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Dopo avervi presentato 11 canzoni, ecco altre 11 canzoni che a maggio si sfideranno sull’importantissimo palco dell’Eurovision Song Contest 2016 che si terrà a Stoccolma, la capitale della Svezia, nazione vincitrice della scorsa edizione.

FRANCIA: Amir – J’ai Cherché 

Dopo una ballad caratterizzata dal classicissimo stile della chanson francais che non è riuscita a raggiungere l’obbiettivo prefissato, nonostante il messaggio molto importante che la canzone nascondeva, quest’anno la Francia ha deciso di puntare un un singolo dal sound più internazionale che potrebbe far schizzare il paese nella parte più calda della classifica finale.

“J’ai cherché” è una mid tempo pop che punta su una base molto particolare e diversa rispetto alle entrate francesi negli ultimi anni, che o sono troppo lente o troppo veloci, costituita principalmente da strumenti a corda, alcuni elementi elettronici e un battito di mani, che salta fuori ed è messo in risalto soprattutto nel ritornello, che riesce a segnare un ritmo parecchio ballabile, infettivo e molto allegro.

Molto strana la scelta della lingua: Amir canterà metà singolo in francese, nelle strofe, e metà in inglese, il ritornello, fattore che rende il tutto ancora più internazionale. Il bilinguismo non si vedeva dal 2012, quando, a Baku, Anguun si esibì sulle note di “Echo (You & I)”.

RNBJUNK JURY SCORE: 7,5

MOLDAVIA: Lidia Isac – Falling Stars

Dopo due anni nei quali la Moldavia non è riuscita a superare le semifinali, quest’anno il paese vicino di casa della Russia, ha deciso di giocare ancora di più con la dance e su una voce femminile nuova, una new entry nel panorama musicale moldavo.

Il singolo eurovisivo è una up tempo dance che punta su una netta divisione tra strofa e ritornello. Nel primo il tutto è molto pacato mentre nel secondo salta fuori tutto quello che non è stato messo in luce precedentemente, ossia la voce, che esplode nel significato vero e proprio della parola, e la base, che si arricchisce di elementi elettronici prepotenti e alquanto invasivi che però non oscurano al voce della performer.

La lingua scelta è ancora una volta l’inglese e non il romeno, lingua ufficiale del paese slavo, cosa che non si vede dal 2013, quando Aliona Moon cantò in questa lingua per la prima, e per ora unica, volta.

RNBJUNK JURY SCORE: 6

SVEZIA: Frans – If I Were Sorry

Automaticamente in finale, visto che la Svezia è l’ospitante di quest’anno, il paese ha deciso di puntare su un’entry single molto diverso dalla solita dance proposta negli ultimi anni, che però a visto il boom della nazione stessa, visto che negli ultimi 5 anni, si è classificata in top 10 ben 4 volte.

“If I Were Sorry” è una mid tempo pop con influenze soul che si distanzia anche fin troppo dal tipo di sound che il paese scandinavo ci aveva abituato negli ultimi anni. La canzone punta su un ritmo molto tranquillo e pacato sul quale si adatta perfettamente la voce dell’ancora troppo giovane Frans, che però può vantare di un accento perfettamente inglese, ossia completamente l’opposto degli ultimi singoli rappresentanti la nazione gli scorsi anni, nel quale ad avere la meglio era la base dance, che a tratti oscurava l’interprete.

La lingua scelta è, come il solito, l’inglese, la seconda lingua ufficiale della Svezia, nonchè una delle lingue più parlate all’interno della nazione. Lo svedese, invece, manca dalla competizione dal lontanissimo 1998.

RNBJUNK JURY SCORE: 5,75

PAESI BASSI: Douwe Bob – Slow Down

Un anno dopo aver presentato una up tempo alquanto ripetitiva ma che entrava subito in mente, i Paesi Bassi ritentano di ritornare in finale con singolo che ricorda in più passaggi la fortunatissima “Calm After The Storm”, che nell’edizione del 2014 si classificò seconda alle spalle della nuova regina dell’Eurovision, Conchita Wurst, che vince con il singolo “Rise Like A Phoenix”.

“Slow Dow” è un down tempo country folk con influenze pop che punta su una base molto semplice, costituita unicamente dalla chitarra, che, nonostante i semplici riff, riesce a stupire ed incantare l’ascoltatore, il quale strumento detta un ritmo pacato e molto tranquillo, che rilassa chiunque stia ascoltando il contest. Alquanto tranquilla e pacata la voce di Douwe Bob che, senza virtuosismi, riesce a trasportare colui che ascolta in una situazione rilassante, che spezza il continuo susseguirsi di canzoni dance o dal ritmo fin troppo veloce.

La lingua del singolo è l’inglese e non l’olandese, lingua che non viene cantata nel contest dal 2010, quando Sieneke non riuscì ad arrivare in finale con il singolo “Ik Ben verliefd”.

RNBJUNK JURY SCORE: 6

IRLANDA: Nicky Byrne – Sunlight

La povera Irlanda, nonostante mantenga alta la bandiera di nazione con più vittorie all’Eurovision, non riuscendo ad ottenere risultati soddisfacenti da 4 anni, ha deciso di sfoderare una delle sue carte migliori giocandosi il tutto per tutto: quest’anno la nazione sarà rappresentata da Nicky Byrne, componente di una delle band irlandesi più conosciute e famose, i Westlife.

Il suo singolo, “Sunlight”, è una midtempo pop con richiami country che punta sulla potentissima voce graffiante del ex componente del gruppo irlandese. Il brano è stato scelto internamente da una giuria agli inizi dell’anno nuovo, una novità per la nazione.

Molto buona la resa vocale in tutta la canzone che, nella versione in studio, mostra tutte le sfaccettature del registro vocale dell’artista, dalla parte più graffiante a quella più potente, cantata di petto, sia nelle strofe, dove è più calma e rilassata, che nel ritornello, dove mostra il meglio di se, convincendo maggiormente grazie alla carica che la voce emana e al ritmo più ballabile.

Perfetta la scelta di cantare la canzone in inglese, diventando così una delle pochissime nazioni che quest’anno sarà rappresentata nella propria lingua nativa, anche se non ci sarebbe dispiaciuto un singolo in gaelico, una novità per il paese visto che è stato rappresentato in questa lingua solamente una volta, nel lontano 1972.

RNBJUNK JURY SCORE: 6,5

SLOVENIA: ManuElla – Blue And Red

Dopo una up tempo dance dei già conosciuti Maraaya, quest’anno gli EMA, selezione nazionale slovena, ha scelto la tranquilla ma potente e dotata di ManuElla.

Il singolo è una mid tempo country pop che ricorda in tutto e per tutto i singoli di una  Taylor Swift ancora debuttante. Il tutto punta su una strofa tranquilla e pacata e un ritornello nel quale ManuElla mostra il meglio della sua voce, accompagnata da alcuni strumenti a corda che vanno via via intensificandosi fino alla fine della traccia.

Nota dolente il testo, ritenuto il più banale e insignificante, non solo dell’edizione di questo 2016, anche degli ultimi anni. La lingua scelta è stranamente l’inglese e quindi non lo sloveno, lingua nazionale della nostra vicina di casa Slovenia, lingua che non si sente dal 2014 quando Tinkara Kovac arrivò penultima con un singolo metà in inglese e metà in sloveno.

RNBJUNK JURY SCORE: 5,5

BULGARIA: Poli Genova – If Love Was A Crime

Dopo due anni di assenza, causati da sei edizioni nel quale il paese non è riuscito ad entrare in finale, la Bulgaria ritorna in gara proprio come ci ha lasciati, con la cantante Poli Genova, conosciutissima dal pubblico eurovisivo, vista la sua precedenza partecipazione come rappresentante bulgara nel 2011 con il magnifico e sottovalutato singolo “Na Inat” e per aver condotto l’ultima edizione del Junior Eurovision Song Contest, tenutosi la fine dello scorso anno a Sofia.

Il singolo punta su una classica struttura pop che punta anch’essa su una netta distinzione e separazione tra strofa, nel quale la base è molto semplice e si sente quasi unicamente la voce di Poli, e ritonello, nel quale il tutto si fa più ritmato e ballabile, grazie anche all’introduzione di elementi elettronici che favoriscono a movimentare il tutto.

Fortunatamente la commissione bulgara che ha scelto sia l’artista che il singolo ha scelto di puntare sul bilinguismo tra inglese, nelle strofe e in parte nel ritornello, e il bulgaro, che caratterizza gran parte del ritornello.

RNBJUNK JURY SCORE: 7,5

LITUANIA: Donny Montell – I’ve Been Wainting For This Night

Dopo “This Time”, la Lituania ha deciso di richiamare Donny Montell che, grazie alla vincita della finale nazionale indetta per selezionare un rappresentate, ha avuto il diritto di rappresentare il suo paese per la seconda volta.

Il singolo eurovisivo è un brano pop influenzato dalla dance scandinava che punta su un ritornello costituito unicamente da elementi dance ed elettronici accompagnati dalla voce tranquilla ma potente di Donny ed un ritmo molto veloce, infettivo e ballabile, aspetti che lo rendono adatto ad un qualsiasi club o una qualsiasi discoteca europea.

La lingua scelta è l’inglese e non il lituano, lingua che si è sentita sul palco del contest solo una volta, nel 1994, anno del debutto del paese baltico, nel quale di classificò ultimo, anche se nel 2001 gli SKAMP portarono la versione bilingue, in inglese e in lituano, del loro brano “You Got Style”.

RNBJUNK JURY SCORE: 7

REPUBBLICA CECA: Gabriela Guncikova – I Stand

Dopo non essersi qualificata in tutte le quattro edizioni a cui ha partecipato, quest’anno la Repubblica Ceca ha deciso di schierare sul campo una nuova e potente voce, quella di Gabriela Guncikova.

Il singolo, “I Stand”, è una potentissima ballad pop con influenze soul che punta su una base molto semplice, costituita unicamente dal pianoforte e alcuni violini, e la voce fresca, potente della cantante ceca che dimostra di essere molto capace sia a livello interpretativo che a livello vocale.

La lingua scelta è l’inglese e non il ceco, lingua che ha rappresentato la nazione, che in ogni sua partecipazione è sottovalutata, solo una volta, nell’anno del suo debutto, il 2007, quando Kabat arrivò ultimo nell’unica semifinale dell’edizione.

RNBJUNK JURY SCORE: 8

BELGIO: Laura Tesoro – What’s The Pressure

Scelta dal “Eurosong 2016”, Laura Tesoro rappresenterà il Belgio con “What’s The Pressure”, singolo estremamente catchy dal ritmo che fa venir voglio di alzarsi e ballare. La canzone punta sul ritmo assolutamente infettivo e catchy, un hook puramente pop e dei richiami alla mitica musica swing degli anni d’oro della musica black.

Il sound che ricorda quello dei Bee Gees nel loro periodo d’oro e il funk non proprio del 2016 è stato profondamente criticato insieme alla produzione confusionario, monotona ma contagiosa, vista la continua presenza del sax che ne conferisce un ritmo ballabile. Nota dolente, anche questa volta, la lingua: il singolo sarà in inglese e non in olandese, francese o tedesco, ossia in una delle tre lingue ufficiali del paese.

RNBJUNK JURY SCORE: 5,75

REGNO UNITO: Joe & Jake – You’re Not Alone

Ultima canzone che vi presentiamo oggi è il singolo della Grand Bretagna che ha deciso di optare per uno stile molto british e non su un'”innovazione”, come era successo negli ultimi due anni.

“You’re Not Alone” è una canzone pop con influenze parecchio evidenti prese dalla dance, che ricordano lo stile della band maschile in inglese per eccellenza, i Coldplay. Molta buona l’armonizzazione tra le voci del duo, che riescono ad unirsi perfettamente in un unico suono. A differenza della maggior parte delle altre nazioni, il Regno Unito sarà rappresentato da un singolo nella sua lingua madre, l’inglese!

RNBJUNK JURY SCORE: 6,5

Voi che ne pensate? Quali tra queste canzoni vi hanno colpito di più?

 

  • Travis

    Tra questi molto buoni Francia, Belgio. La repubblica ceca è una bellissima canzone Seconda nella mia personale classifica. Terza il Belgio. Al primo posto ancora la dovete commentare. .

  • José

    A me piace molto quella della Lituania di Donny Montell! :-)