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Emis Killa ha da poco rilasciato il suo nuovo album “Terza Stagione”. Il rapper, sicuramente uno degli italiani di maggior successo in questo campo, in questi mesi si è presentato con più facce al pubblico, mostrandosi sia col volto super pop di “Cult” (QUI per ascoltarla) che con i sound duri e old school di “Dal Basso” (QUI per ascoltarla), ma ora è venuto il momento di assaporare per intero il nuovo disco, un lavoro che potrebbe confermare il grande successo di Killa oppure tramutarsi in uno scivolone commerciale.

Un disco ben corposo, formato da numerose tracce e che mira a confermare il suo vecchio pubblico e nel contempo ad espanderlo, con pezzi che ammiccano all’ascoltatore mainstream ed altri che vogliono dimostrare agli amanti puristi del genere che Emis non è il rappettaro stalentato di turno, che ha potenziale e capacità ottime, e che sa fare anche musica più vicina agli standard americani che a quelli italiani. Ci sarà riuscito? Scopriamolo ascoltandolo in streaming:

Insieme al disco ecco arrivare anche un video per una delle tracce incluse nel lavoro: parlo di “Parigi”, una collaborazione con Neffa, cantante che già qualche anno fa aveva collaborato con un noto rapper italiano, ossia J-Ax, con cui aveva addirittura formato un duo musicale, il duo dei “Due Di Picche”. Questo brano è un’interessante downtempo nel pieno dello stile rap italiano, con un buon lavoro da parte di Killa ma una resa meno entusiasmante da parte di Neffa. Di seguito il brano, con tanto di video:

Cosa pensate del disco e del nuovo singolo?

Testo

Ti ricordi dell’anno scorso?
Lo stesso periodo dell’anno
eravamo a Parigi, fuori dal pronto soccorso
giovani e pazzi
la prassi? Fare sesso a più non posso
e poi litigare, vedere rosso, fino a metterci le mani addosso
e adesso che siamo lontani
non sappiamo più nulla dell’altro, come due estranei
e mi fa strano, penso a quando dicevi “rimani
che tanto il mondo ovunque io sia
cambia il suo volto a seconda di come me lo rendono certe persone”
non sai quanto c’avevi ragione, babe

Volevo solo dirti che la Costa Azzurra senza noi non è un granché,
compare il mare ad ogni curva ma ogni spiaggia sembra vuota senza te.
Si stava meglio quell’inverno a passeggiare ai piedi della Torre Eiffel
e non vorrei morire a Saint Tropez o alle Seychelles
ma sotto il cielo grigio di Parigi con te.

La solitudine è una brutta bestia
persi in una tempesta di sabbia
con il cuore che ci dice “resta” e la testa che ci dice “scappa”
in fondo che cambia?
Andare a Manhattan o in un qualsiasi posto distante
traslocare coi propri problemi e vivere dentro a una gabbia più grande
e adesso che c’è solo gelo, troppe nubi per essere amici
sempre più cupi, sempre più grigi
come il cielo quel giorno a Parigi
Tu hai preferito ascoltare gli amici, ti fidavi di ciò che dicevano
e ora sei bella e col nulla attorno
come un’isola in mezzo all’oceano, adieu.

Volevo solo dirti che la Costa Azzurra senza noi non è un granché,
compare il mare ad ogni curva ma ogni spiaggia sembra vuota senza te.
Si stava meglio quell’inverno a passeggiare ai piedi della Torre Eiffel
e non vorrei morire a Saint Tropez o alle Seychelles
ma sotto il cielo grigio di Parigi con te.

Je me souviens de toi
davanti agli occhi scorrono le immagini
Comme nous étions une fois
si tratta a volte di equilibri fragili
Des étrangers qu ils s’oublient
già dall’inizio destinati a perderci
Paris adieu pour toujours
per altre strade adesso devo muovermi
Volevo solo dirti che la Costa Azzurra senza noi non è un granché,
compare il mare ad ogni curva ma ogni spiaggia sembra vuota senza te.
Si stava meglio quell’inverno a passeggiare ai piedi della Torre Eiffel
e non vorrei morire a Saint Tropez o alle Seychelles
ma sotto il cielo grigio di Parigi con te