Stiamo aspettando davvero da secoli il ritorno in scena di Gwen Stefani. La popstar in realtà è tornata esattamente un anno fa con “Baby Don’t Lie”, una canzone bellissima ma molto diversa dal suo materiale precedente che, un po’ per la totale assenza di promozione e un po’ per lo scarso appoggio delle radio, si è limitata ad ottenere giusto qualche risultato in Europa, passando però completamente inosservata in USA.

Per correggere il tiro, la bella e talentuosa artista ha poi partecipato in qualità di giudice a The Voice USA, si è affidata ad una produzione di Pharrell molto in stile “Hollaback Girl” per il successivo singolo “Spark The Fire” ed ha perfino duettato con i Maroon 5 in “My Heart Is Hopen” e con Eminem in “Kings Never Die”, ma nulla di tutto ciò è servito a restituirle il successo di un tempo.

Per questo, Gwen è tornata a lavorare in studio per creare un album che potesse riportarla ai fasti del 2005, sparendo così una seconda volta dalle scene. Ora però la star ha ben pensato di farci ascoltare almeno durante un concerto una canzone inedita intitolata “Used to Love You”.image

Il brano è molto diverso da entrambi i singoli rilasciati nel 2014: si tratta infatti di una power ballad in cui Gwen utilizza la sua bellissima voce in maniera da muovere la corda dell’emozione, da trasmettere calore e di arrivare direttamente al cuore dell’ascoltatore.

Ottima anche la produzione, la quale lascia a Gwen ed alla sua voce tutto lo spazio necessario per eseguire un’interpretazione ottima e che sappia valorizzare al massimo il testo. In tutto questo, la Stefani riesce a farci percepire davvero la disperazione da innamorata delusa in questo live, dando così vita ad un risultato davvero fantastico!

Nell’attesa di poter ascoltare questa canzone anche nella studio version, che ne pensate di questa performance?

3 Commenti

  1. La canzone è molto carina! Non so se Gwen potrà riacquistare grande visibilità nelle classifiche, non la conosco particolarmente ma la reputo brava; Baby Don’t Lie, alla fine, non era male, Spark The Fire forse suonava un po’ datata; l’importante è che questi artisti continuino a fare musica al di là delle vendite.

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