E’ andata in onda ieri sera la prima semifinale della sessantunesima edizione dell’Eurovision Song Contest in diretta dell’Ericsson Globe Arena di Stoccalma, capitale della Svezia, che, grazie alla vittoria di Mans Zermelow e la sua “Heroes”, ha avuto l’onore di ospitare un’altra volta il contest canoro più importante del nostro continente.

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Complessivamente la serata (VOTO: 8) è filata molto velocemente senza nessun intoppo, attese snervanti o qualsiasi altri fattore che avrebbe potuto far stufare o innervosire l’ascoltatore. Tirando le somme l’Eurovision è un festival musicale vero e proprio senza nessun richiamo alla politica o a qualsiasi aspetto non-musicale: un vero esempio per tutte le competizioni canore europee.

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Iniziata puntualmente alle ore 21, l’ESC 2016 è iniziato allo stesso modo di come è finito quello del 2015 ossia con l’esibizione di Mans e la winning song “Heroes” (VOTO: 7,5). Un’opening act di tutto rispetto che ha dimostrato ancora una volta quanto il cantante sia in grado di portarsi a casa un’esibizione di tutto rispetto.

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La palla passa subito a Petra Mede (VOTO: 8), già conosciuta per aver ospitato l’Eurovision nel 2013 a Malmo, sempre in Svezia, che si è dimostrata capace di saper intrattenere il pubblico grazie ad un forte carisma ed un spiccato senso dell’umorismo. Proprio per queste caratteristiche, la conduttrice ha in qualche modo oscurato l’altro conduttore, il sopracitato Mans (VOTO: 6,5), che, nonostante fosse la sua prima volta al timone di uno show di certo livello è riuscito a portarsi a casa buoni risultati senza però riuscire eccellere.

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FINLANDIA: Sandhja – Sing It Away

Senza indugi è stata la Finlandia ad aprire le danze. Un’esibizione non perfetta da parecchi punti di vista: presenza scenica scarsa, esecuzione vocale buona ma non ottima e uno stage un po’ scialbo e poco caratteristico. Resta comunque una delle canzoni più allegre e ballabili della serata.

ESITO: Non accede alla finale

Voto performance vocale: 5,5

Voto look: 5

Voto stage: 6

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GRECIA: Argo – Utopian Land

Senza pause o altro, il palco passa subito ai rappresentanti della Grecia, gli Argo, i quali, per far spazio al ballerino (la cui presenza è stata a dir poco inutile), hanno dovuto lasciare a casa un componente del gruppo.

Buona, ma non troppo, la performance vocale di tutti i membri della band presenti sul palco, il quale trasmetteva una certa familiarità, vista anche il piccolo stralcio coreografia che inneggiava all’unità di tutte le popolazioni.

ESITO: Non accede alla finale

Voto performance vocale: 6,5

Voto look: 6

Voto stage: 7

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MOLDAVIA: Lidia Isac – Falling Stars

Grazie a Lidia Isac, rappresentante della Moldavia, l’Italia ha finalmente trovato il suo nuovo idolo: Alluminioman, ballerino vestito da astronauta innamorato della cantante, nonchè unica persona presente sul palco insieme all’interprete russa.

Appena sufficiente lo stage, privo di elementi da togliere il fiato.

ESITO: non accede alla finale

Voto performance vocale: 5,5

Voto look: 6,5

Voto stage: 6,5

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UNGHERIA: Freddie – Pioneer

Lo show riparte con l’ungherese Freddie che, con uno stage particolare ispirato dalla lava di un vulcano, è riuscito a portarsi a casa una performance vocale molto buona.

Inoltre, il rappresentante dell’Ungheria è stato ampiamente idolatrato da moltissimi europei per la sua bellezza e per il suo fisico scultoreo.

ESITO: accede alla finale

Voto performance vocale: 8

Voto look: 8

Voto stage: 7,5

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CROAZIA: Nina Kraljic – Lighthouse

Una delle più attesa dai contribuenti di RNBJUNK è proprio la Croazia che, dal punto di vista vocale, non ha deluso le aspettative, nonostante alcuni errori e lievi stonature, mentre, dal punto di vista visivo, le ha deluse. Un look inguardabile, papabile vincitore del Barbara Dex Award, e uno stage assente, scialbo e privo di elementi da mozzare il fiato.

ESITO: accede alla finale

Voto performance vocale: 8

Voto look: 3,5

Voto stage: 6,5

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PAESI BASSI: Douwe Bob – Slow Down

Dopo un brevissimo sketch comico, ecco che lo show riparte subito con la sorpresa della serata, l’olandese Douwe Bob. Nonostante uno stage scialbo ispirato agli orologi, il ragazzo è riuscito a portarsi a casa l’accesso alla finale ma anche un’esecuzione vocale buona, priva di sbavature, che però non è riuscita a stupirci, complice il fatto dell’estrema piattezza della canzone.

ESITO: accede alla finale

Voto performance vocale: 6,5

Voto look:  7

Voto stage: 5,5

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ARMENIA: Iveta Mukuchyan – LoveWave

C’è poco da dire quanto un’esibizione sfiora la perfezione. E’ il caso dell’Armenia che ha schierato una cantante molto brava e capace sia dal punto di vista interpretativo che dal punto di vista della presenza scenica. Altro elemento a dir poco perfetto lo stage: semplice ma capace di esplodere grazie ad alcuni arricchimenti essenziali come le luci, usate in maniera favolosa, e il fuoco.

ESITO: accede alla finale

Voto performance vocale: 9

Voto look: 9

Voto stage: 8,5