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Vecchio 20-05-2008, 21.26.07
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lovemariah diventerà presto famoso tra i Junkini
Predefinito Mariah Carey - Charmbracelet Era (2002)



CONSIDERAZIONI GENERALI

Nono album di studio di Mariah, ha avuto successo leggermente superiore al precedente famigerato Glitter, anche se ha comunque toppato secondo i metri di giudizio del mercato.
Essenzialmente, è un ritorno ad un r'n'b più classico dopo la spumeggiante aura anni 80 di Glitter.
Ha ricevuto critiche contrastanti, perlopiù negative, ma ciò non deve stupire, essendo l'album più difficile di Mariah, e fra i più intimi e in parte oscuri.
Come il primo singolo Through The Rain ogni canzone è autobiografica e fa perlopiù riferimento alle situazioni turbolente e alle battaglie che Mimi ha combattuto negli anni immediatamente precedenti, senza però suonare senza dignità o in cerca di compassione: dal breakdown del 2001 (in Through The Rain, appunto) al divorzio da Tommy Mottola (You Had Your Chance, I Only Wanted), agli altri amori passati (Lullaby), alle speculazioni sui presunti tali (Clown).
Slant Magazine dice che "Anche se qui non c'è nulla di immediato come Fantasy o My All, Charmbracelet è molto meno artefatto di Rainbow o Glitter e creativamente liberatorio come Butterfly".
E' un concept album: ogni brano corrisponde a un ciondolo segreto del bracciale che Mariah ci affida...

CONSIDERAZIONI PERSONALI

CHARMBRACELET è, insieme a Butterfly, l'album che prediligo.
CHARMBRACELET è UNA CONFIDENZA INTIMA, UN SEGRETO SUSSURRATO,
UNA PREGHIERA DELL'ANIMA; è UN MONOLOGO IN CUI MARIAH SI APRE COMPLETAMENTE.
Qui non c'è bisogno di urlare o cantare a gran voce: ha già dimostrato di saperlo fare e ora è inutile.
BISOGNA RIFLETTERE SU QUELLO CHE LE è CAPITATO FINORA.
TUTTO SI FA SOFFUSO, INTIMO, OMBROSO....
LA VOCE CALDA E LANGUIDA RENDONO QUESTA SESSIONE DI STUDIO UNICA.
E' necessario apprezzare Charmbracelet per capire fino in fondo Mariah.

In mia opinione un filo conduttore lo lega indissolubilmente a Butterfly.
Entrambi fanno da spartiacque tra diverse fasi:la prima, nella quale Mariah non esprime la sua personalità appieno, e la seconda,
più sensuale e allegra, quella di Rainbow e Glitter.
La cromia delle copertine, poi, è simile, giocata sui toni del marrone e risulta molto elegante: secondo me non è un caso, visto che la prima fase è caratterizzata dal bianco e nero (Music box, Daydream), mentre Rainbow e Glitter hanno copertine dai colori forti ed esagerati.
Charmbracelet è insomma un ritorno alla classe, alla compostezza, alla semplicità...
Inoltre, ultima perla del filo, Lullaby, la naturale prosecuzione di The Roof, una delle canzoni preferite di Mariah, è contenuta proprio in quest'album.

Detto questo, a differenza delle altre recensioni che sono state realizzate, io affronterei quest'album... Ciondolo per ciondolo!

THROUGH THE RAIN
Chiunque può farcela nelle avversità e combattere i propri demoni. Mariah apre così questo disco, tornando sul tema del suo cavallo di battaglia Hero... dieci anni dopo. La bellezza e la forza che questa canzone esprimono sono però secondo me molto più forti, anche grazie all'interpretazione. Mariah infatti parte da un caldo e timido sussurrato nelle strofe e nei primi chorus
e sfocia nell'esplosione del bridge e dell'ultimo chorus.
Tale interpretazione, il giro di piano e organ molto delicato, il calore, la speranza che porta questa canzone ed il suo significato denso in quel particolare periodo per Mariah la rendono una delle sue canzone più intense... e una delle mie preferite.
Giudizio: 10

BOY (I NEED YOU)
Elaborata sulla base di Boy di Cam'ron (a sua volta basata su un sample dei Rose Royce), è tra le uptempo di Mariah la mia preferita in assoluto. Lo so, lo so, tutti voi la considerate una canzonetta da quattro soldi che manco è entrata in hot 100.
Ma fate attenzione: il whisper sognante e rapito che contrasta con il ritmo divertente e ossessivo, il video futuristico e assolutamente assurdo, il testo languido di qualcuno che è innamorato ma non lo vuole far vedere, che lo tiene come un dolce segreto con cui trastullarsi, sul quale fantasticare
["Sometimes I don't call
Like I don't care at all
But secretly, you're the only thing
That lifts me up
And makes me smile...]"

e il sussulto di quando riceviamo una chiamata e speriamo che sia lui/lei,
["My heart races when
My Motorola beeps
Or my cell rings
I just make a wish and if it's you
My whole day changes..."]

lo rendono un pezzo a mio avviso estremamente affascinante e sognante.
Sempre in rotazione sui miei stereo, pc o quant'altro. La adoro!
Giudizio: 10

THE ONE
Singolo "abortito" questa canzone tratta la paura di amare... O meglio di rimanere "fregati" amando.
E' una midtempo forse troppo debole, che come singolo non avrei visto bene, anche se forse sarebbe risultata più popolare di Boy.
La produzione di Jermaine Dupri è divertente e risulta fresca, Mariah canta un ritornello che rimane subito in testa e facile da canticchiare. Non mi colpisce particolarmente ma è gradevole.
Giudizio: 7

YOURS
Questa doveva essere in origine un duetto con Justin Timberlake.
Devo ammettere che fino a poco tempo fa la trovavo un po' melensa e lagnosa.
Oggi, invece, ho scoperto il calore dei suoni, il tono basso e intenso delle strofe, la dolcezza del chorus, e i magnifici acuti
e i vari vocalizzi nella parte finale.
Come giustamente Brownskin mi ha fatto notare (ma ci stavo arrivando da solo! :p), è evidentemente connessa con Bliss [di Rainbow], per modo di cantare, effetti vocali e tipo di suoni utilizzati, e più in generale è inserita in quel filone che parte con Underneath The Stars che si rifà all'rnb-soul di fine anni 70-primi anni 80.
E' la canzone adatta per svegliarsi in una calda mattina di primavera, con il sole che filtra dai balconi.
Giudizio: 8,5

 

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- TONI (I NEED YOU) -

Ultima modifica di lovemariah : 21-05-2008 alle ore 08.08.48.
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