Dopo essersi data al burlesque nell’ultimo film di Steven Antin, ora Cher si muoverà verso la musica contry. A confermarlo è il produttore Mark Bright, il quale ha dichiarato che a breve entrerà in studio con la cantante di “Believe”. Durante una recente intervista concessa a Silk and Denim Music Bright ha affermato: “Cher sa che i suoi fan ascoltano anche musica contry quindi ha deciso che sarebbe stata un’evoluzione naturale quella di cimentarsi in questo genere”.

Il produttore è una garanzia nell’ambiente, in passato ha lavorato con Reba McEntire, Loretta Lynn, Rascall Flatts e Carrie Underwood per la quale ha creato “Cowboy Casanova” e “Before He Cheats”. I sostenitori di Cher attendono un nuovo album dal 2001, staremo a vedere se a 10 anni di distanza il 2011 sarù l’anno buono.

3 Commenti

  1. Mah..Non credo che l’album sarà tutto country o cmq non country puro, alla Reba McEntire per intenderci. Rischierebbe di deludere alcuni mercati che hanno contribuito a fare la sua fortuna, e in alcuni casi che l’hanno sostenuta quando l’America sembrava essersi dimenticata di lei, come quello inglese, quello tedesco o quello spagnolo. Penso che, più realisticamente l’album avrà uno stile pop-rock con qualche richiamo al country, come già fece con “Heart of stone” nel quale inserì Just like Jesse James o “I paralyze” dove è presente la bellissima “Do I ever cross your mind”. Del resto la stessa Cher dichiarò durante la promozione di Burlesque di avere voglia di realizzare un album rock; tuttavia la sua partecipazione al Country Awards con la dichiarazione d’amore nei confronti di questo tipo di musica potrebbe davvero significare un cambio nelle sue intenzioni verso il country.
    Io non amo molto il country ma ho imparato ad essere continuamente stupito da questa instancabile artista: anche la dance non rientra nei miei gusti, eppure “Believe” e “Living proof” li ho letteralmente adorati e consumati. Se country sarà, sono sicuro che ancora una volta riuscirà a piacermi. D’altro canto Cher ha già dimostrato di saper cantare di tutto, dal beat e folk degli esordi nei lontani 60ies al pop e alla disco degli anni 70, dal rock degli 80 alla dance dei 90, facendo anche mirabili incursioni proprio nel country, ma addirittura nel soul e nell’R’n’B con alcune cover..
    Personalmente continuo a sperare in un “It’s a man’s world 2.0”..Quell’album fu davvero un capolavoro e segna, a mio parere, il punto in assoluto più alto della sua già florida carriera oltre che del suo eclettismo e della sua versatilità d’artista e di cantante.

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