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Non è da tutti avere la pazienza e la costanza per restare impelegati nel mondo della musica per anni nonostante non si riesca più a pubblicare musica a causa dell’atteggiamento indisponente della propria casa discografica, soprattutto se i milioni di copie venduti nei primi anni di carriera permettere di vivere una vita normale in tranquillità. JoJo avrebbe potuto tranquillamente arrendersi, godersi i proventi dai 7 milioni di dischi che ha venduto nei primi anni di carriera e fregarsene del lavoro di cantante, ma lei non ha voluto questo. JoJo ha combattuto per poter continuare a fare musica, condividere il suo talento col pubblico e alla fine, dopo anni ed anni di quasi totale inattività, pochi giorni fa è stato finalmente pubblicato il suo terzo album, “Mad Love”.

Un disco che poggia un piede nel pop ed uno nell’R&B quello rilasciato dalla ragazza, che in questo modo approfondisce maggiormente la direzione artistica intrapresa negli ultimi anni. Con una voce limpida e potente, capace di comunicare mille sfumature d’emozione, la talentuosa interprete si destreggia fra tante ballad e mid tempo e poche up tempo, evidenziando sempre una grande profondità nelle sue interpretazioni (tranne nel caso della volutamente scanzonata Fuck Apologies) ed una voglia di mettere tutta se stessa nei testi che interpreta, a partire dalla potenza della sua voce fino ad arrivare alla sua anima d’artista.

Un album davvero elegante, in cui produzioni quasi sempre rilassanti e soffuse riescono a fare da valido sottofondo ad uno strumento vocale prezioso, grintoso, comunicativo, da cui trasuda una maturità che per forza di cose non poteva esserci al debutto. Non manca qualche ammiccamento alla dance, ma come sempre questi sono i pezzi in cui Joanna rende di meno: pensiamo a Good Thing, sicuramente potente ed incisiva, nonché molto orecchiabile grazie ai suoi influssi deep house, ma un passo indietro ad altre tracce.

I brani in cui l’artista riesce ad emozionarci di più sono sicuramente “Music”, una meravigliosa ballad in cui la grandiosità del suo strumento è supportata dalla pienezza di un pianoforte; “I Can Only”, pezzo in cui l’incontro fortunato fra la sua voce e quella dell’altrettanto talentuosa Alessia Cara; Rise Up, con la sua leggerezza intrinseca nella produzione fa da controparte ad un’interpretazione sentita come sempre; FAB, ancora una volta un brano tendente all’up e che, fra un misto di spensieratezza e bel canto, stupisce anche per il meraviglioso verso rap.

In definitiva, ci troviamo davvero davanti ad un lavoro di altissima qualità, un livello di maturazione impressionante rispetto ai primi due lavori, coeso dal punto di vista del sound ma nel contempo anche abbastanza vario, così da non stancare l’ascoltatore. JoJo è una cantante di talento, e finalmente ha modo di mostrarlo da persona adulta, non da ragazzina messa lì quasi per costrizione. Noi continueremo sempre a sostenere il suo talento, e speriamo che anche l’attuale generazione di fruitori di musica la notino.

  • Mai ascoltato nulla di lei tranne le due sue canzoni più famose ma per curiosità ieri ho ascoltato questo album ed è veramente bello

  • Mauro Ferrara

    È semplicemente l’album pop/rob più bello dell’anno! Dopo 10 anni direi che si è tenuta il meglio per il disco ufficiale ;)