Mentre la sua collaborazione con Skrillex e Diplo “Where Are U now” lo riporta prepotentemente nelle classifiche ed il discusso video della stessa e la foto del suo sedere fanno lo stesso con i giornali scandalistici, Justin Bieber sembra essere immerso a capofitto nel processo creativo del suo prossimo album.

Il cantante canadese non ha più certo la popolarità degli esordi, ma resta comunque uno dei personaggi più discussi nel musicbiz attuale: questo potrebbe garantirgli un buon riscontro nelle classifiche nel momento del ritorno, ma servirà del materiale buono perché questo successo sia continuativo e non limitato alla sola first week del primo singolo.

A quanto pare, Justin si rende conto di ciò, ed in un’intervista ha garantito che il disco sarà ispirato dalle varie esperienze che hanno riguardato i suoi ultimi (e tormentati) anni di vita.justin-bieber-roast-comedy-central-2015-billboard-650

 

Ecco cos’ha dichiarato il cantante a riguardo:

Questa volta, il processo creativo è più personale. Quando ero più giovane traevo ispirazione dalle esperienze di altre persone, ora ho le mie dalle quali attingere ed è molto diverso. Sono agitato tutte le volte che lavoro ad un nuovo disco perché si tratta di un viaggio personale, ma cerco di ricordarmi che la musica deve essere apprezzata dal pubblico

Cosa ne dite di queste parole? Che cosa vi aspettate da questo come back?

17 Commenti

  1. Ma qui è da un pò di giorni che non fate altro che pubblicare cose su Justin Bieber oltretutto mettendo sempre foto con lui mezzo nudo, volete a tutti i costi attirare le bimbeminkie su questo sito? -.-“

    • è facile fare uscire gli album quando del lavoro musicale non te ne frega un accidenti e fai uscire migliaia di video perchè c’è qualcuno che fa il lavoro per te.

  2. In Believe c’erano alcune canzoni interessanti. Ma nulla di che. Non ha mai avuto un album best seller che sarà ricordato nel tempo. Journal é stato un flop totale, e lui come cantante non mi fa impazzire. Sul ballo stendiamo un velo pietoso…Fa parlare di più per le cavolate che fa che per la sua musica.

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