Con l’aria che tira mi sarei aspettato da Bobby Valentino una certa evoluzione nel suo sound, cosa che purtroppo non ho trovato ascoltando il suo nuovo album “Special Occasion”.

Ci sono tantissimi artisti R&B uomini che cercano di uscire dal “comune” per fare qualcosa di diverso, Bobby Valentino con questo album non ha veramente trovato una sua personalità ma ha praticamente ribadito il sound del suo primo CD.

A parte la bella “Anonymous” che deve il suo fascino alla produzione sempre impeccabile di Timbaland, non vi sono traccie degne di nota, un CD piuttosto slow, con le solite canzoni semi mielose soul-r&b ma nessuna ballata che rimane sotto la pelle…

Il CD è in uscita domani, e debutterà la settimana prossima in Billboard Chart…, però non avendo “fatto rumore” nella chart dei singoli è probabile un debutto piuttosto basso nella chart, sembrano lontani gli anni della bella “Slow Down” che tocco la numero uno nella R&B chart, e la altrettanto carina “Tell Me” del suo album precedente…

Spero che si metta a lavorare per trovare uno stile più “colorato” per il prossimo CD…, per R&B Junk è bocciato a questo secondo test… R&B Junk rating:

Ecco la tracklist del CD e la copertina del CD:

1. Intro
2. Anonymous (Feat. Timbaland)
3. Checkin’ For Me
4. Special Occasion (Interlude)
5. Rearview (Ridin’) (Feat. Ludacris)
6. If I Had My Way
7. How `Bout It
8. Turn The Page
9. Home Is Where You Belong
10. Let Him Go (Feat. Fabolous)
11. Only Human
12. Can’t Wait `Til Later
13. I Was Wrong
14. Soon As I Get Home
15. Over & Over
16. Right There (Thank You)

[ratings]

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  • Gianmarco Croci

    Nella ormai interminabile lunga lista di fighetti cloni di Usher, da Chris Brown a Lloyd, da Pretty Ricky a Omarion, da Marques Houston a Mario Barrett, Bobby Valentino, non so perchè, mi ha sempre dato la sensazione di artista con un po’ più di contenuto, e non solo il belloccio della situazione…sarà per il suo omonimo (non “Valentino” ma “Bobby….Brown”, sarà per la sua tonalità di voce, sarà perchè arriva dagli anni 90 (ex componente dei Mista, quelli di Blackberry Molassis), ma sicuramente il motivo principale è per la sua smash hit Slow Down (l’unica che in tempi recenti (2005!) mi ha riportato al sound dei Jodeci di Devanté Swing).
    Ebbene, il ragazzo ritorna secondo me molto più maturato e con molta personalità. A parte la hit per le classifiche Anonymous, liriche extrabeat che tanto vanno di moda adesso, non solo lo ascolto riconfermarsi nelle produzioni di Tim and Bob, ma dimostra la sua evoluzione con Turn the Page prodotta da Darkchild (finalmente, era da un anno che la aspettavo!) e poi, grandissima sorpresa, entrare in stile LSG/Silk con le produzioni del troppo sottovalutato Darryl Delight Allamby (un tempo 2000 watts, oggi Ghettopop – grandioso!).
    Ma quando ormai l’anno scorso era stato annunciato questo album, più volte rimandato come ormai capita spesso nello showbiz (e meno male che alla fine è stato comunque pubblicato), era stata presentata l’ennesima cover che avrebbe fatto come sempre rimpiangere l’originale, Soon as I get home from work – Babyface, 1989 – …ebbene, non mi sarei mai aspettato da uno che si chiama Bobby Valentino un’interpretazione del genere, perfetta, centrata, assolutamente non rovinata ed identica all’originale, sia nella tonalità, sia nel background, e sia nella produzione di Tim & Bob. Questo album vale l’Hot Shot Debut al n.1 nella RnB album di Billboard (oggi con Soundscan è un fatto abbastanza abituale, ma non proprio di tutti. Grande Bobby “Valentino” Wilson !!!