Ecco a voi la recensione track by track dell’attesissimo nuovo disco di Drake, More Life!

Recensione More Life Drake

Con alcuni mesi di ritardo, inizialmente si parlava di dicembre, More Life è finalmente disponibile. Drake aveva identificato il progetto come una playlist, non un album data la sua struttura varia e la presenza di diversi artisti, tuttavia in sostanza More Life rappresenta il follow-up del fortunatissimo Views, con il quale Aubrey Graham si è consacrato star mondiale.

Sorprende un po’ che dopo appena un anno, e nel bel mezzo del primo grande tour europeo, il rapper abbia deciso di rilasciare un nuovo lavoro, probabile che abbia deciso di cavalcare l’onda che da un paio d’anni a questa parte lo ha reso una vera e propria forza commerciale e culturale.

Ma veniamo al mixtape, More Life, che nello slang giamaicano rappresenta un augurio con cui si auspicano belle cose e felicità per sé e per la famiglia.

Composto da ben 22 canzoni (da cui sono state escluse 3 delle 4 tracce premierate ad ottobre) si tratta di un progetto molto corposo, in cui Drizzy è presente sia come rapper che come cantante. Si contano inoltre i featuring di Sampha, Quavo, Young Thug, 2 Chainz, Kanye West, PND e altri artisti della sua etichetta OVO. Pompato da un hype degno di Views, le previsioni di vendita sono già alle stelle, ma iniziamo ora la nostra recensione track by track:


1. FREE SMOKE: Inizia con una bella voce femminile e piano More Life, brusco cambio di registro con la dichiarazione di Drake agli ultimi AMA “and more chune for your headtop, so watch how you speak on my name, you know?” e la traccia si trasforma in una midtempo rap prodotta da Boi-1da in cui Drake quasi come se fosse in un freestyle spara a zero contro i suoi rivali e parla della sua vita privata. Non mancano quindi gli attacchi all’immancabile Meek Mill “how you let the kid fightin/ ghost-writing rumors turn you to a ghost?”, frecciatine a Jay-Z “I didn’t listen to Hov on that old song/ when he told me pay it no mind”,  cita anche Jennifer Lopez “I drunk text J Lo” e le stelle dei Golden State Warriors Curry e Durant “Used to chef kd/ now me and Chef, KD/ bet on shots for twenty G’s”. I diss sono forse il punto forte di Drake e non sorprende l’immediata popolarità di Free Smoke tra i suoi fan.

2. NO LONG TALK (FEAT. GIGGS): Discorso simile anche per la seconda e ancor più aggressiva traccia rap prodotta da CuBeatz e Murda che vede la partecipazione del rapper inglese Giggs. Appena 2 minuti e mezzo per i due lunghi versi in cui i due rapper parlano della tipica vita da strada con violenza, criminalità e intimidazione. Chiaro l’accento “inglese” nel rap di Drake che ora mischia al giamaicano, che ormai ha fatto suo da qualche anno. interessante come lui e Chris Brown, il quale ha collaborato spesso con i Section Boyz, stiano portando sempre più il rap britannico negli States.

3. PASSIONFRUIT: Eccoci arrivati a uno dei pezzi migliori di More Life, o almeno uno dei più orecchiabili. Con un bellissimo beat, che ricorda da vicino One Dance e Controlla, prodotto da Nana Rogues, Drake canta nel suo tipico timbro malinconico e delicato di un amore a distanza ormai in forte declino e pronto a rompersi. Né la tematica né il testo in sé sono originali o di grande impatto, tuttavia il mix tra la voce di Drake e il beat rendono questa canzone una hit perfetta per l’estate che ha tutte le carte in regola per dominare le classifiche e le radio per i prossimi mesi.

4. JORJA INTERLUDE: Dopo la piacevolissima Passiofruit trova il posto il primo interlude del disco. Prodotto dal fido 40 si ha un vibe che richiama fortemente i vecchi album Take Care e Nothing Was The Same, con Drake che rappa di problemi personali e di cuore sopra un beat lento fatto di bassi e refrain cantato da Jorja Smith in loop. Geniale la scelta di inserire nel finale il sample (l’armonica di Stevie Wonder) della bellissima Doing It Wrong contenuta in Take Care; oltre a starci musicalmente alla perfezione, a richiamare tanti fan a una vecchia canzone e di conseguenza anche ai ricordi e alle emozioni che si porta con sé, la scelta di usare un sample di una propria canzone dimostra anche l’importanza che Drake è sicuro di avere.

5. GET IT TOGETHER (FEAT. JORJA SMITH & BLACK COFFEE): Continua il sound caraibico con la ritmata Get It Togheter, rifacimento della canzone Superman del musicista sudafricano Black Coffee, che vede la partecipazione come nella canzone precedente della giovane cantante inglese Jorja Smith. Drake partecipa solo nei ritornelli cedendo le strofe alla bella voce della giovane britannica. La canzone parla dei tipici compromessi e problemi che una coppia deve superare per stare insieme. Era spuntata una prima versione del brano in cui addirittura J.Lo era la cantante principale, tuttavia l’allontanamento dei due ha probabilmente scongiurato quest’ipotesi. La canzone è di qualità e possiede una certa raffinatezza nel beat, nonostante sia una hit fatta per invadere le charts. One Dance 2.0? Forse.

6. MADIBA RIDDIM: Arriva ora l’altra traccia tropical-oriented chiamata Madiba Riddim, prodotta da Frank Dukes e Nineteen85. Nonostante il sound sia parente delle 2 canzoni precedenti, qui Drizzy parla del suo viaggio per raggiungere la fama e di come questo l’abbia costretto a fare cose discutibili. Altra canzone estiva forse leggermente più debole di Passionfruit e Get It Together. Il rapper di Headlines sa bene che con questa formula non può sbagliare e sacrifica l’originalità per un colpo sicuro.

7. BLEM: Il sound delle precedenti canzoni è ancora presente in questo pezzo anche se in dosi minori. La midtempo prodotta da T-Minus vede Drizzy rappare e cantare di come l’essero fatto (blem=high) lo porti ad essere onesto al 100% di fronte al suo love interest, “don’t switch on me i got big plans” “i need you to stop runnin back to your ex he’s a wasteman”. Carino il fatto di utilizzare a tratti la melodia di All Night Long dell’eterno Lionel Ritchie, un po’ fuorviante invece le poche parole di Lil Wayne sul finale, le quali lasciano presagire un strofa nel proseguo della playlist che purtroppo però non è presente.

8. 4422: Altra sorta di interlude consegnato questa volta però all’intrigante e particolarissimo Sampha, il quale ha da poco rilasciato il suo primo album The Process e che conta già collaborazioni con lo stesso Drake ma anche con Kanye West nella bellissima Saint Pablo. L’artista inglese canta di perdono e pentimento con il suo particolarissimo timbro su una base minimal e delicata rifacendosi ai versi biblici del profeta Isaia “Io ho fatto sparire le tue trasgressioni come una densa nube, e i tuoi peccati, come una nuvola, torna a me, perché io ti ho riscattato”. Momento magico e profondo che fa dimenticare le non pesanti ma ripetitive battute del “momento tropical” appena superato.

9. GYALCHESTER: Si torna a una base hip hop/trap molto dark e aggressiva con la nona traccia Gyalchester prodotta da IBeats.  Drizzy rappa per poco più di tre minuti su alcuni topic diversi come la sua posizione in cima al “Rap Game”, i soldi che ovviamente non mancano, i suoi amici e il lusso. Il titolo è un’espressione Patois, lo slang jamaicano, che sta a indicare la città inglese di Manchester. Probabilmente una delle canzoni rap più “cattive” del repertorio di Drake e quindi molto apprezzata da alcuni suoi fan.

10. SKEPTA INTERLUDE: Altro interlude prodotto da Nana Rogues e rappato interamente dal rapper inglese Skepta. Drizzy ha confessato in passato di essere sempre stato un fan del MC londinese e la natura di playlist di More Life giustificano questa traccia che tra l’altro si rivela di ottima qualità con il beat e il flow perfettamente in sintonia per una delle tracce hip hop migliori del progetto.

11. PORTLAND (FEAT. QUAVO & TRAVIS SCOTT): Il flauto abbozzato verso la fine della traccia precedente ritorna in questo doppio feat. dove è proprio il flauto a fare da padrone alla produzione di Murda e CuBeatz. Portland può avere diverse motivazioni: una città giamaicana che gli interpreti amano visitare, la Portland dell’Oregon casa dei Trailblazers, squadra NBA, con gli artisti che si definiscono appunto pionieri, Portland è anche dov’è nata la Nike, azienda sponsor di Drake. Proprio il tema dell’essere pionieri e di portare originalità impedendo a chiunque di “cavalcare la propria onda” è ciò di cui Drake, l’autotune più popolare del momento Travis Scott e il leader dei Migos Quavo, parlano nella canzone. Un po’ ironico dato che Champagne Papi di certo non evita di rubare qua e là da altri stili/cantanti e l’inflazionatissimo Mumble Rap e Trap di cui Travis e Quavo sono esponenti principali. Tuttavia la canzone resta molto piacevole e buonissimo l’apporto dato dai due featured artists che sicuramente farà spopolare la canzone negli States.

12. SACRIFICES (FEAT. 2 CHAINZ & YOUNG THUG): Secondo doppio feat. di seguito con Sacrifices, prodotta da DeeJaeBee e T-Minus. Su una base Hip Hop magistrale, raffinata ma comunque molto catchy, i tre rapper parlano delle sfide che hanno superato e i sacrifici fatti durante la loro vita che li vede oggi come rapper di successo, riferendosi a decine di personaggi famosi come Nate Dogg, Kendall Jenner, BabyFace, Derrick Rose e altri. La canzone ha lasciato stupiti moltissimi ascoltatori per la strofa di Young Thug, il famoso rapper di Atlanta salito alla ribalta da qualche anno grazie al suo stile inconfondibile (e incomprensibile) e la sua immagine controversa e ironica dona qui dei versi chiari e molto buoni a differenza del solito. Una canzone di alta qualità probabilmente la migliore canzone Hip Hop fino a qui.

13.NOTHING INTO SOMETHING: Breve traccia prodotta da Wallis Lane e G. Ry. Drake parla direttamente a una sua ex, probabilmente la tennista Serena Williams, con due brevi strofe cantante e due ritornelli semplici ma molto orecchiabili che fanno apprezzare molto la canzone. Il sound della canzone, così come il tema, ricordano molto il primo disco del newbie di Louisville Bryson Tiller, il quale ha già lavorato con il rapper di The Motto. Una partecipazione di Young Tilla in questa canzone avrebbe sicuramente innalzato la canzone di molto.

14. TEENAGE FEVER: Arriva ora il turno della sentimentale slowtempo prodotta da Hagler. In Teenage Fever abbiamo una tipica performance da parte del Drake sentimentale, triste e romantico. Drizzy canta, con un timbro abbastanza diverso dal solito, delle tensioni e dei dispiaceri amorosi che ha vissuto nell’ultimo anno (Rihanna, J Lo?) su una base abbastanza canonica, se non fosse per il ritornello che riprende, con voce pesantemente distorta, il successo del 1998 di Jennifer Lopez If You Had My Love, un modo azzeccato e intelligente per portare attenzione sulla traccia oltre che a renderla piacevole.

15. KMT: KMT (Kiss My Teeth) è la quindicesima traccia di More Life. Prodotta da Ness e Cameron Pasquale, riporta i suoni duri del Hip Hop assenti nelle quattro canzoni precedenti. Tornano bassi potenti e le rime aggressive di Giggs, così come le influenze del Grime e l’accento inglese di Drake. Questo brano ha alimentato il fuoco dei detrattori di Drake in quanto “ruba flow”, data l’oggettiva somiglianza tra il flow di KMT e quello di Look At Me! del rapper emergente XXXTENTACION. Curioso anche il sample utilizzato che risale addirittura alla theme song del gioco di Sonic del 2006.

16. LOSE YOU: Richiamo al sound di Nothing Was The Same e Take Care per Lose You, prodotta dal fido 40 e Stwo. Fin dalle prime battute i fan di vecchia data sentiranno il Drake di qualche anno fa mentre con il suo rap si rivolge alle persone amate, familiari e amici, chiedendo scusa per il tempo che ha sottratto a loro a causa della sua carriera e del suo successo. Da notare la citazione a Ignition (Remix) di R. Kelly e al fatto che Lebron James ha twittato il ritornello di questa canzone mesi fa…quando si è una star si hanno questi privilegi evidentemente.

17. CAN’T HAVE EVERYTHING: Altra canzone dal sapore del Drake d’annata per la diciassettesima traccia prodotta dal duo Jazzfeezy e Steve Samson. In questa midtempo Drake rappa del fatto che sia conscio di non poter ottenere tutto ciò che vuole, tuttavia questo non lo fermerà dal continuare a provarci. Chiude il brano una voicemail della madre, Sandi Graham, la quale fa una sorta di ramanzina al figlio per il tono negativo con cui attacca Meek Mill e gli altri suoi rivali, scelta che ricorda un po’ i due skit di Frank Ocean dei primi due album.

18. GLOW (FEAT. KANYE WEST): Arriva finalmente l’atteso duetto con Yeezus intitolato Glow, e prodotta da Noah Goldstein, 40 e Kanye stesso. I due dopo i piccoli confronti di qualche tempo fa hanno deciso comunque di far uscire questa canzone che parla dei soldi e del lusso che anno conquistato grazie al loro duro lavoro e al loro talento. Si presenta uno Ye abbastanza lontano da quello del suo ultimo lavoro TLOP, con Drake che si occupa maggiormente della parte cantata e lascia le rime al veterano di ATL. Conta un bel testo motivazionale, tuttavia la parte musicale ha più di qualche pecca, in primis per via di un beat modesto e poi per i “vocals” dei due interpreti, ai limiti del fastidioso. Per fortuna un estratto di Devotion degli eterni Earth,Wind & Fire nel finale risolleva le sorti della canzone.

19. SINCE WAY BACK (FEAT. PARTYNEXTDOOR): Non poteva ovviamente mancare una collaborazione con l’amico PND, ed ecco a voi Since Way Back, prodotta da 40, G.Ry,FLR,PND e M3rge & Deezy. In questa tipica slowtempo in stile OVO, Drake e il suo pupillo PartyNextDoor, autore di molte hit tra le quali Work di Rihanna, parlano di amori fugaci, problemi di cuore, fiducia e quant’altro. Una canzone molto valida che dimostra ancora una volta il feeling tra questi due artisti che stanno plasmando lo scenario urban da ormai qualche tempo.

20. FAKE LOVE: Ci avviciniamo alla fine e troviamo una vecchia conoscenza, ovvero la super catchy Fake Love confezionata da Vinylz e Frank Dukes. Rilasciata come singolo a ottobre, ha raggiunto ottimi risultati (prima nelle R&B Chart UK e USA, 10 nella Hot100 e Oro pure in Italia). Si tratta di un rifacimento dell’ormai indimenticabile Hotline Bling, con un vibe e un beat veramente molto simili ma senza video virale ad accompagnarla. Ok, forse non originale, rimane una hit fatta e finita.

21. ICE MELTS (FEAT. YOUNG THUG): Penultima traccia e ritorna in versione un po’ Reggae Yung Thug, con i suoi vocalizzi e versi particolari e strani. Prodotta da S1 e Supah Mario, Ice Melts è una midtempo hip hop con influenze vagamente Reggae, molto piacevole, in cui i due artisti parlano dell’amore per questa donna non ben identificata. Il beat e il flow cantato/rappato di Drake si fondono alla perfezione, buono anche l’apporto di Thugga. Alcuni hanno lamentato un’eccessiva somiglianza del sound con la hit del 2016 Broccoli di D.R.A.M. e Lil Yachty.

22. DO NOT DISTURB: Chiude il progetto la profonda e personalissima Do Not Disturb, prodotta dal celebre Boi-1da. Sopra alla voce distorta della cantante svedese Snoh Alegra, il rapper di Toronto è come un fiume in piena con il suo flow, perfetto per questo tipo di canzoni. Narra di tutto quello che gli è capitato, professionalmente e sentimentalmente, dal rilascio di Views in poi. Una canzone completamente nelle corde di Champagne Papi che ci ha da sempre abituato a brani ottimi di questo tipo, chiude positivamente la playlist.


Una lunga e varia playlist è More Life, un nuovo “format” di progetto che permette di inserire un elevato numero di brani e tanta diversità, consentendo inoltre a tanti artisti, più o meno di rilievo, di avere il proprio brano all’interno del lavoro. Molto probabilmente questa tipologia verrà copiata da altri artisti nel prossimo futuro.

More Life è essenzialmente il Drake di Views con qualche sprazzo di Take Care e Nothing Was The Same; Hip Hop duro, slowtempo sentimentali, sonorità caraibiche e discorso ampliato ma non portato avanti con il Grime come prossima onda da cavalcare e diffondere nel mondo. Ed è proprio questo il vero successo di Drake, l’aver portato il suo sound urban alle orecchie di tanti ascoltatori estranei a questo genere. La comunicazione e il marketing sono l’altro cavallo di battaglia di Aubrey; se il tuo lavoro debutta con più di 500k senza video né promozione “classica”, vuol dire che la tua immagine commerciale è davvero perfetta. Realtable quotes, fidanzamenti con dive attuali e del passato e beef contro avversari più deboli ed ecco che l’hype sale alle stelle.

More Life ha poche pecche, la più marcata è forse l’assenza di featuring di spessore con un duetto con Kanye West riuscito a metà e niente J Lo, Rihanna, Lil Wayne e Nicki Minaj. Tuttavia non presenta un vero e proprio passo avanti nella sua discografia a nostro parere ma più che altro funge da solidificante per la sua posizione attuale. Insomma più che More Life...More Drake.

 

  • MUSIC is the way.

    io non l’ho ascoltato, è un mixtape e non mi pare niente di importante