Ogni anno l’hip-hop ci offre novità e progetti pazzeschi che smentiscono la provocazione che Nas lanciò nel 2006 con il singolo “Hip Hop is Dead”. Naturalmente, bisogna saperli selezionare. Con questo articolo non voglio dire cosa è buono e cosa non lo è, nè farò una classifica degli album del 2013. Il mio intento è condividere le mie impressioni sugli album hip-hop ascoltati in questo 2013 e consigliarvene qualcuno.

Un breve accenno iniziale deve essere fatta alla novità di quest’anno, Spotify. Grazie a questo servizio possiamo ascoltare un album e decidere successivamente se sostenere l’artista per il suo lavoro comprandolo. Nella piccola guida che seguirà, accennerò alla presenza degli album sulla piattaforma, così che sarete giudici voi stessi della qualità o meno dell’album.

The Record Store

Per iniziare, dividerò gli album in due categorie: da una parte abbiamo gli album mainstream, che sono fatti per cavalcare le classifiche e che gli artisti si aspettano di vedere andare in alto, e dall’altra abbiamo album fatti “per le strade”, album che, perlopiù, hanno un hip-hop più puro e a cui la fanbase è affezionata. Partiremo proprio da questa categoria.

L’anno è partito meravigliosamente, quando il 4 gennaio il veterano Mc Eiht ha pubblicato l’Ep “Keep It Hood”, rimanendo fedele allo stile che contraddistinse il suo gruppo, i Compton’s Most Wanted. Sempre parlando di membri di gruppi che hanno pubblicato album da solisti, sono da citare quelli dei membri del Wu-Tang Clan: Inspectah Deck si è unito al duo 7L & Esoteric per pubblicare “Czarface”, progetto riuscitissimo e che avrà un seguito l’anno prossimo; Cappadonna ha pubblicato il doppio album “Eyrth, Wynd and Fyre”; Ghostface Killah ha pubblicto “Twelve Reasons to Die”, un’opera che deve essere presente nella vostra collezione del 2013;  U-God è stato l’unico a lasciare che RZA fosse produttore esecutivo del suo “The Keynote Speaker”; e, infine, R.A. the Rugged Man, affiliato del supergruppo, ha rilasciato il suo secondo album da solista “Legends Never Die”. Il gruppo aveva anche annunciato un nuovo album “A better tomorrow”,  per celebrare il 20esimo anniversario, ma la festa è rimandata all’anno prossimo.

Ancora in tema di membri di gruppi celebri, segnalo l’album “Student of the Game” di N.O.R.E. e “West Coast Gangsta Shit” di Daz Dillinger e WC.

Per quel che ritorna i grandi ritorni di questa categoria, non possiamo non citare quello degli Slum Village con “Evolution”, dei Goodie Mob di Cee-Lo Green con “Age Against the Machine”, dei Bone Thugs-n-Harmony con “The Art of War: World War III”, del produttore Marco Polo con “PA2: The Director’s Cut”, di Master P (dopo ben 8 anni!) con “The Gift” e di Termanology che è tornato con un album da solista, “G.O.Y.A.” dopo vari joint album. Il nome di Black Milk, inoltre, potrebbe non dirvi molto ma, dopo 5 anni di assenza, il suo album “No Poison No Paradise” va sicuramente ascoltato.

L’album su cui, invece, non avrei scommesso, ma che si è rivelato interessante è “Boss Life” di Slim Thug. Il rapper rimarrà probabilmente nella storia per la partecipazione in “Check On It” di Beyonce, ma i commenti che avevo letto dell’album erano tutti piuttosto entusiastici e non mi è dispiaciuto spendere un’ora con il sound del sud. A dicembre, invece, più che altro per noia, ho provato ad ascoltare “7 Days Of Funk” di Dam – Funk e Snoopzilla. Nononostante non ami particolarmente lo stile di Snoop Dogg, l’album ha il suo fascino e dispiace che sia così breve.

A chiusura della categoria, non certo per una minore importanza, gli album a cui sono particolarmente affezionato, quelli del conscious rap: Jon Connor è il grande esordiente, ma “Unconscious State” fa la sua ottima bella figura; Brother Ali ha pubblicato il breve “Left in the Deck”; e Killer Mike che, unitosi con il produttore El-P, ha formato il gruppo Run the Jewels e ha offerto gratuitamente un album dallo stesso nome, “Run the Jewels”. Questi ultimi due album sono gli unici introvabili su Spotify. Brother Ali, comunque, ha permesso lo streaming gratuito dell’album sulla pagina soundcloud della propria etichetta indipendente (qui il link), mentre quello dei Run The Jewels è, appunto, scaricabile gratuitamente, quindi nella peggiore delle ipotesi tentare non nuoce!

Non tutti gli album mi sono piaciuti, e questo vale, sfortunatamente, per il ritorno del rapper Blu che, a marzo, aveva pubblicato “York”. A suo sfavore vanno le influenze più elettroniche date all’album. In parte, la rivincita viene con “Gods in the Spirit”, Ep che Blu ha creato con il produttore Nottz. Deludente è stato anche il debutto di Jake Miller con “Us Against Them”, dopo la curiosità suscitata dall’Ep “The Road Less Traveled“.

Nei ritagli di tempo futuri sicuramente proverò ad ascoltare “Kurupt Confidential” di Kurupt e “QuickFix: Less Drama. More Music”, album che Krayzie Bone ha pubblicato lasciando definitivamente i Bone Thugs-n-Harmony e “Trill OG: The Epilogue” di Bun B. Tutti gli album citati sinora (a parte le eccezioni descritte e gli album di Kurupt e Bun B) sono presenti su Spotify.

Entriamo ora nella categoria degli album che ho definito più “mainstream”. Gli album che più attendavamo nella prima parte dell’anno erano quelli di LL Cool J e di Eve, due ritorni favolosi. Mentre per il primo, “Authentic” non ha deluso le attese (eccetto quelle di classifica), “Lip lock” non è riuscito completamente a soddisfami. Non che non mi sia piaciuto, semplicemente mi aspettavo qualcosa di più. Ancora in tema di ritorni, Hopsin ha dato prova di essere un buon rapper con “Knock Madness”, Nelly che torna con “M.O.” ma con risultati scarsi, e Joe Budden degli Slaughterhouse ha confermato il suo valore da solista in “No love lost”, nonostante lyrics piuttosto banali. Da lui, mi aspetto un album un tantino più impegnato l’anno prossimo, quando pubblicherà “All love lost”.

Il più grande dei ritorni è, in ogni caso, quello di Eminem con “The Marshall Mathers LP 2”, album che ha infiammato il mese di novembre, rendendo minuscoli gli sforzi di chiunque altro! Non il migliore album in assoluto del 2013, visto che a contendersi lo scettro, a mio parere, ci sono anche “Magna Carta Holy Grail”, che ha dato il via a #newrules, e “Yeezus” di Kanye West, secondo migliore album hip-hop del 2013 dalla media di Metacritic (al primo posto con 85 punti ce “Run the Jewels”). Nè bisogna, poi, snobbare “Something Else” di Tech N9ne e i due album di Talib Kweli “Prisoner of Conscious” e “Gravitas”. Per questi ultimi due, in particolare, sono importanti i testi.

Quanto ai debutti, A$AP Rocky ce l’ha fatta! Il suo primo album “Long.Live.ASAP” è stato un buon album e la nuova attesa sarà per l’album che sta preparando con la sua crew, A$AP Mob, previsto per l’anno prossimo. Sarà presto per parlare di stella, ma la stoffa ce l’ha e l’ha dimostrata. Tra i “debuttanti”, almeno nella mia libreria musicale, va aggiunto anche “Childish Gambino” con “Because the Internet”: scoperto per caso con il brano “3005”, sono stato tentato dall’album intero, che non ha deluso le mie attese.

In tema di conferme, le più attese erano due: Big Sean con “Hall of Fame” e J. Cole con “Born Sinner”. Ho trovato gli album buoni e la sensazione che i due rapper siano cresciuti rispetto all’album di debutto c’è. Però per entrambi, preferisco ancora sentire l’album di debutto. Altre due conferme vengono da Oltremanica, lanciando segni di vitalità per il rap inglese. Si tratta dei Rizzle Kicks con “Roaring 20s”, album che ti conquista dopo poche tracce, e di Tinie Tempah che ha pubblicato a novembre “Demonstration”. Alcuni brani di quest’ultimo sono troppo dance per i miei gusti, ma la qualità è indiscutibile.

Più che conferme, certezze si sono dimostrati Kid Cudi con il suo “Indicud”, Styles P con “Float”, Wale con “The Gifted” e B.o.B con “Underground Luxury”. Poche parole su ciascuno di questi album. “Indicud” è stato l’ultimo album che Kid Cudi ha pubblicato con la G.O.O.D. Music. Il prossimo album sarà rilasciato sotto la label indipendente creata da Scott Mescudi e, che ai critici e al pubblico piaccia o no (“Indicud” ha ricevuto pareri contrastanti), seguirà ancora lo stile del rapper. “The Gifted” è stato il primo album di Wale che ho ascoltato del rapper della MMG. Mi è piaciuto e non capisco come abbiano potuto quelli di Complex non includerlo tra i migliori 50 del 2013! Per quel che riguarda infine “Underground Luxury”, è l’album di rilancio di B.o.B: la fanbase gli aveva chiesto di tornare al’hip-hop vero e il rapper ha eseguito, senza deludere affatto!

Una parentesi brevissima va dedicata agli Ep che hanno gettato le basi per gli album del 2014: Twista si è rilanciato con “Back to the Basics”, l’esordiente Chris Webby con “Homegrown” ha puntato a farsi conoscere in vista dell’album di debutto, The LOX hanno provato a seguire la tattica di Beyonce pochi giorni fa con “Talk about it” ma non è allo stesso livello (scusatemi Jadakiss, Styles P e Sheek Louch!), mentre Chamillionaire ha pubblicato i migliori Ep del 2013 “Reignfall“, ma soprattutto Elevate”. Il produttore Hit-Boy anche ha rilasciato l’Ep “All I’ve Ever Dreamed Of”, dimostrando un’ottima capacità da produttore, ma non sappiamo quando pubblicherà l’album di debutto.

Un’altra breve parentesi va fatto ai migliori mixtape del 2013: “King Remembered In Time” di Big K.R.I.T, “The Ratchet Superior EP” di DJ Scream, “God Will’n” di Juelz Santana, “GDOD Get Dough Or Die” della Hustle Gang, “Serial Killers Vol 1” dei Serial Killers (Xzibit, B Real e Demrick), “Movies On Demand 4” di Consequence (che dovrebbe pubblicare il suo secondo album da solista a breve) e “The Abstract And The Dragon” della coppia Busta Rhymes e Q-Tip.

Poca impressione mi hanno fatto Mac Miller con “Watching Movies with the Sound Off”, Dizzee Rascal con “The Fifth” e Juicy J “Stay Trippy”: per questi ultimi due non mi è piaciuta la scelta di puntare su club banger.

Come vi sarete accorti mancano dalla lista alcuni album, tra cui molti anche importanti. Per molti non mi ha attirato il progetto (è successo per E-40 e i suoi tre “Welcome to the Soil”, per la Maybach Music Group con “Self Made Vol. 3”, per DJ Khaled con “Suffering from Success”, per Drake con “Nothing Was the Same” e per Tech N9ne con “Therapy”) o non mi hanno convito abbastanza i singoli pubblicati (il riferimento va a Pusha T con “My Name Is My Name”).

Infine, di difficile collazione è “Back to the Future” dei Las Supper, gruppo formato dai Lifted Crew e da Big Daddy Kane. L’album unisce sonorità anni ‘70 e ‘80 e hip-hop, con un risultato assolutamente fantastico.

Quali sono state le vostre impressioni per gli album del 2013?

  • TheGladiator

    Ma mancano i dischi di Earl Sweatshirt e di Chance the Rapper.

    • L’album di Chance the Rapper è stato scelto come migliore mixtape del 2013 dai BET, ma non l’ho messo tra le priorità. Di Earl Sweatshirt ho ascoltato le tracce con Frank Ocean e RZA e non mi hanno colpito particolarmente. Se mi suggerisci le tue preferite, le ascolterò sicuramente!

      • TheGladiator

        La mia preferita di Earl è “Whoa”, ma cmq sono gusti.
        Prima non l’ho scritto, ma complimenti per l’articolo!

      • Come hai detto tu, sono gusti. Continua a non piacermi lo stile di Earl Sweatshirt, così come quello di Tyler, the Creator. Almeno ci ho provato ;)
        E grazie per i complimenti, grazie a tutti!

  • ottimo articolo ;) anno niente male per la black music in generale. Anche il 2014 promette bene!

  • JonIsntthetrueloveofKaty

    Complimenti x l’ articolo !!!!! Asap il migliore!!!!

  • PugliaR99

    C*zzo che articolo! Complimenti!!!