Visualizza messaggio singolo

  #1 (permalink)  
Vecchio 01-03-2008, 17.58.48
L'avatar di M.A.D
M.A.D M.A.D non è connesso
Junkino Istituzione
Minister Junkie
 
Data registrazione: 12-02-2008
Residenza: Ravenna
Età: 25
Messaggi: 3,164
M.A.D comincia a farsi notare per discussioni mica male!
Predefinito Madonna - Confessions On A Dance Floor Era (2005-2006)

A meno di 2 mesi dal nuovo disco di Madonna (in uscita probabile il 24 aprile in Italia) parliamo dell'ultimo, grande, disco risalente al 2005 (incredibile, già 3 anni!) che ha rilanciato Madonna, in termine di album venduti, dopo il moderato successo del bellissimo American Life (2003).
Hung Up, il primo singolo, è antrato alla numero 1 in ben 49 paesi nel mondo, è stata top 10 nella HOT 100 di Billboardo e numero 1 nella singles chart e in quella dance.
L'album ha debuttato alla numero 1 della Billboardo 200 vendendo quasi due milioni di copie finio ad ora.E' entrano alla numero uno in tanti altri paesi del mondo, dimostrando a tutti cho è la Queen.
Il disco ha portato a Madonna un Grammy come migliore disco elettronico/dance del 2005 e il tour che ha seguito l'album, il Confessions Tour, è il tour di maggior successo per un artista femminile nella storia.

Volevo mostrarvi una serie di recensioni che oltre a descrivere egregiamente il disco, descrivono anche Madonna, visto che oggi si è parlato molto in questo forum della suo non avere un proprio stile.

Questa è la prima recensione, una vera recensione per quanto mi riguarda.Molto sentita e presa da BlackMailMag:

Madonna non è mai stata farlocca. Astuta, coriacea manager di se stessa, ma mai patacca. E la sua stella brilla da un ventennio, resiste agli eserciti di patetiche bamboline da una stagione in classifica, tutte puntualmente bocciate all’esame d’ammissione all’oltrepop. L’oltrepop è la capacità di resistere all’incuria del tempo, ai capricci delle mode. L’oltrepop è la password d’accesso che ti permette di entrare nell’Olimpo delle grandi icone dalla porta principale. L’oltrepop è ciò che hai avuto da bambino da zero a dieci anni: un megaschermo con impianto audio quadrifonico sul quale proiettare ininterrottamente una versione ultra/altra di te stesso.

Vitalità e carnalità senza scrupoli; mistero di un sogno che rifiuterà perpetuamente di assolvere la realtà: ecco le armi dell’icona. Le avevano Elvis e Jim Morrison, Marlene Dietrich, Mae West e Rita Hayworth, oggi le ritroviamo in Johnny Depp e Uma Thurman, nella signora Ciccone e in Kylie Minogue. Oltrepop: una pelle iniziatica eterna, inalienabile, che non è sinonimo di grossolana maschera.

Sto scrivendo un pezzo sul nuovo album di Madonna, il migliore da diversi anni a questa parte. Curioso come il 2005 abbia segnato il credibile ritorno in pompa magna di tre nomi degli anni Ottanta del secolo scorso: New Order con Waiting for the siren’s call e adesso (nei tempi supplementari), i Depeche Mode del superbo Playing the angel e, appunto, la (pri)Madonna di Confessions on a dancefloor. Nessuna nostalgia, solo una semplice, piacevole constatazione: salvo rarissime eccezioni (White Stripes, !!!, LCD Soundsystem i primi e probabilmente unici nomi che mi sovvengono), al momento è dura trovare gente di primo pelo in grado di sfornare dischi memorabili.

Sul nuovo sforzo produttivo di Madonna è già stato detto praticamente tutto: è brutto, è bellissimo, è un capolavoro, è una ciofeca, è piatto, è pompatissimo, è furbo, è Donna Summer rianimata dai Daft Punk, è il cavalier Moroder immortalato mentre si spazzola i lustrini dalla giacca, è la mirror ball del Danceteria che si schianta su Ground Zero, è Warhol nell’era della videocomunicazione, è il frutto di un felice connubio tra la star, il “già testato” Mirwais e Stuart Price (a.k.a. Jacques Lu Cont, a.k.a. Les Rhythmes Digitales), è testosterone a caccia di sesso, è aerobica pura e semplice, è un tesoro di omaggi più o meno nascosti (Abba, Stooges, Prodigy, i Police di Every breath you take) e solenni autocitazioni (Like a prayer innestata nel tessuto di Push).

Vocoder. Tacchi a spillo. Paillettes. Capelli alla Farrah Fawcett. Un pizzico di french touch nel calderone del soul dell’avvenire e un po’ di spiritualità come ai tempi di Frozen. Dimentico qualcosa? Ah, certo: gli Stooges riprocessati elettronicamente in I love New York (ah, se l’avesse cantata Kim Gordon dei Sonic Youth, chissà quante eiaculazioni tra i critichini indie!) e il recitato del rabbino Yitzhak Sinwami in coda a un brano (Isaac) che ha procurato un violento attacco di gastrite a mezza comunità ebraica.

Qui si balla. Qui si roteano le pupille e il bacino. Qui si muove il culo sul serio, e il ritmo ti avvolge, ti collega a un cavo elettrico innescando una botta sacrosanta tirata al limite della vertigine. Curve e velocità supersonica. È la vita oltre Magalli, il maestro Mazza, Lory Del Santo intervistata da Bruno Vespa, il carovita e le palle che ti si gelano mentre aspetti un autobus in ritardo di quaranta minuti. “Forget your problems”, sussurra la diva in Future lovers.

A questo serve il pop perfetto: buon umore, iniezioni di energia. Se ascolto Hung up e Jump, la ***** scompare. Se mi perdo nell’intelligente esperimento retro-disco di Get together, nelle pulsazioni kraftwerkiane di How high oppure nell’inciso New Order oriented di Forbidden love, il deserto che ho intorno mi appare improvvisamente più suggestivo. È il funk. È l’effetto-risucchio. È un’illusione. Pochi minuti di inganno dei sensi senza effetti collaterali. Madonna è sempre stata/sempre sarà la grande effigie seduttrice, naiade e satiressa, un’apparizione che ammalia, una tentatrice che Baudelaire avrebbe incluso volentieri nel suo delizioso bestiario di esseri a parte, una Circe che domanda scusa (Sorry) in otto lingue umane dopo aver tirato fuori il maiale che è in te. Dopo averti mandato al collasso. Una scossa sulla pista da ballo del mondo, con tanti saluti dall’ex ragazza di Bay City, Michigan che un bel giorno arrivò nella Grande Mela covando grandi progetti. Una lezione di stile che ancora adesso, dopo molte battaglie, ha il sapore di una provocazione. 47 anni e non sentirli. Ecco di cosa parliamo quando parliamo di pop.

Ultima modifica di M.A.D : 01-03-2008 alle ore 18.09.31.
Rispondi citando