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Chris Brown è tornato venerdì scorso con il suo singolo comeback intitolato “Party”, in collaborazione con Usher e Gucci Mane, che anticiperà il suo ottavo album in studio. Il videoclip è stato rilasciato in concomitanza con l’uscita del singolo, ed è un’esplosione di danza ed energia, con tanti ballerini e coreografie davvero di impatto.

La clip su Vevo sta ottenendo molte visualizzazioni, 3 milioni al giorno circa, riuscendo a superare “Million Reasons” di Lady Gaga, che peraltro era stato rilasciato un giorno prima, inoltre il pezzo è volato nella top 10 di iTunes USA (adesso è a un passo dalla top 20), mentre su Spotify gli streams hanno già superato il milione. Si tratta assolutamente di risultati positivi per Chris, che con i singoli dell’ultimo album non era riuscito ad ottenere grande impatto nelle charts.

Chris Brown ha avuto tante hit nel corso della sua carriera, tanto che è uno degli uomini con più singoli in assoluto sia in Hot 100 che nella top 30 della Hot 100, e tutto ciò anche quando venivano conteggiate solo vendite e passaggi radio, e non lo streaming. Anche dal punto di vista delle visualizzazioni il cantante però si difende benissimo, con oltre 4,5 miliardi di visualizzazioni dei suoi video su Youtube, e ben 15 certificazioni Vevo dei video suoi singoli.

Tuttavia il cantante si aggiunge a quella lista di celebrità avverse allo streaming, e su Instagram in maniera piuttosto accesa si è sfogato invitando i fan ad acquistare il nuovo singolo piuttosto che ad ascoltarlo gratuitamente tramite piattaforme di sharing:

“PARTY è su iTunes! Fanculo lo streaming! Io lavoro più duramente di tutti, ora nominatemi qualcuno che possa fare la metà di ciò che faccio io! Tirate fuori la testa dal cu*o e supportate l’ultimo rimasto con una visione artistica e dedizione verso i suoi fan. Io non continuerò a rompermi il cu*o per essere snobbato da questa fot*uta società. Io ho tanta passione verso il mio lavoro, nominatemi per favore un altro che diriga i suoi stessi video,  e che paghi di tasca sua per realizzare i suoi lavori. Dovreste svegliarvi, anziché seguire questi rapper che non scrivono e che fanno i teppistelli su internet e poi se la fanno sotto. Basta falsi fan, se siete fan comprate il singolo anziché chiacchierare, semplice! Io non voglio fare l’arrogante, sono semplicemente consapevole del mio valore, e dovreste esserlo anche voi. La gente dice che sono arrabbiato, ma è l’esatto contrario. Io sono concentrato. Chiunque non abbia mai lavorato duramente non può capire come mi senta io. Se non mi sopportate, semplicemente volgete occhi e orecchie altrove dal mio discorso, che non vuole essere un’aggressione! Non vi preoccupate, io ho un seguito, se volete potete aggiungervi, la mia musica è grande quanto i miei fan consentono che sia!”

  • Miky

    Non ha semplicemente ragione… DI PIU’!!! E’ una vergogna che non venga riconosciuto più il valore di chi fa musica.. lo streaming ha rovinato la discografia, che al momento è in stato comatoso ma prossima alla morte se non si pone un freno a tutto questo svilimento di una forma d’arte a tutti gli effetti! E’ giusto che una canzone venga pagata se si vuole ascoltarla, punto. Tutto il resto sono scuse per poter usufruire gratuitamente di ciò che piace, basta girarci intorno!!! Oggi ormai classifiche, record e premi non valgono più nulla. Non c’è vera meritocrazia e tutto si basa sul gusto momentaneo di ragazzini arroganti ed effimeri, cresciuti in un mondo dove non si da più valore alle cose, ma solo all’apparenza, alla giovinezza e alla bellezza fine a se stessa. Se uno è un artista e crea, produce, suona, gira video, si esibisce, da lavoro a decine di persone e investe tempo ed energie, lavora insomma, non è poi ammissibile che il risultato del suo lavoro sia fruibile gratis e considerato e valutato zero, tanto si può scegliere fra 1000000 di alternative e tutte ottenibili con un click quando si vuole. Una canzone o un album per un cantante è come un film per un regista, un quadro per un pittore o una torta per un pasticcere..la differenza è che oggi il primo riceve 0 e gli altri sono pagati profumatamente. A tutto questo deve essere messo un limite. La pirateria c’è sempre stata ma almeno prima la si combatteva o per lo meno la si arginava, adesso con lo streaming è come se fosse stata legalizzata..capisco la rabbia di chi fa musica!

    • Zineb Jaadar

      !!