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Quando si parlava di Justin Bieber, specialmente qualche anno fa, e si affermava di essere fan del cantante canadese, si era già pronti a ricevere critiche su critiche e considerazioni spiacevoli su una presunta ”cultura musicale” carente. Dobbiamo dire che certe opinioni derivavano in modo particolare dalla musica e dall’immagine del ”primo Bieber” che ha proposto fin dall’inizio uno stile decisamente infantile e di qualità davvero scarsa.

La carriera del canadese inizia dai siti di streaming, in modo particolare Youtube dove è prematuramente notato dal suo manager prima e da vari esponenti della musica internazionale dopo: la sua ascesa sarà abbastanza veloce soprattutto grazie ad un’ottima sponsorizzazione e il successo della sua immagine presso il pubblico prevalentemente femminile tanto che il suo primo singolo ”One Time”, rilasciato nel Maggio del 2009, arriverà fino alla #17 in Hot100.

Il primo grandissimo successo del cantante è ”Baby”, una uptempo pop molto semplice con un ritornello decisamente catchy, ma della quale il successo è praticamente inspiegabile, sicuramente se fosse stata cantata da qualcun altro e non da una stella nascente che fin da subito si è costruita un solidissimo fanbase, sarebbe finita nel dimenticatoio. Il prodotto è decisamente commerciale e quasi fastidioso a tratti, malgrado il suo successo marchierà il cantante con una determinata etichetta (negativa) che lo accompagnerà per tutta la carriera. Anche l’album ”My World’‘, insieme alle varie re-release ed edizioni, otterrà un buon successo.

Tra continui successi, l’album di remix ”Never Say Never” (e gli interminabili strascichi di ”Baby”) arriviamo al 2011 e l’idea del ragazzo ”One Hit Wonder” sfuma sempre di più verso quella di una star che continua a fare colpo. Preceduto da un grandissimo nuovo successo che porta il titolo di ”Boyfriend”, esce 15 giugno 2012 un nuovo album, ”Believe’,’ in cui Bieber cerca un sound meno scontato e più maturo. Sicuramente il lavoro è più curato che in precedenza e i singoli sono efficaci ma l’album, nell’insieme, continua a non convincere e ad avere qualcosa di decisamente ”bambinesco”.

Mentre ”il mito del cantante hip-hop/r&b” con donne e soldi a volontà inizia a farsi strada anche nel mercato europeo, Justin decide di dare una svolta definitiva alla sua carriera per cercare di scrollarsi ancora una volta di dosso quella tanto odiata immagine, che però è stata motivo principale del suo successo: da questo processo nasceranno ”Journals’‘, progetto completamente r&b a metà strada tra album e mixtape, ed appunto ”Purpose”, un giusto compromesso tra la musica che lo ha sempre caratterizzato e questo appeal più ”maturo”. Journals è stato per il cantante un vero e proprio flop ed è passato completamente inosservato, nonostante contenesse materiale qualitativamente superiore (seppur poco incisivo) rispetto ai dischi rilasciati in precedenza. In seguito all’insuccesso di questo nuovo progetto e del suo ultimo film / documentario, l’artista ha preso un periodo di pausa nell’attesa che i tempi fossero di nuovo favorevoli.

Per questo Purpose, Justin si è affidato ad un nuovo team di produttori, primo tra tutti Skrillex, definito un ”genio” dal candese, che ha prodotto il secondo singolo del progetto ma che ha anche influenzato insieme a Diplo, con la sua ”Where Are U Now?”, l’intero processo di creazione di questo nuovo disco

Oltre alla sua musica in questi anni Bieber ha stravolto completamente anche la sua immagine, avvicinandola molto a quella del ”cattivo ragazzo” e proponendo una svolta simile a quella che caratterizza molto più comunemente le disneyane pop, a cio’ si aggiungono comportamenti spesso aggressivi o comunque tutt’ altro che maturi, quasi a voler avvalorare il nuovo stile con la componente caratteriale.

Ma questa immagine ci convince realmente? O siamo davanti ad un manichino male abbigliato?

Cerchiamo di scoprirlo.

01. Mark My Words: Se spesso all’inizio dei progetti discografici sono presenti i pezzi migliori, ci auguriamo davvero che non sia questo il caso: l’inizio è davvero tragico, poco più di due minuti di agonia tra una base invadente ottenuta dalle modifiche dei vocalizzi del cantante e un’ interpretazione confusionaria nonchè stridula in certi punti. Il fatto che sia breve e disorganica ci fa sperare che si tratti di un’ intro malriuscita con il compito di voler testimoniare una sperimentalità che cade nell’r&b più trash. Veramente atroci gli acuti finali, chiusura perfetta per un pezzo terribile.

02. I’ll Show You: Prima vera traccia dell’album è questa ”I’ll Show You”. Prodotta da uno Skrillex molto influenzato dall’ esperienza con Diplo, gli elementi dubstep tipici della sua prima produzione lasciano spazio ad un concept trap che ha molto da condividere con la musica tropical. L’interpretazione si fa sempre più R&B oriented malgrado la voce di Bieber appaia “stanca” e abbia notevoli problemi a risultare vincente su pezzi che richiederebbero una maggiore presenza, data la base decisamente forte; il risultato sembra, almeno nelle strofe, prima che si perda l’atmosfera r&b, un’imitazione malriuscita di cio’ che ha sempre proposto Drake.

Nota positiva del pezzo, insieme al tocco tropical (merito soprattutto della produzione), è il testo che si fa abbastanza profondo e diverso da cio’ che il cantante ci ha proposto in passato: 

”This life’s not easy, I’m not made out of steel
Don’t forget that I’m human, don’t forget that I’m real
You act like you know me, but you never will
But that’s one thing that I know for sure
I’ll show you”

03. What Do You Mean?: Malgrado a produrre il pezzo ci sia MdL l’atmosfera non cambia molto anzi, siamo davanti ad una midtempo dal sound completamente tropical, che si lascia dietro le contaminazioni trap per un risultato che convince soprattutto per la sua particolarità. Ci troviamo davanti ad un genere che è lontano dalla musica mainstream da un po’ e quindi la prima cosa che l’orecchio dell’ascoltatore percepisce è una ventata di freschezza e novità, non a caso il brano è stato estratto come primo singolo dal progetto e ha riscosso un ottimo successo in tutto il mondo, entrando a far parte dei best-sellers di Justin.

Dobbiamo però dire ad onor del vero che ciò che ai più può sembrare innovativo e particolare è stato in realtà già ampiamente sperimentato in passato e non presenta chissà quali rischi. Siamo sicuri però che il successo di questo singolo porterà alla ribalta contaminazioni dimenticate da un po’ (basti pensare a ”Touch”, nuovo singolo di Pia Mia). Se nel precedente brano abbiamo visto un testo di livello superiore rispetto alla discografia passata di Justin, qui purtroppo dobbiamo dire che queste liriche sono davvero sciocche. Buon primo singolo comunque, catchy ed intelligente.

04. Sorry: Ritorna Skrillex per il secondo singolo estratto dal progetto. Ancora una volta il genere dominante è il tropical pop con una buona dose di dance, la voce di Bieber seppur ancora sussurrata risulta più presente rispetto alle precedenti tracce, da subito si nota che forse l’interpretazione troppo R&B dei brani precedenti non sia adatta alla sua voce: se la musica dance richiede uno strumento vocale non particolarmente incisivo (anche se una bella voce aiuta sempre) la musica R&B pretende una buona vocalità che possa fare da protagonista sulle basi minimal.

Anche questo secondo singolo sta ottenendo ottimi risultati in classifica malgrado la sua somiglianza non solo col primo singolo, ma soprattutto con ”Where Are U Now”, esperimento di Bieber con Skrillex e Diplo. Quanto è vero che troppo spesso a determinare il successo di un brano sia il nome di chi lo canta e non la traccia in sè! Il testo o meglio, i testi dell’album si fanno decisamente deboli e non particolarmente profondi via via che si procede e per ora l’unico degno di nota resta quello di ”I’ll Show You”.  Leggermente fastidiosa la voce di Justin nei ritornelli, ma nel complesso il pezzo si lascia ascoltare.

05. Love Yourself (feat. Ed Sheeran): Arriviamo al primo duetto dell’ album, quello con Ed Sheeran, uno dei cantanti di sesso maschile più amati dell’ultimo periodo. Appena l’album è stato rilasciato, il pezzo è schizzato in cime a tutte le classifiche, in modo particolare in USA in cui attualmente si trova alla posizione numero 3 di iTunes. Il brano è stato prodotto da Benny Blanco che è abbastanza riconoscibile, ma è evidente la contaminazione del genere di Ed, suoni strumentali si uniscono a chitarre molto soavi, il tutto procede decisamente bene e il contributo nei back vocals di Ed impreziosisce il pezzo ulteriormente.

Il testo, malgrado le interviste contraddittorie degli ultimi giorni, sembra riferito alla celeberrima storia di Justin con la cantante Selena Gomez:

”You think you broke my heart, oh girl for goodness sake
You think I’m crying on my own, well I ain’t”

 La release come singolo, e probabilmente come terzo singolo, è decisamente scontata non solo grazie al successo già riscontrato subito dopo la release ma anche perchè è effettivamente uno dei brani migliori del progetto. Decisamente promossa ma un pò lontana dallo stile del cantante, molto Ed e poco Justin.

06. Company: A produrre la traccia numero 6 del progetto troviamo Axident che ha ultimamente collaborato in modo decisamente fruttuoso con Inna, cantante rumena molto famosa in Europa, e Jason Derulo. Forti influenze r&b, molto simili a quelle proposte da Tinashe in “Aquarius” e in modo particolare in ”2 On”, si mescolano ancora una volta al tocco tropical del ritornello. L’interpretazione di Justin si fa di nuovo affaticata e decisamente poco adatta al pezzo che, per citare nuovamente una delle nostre interpreti preferite nel campo, funzionerebbe benissimo in mano ad una Tinashe.

In ogni caso il brano si mostra come un pezzo urban abbastanza riuscito e il ritornello, malgrado abbia perso la forza dei singoli di ”Believe”, potrebbe funzionare  nelle radio urban americane, meno in Europa. Promossa.

07. No Pressure (feat. Big Sean): Inizialmente annunciata come secondo singolo, è la traccia numero sette dell’album, secondo featuring del progetto, con l’amico Big Sean. Qui e le contaminazioni pop svaniscono e si rimane in ambito R&B e la base, che unisce suoni minimali e una chitarra di sottofondo, è delicata e per nulla differente da quella della grande moltitudine di pezzi R&B che sono in giro attualmente. Il ritornello, malgrado non sia invasivo, viene ripetuto decisamente troppo spesso, diventando decisamente fastidioso, ciò unito a virtuosismi, assolutamente inadatti, rende il tutto un pesante e meno catchy di quanto sarebbe potuto essere, a concludere c’è Big Sean che non aggiunge praticamente nulla a questi interminabili 5 minuti.

 La scelta come singolo sarebbe stata discutibile ma allo stesso tempo rappresenta molto di più l’album rispetto a ”Sorry”: i due singoli infatti non hanno fatto altro che mostrare la stessa sfaccettatura di questo progetto, diviso in realtà su due filoni ben distinti. Tra i brani R&B, anche considerando le oggettive difficoltà di Bieber in questo campo e la poca originalità delle tracce, nonostante tutto ciò “No Pressure” è forse uno dei migliori e che avrebbe più possibilità di essere estratto.

08. No Sense (feat. Travis Scott): Un primissimo inizio che ammicca all’ R&B della Mariah dell’ultimo album si evolve velocemente nella ”Pour It Up” di questo progetto, almeno fino al ritornello, che diventa la parte più debole. I continui cambi di registro e di base uniti da un filo conduttore trappish lasciano decisamente stralunati e pongono non poche difficoltà nell’inquadrare il pezzo. Il fatto che le tracce 7 e 8 siano R&B non le rende di certo simili, anzi, questa ”No Sense” è decisamente più dinamica ma allo stesso tempo soccombe alla precedente per la sua disorganicità; altra differenza essenziale è il featured artist: se precedentemente Big Sean non fa che allungare un brodo già lungo di suo, in questo caso Travis Scott appare maggiormente a suo agio, ed il suo verso diventa la parte migliore di tutta la canzone.

Un’eventuale release come singolo ci sembra alquanto assurda ma potrebbe avere buona presa sul mercato R&B/urban che è sempre aperto anche a prestiti da parte di cantanti non propriamente R&B. Ascoltabile ma pesante e disorganica.  

09. The Feeling (feat. Halsey): Skrillex ritorna insieme alla bravissima nuova leva della musica Halsey. Molti, vedendo il nome della cantante di ”New Americana”, si aspettavano una delle migliori canzoni del progetto e invece dovranno ricredersi! Un inizio R&B che fa a pugni con un ritornello pop/tropical assolutamente fuori luogo in cui la voce della cantante non viene assolutamente esaltata ma anzi viene distrutta da sovrapposizioni assolutamente evitabili. L’unica nota positiva è nel testo, non originale ma abbastanza d’impatto soprattutto nel ritornello:

  ”Am I in love with you? Am I in love with you?
Or am I in love with the feeling?
Trying to find the truth, trying to find the truth
Sometimes the heart is deceiving”

Assolutamente inadatta a diventare singolo, è una delle peggiori canzoni dell’intero progetto sia a livello di base, con eccessive variazioni, che a livello di interpretazione dei due artisti che sono assolutamente incompatibili a livello vocale, insomma questo matrimonio non s’ha da fare.

10. Life Is Worth Living: Con i classici accordi che accompagnano le ballad che di solito vengono poste alla fine di ogni progetto inizia la traccia numero 10. La produzione è semplicissima e non ha davvero nulla di particolare, se uniamo tutto ciò ad un’interpretazione carente dovuta anche ad una voce alquanto sciatta questo pezzo diventa decisamente superabile e anche fuori luogo all’interno del progetto. Ancora una volta il testo si presenta decisamente migliore a quanto abbiamo potuto sentire nei precedenti album del cantante (non che ci volesse molto…), a testimonianza che una certa maturazione bene o male c’è stata:

”Life is worth living, so live another day
The meaning of forgiveness
People make mistakes, doesn’t mean you have to give in
Life is worth living again”

11. Where Are U Now (With Skrillex & Diplo): Rilasciata come singolo da Skrillex e Diplo, è stata un successone estivo un po’ ovunque e ha dato il via libera a Bieber, ancora indeciso su che strada prendere per questo album, che se la traccia non avesse fatto successo probabilmente ora avrebbe una forma completamente diversa. Dobbiamo dire che tra tutte le uptempo tropical è probabilmente quella che funziona meglio in quanto è ”l’ originale”, le parti cantante continuano ad essere decisamente pesanti e poco adatte al cantante ma la base, decisamente innovativa e particolare signoreggia su tutto.

A differenza di molti altri brani dell’album non è rilevante il testo, al contrario il beat e la voce modificata costituiscono la parte più interessante. Molto meglio dei primi due singoli estratti nonchè una delle migliori dell’intero progetto.

12. Children: Chi pensava che l’album stesse scivolando in qualità (non che ce ne fosse tanta) verso la fine dovrà ricredersi, perchè uno dei brani migliori è collocato qui, come penultima traccia del progetto. Questa ‘‘Children” è la testimonianza di quanto Bieber sia decisamente più adatto alla musica dance che all’R&B o alla musica alternativa, la base tropical esplode in un ritornello che all’ ormai consumato tropical aggiunge un tocco della dance di Zedd che abbiamo potuto vedere in in pezzi come ”Beauty And A Beat” nell’album precedente.

 ”Children” è qui e non aspetta che essere estratta come singolo, magari nella prossima estate, non siamo davanti ad un capolavoro ma sicuramente davanti a cio’ che può far impazzire le radio e l’audience sia in USA che in Europa.  Assolutamente promossa nel suo genere. “Truzzagine” a mille!

13. Purpose: All’inizio sembra quasi di essere nuovamente davanti a ”Life Is Worth Living”, una nuova ballad semplicissima è la title track del progetto, coprodotta dal produttore di ”Liquor” di Chris Brown. Come spesso capita per le ballad finali, non è materiale da singolo ma una delle tracce più personali ancora una volta con un bel testo decisamente dolce ed è un bel modo per lasciar finire questo album. E vogliamo concludere proprio con una parte del bel monologo finale:

”You can’t be hard on yourself
For these were the cards that you were given so you have to understand that these, like…
That’s not who you are
You’re trying to be the best you can be but that’s all you can do
If you don’t give it all you got, you’re only cheating yourself
Give it all you got
But if it ends up happening, it ends up happening.”

A continuare l’esperienza “Purpose” ci sono varie edizioni e varie nuove canzoni. In primis un remix con Ariana Grande del primo singolo “What Do You Mean?“, in cui la Grande viene messa totalmente in secondo piano tanto da risultare quasi come una cantante di back-vocals, non aggiunge nulla all’originale. Veramente un remix evitabile, dovuto solo al fatto che i due condividano lo stesso manager. Ariana Grande è costretta a bisbigliare come Justin, ed è veramente ridicolo ed imbarazzante che una grande voce debba limitarsi in questo modo per accompagnare una vocalità così mediocre. ”Been You” è un brano semplice pop che ricorda il precedente album di Justin escludendo quasi del tutto i suoni di ”Purpose”, similmente ”Get Used To It”, non sono state inserite perchè probabilmente facenti parti del primo nucleo di registrazione del progetto e infatti risentono ancora molto di “Believe”. A restare fuori è anche il duetto con Nas, ”We Are”, in questo caso l’esclusione dall’album è assolutamente inspiegabile visto che probabilmente si tratta di una delle urban jam migliori dell’intero progetto. ‘‘Trust” riprende i suoni trap già presenti nell’album in modo però decisamente inefficace, spruzzi di classic R&B anche per ”All In”. Skrillex per la sorella gemella di ”Where Are U Now”, questa ”Hit The Ground” non è niente male, pur essendo una midtempo molto semplice, sarebbe potuta entrare nell’album ed essere anche un degno singolo. Parliamo ancora di ”Where Are U Now” perchè ”The Most” è la sua versione originaria poi scartata da Bieber, conclude l’esperienza ‘‘Home To Mama”, pezzo country che sarebbe dovuto essere il primo singolo del progetto con Cody Simpson, cestinato quando si è visto che il singolo non era appetibile per il mercato. 

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Possiamo definire questo disco come un concept album, articolato su due filoni, che non di rado si uniscono e si ibridano e spesso anche con grandi difficoltà: quello urban e quello tropical. 

Per quanto riguarda i brani più urban siamo davanti a prodotti mal interpretati in cui, malgrado in ”Journals” non fosse così evidente, Bieber non riesce ad emergere e che in mano a molti altri, come ad esempio Drake, Chris Brown et similia, sarebbero potuti diventare dei veri gioiellini.

Le collaborazioni sono alquanto insipide e non donano, nella maggior parte dei casi, quasi nulla di nuovo alle tracce, neanche talenti del calibro di Ariana Grande o Halsey riescono ad emergere in questo tripudio di suoni pesanti e spesso irritanti, anzi vengono addirittura declassati.

L’impressione è che Bieber, dopo un periodo di smarrimento artistico e personale in cui non sapeva che strada intraprendere (ha realizzato e cestinato tre album mentre cercava di ripulire mediaticamente la sua immagine), abbia trovato in ‘‘Where Are U Now” la strada per il successo, e che quindi abbia deciso di confezionare in fretta un progetto improntato completamente su quel genere. Pensate che alla produzione non vi è traccia nè di Kanye West nè di Rick Rubin, lavoro con i quali era stato esaltato dall’interprete mesi prima della creazione della versione definitiva dell’album, in cui i due grandissimi producers sono stati mandati elegantemente a farsi un giro.

La strada dell’alternative, come può ben testimoniare una come Rihanna, è tortuosa e può portare a pericoli non solo nelle vendite in cui Justin resta davvero molto forte, ma soprattutto a livello di qualità. Fare un confronto con i suoi lavori precedenti è difficile: da una parte abbiamo la musica più mainstream di ”Believe”, dall’altra questo ”Purpose” che per certi versi snatura la figura a cui siamo abituati di Justin.

La nota di lode va ai testi che sembrano in vari casi più profondi e meno bambineschi, malgrado il tema dell’amore venga ancora trattato in modo ”giovane”, come in fondo è giusto che sia vista l’età dell’interprete.

Cercando di giudicare con obiettività questo progetto troviamo grandi pecche, una produzione decisamente monolitica e sbrigativa e un’esecuzione vocale non soddisfacente. 

Per tutti questi motivi, è un disco che non ci ha soddisfatto. Nella formulazione del voto, abbiamo aggiunto mezza stella alla vera votazione che meriterebbe questo progetto, per premiare la maggiore maturità nei testi vista in alcuni brani, tuttavia sia ben chiaro, la qualità si trova da tutt’altra parte.

61 Commenti

  1. Io ho finito di ascoltare Purpose questo album poco fa e devo dire che mi è piaciuto, il mio giudizio è assolutamente positivo, specialmente se paragonato ai lavori precedenti. Per quanto riguarda le interpretazioni vocali credo che sia una scelta dettata dal fatto che la sua voce nel corso degli anni è cambiata piuttosto che un “non saper cantare”, mentre per le produzioni io sono di parte perché è stato fatto un buonissimo lavoro da parte di Skrillex in particolare (che io adoro) ma anche dagli altri produttori, e risulta essere un album abbastanza coeso e con un filo logico. È apprezzabile anche il fatto che Bieber abbia partecipato alla scrittura di tutti i testi e apprezzo anche il fatto che anziché seguire le mode del momento o scopiazzare di qua e di là abbia provato a cercarsi un sound nuovo e più maturo che lo contraddistingua meglio. Alla luce di questo, assegnare solo 2 stelle su 5 mi sembra riduttivo, soprattutto quando avete elogiato l’album degli One Direction, senza arte né parte e in cui il loro contributo si ferma all’interpretazione vocale. Io invertirei i voti e darei a Purpose un 3,5/5 e a loro un 2/5.

  2. Scusate ma non si può vedere un 3,5 a Made in The A.M. e un 2 a Purpose!! Li ho ascoltati insieme a mia sorella più di una volta e sinceramente non c’è proprio paragone, l’abum dei 1D a parte tre canzoni è di una noia e banalità assoluta, soprattutto paragonato ai loro precedenti album!!Comunque Purpose mi piace abbastanza, ovviamente per me il migliore di JB rimane Believe, però anche questo è fatto molto bene, le mie canzoni preferite sono: Sorry, I’ll Show You, Love Yourself, The Feeling, Life Is Worth Living, Children, Been You, e We Are!!

  3. So che alcuni sono fan di Justin..ma tutti gli altri? Che prima di quest’album e la svolta di questi beat sempre uguali lo criticavano a morte? LOL

  4. Non ho ascoltato l’ album completamente, ma tramite l’ anteprima di spotify qua in pagina, e mi trovo a concordare con la recensione.
    E’ un disco meramente commerciale e banale…

  5. lo adoro !
    mi piace questa svolta più matura di bieber mi ha aiutato ad apprezzarlo di più , l’album è fantastico con dei ritmi molto belli , testi seri e ben fatti , ed il fatto che sia superiore a believe e my world 2.0 è un dato di fatto (apprezzo molto anche l’album natalizio) . cmq mi piace molto sto album e poi la voce aspirata serve a dare un tucco più sensuale non è che è poco dotato vocalmente. complessivamente un capolavoro per le mie orecchie sono già al secondo ascolto. voto 5 su 5 assolutamente :). e non condivido per niente il vostro voto spilorcio e la vostra crudeltà nel recensire il disco , questo sito sta peggiorando

  6. Sincero, ascolto pochissimo pop, (i miei generi sono r&b, soul, hiphop, e le ultime trappate del momento),ma devo dire che a mio parere la direzione r&b su Justin sta benissimo. No Pressure, pezzo seriamente fresh e introverso allo stesso tempo, in più l’aggiunta di Big Sean è la ciliegina sulla torta. Company, non somiglia a nulla di tutto ciò che sta su Aquarius di Tinashe ( consiglio a chi ha scritto la recensione di riascoltare Aquarius, o perlomeno consiglio di non nominarlo o paragonarlo se non ha idea di cosa ci sia quell’album), comunque sia molto catchy a livello di sound. No Sense, un mix tra trapsoul e r&b, Travis poi ci sta sempre. Per il resto, tutto ascoltabile, pezzi più profondi, e più radiotype, ma è giusto così. Ma non ho capito quando dice che è fastidiosa la voce sul ritornello di Sorry?!? Giuro, correggete questa review perchè sembra scritta da un tipo invidioso e stop ahah

  7. l’odio nei confronti di justin è quasi palpabile, odioso in certi punti…l’album è UN OTTIMO PRODOTTO…ci sono perle come children, purpose, life is worth living…ma scherziamo? come si fa a dargli questo voto? semplice fare 30 articoli negativi su di lui, e non lodare il concerto da ellen, allo staples center tenutosi venerdi per l’uscita dell’album…e l’idea di purpose the movement ovvero un video per ogni traccia dell’album che trovate tutti su youtube , consiglio particolarmente il video di purpose, bellissimo. siate seri quando fate le recensioni altrimenti non potete essere presi sul serio.

  8. Per quanto Bieber mi sia cascato in basso ultimamente ammetto che questo album è uno dei migliori di quest’anno, sicuramente nella mia top 10 insieme a quello di IVY LEVAN e Ciara. La recensione è abbastanza di parte in alcuni punti e la voce non è cosi da disastro in alcuni come si fa pensare e poi The Feeling è uno dei migliori pezzi non dei peggiori

  9. Perché le recensioni dei CD non le fate fare a Umberto Olivo, che penso sia uno dei più oggettivi nel dare giudizi? Detto questo a questo album non manca niente, e penso che se kanye fosse stato presente nella produzione sarebbe stato ancora meglio

  10. Non mi considero un fan di Justin Bieber, più per la persona in sè, a pelle mi sta davvero sulle palle.
    Però a livello prettamente musicale, ho apprezzato i singoli di Believe (e anche Take You), e anche la svolta avvenuta in Journals: non erano tutti dei pezzoni, anzi, però molte canzoni del progetto meritavano. Poi si è perso il ragazzo, sta cosa del bad boy, tutto tatuaggi e gangsta, vabbeh.
    Alla fine esce fuori Where Are U Now e boom, Justin Bieber ricomincia a piacere. Cestina un album con produzioni di Kanye West (sono curioso di ascoltarle), prende Skrillex e boom, esce Purpose.

    Io dividerei l’album in 3 filoni. Quello pop/tropical/trap cioè quello che contraddistingue il “nuovo” Justin; quello più acustico, ritrovabile in canzoni come Love Yourself (la nuova Thinking Out Loud), Life Is Worth Living e Purpose ed infine la parte più R&B, che probabilmente rappresenta il meglio del recente progetto (No Pressure, No Sense, We Are…).

    Per quel che riguarda il primo filone, è inutile girarci intorno: Justin ha vinto. E’ Pop, ma non è scontato, WDYM e Sorry funzionano che è una meraviglia, I’ll Show You è forse tra le migliori del progetto, Children tamarra ma spacca. Forse l’unica che non mi ha convinto è The Feeling, per via di un ritornello troppo banale.

    La parte più “acustica” scorre via bene. E’ vero, manca la voce potente, ma se notate le basi sono state semplificate al massimo, per rendere questa idea soft, leggera. Una produzione pomposa su queste balalte, con la voce di Justin avrebbe cozzato.
    In Love Yourself (testo bellissimo e cattivo quanto basta) abbiamo una chitarra e una tromba, in Life Is Worth Living (guardatevi il video abbinato alla canzone, riacquista punti) solo piano, stessa cosa Purpose.
    Base minimal, voce leggera e sussurata, 3 momenti di relax, messi in mezzo a canzoni super prodotte: direi che ci stanno.

    Infine la parte R&B.
    Non accetto le critiche a No Pressure: è un pezzone, di quelli belli, e il verso di Big Sean è una bomba. Deve diventare singolo Urban, punto.
    No Sense prende piena ispirazione a Future (ascoltatevi l’album DS2 e capirete). Qui la voce di Bieber troppo storpiata, però incontra il gusto degli americani.
    We Are con il feat del grandissimo Nas è tra i migliori pezzi del disco, messo ingiustamente nella Deluxe, inspiegabilmente…

    In generale per me l’album funziona, nella sua varietà è molto coeso (???). Non capisco un voto così basso. Ok, il personaggio può piacere e non, però qua la musica funziona, e la recensione dovrebbe incentrarsi su quella. Sui testi c’è ancora del lavoro da fare, molto banali, anche quando si tratta di argomenti più seri e maturi.
    Le uniche tracce che boccio del CD sono Been You e Get Used To It, troppo banali e ripetitive (giustamente messe nella Deluxe).

    Per me 3,5/5

    Fermo restando che Bieber, mi stai sulle palle.

  11. Ho appena ascoltato il disco e mi sono cascate… che noia, che pizza… vocalmente è statico e il suo timbro, che è abbastanza piatto, non aiuta! Si salva negli stralci dance che purtroppo sono pochi… il resto è un cercare di fare rnb, ma dove pensa di andare in questo modo? Debutterà alla uno comunque secondo me in ogni caso: i singoli stanno avendo un ottimo successo e lui ci dà dentro con la promozione.. ma x me è NO.

  12. justin ha delle ottime influenze, gli ha fatto bene conoscere tanta gente ed avere molta esperienza.A differenza di molti artisti ,justin si è fatto ispirare da tanti artisti per niente conosciuti che gli hanno permesso di fare tanti confronti e tirare fuori l’album più bello del 2015. Al primo ascolto la mente è confusa a causa dei tanti pezzi presenti nel progetto, ma dopo 3 ascolti non vorresti più abbandonare l’album,se justin voleva ispirare qualcuno ..ce l’ha fatta.Sono delusa profondamente da questa recensione, gli altri album sono sempre stati valutati bene, tranne mitam che ha me ha fatto cagare; quest’album che merita tutto ,viene screditato così senza motivo.

  13. Mi chiedo per quale motivo continuate a scrivere “recensioni” su Justin Bieber, se tanto ormai scrivete sempre e solo le stesse cose! Siete di parte, si è capito, ma siete davvero ridicoli! Journals è stato un flop? Ma flop di che, semplicemente sin da subito si è deciso di far uscire l’album soltanto scaricandolo legalmente e non in modo materiale (CD), e questa la trovo una scelta molto coraggiosa dal momento che sarebbe potuto passare subito nel dimenticatoio, mentre non è stato così! Parli di Baby come una canzone che se fosse stata cantata da un’altra persona sarebbe andata subito nel dimenticatoio dal momento che era molto “infantile e a tratti fastidiosa” da come la definite voi, ma io mi chiedo, cosa vi aspettavate da un ragazzino di 15/16 anni?
    Dal momento che i vostri giudizi su di lui sono perennemente negativi, smettetela di parlarne, perchè mi sembra che non vi piace ma ne parlate continuamente, quindi non ne siete proprio indifferenti!

    • non hanno parlato della bieber week on ellen, dei 3 concerti allo staples center e di tutto ciò che l’avrebbe fatto passare per il justin bieber che è veramente e non per il bad boy che loro credono che lui sia.

    • Ma invece di criticare, perché non commentate anche gli altri articoli? Io ne ho appena fatto uno su Avril in cui paragono tutti gli album e solo 9 miseri commenti, perché ovviamente è troppo oggettivo e senza frecciatine da scatenere 50 commenti!

      • A proposito di questo… volevo rispondere al tuo commento, solo che su quel sito non mi sembrava il posto migliore… dunque, è vero, solo pochi guardano quegli articoli e poi vengono a lamentarsi, però io leggo gli articoli obiettivi e senza frecciatine, li apprezzo e li stimo, infatti nel tuo vecchio articolo su Taylor col mio profilo di prima avevo commentato e mi ero congratulato! quindi in genere concordo con quel che dici tu ma io non sono la persona a cui fare questa critica.

      • Infatti, io l’ho scritto a te in quel sito perchè avevi detto certe cose.. questo più che altro era rivolto agli altri :)

      • Sisi ma avevi scritto le stesse cose più o meno, ed infatti ti do ragione per ciò che dici, ma io l’ho detto perché appunto sono uno che legge gli articoli più obbiettivi e quindi sono coerente con le stesso… non so se mi spiace.
        comunque non avevo che era un discorso generale su gli altri, l’avevo più visto su i me quindi ho risposto.
        C’è stata un’incimprensione a quanto pare ahah :)

      • L’unico cantante su cui mi sento di rispondere a delle recensioni ridicole è Justin, semplicemente perchè lo seguo da più di cinque anni, e posso considerarlo davvero “l’unico” per me, non commento gli altri articoli semplicemente perchè non seguo particolarmente altri cantanti e non mi azzardo a dare giudizi e recensioni su di loro!
        Non so se ce l’avevi con me con questa “risposta”, perchè vedo che comunque è sotto la mia “recensione”, ma noto che anche un’altra persona ha commentato, in caso fosse stato per me questa è la mia risposta!

  14. best album.
    Di parte o no, ho ascoltato tutti gli album usciti quest’anno, tutti piatti e noiosi e le canzoni si scordavano facilemte. Purpose è stato un calcio sulle palle a chi credeva che bieber non era abbastanza bravo.
    I video bellissimi e per la prima volta si da spazio alla danza e non al solo cantante. La voce delicata di justin rende perfette certe canzoni, la voce soft che da alcuni viene definita sussurata, fa eco in testa facendo arrivare al messaggio al destinatario. Date un 3.5 all’album dei one direction e justin 2? Ma quanti problemi avete?

      • Ovviamente offuscato e guidato da Davide si vede benissimo, anche perché non sarebbe la prima volta che modifica articoli impostati in modo diverso solo perché non sopporta il cantante di cui si parla..

  15. Album davvero ottimo a mio parere, non mi sarei mai aspettato un lavoro così bello sia a livello di testi che di produzioni. Sono uno di quelli che ha sempre giudicato Bieber come il nulla, ma da Journals mi sono ricreduto e sono molto felice dell’evoluzione avuta. Uno dei dischi migliori del 2015 che mescola benissimo dance e R&B.
    Voto: 3,5/5

  16. Se posso darvi un consiglio….basta con questi articoli scontati, ormai da lettori sappiamo chi vi piace e chi no, non siete più obiettivi…in ogni articolo su Bieber troviamo scritto diverse volte ‘voce piatta’ ‘interpretazione affaticata’…anche da non fan questa cosa stanca credetemi…non riesco più a prendervi sul serio, il vostro giudizio è compromesso da non so cosa ormai. Non sono fan di Justin, l’album al primo ascolto è abbastanza carino,

    • Quello che dici è improbabile perchè a fare le recensioni sono varie persone, io ad esempio scrivo le recensioni da circa un mese e mezzo/ due mesi e ti assicuro che in redazione non abbiamo tutti gli stessi gusti musicali.

  17. A me è piaciuto quindi non mi trovo d’accordo con la valutazione data. E’ vero non è un capolavoro (ma d’altronde non me l’aspettavo neanche un capolavoro) però c’è stata un interessante crescita artistica,che è poi la cosa che guardo di solito,dai suoi primi lavori a questo album c’è un abisso. E’ maturato (musicalmente) e si vede,anche nei testi.
    Inoltre mi sembra un album coeso e con un filo logico,non un ammasso di stili e roba che non c’entra niente.
    Inoltre,per i miei gusti personali,il suo nuovo sound mi piace.

    p.s. farete la recensione anche a Haiz?

  18. Ho ascoltato il disco e non mi è dispiaciuto molto. Alcune canzoni sono veramente belle, non penso poi che ne Ariana Grande ne Halsey siano state messe in secondo piano, ricordiamoci che il disco è di Justin e loro sono semplici ospiti, lui è la portata principale. Il Remix mi piace, ma l’ho trovato anch’io evitabile più per Ariana, che tende a non abbandonare mai i suoi vocalizzi. Le parti R&B non sono il massimo, ma si lasciano ascoltare, mentre le canzoni pop restano perfette nel contesto. Non condivido poi il fatto della qualità, Justin è sempre stato uno che ha sempre fatto bene il suo lavoro negli album e la qualità, sia in questo album che in journals e belive, la qualità delle produzioni si sente. Poi che il disco piaccia o no è un altro conto, ma 2 e proprio esagerato. Comuqnue, nonostante sia rimasto soddisfatto, è un buon disco con alti e bassi che gli amanti del genere pop più urban e R&B apprezzeranno. Voto 7/10.

    Ps visto che si parla anche degli One Direction ammetto che ho preferito il loro album a questo, sia per una questione di genere

  19. L’album è bello e cresce con gli ascolti, c’è una crescita artistica e pure ben evidente. Il voto è esagerato, ok che vi sta antipatico ma dare 2 a questo e 3,5 a MITAM è da pazzi.
    P.S. The Feeling è magnifica come fate ad odiarla? o.o

  20. Non sono per niente d’accordo con questa recensione, che trovo troppo di parte, in alcuni punti l’astio nei confronti di Justin era davvero palese!
    L’album cresce molto con gli ascolti e dietro si vede che c’è un gran lavoro. Justin questa volta mi ha sorpreso in positivo. Tra l’altro love Yourself non è dedicata a Selena, l ha detto in un intervista.
    The feeling trovo sia una bomba!
    Con tutto il rispetto ma non capisco come date i voti, cioè l’album dei 1D molto meno maturo sia nei testi che nelle basi , voi avete elogiato la loro maturità artistica(dandogli un voto esagerato). Cioè non sono fan di Justin ma una love Yourself si mangia da sola tutto l’album dei 1D!

  21. Siete veramente molto poco oggettivi , è un’album sicuramente molto buono e tra l’altro criticare perle come The feeling e No pressure bah…

  22. Dopo Journals avevo delle aspettative alte, e non sono state deluse. L’album è molto vario, cosa che lo rende un progetto completo. Le produzioni sono tutte curate nei minimi dettagli , e anche i testi non sono male. Justin ha sperimentato è lo ha fatto bene, offrendo un prodotto non banale e di una certa qualità.
    Le mie preferite sono I’ll Show You, The Feeling, Sorry, We Are, Company, No Pressure, Purpose, Love Yourselfe e Hit The Ground (errore madornale non averla inserita nella versione standard). Uniche pecche i due inutili remix di Sorry e WDYM?.
    Il mio voto per l’album è 76/100
    Ps: non per fare polemica , però mi chiedo come diate certi voti. A questo avete dato 2/5, a Revival 2,5/5 e a Confident e Made In The A.M 3,5/5 . Davvero assurdo.

  23. Immagino che la prima settimana la battaglia Bieber-One Direction la vinca il canadese ma alla larga merita perdere. Non sono fan assolutamente di nessuno dei 2 ma l’album dei One DIrection è molto superiore. Se dovessi dare dei voti darei 3.5 a Bieber e 6 a One Direction. Vorrei mensionare che è uscito l’album di Ben Haenow e che anche quest’ultimo non mi ha entusiasmato (5). E la riedizione del capolavoro di Ed Sheeran che merita un 8 pieno (voto in decimi).

  24. Anche a me,per adesso, questo Purpose mi ha lasciato un po’ deluso, reputo Believe molto superiore o comunque più piacevole. WDYM mi ha conquistato e la preferisco a WAYN e Sorry, trovo Children abbastanza brutta mentre mi piacciono assolutamente Company e We Are e un po’ Trust, carina Ill Show You ma non amo i testi da vittima come nelle altre due o tre canzoni.

    PS: apprezzo le citazioni positive su Chris :D

    • i testi da vittima sono quelli di demi lovato ,non i’ll show you che è il punto di vista di un ragazzo oppresso dai media e dalle critiche, fa capire il gioco

      • Scusa ma non riesco ad apprezzare questi tipi di testi appunto, capisco non sia comunque per niente facile fare la sua vita ma è oggettivo che ne esistono di molto peggio. E questo discorso non lo faccio solo con JB ma anche con Chris in Lucky Me ad esempio.
        Ah non ho mai calcolatp Demi Lovato e mai lo farò ahhaha

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