Compie oggi 15 anni il capolavoro assloluto di Christina Aguilera Stripped, vogliamo riproporvi la recensione del disco

Recensione del disco capolavoro di Christina Aguilera Stripped!

In questi giorni ho deciso di concentrarmi maggiormente su un tipo di articolo sul quale in passato non mi sono mai misurato, non ritenendomi all’altezza. Ma ora i tempi sono maturi, e dunque ho deciso di creare delle mie personali recensioni di album.

Il disco da cui vorrei iniziare è il mio album preferito in assoluto, il progetto attraverso il quale una delle popstar più importanti del nuovo millennio ha sottolineato la sua grande capacità vocale e l’enorme talento artistico. Sto parlando di “Stripped”, l’assoluto capolavoro di Christina Aguilera.

Disco che alterna momenti più grezzi a momenti più raffinati, “Stripped” è un meraviglioso viaggio tra pop ed R&B che attraversa anche sonorità apparentemente lontane dal mondo di Christina Aguilera, come il rock, e che per la prima volta nella carriera dell’artista vede l’inserimento di qualche elemento latino in un album prettamente in inglese, il che in seguito avverrà in ogni suo progetto.

Disprezzato dalla critica di allora, negli anni “Stripped” è stato rivalutato praticamente da chiunque, ed ora viene considerato una pietra miliare della musica degli anni ’00.

Iniziamo ora ad analizzare questo pezzo importantissimo di storia musicale, un disco tra i più influenti della sua epoca e che anche star musicali sorte di recente (pensate a Charli XCX o Sam Smith) hanno osannato.

Stripped (intro)

Se nei precedenti album l’artista andava subito al dunque iniziando con brani veri e propri, per “Stripped” Xtina preferì creare invece un intro che permettesse all’ascoltatore di farsi un’idea su quello che avrebbe ascoltato.

L’intro è suddiviso in due parti: nella prima, caratterizzata da una base elettronica ed evocativa, si susseguono varie affermazioni su Christina pronunciate da personaggi molto in vista in quegli anni, e tra le varie voci possiamo distinguere anche quella di Britney Spears.

Con quest’ingegnoso escamotage, Christina in pratica invoca la sua vecchia immagine, un’immagine che le era stata affidata da altri e di cui si vuole spogliare, eliminandola come si fa con un vestito vecchio.

Questo fine è reso chiaro fin da subito nella seconda parte dell’intro, il cui inizio è sancito dalla trasformazione della base (che diventa strumentale) e dall’inizio dei versi cantati da Xtina.

In queste lyrics, Christina afferma chiaramente di non voler più nascondere la vera lei, di volersi rivelare in tutto e per tutto al suo pubblico, presentando in una maniera efficacissima uno scopo che sarà poi realizzato appieno dall’intero progetto.

Sommando questo ad una base potente ed incisiva, otteniamo sicuramente uno degli intro più efficaci di sempre, un vero e proprio riassunto che racchiude in se l’intero disco.

La validità dell’intro sarà chiara alla fine dell’album, il quale si rivelerà come uno dei pochi progetti capaci di restare perfettamente coerenti dall’inizio alla fine.

Can’t Hold Us Down (feat Lil Kim)

Che Christina sia decisamente cambiata con questo disco lo si può capire già dalla prima canzone vera e propria, nonché una delle hit estratte dall’album: il duetto con Lil Kim “Can’t Hold Us Down”.

Il brano apporta due grosse novità alla musica Aguileriana: a livello di sound, l’artista si misura con uno stile black che si rivela perfetto per lei, dando così prova della sua versatilità; a livello testuale, Christina scrive di suo pugno delle liriche ad alto carico di femminismo che evidenziano il suo punto di vista su una questione ideologica e ne fanno una paladina perfetta dell’emancipazione femminile.

A supportarla troviamo Lil Kim che, nel periodo migliore della sua carriera, confeziona rime taglienti che mettono ancora più in risalto la stupidità dei ragazzi, il tutto per uno dei migliori inni al femminismo che abbiamo avuto nella musica pop e R&B.

Con questo suo primo approccio ad un argomento così importante Christina non solo fa vedere subito quanto sia maturata, ma dimostra che il suo scopo non è quello di essere l’ennesima meteora, ma una artista vera e propria.

A confermarlo è anche un sound per niente scontato e ben distante dal pop tipico del suo debut album, un sound che incalza l’ascoltatore e nel contempo lo spinge a riflettere sulle argomentazioni portate avanti dal testo.

Spesso le popstar che passano improvvisamente a sound urban non fanno figure ottime, ma questo non è certo il caso di Christina, che in questa veste risulta addirittura più convincente di tante star della musica black.

Walk Away

Cambiamo completamente sound ed argomento per addentrarci all’interno di una delle più grandi perle di questo disco. Il brano in questione è “Walk Away”, ballad introspettiva in cui Christina ci mostra praticamente tutti i lati del suo splendido strumento vocale, il quale si rivela perfettamente in grado di narrare una storia coinvolgendo l’ascoltatore a livello emotivo e psicologico.

Con un’interpretazione che evita di strafare ma mostra comunque l’ottima estensione dell’Aguilera, Xtina narra (in maniera sentita e distaccata nel contempo) una storia d’amore finita male.

Non traete conclusioni frettolose dal tema scelto: Xtina non si riduce ad essere una delle tante interpreti di canzonette d’amore senza arte né parte, ma ci troviamo davanti ad un grande esempio di cantautorato, il tutto per uno story telling dettagliato che stupisce ed ammalia, soprattutto se si pensa che è stato composto da una ragazza poco più che ventenne.

A livello di sound, “Walk Away” è una ballad pop con marcate venature blues dotata di una base suonata al piano che risulta introspettiva ed energica contemporaneamente.

Questa base che ci ammalia ma non ci distrae dal testo, fungendo così da uno strumento che accompagna il racconto e rafforzando ancora di più le emozioni che scaturiscono da queste bellissime liriche.

Qui i vocalizzi di Christina non sono certo imponenti come in altri brani, ma sono comunque presenti in tutta la loro bellezza, ed in questo contesto sono perfetti così.

Fighter

Cambiamo ancora una volta sound ma non certo argomento per il singolo che preferisco in assoluto in tutta la carriera di Christina: l’iconica, grintosa ed aggressiva “Fighter”.

Con questo brano, l’interprete si scaglia con rabbia contro un suo ex, rinfacciandogli tutto ciò che l’ha costretta a subire con un’energia pazzesca e mai accennata prima d’ora dalla star, che tuttavia ci tiene a chiarire come tutto ciò non abbia fatto altro che fortificarla

Per riuscire a comunicare emozioni non molto conformi a quelle solitamente espresse da un sound pop, Christina si affida per la prima volta nella sua carriera al rock, il quale viene per l’occasione mescolato con un genere solitamente ritenuto lontanissimo da esso: l’R&B.

Per quanto riguarda la struttura del brano, Christina inizia con un’atmosfera apparentemente calma che scaturisce ancora una volta da un pianoforte, ma quest’inizio non fa altro che ingannare l’ascoltatore che presto sarà sconvolto e stupito da una svolta incredibilmente energica nel pezzo, che si trasforma in qualcosa di assolutamente inedito nella discografia Aguileriana.

Altro punto di forza di questo capolavoro è sicuramente l’interpretazione vocale: con “Fighter” Christina mostra finalmente tutte le sue doti eseguendo delle note altissime e degli acuti assurdi, il tutto per una canzone difficilissima da interpretare, di cui ben pochi hanno osato fare cover.

Il pubblico rimase completamente ammaliato da questo pezzo, trasformandolo in una delle hit più forti di tutta la carriera Aguileriana.

Primer Amor Interlude

Conclusa la prima parte del progetto, Christina vuole sottolinare le sue origini latine narrando la storia di sua madre, la quale si è vista rubare il cuore da un portoricano: il padre di Christina.

La narrazione avviene, ovviamente, il lingua spagnola, e la star racconta l’accaduto con una grandissima enfasi, il tutto mentre è supportata da una chitarra in pieno stile latino ricordando molto da vicino una classica cantastorie.

Creato al fine di fondersi con il brano successivo, qui ve lo postiamo da solo in maniera tale da consentirvi di apprezzare appieno la sua semplicità.

Si tratta di un semplice intermezzo, è vero, ma da esso fuoriesce tutta l’espressività della Christina Aguilera interprete: non tutti avrebbero saputo declamare una storia in questo modo, e qui l’artista ha dimostrato di saper usare la sua voce nel migliore dei modi anche senza cantare.

Infatuation

Alla chitarra dell’intro si aggiungono subito altri strumenti ed eccoci così catapultati in uno dei brani più frizzanti di “Stripped”: la up tempo latineggiante “Infatuation”. Pezzo cantato in inglese ma che presenta qualche verso in spagnolo, si tratta ovviamente del momento in cui Christina ci ricorda le sue origini di cui vi parlavo nell’introduzione.

Dopo vari testi disillusi che parlavano di un amore già finito, Christina cambia completamente atmosfera parlando dell’attimo in cui l’amore comincia a germogliare ed a farsi forte anche sul piano fisico, il tutto per una delle canzoni più focose della sua carriera che si tiene però ben lontana dallo scadere nel volgare.

Unendo vari stili tipici della musica latina, la Aguilera qui ha generato uno dei pezzi più ballabili della sua discografia, una canzone avente un effetto magnetico su un qualunque tipo di ascoltatore, portando chiunque a muoversi a tempo in maniera sensuale.

L’effetto focoso del brano viene amplificato se la si ascolta mentre si fa l’amore, il che sicuramente non avviene con tanti pezzi che vorrebbero essere sexy ma che in fin dei conti risultano soltanto sconvenienti.

Per quanto riguarda la performance vocale, anche qui Xtina fa un gran bel lavoro accostando una buona interpretazione a grandiosi sfoggi della sua estensione.

Loves Embrace Interlude

Per indicare come la svolta latineggiante dell’album sia durata soltanto per una canzone, Christina da subito vita ad un altro interlude, il quale anche questa volta è destinato a fondersi con il pezzo successivo

Aperto dal soave cinguettare di uccelli, al quale presto si somma un tenue miagolio, Xtina ci concede una base soffice e delicata da cui traspaiono una tranquillità ed una serenità del tutto assenti nelle tracce precedenti.

Sicuramente privo delle caratteristiche che rendono gli altri due interlude grandiosi, questa “Loves Embrace” è un intro paragonabile a tanti altri che possiamo ascoltare in svariati album: bello ma nulla di speciale.

Loving Me 4 Me

Dopo uno stacco di batteria, il precedente intro ci trasporta all’interno di una slow jam R&B capace di trasmettere una positività a dir poco grandiosa a chiunque la ascolti.

Il brano in questione è “Loving Me 4 Me”, una downtempo decisamente accattivante in cui Christina ci fa ascoltare i tratti più delicati della sua voce, il tutto per un’interpretazione sottile, raffinata e molto sexy.

Anche in questo pezzo l’argomento scelto è l’amore, ma in una fase ancora una volta diversa da quelle che abbiamo incontrato prima. Se quello di “Fighter” e “Walk Away” era un amore già morto ed in “Infatuation” avevamo a che fare con un amore nascente, qui stiamo parlando di un amore che si è ormai affermato e si mostra in tutta la sua concretezza.

L’attenzione di Xtina qui si concentra sul piano emotivo e sentimentale, ed il tutto produce un ottimo esempio di come si possa parlare dell’amore senza scadere nella banalità e creando anzi qualcosa di molto raffinato. Del resto le slow jam R&B si prestano da sempre molto bene a questo scopo, che in questo frangente è riuscito decisamente bene.

Ad impreziosire ancora di più il tutto troviamo, di tanto in tanto, qualche effetto elettronico che rende questa base ancora più particolare ed attraente, dando una prova tangibile del grande impegno che l’artista ha messo nella creazione di questo album.

Impossible (feat Alicia Keys)

Se per i primi 4 singoli la volontà di Christina era stata rispettata, lo stesso non avviene per il quinto estratto dall’album. Stando a quanto è stato reso noto in seguito, Christina voleva che l’ultimo singolo lanciato da “Stripped” fosse il brano più soul di tutto il progetto: sto ovviamente parlando “Impossible”, splendida down tempo piano-voce in cui a suonare il piano troviamo niente meno che Alicia Keys (unica autrice del pezzo).

Insieme alla regina del neo-soul, Christina ha confezionato una vera perla, un brano caratterizzato da un sound trascinante e da un’interpretazione vocale potente e sentita. L’interprete alterna momenti di maggiore raffinatezza a passaggi in cui ci mostra tutta la sua estensione vocale, facendo capireancora una volta come il suo potenziale sia nettamente superiore rispetto a quanto traspariva dai tre album precedenti.

A livello testuale, “Impossible” è una sorta di dialogo ideale in cui Christina parla con un uomo che lei vorrebbe amare, ma che con il suo comportamento schivo rende tutto impossibile.

Nel cantare questi versi, però, l’artista non appare disperata o rassegnata: ciò che traspare dalla sua voce è la pura disillusione di una ragazza ormai vicinissima a diventare donna che decide finalmente di parlare con schiettezza a chi le sta davanti.

L’interpretazione della Aguilera e la base di Alicia si fondono in un connubio di pura eleganza, il quale viene reso ancora più d’effetto dai cori e dall’utilizzo di altri strumenti in aggiunta al piano.

Per chi non l’abbia capito, questo è assolutamente uno dei momenti migliori dell’album.

Underappreciated

Restiamo in tema downtempo per trovare tuttavia un brano per alcuni versi molto diverso dal precedente. Sto parlando di di “Underappreciated”, canzone caratterizzata da un sound lento ma abbastanza scanzonante e dinamico, il tutto grazie ad una base ancora una volta molto particolare che accosta qualche suono elettronico a trombe e batterie per un risultato decisamente d’effetto.

Sul piano testuale, Christina gioca un po’ con le contrapposizione scegliendo un argomento praticamente opposto a quello trattato in “Impossible”: se lì si rivolgeva a qualcuno che non sa farsi amare, qui le sue parole sono dirette ad un uomo che ha saputo conquistarla nonostante lei non volesse, ma che poi di punto in bianco ha cambiato volto facendole rimpiangere quegli attimi felici.

Di qui in avanti Christina porta avanti un parallelismo tra passato e presente comunicando al suo pubblico di sentirsi sottovalutata dal suo uomo, ma questo senza che della sua voce traspaiano insicurezza o tristezza: l’interpretazione è come sempre energica ed incalzante, priva di quel pizzico di malinconia che forse avrebbe reso il brano ancora più “vero” e coinvolgente.

In definitiva “Underappreciated” è una canzone elegante e raffinata che colpisce l’ascoltatore ma che resta un passettino indietro rispetto alle altre tracce.

La parte migliore del brano è sicuramente il bridge, momento in cui Xtina esegue i suoi acuti supportata dal suono di alcune trombe.

Beautiful

Effettuiamo ora una decisa virata verso altri stili per ritornare al puro pop che caratterizza una delle canzoni più celebri in assoluto di Christina.

Stiamo parlando di un brano che ha continuato a dare incredibili soddisfazioni all’artista nel corso degli anni venendo considerato un vero e proprio inno contro le discriminazioni, una delle canzoni più belle mai rilasciate ed un brano simbolo della lotta contro l’omofobia: “Beautiful”.

Scritta e composta da Linda Perry (e dunque l’unico brano, insieme ad “Impossible”, che non è stato scritto dalla stessa Xtina), “Beautiful” è una power ballad che vuole dare a chiunque la forza di andare avanti, spiegando come non si debba dare importanza a chi trascorre la sua esistenza a giudicare e di come bisogna essere se stessi ed accettarsi nonostante gli schemi imposti dalla società.

In questo brano, la voce di Christina è dolce e rassicurante ed incarna quasi lo spirito di una madre affettuosa che cerca di consolare un figlio schernito.

Ma nell’esecuzione vocale di “Beautiful” non c’è solo questo: il pezzo viene introdotto e concluso attraverso vocalizzi pregiati come pochi, delle grandiose dimostrazioni del talento di Xtina, ed anche durante il bridge gli acuti Aguileriani non sono certo di poco conto.

Per quanto riguarda la base, questa ballad è caratterizzata da un piano pacato che calma l’ascoltatore e ne focalizza l’attenzione sulle parole cantate, il tutto per un ritmo che si fa sempre più concitato mantenendo così viva l’attenzione.

Il tutto crea una canzone immortale, una hit senza tempo, attuale allora come oggi, che nessuno può permettersi di non conoscere.

Make Over

Cambiamo completamente genere, tema ed interpretazione per il secondo (ed ultimo) esperimento rockeggiante del disco: la graffiante ed energica “Make Over”.

Il brano è uno dei pochi in cui la voce di Christina viene completamente alterata, il tutto per generare un effetto particolare che soltanto in questo modo poteva essere realizzato, e non certo per coprire dei difetti come avviene per tante sue colleghe.

A livello testuale, in “Make Over” ritorna la Christina arrabbiata con un suo ex per la maniera in cui l’ha trattata durante la loro relazione, e ad un’interpretazione già infuriata di suo vanno a sommarsi le particolari modifiche apportate alla voce di Christina, le quali fanno si che l’ascoltatore percepisca una sorta di energia che non riesce a venire fuori del tutto .

Tutto ciò genera emozioni molto singolari nell’ascoltatore, il quale viene immediatamente travolto dalla forza distruttiva di questo brano. Il pezzo è inoltre uno dei più infettivi dell’intero progetto: sfido chiunque a non memorizzare il ritornello già subito dopo il primo ascolto.

Per quanto riguarda la base, ci troviamo davanti ad un rock spumeggiate e grintoso, un sound che fa venire voglia di distruggere tutto ciò che si ha intorno, e che soprattutto sul finale non potrà che accelerare al massimo il vostro battito cardiaco.

Cruz

Cambiamo completamente sonorità e torniamo al puro pop per una delle downtempo più belle incluse all’interno del progetto, una power ballad in cui Chrstina fa viaggiare a braccetto un’interpretazione vocale emotiva e sentita ad un’esecuzione magistrale, dimostrando di saper prendere benissimo non solo le note alte tipiche del suo stile ma anche quelle basse e calde, come avviene ad esempio nello stacco finale.

Il brano in questione è “Cruz”, ed a livello testuale ci troviamo davanti ad un altro inno motivazionale come “Beautiful”: Christina ci parla infatti della sensazione di libertà che prova chiunque riesca a cambiare vita, ad abbandonare una situazione difficile.

Ciò avviene con uno story telling molto efficace che accompagna l’ascoltatore in un viaggio emotivo dalla straordinaria potenza, facendogli percepire una fortissima dose di speranza e positività.

Nell’arco di tempo in cui si ascolta questa perla, l’ascoltatore è portato a credere che con tanta tenacia chiunque possa avverare i propri sogni, e questo ci riconduce ad uno dei fini ultimi della musica: emozionare e comunicare messaggi positivi, che possano in qualche modo aiutare le persone.

Ad amplificare ancora di più le emozioni indotte dall’interpretazione di Xtina ci pensa una base sognante che si fonde completamente con la voce dell’interprete, e questo genera un connubio incredibile di emozioni e sensazioni che non dimenticherete facilmente.

In fin dei conti, ci troviamo davanti ad uno dei momenti più belli dell’album, il migliore in assoluto tra i brani che ispirano positività.

Get Mine, Get Yours

Stripped, ormai lo avete capito, è un viaggio all’insegna del continuo cambiamento di sonorità, ed infatti già nella quindicesima traccia ci troviamo davanti ad un qualcosa di molto diverso da “Cruz”.Il brano in questione è “Get Mine, Get Yous”, canzone con la quale Christina ritorna finalmente alle up tempo.

Ci troviamo davanti ad una visione dell’amore ancora una volta molto diversa da quelle messe in evidenza in alcune canzoni precedenti: qui Christina decide di concedersi ad un uomo senza volere niente di più da lui, anzi precisando che non ha il diritto di essere geloso se la vede con qualcun’altro.

Se i lyrics sono decisamente più frivole rispetto a quelli che li hanno preceduti, il ritmo resta molto interessante: il vibe di questo brano è uno dei più coinvolgenti e ballabili del disco, i vari strumenti generano sensazioni dinamiche e portano l’ascoltatore a dimenticarsi per un attimo dei problemi per concedersi ad un momento di divertimento.

A tutto ciò fanno da contrasto un intro ed un outro solenni che fanno pensare ad un brano di ben altra specie, ma si tratta di una particolarità che rende questa deliziosa up tempo ancora più interessante.

A questo contribuiscono anche gli effetti elettronici che incontriamo di tanto in tanto ed un’interpretazione sexy e maliziosa che dimostra come Christina sia in grado di interpretare qualunque ruolo all’interno delle proprie canzoni.

Dirrty

Dopo un ritorno della Christina sexy, siamo finalmente pronti ad assaporare un brano che, per la sua violenza espressiva ed un testo tra i più espliciti (secondo molti volgare) della carriera di Christina, all’epoca shockkò il pubblico benpensante statunitense, che da un’apparente brava ragazza come Christina si aspettava qualcosa di ben diverso da questa energica up tempo.

“Dirty” è assolutamente uno dei brani che mettono maggiormente in luce il cambiamento avvenuto in Christina, sotto ogni punto di vista.

Infatti, il sound è prettamente hip-hop, roba mai vista prima nella discografia Aguileriana, mentre il testo parla senza mezzi termini dei desideri sessuali di Xtina, la quale appare decisamente vogliosa e decisa a concedersi tutti i godimenti più estremi, in qualunque momento e situazione.

Per quanto riguarda la base, siamo lontani dalla placida tranquillità tipica del suo primo album: la musica di “Dirrty” è pura dinamite, è una dose di energia trasmessa endovena nell’organismo di chi ascolta, pura grinta trasformata in note che ci trasporta in un universo parallelo in cui tutto è lecito.

Per queste ragioni, personalmente definisco “Dirrty” la canzone più potente di “Stripped”, il brano che più di tutti rende evidenti lo scopo con cui questo album è stato creato, e poco importa se il testo non è da premio Nobel: davanti a questa prorompente ondata d’energia non possiamo che inchinarci.

Sicuramente sceglierlo come primo singolo fu una scelta molto coraggiosa, ma chi non rischia nulla ottiene, non trovate?

Stripped pt 2

Giungiamo ora alla parte finale di questo progetto, quella più personale, in cui Christina decide di non parlarci di emozioni recenti, ma di raccontarci quello da cui si è originata la donna che ha inciso “Stripped”, di parlarci della sua difficile infanzia in cui ha dovuto affrontare un padre violento e un terribile accanimento da parte degli altri ragazzi tra le mura scolastiche.

Per introdurre quest’ultima tranche del disco, Christina riprende il sound dell’intro per affermare nuovamente come lei non sia più intenzionata a recitare e voglia mostrarsi per quella che è davvero.

The Voice Within

Per la prima tra queste canzoni, Christina sceglie di instaurare un dialogo tra la sé stessa di oggi e la bambina di un tempo, rassicurando la piccola sul suo futuro e spingendola a non considerare chi le fa del male, ma soprattutto ad ascoltare soltanto una voce: la sua voce interiore, che in inglese è appunto “The Voice Within”.

Il brano è una ballad angelica ed emotiva come poche, interpretata da Christina con fare solenne ed emotivo nel contempo.

L’artista qui ritorna ad essere una sorta di madre affettuosa che parla a ciascuno di noi spingendolo a non dare troppa importanza a chi prova a buttarci giù, e questo avviene con una performance vocale talvolta delicata e talvolta prorompente, il tutto per un mix di di stili da cui vengono fuori tutta la potenza e l’energia di questa donna.

Per quanto riguarda il sound, “The Voice Within” si basa principalmente sul piano, strumento che si fa inizialmente molto intimo per poi diventare più insigne nella seconda parte della canzone, il tutto per il passaggio da un fine consolatorio ad uno educativo che del resto potevamo leggere anche nella splendida voce dell’artista.

Personale come poche a livello testuale e caratterizzata da armonizzazioni finali in cui la voce di Xtina si fa incredibilmente raffinata e spirituale, “The Voice Within” può essere definito senza mezzi termini come un capolavoro, e davvero non mi spiego la sua mancata inclusione nel GH di Christina considerando che è stato proprio il singolo di chiusura di quest’Era.

Evito di postare il video in quanto per la sua realizzazione la canzone è stata tagliata in alcuni dei suoi passaggi più belli.

I’m Ok

Per quanto “The Voice Within” sia intima e delicata, lo scettro di brano più personale incluso in questo disco spetta sicuramente a “I’m Ok”.

Che questa ballad sia una canzone dall’argomento privato lo si può intuire anche prima che Xtina inizi a cantare per via di una base delicata come poche, la quale lascia trasparire un’emotività superiore a quella contenuta in tutte le altre canzoni di “Stripped”.

Un altro elemento, a prescindere dal testo, che ci fa intuire ciò è la performance vocale di Christina, che mai come in questa occasione non vuole mostrare la propria estensione o le proprie qualità, ma raccontare le sue emozioni.

Ciò avviene attraverso una resa vocale particolare e commossa, la quale ci lascia apprezzare il lato soave della voce di questa donna e le sue incredibili doti interpretative, le quali diventano ancora più forti nel momento in cui l’argomento scelto è fortemente privato.

Ma veniamo ora al punto saliente di “I’m Ok”: il testo. Christina parla senza mezzi termini della sua infanzia, delle violenze domestiche, della paura che invadeva i corpi e le anime della Chris bambina e di sua madre, di come il dolore fisico e psicologico fosse ormai all’ordine del giorno a causa di un padre violento e crudele, ormai logorato dall’alcolismo.

Nella seconda parte della canzone, Christina si rivolge schiettamente al genitore, rinfacciandogli le sue colpe e affermando come in lei il dolore sia ancora vivo, il tutto con una drammaticità che fa capire come queste emozioni siano reali e non concepite soltanto per la realizzazione di un brano.

Nessuna parola può definire la magnificenza di questo capolavoro, che per me è sempre un pugno nello stomaco ad ogni ascolto. Vi lascio alla musica, lei saprà parlarvi meglio di me.

Keep On Singing My Song

Dopo questa dose di commozione, Christina ci risolleva con un finale ad effetto che contribuisce a lasciare un bel ricordo di questo grandioso progetto. La canzone finale del disco è “Keep On Singing My Song”, un’altra ballad che genera tuttavia un’atmosfera completamente diversa rispetto a “I’m Ok”.

Il brano parla dello svegliarsi di colpo con una prospettiva ottimistica della vita, la quale permette di superare i problemi del passato, di essere felici e soprattutto di vivere all’insegna del domani, lavorando per costruire un futuro migliore così da poter avverare i propri sogni con maggiore facilità.

Il messaggio di questa canzone è che tutto diventa più semplice se lo affrontiamo col sorriso, e per mostrarlo Christina crea un efficace parallelismo tra passato e presente, mettendo in contrapposizione la negatività di ieri con la positività di oggi.

A livello di sound, “Keep On Singing My Song” è una ballad pop dalla base pacata ma capace di infondere sicurezza e felicità in chi la ascolta.

Questo effetto è generato grazie ad una varietà di strumenti che fanno apparire la base a tratti minimal e a tratti elaborata, e ciò produce una situazione di determinazione e tranquillità nella mente di chi ascolta, lasciando così un messaggio che difficilmente dimenticherete.

In tutto questo, Christina ritorna ovviamente a fare sfoggio delle sue qualità vocali, concedendoci soprattutto sul finale degli acuti potentissimi che ci mostrano quanta resistenza abbia la sua voce e quanto allungo riesca a tenere note alte.

Siamo arrivati alla fine di questo viaggio attraverso uno dei progetti più belli nella storia della musica recente.

Christina Aguilera di bei lavori ne ha fatti tanti, ma la magnificenza di “Stripped” sarà a mio avviso difficile da replicare, sebbene io resti comunque fiducioso per un prossimo album che la riporti ai fasti di un tempo.

Che ne dite di questo album? In arrivo presto altre recensioni…

RASSEGNA PANORAMICA
Stripped