Sono particolarmente emozionato nell' iniziare questa discussione, perchè il Jazz per me rappresenta il sogno. Il sogno di manifestare la propria fantasia, il proprio essere, anche in modo caricato, esagerato, ma certamente senza alcun tipo di vincolo. Rappresenta l'ardore delle emozioni, dalle più felici, luminose, alle più scure, cupe, accarezzando momenti di straordinaria delicatezza emotiva. Insomma, almeno per me, il Jazz parla di Anima!
Vorrei iniziare citando una definizione di Jazz dal libro "Novecento" di Baricco: Baricco infatti racconta la scena di un trombettista che si presenta per un'audizione a bordo di una nave, senza però aver la minima idea di come si faccia precisamente a suonare una tromba. Allora inizia a soffiare e a far qualcosa a casaccio, e una volta finito, colui che lo stava ad ascoltare gli chiede "Cos'era quello?" e il trombettista "Non lo so...." "Allora quello era Jazz!".
Infatti anche la parola Jazz ha delle origini molto vaghe e imprecise. Tra l'800 e i primi anni del 900 sembra che nei giornali fosse usata una parola francese, Jaser, per dire "far confusione" "rumore sgradevole" o addirittura "orgia".
Secondo altri sembra che la parola venisse usata intorno al 1913 per dire "vigore" "energia", dopo alcuni anni precedenti in cui si usava per esprimere la virilità maschile, l'atto sessuale e anche l'eiaculazione.
Il Jazz è un genere molto complesso a livello armonico e melodico, proprio perchè ricava diverse caratteristiche da diversi generi.
Tutto naturalmente comincia con i canti di lavoro degli afro-americani, che poi si evolveranno appunto in spiritual e ancora in vero e proprio Blues, seppur ancora grezzo. Ci sono anche sentori di bande di accompagnamento militare e addirittura in molti pezzi di opera lirica.
Il jazz più di ogni altro genere, ha mantenuto la tradizione dell'improvvisazione, proprio perchè estremamente vicino alla cultura africana del raccontare in modo immediato sensazione, avvenimenti semplici e quotidiani.
La musica afro-americana iniziò a divulgarsi come musica da intrattenimento nel corso del XIX secolo, attraverso i "Minstrel Show", che erano ricchi di stereotipi razziali contenenti musica afro-americana alquanto addolcita.
Dall'improvvisazione (spesso punita) di cantanti solisti durante questi spettacoli, emerse il genere che può esser considerato il vero e proprio padre del jazz: il Blues, che ebbe molto successo nella popolazione afro-americana, anche più benestante.
E' ormai leggenda, e molto probabilmente realtà, che il jazz sia nato a New Orleans. Qui infatti vennero a contatto molte culture diverse (spagnoli, inglesi, francesi e afro-americani), che incontrandosi suonavano ognuno la marcia della propria banda.
Le prime composizione Jazz estremamente improvvisate si manifestavano dopo i funerali. Infatti, mentre la bara veniva portata al luogo di sepoltura, la banda vera e propria suonava, dopo i musicisti della "second line" (che erano anche musicisti non professionisti, per la maggior parte) suonavanmo qualcosa di allegro a casaccio!
Dunque in questo clima si affermarono i primi veri e propri musicisti jazz, parola che venne usata ufficialmente in un giornale nel 1913, Buddy Bolden (ritenuto il padre del Jazz), che venne rinchiuso in manicomio, senza poter lasciare testimonianze del suo ruolo di pioniere del jazz. Ruolo che il pianista Jelly Roll Morton (citato in "Novecento") cercò di attribuirsi, componendo la prima canzone jazz ad aver avuto eco più ampio, intitolata "King Porter Stomp"http://it.youtube.com/watch?v=hzMpshO6DyY
Questo pezzo veniva eseguito insieme a colui che veniva chiamato il Re della della cornetta, Joe "King" Oliver.
In questo periodo era molto sviluppato e di gran voga, ora diremmo che era praticamente di moda, il Ragtime,genere sempre suonato da artisti neri, che si concentrava sulla freneticità e il virtuosismo pianistico. Il Ragtime spinse così enormemente il Jazz, che per lungo periodo urono affiancati nelle sale da ballo.
(Una versione semplice per piano di "Ragtime Dance - Scott Joplin
YouTube - Scott Joplin - Ragtime Dance )
La prima formazione ad esser riconosciuta e ad aver portato il Jazz fuori dagli Stati Uniti, nonchè ad aver registrato il primo brano Jazz in studio, fu la Original Dixieland Jass Band, che nel 1919 andarono in tournè a Londra, divulgando il nuovo genere. Paradossalmente la band era composto da soli bianca ed era trainata dal Trombettista di origini italiane Nick La Rocca.
(Il primo pezzo jazz mai registrato
YouTube - Original Dixieland Jazz Band - Livery Stable Blues )
Tra il 1910 e il 1920 i musicisti afroamericani del sud sentivano il desiderio di spingersi vero il nord deli Stati Uniti, perchè qui i musicisti venivano pagati di più. Allora arrivavano risalendo i Mississipi a bordo di battelli sui quali si esibivano,e poi, invece di tornare col battello, rimanevano dove erano arrivati. Questa migrazione fu dovuta anche al fatto che il Jazz non aveva più un impulso notevole a New Orleans, soprattutto da quando lo Storyville, un locale/bordello nel quale si dice siano nate le concezioni Jazz, chiuse.
A Chicago si creò una vera e propria scuola di Jazz, con artisti quasi tutti bianchi.
E' il momento di introdurre una figura "immensa" della storia del Jazz: Louis Armstrong. Venne chiamato dal re Joe Oliver da New Orleans, e prestissimo (dopo aver suonato con Oliver per un periodo) si affermò come il re della tromba!
Questi sono gli anni (1920) che vedono anche la nascita dell'industri discografica, che aveva una sezione apposita per gli artisi di colore, i cui dischi venivano chiamati Race Record (registrazione razziali).
In questo periodo il Jazz deve distaccarsi dal Blues enormemente, a causa della sua connotazione negativa. Addirittura alcuni bianchi incidevano con degli pseudonimi per essere liberi di suonare il Blues.
A partire dagli anni '30 invece si scatenarono due nuovi fenomeni: quello delle Big Band e quello del Swing. Il decennio 30-40 fu proprio chiamato Età del Jazz, che aumentò ancor di più la sua popolarità e si impose come musica da ballo principale. Appunto per questo non bastavano più quartetti o piccole formazioni, ma si dovette ricorrere a delle band più grandi, mai viste nè concepite nel Jazz. Per questo vennero proprio chiamate Big Band. Per far capire l'importanza delle orchestre jazz, in questo periodo fu "scelto" come re del jazz proprio un direttore di orchestra, Paul Whiteman, famoso anche per aver commissionato a George Gershwin la famosa "Rapsodia in Blu", che fondeva il jazz con la musica classica
YouTube - Gershwin - Rhapsody in Blue pt.1/2 YouTube - Gershwin - Rhapsody in Blue pt.2/2
In questo periodo anche la discriminazione razziale si affievolì, grazie anche ad alcuni direttori di orchestrache ebbero il coraggio di portare con sè in tournè artisti neri come Billie Holiday, LA VOCE del Jazz
Billie Holiday - Wikipedia