davvero delicatissimo, che lascia estasiati nella sua apparente semplicità e che a me ha ricordato un po’ le atmosfere di The Real Thing della Stefani. Anche questo brano promosso a pieni voti.

La dolcezza trasmessa dall’ascolto si rispecchia totalmente con il romanticismo, a tratti mieloso, del testo. Versi che giocano con riferimenti e metafore spaziali (stelle, Luna, buchi neri…) per far capire quanto prezioso ed immenso sia l’amore, un amore così speciale a tal punto che Britney si dice pronta ad aspettare il suo uomo sulla Luna.

“Houston, I know there’s a problem here, must be a hole in the atmosphere, baby, I wanna be closer to love” (Houston, so che c’è un problema qui, deve essere un buco nell’atmosfera, tesoro, voglio essere più vicina all’amore), dice in una strofa facendo chiaro riferimento alla celeberrima citazione “Houston, abbiamo avuto un problema”, dalla missione Apollo 13.

5. Just Luv Me

Scritta sempre da Julia Michaels assieme ai producer Cashmere Cat e Robopop (che hanno poi creato il sound del brano), Just Luv Me è una track che insegue le tendenze contemporanee. La canzone si sviluppa seguendo gli influssi minimal dell’Alternative R&B con piccoli tocchi di Tropical House e lievi richiami al Trip Hop anni ’90. Sembra un brano preso direttamente da Purpose, l’ultimo album di Justin Bieber.

Non è una canzone che mi entusiasma (sarà che vedo le tendenze attuali come troppo scarne, semplificate e superficiali), la performance vocale nemmeno è così coinvolgente, la traccia comunque è piacevole.

Just Luv Me presenta un testo a dir poco romantico, per non dire incredibilmente sdolcinato. Anche se il pezzo non è stato scritto da Britney è innegabile il fatto che le si addica particolarmente, in quanto fa emergere quel lato fragile di una donna che al suo uomo non chiede altro che amore sincero, dopo le tante scottature e fregature subite in passato.

“But I’m not gonna ask you for nothing, Just luv me, just luv me, I’ma keep it simple, real simple, Just luv me, just luv me” (Ma io non ti sto chiedendo niente, Semplicemente amami, semplicemente amami, La farò semplice, molto semplice, Semplicemente amami, semplicemente amami).

6. Clumsy

Il secondo singolo promozionale dall’album, già annunciato come il gran ritorno di Britney all’EDM e come una sorta di brano revival della sua carriera, è Clumsy, una track prodotta da Warren Felder (già produttore del primo singolo solista di Nicki Minaj, Your Love) e che merita senz’altro parecchi ascolti per essere apprezzata. Percussioni vicine alla musica Country rendono ritmatissimo l’arrivo al refrain in cui i sintetizzatori spezzati rimandano non solo alla più moderna Electro House, ma anche alla tradizione Eurodance/Trance anni ’90.

Sembra una canzone composta di due parti un po’ a sé stanti, unite lievemente solo da alcune leggere tastiere House prima del ritornello, ma il connubio tra i due sound riesce tutto sommato piuttosto bene. Una pecca è la voce di Britney, che non vedo sposarsi molto bene con la base (poi appare troppo modificata). Il brano non è tra i più riusciti di “Glory”, è anche un po’ pesante in certi frangenti.

Nulla di nuovo per quanto riguarda il testo, una Make Me… ben più volgare con riferimenti sessuali più espliciti. Ci domandiamo se la stessa Britney non si stanchi di portare sempre questo tipo di lyrics…

“Clumsy, Never told a soul about what we’ve done, You let it roll right off your tongue, Again and again” (Non ho mai detto ad un’anima cosa abbiamo fatto, Lasci che rimanga nella tua lingua, Ancora ed ancora).

7. Do You Wanna Come Over?

Eccoci arrivati al mio secondo pezzo preferito dell’album….

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  • Marco22

    Il disco più bello per me è resurrection… Di anastacia

  • Vitto

    Mi piacciono davvero poche canzoni, la maggior parte le trovo carine però non mi viene la voglia di ascoltarlè… poi Britney non mi piace molto, sia come immagine sia per quanto riguarda la sua voce, non so perché ma la trovo fastidiosa

  • Yari da Novara

    Sarà, ma a me sia Private Show sia Clumsy piacciono parecchio. PS è una canzonetta leggera e sensuale, il testo frivolo ne è la prova, è un’ottima base per uno strip. Di Clumsy apprezzo moltissimo il ritmo incalzante che ti fa venire voglia di muoverti, un po’ alla Toy Soldier. (BlackOut resta senza dubbio il suo miglior lavoro)
    Concordo col dire che l’intro mi ha ricordato moltissimo Lotus. Una buonissima apertura.

  • MUSIC is the way.

    Glory a me piace tantissimo, Man On The moon, do you wanna, liar e no seas cortes sono le mie track preferite. Nelccomplesso secondo me è un buon disco e con la giusta promo riuscirà ad avere una hir

  • ANDREINO

    Trovo proprio sbagliato dire che è il disco più confusionario di Britney. Il disco può piacere o meno ma è sicuramente coeso e di altissima qualità. La direzione arttstica ha amalgamato benissimo lo stile di tutti i produttori creando un LP molto compatto dalle atmonsfere urban e sperimentali. Lo trovo persino più compatto di IN the zone (che ho vissuto e amato) dove alcuni pezzi r’b erano alternato a pezzi più elettro come Breathe on me e Toxic che a ben guardare stonavano un po’ nel disco, così come in Britney Jean che era un vero e proprio minestrone. Dopo Blackout penso sia il suo disco migliore.

  • Navy_Swift

    A me sinceramente piace così come piace anche Britney Jean

  • lucasgoodvibes

    Personalmente ho veramente apprezzato questo lavoro, lo trovo fresco, raffinato e di buona fattura. Non mi sarei mai aspettato un capolavoro del genere dalla Spears, di gran lunga lontano dal genere (e probabilmente dallo sforzo impiegato) degli ultimi album che ha rilasciato (che ho adorato ugualmente). Penso che le tracce di “Glory” siano tutte potenziali hits, spero che estragga alcune delle mie preferite quali: Do You Wanna Come Over ?, Clumsy, Better, If I’m Dancing, Love Me Down, Just Luv Me e Change Your Mind…. una delle perle di quest’album insieme a Coupure Électrique (magnifica !). La cosa che mi ha colpito di più, è la passione che Britney ci mette in quest’album, nel cantare ogni traccia del disco (come se stesse quasi recitando). Ho notato un notevole miglioramento vocale, che poi sia stata leggermente modificata (sicuramente) o meno mi ha fatto comunque molto felice. Concludo con la speranza, di una buona gestione dei singoli (di carne da mettere sul fuoco ne ha parecchia) magari optando per 4, 5 canzoni (ma non di meno !)… E andrò di corsa a comprarlo, perchè lo adoro ! E Brava Britta !

  • Carlo13

    Io sono soddisfatto bell’album certo non si può paragonare ai suoi migliori ma è un buon album…fa bene a provare nuovi stili come in BJ…secondo me non cerca più hit e vuole dedicarsi a fare qualcosa di cui lei sia contenta..l’unica hit potrebbe essere dywco! Io sono contento anche perché sembra abbia più voglia rispetto a BJ…brava brit continua così!!!

  • Riccardo

    Bella recensione, complimenti!
    Concordo su quasi tutto, tranne che su “Liar”, che io trovo fantastica! La mia preferita assieme a “Man On The Moon” e “Change Your Mind”. Come secondo singolo pubblicherei “Do You Wanna Come Over?” a settembre, “Man On The Moon” a dicembre e “Liar” come quarto e ultimo singolo ad aprile. Ma sarà un miracolo se arriveranno a 3, lol

  • Britney.spears

    Io penso che tutta la canzoni dell’album abbiano del potenziale. Vanno soltanto scoperte. Per me è il suo miglior album di inediti!!!! Forza Britney!

  • Alberto Maccariello

    a me nel complesso non mi dispiace, anche se britney jean a me è piaciuto. L’unica cosa è che vorrei veramente sentirla in live ma sono sogni