Le accuse di plagio fanno parte integrante del mondo della musica, ma ultimamente sembra che un cantante in particolare ne stia facendo una consistente collezione. Justin Timberlake, celeberrimo artista R&B e produttore, si è ritrovato per la terza volta sotto la luce dei riflettori per presunte accuse di appropriazione non autorizzata della musica di qualcun altro.

Justin Timberlake
A scagliarsi contro Justin, adesso, è niente poco di meno che il Cirque du Soleil, la compagnia d’intrattenimento circense canadese. Secondo i loro portavoce, infatti, Justin Timberlake avrebbe inserito un sample non autorizzato della loro canzone “Steel Dream”, presente nel loro omonimo album e nella loro nona produzione teatrale Quidam, nel brano “Don’t Hold the Wall” presente nell’ultimo lavoro discografico di Timberlake, “The 20/20 Experience”.

Il Cirque du Soleil ha così richiesto un risarcimento danni di 800.000 dollari per infrazione del copyright sia a Justin Timberlake che ai co-autori del brano, Timbaland, J-Roc e James Fauntleroy. A peggiorare la posizione di Justin, stando a quanto afferma Variety, ci sono la Sony Entertainment, la Universal Music e la WB Music Corp che si sarebbero schierati in favore del Cirque du Soleil nella causa in atto.

Tempi duri, insomma, per Justin, specie considerando che non si tratta di un episodio isolato. Non molto tempo fa, infatti, la band degli anni 70, gli Sly, Slick and Wicked sostenevano che “Suit & Tie”, singolo di lancio di “The 20/20 Experience” incorporasse elementi chiave della melodia del loro pezzo “Sho’ Nuff”. E se questo non fosse abbastanza, anche la collaborazione con Will.I.Am “Damn Girl”, contenuta in “Future Sex/Love Sounds” ha subito controversie legale per quanto riguarda un sampling non autorizzato di “A New Day Is Here at Last” di Perry Kibble.

Al momento non ci sono dichiarazioni in merito da parte dello staff di Justin Timberlake, ma, sinceramente, non c’è neanche da stupirsi molto. Ormai le produzioni R&B sono costituite quasi sempre da sampling di altre canzoni, consapevoli o meno che siano, ed è legittimo diritto di chi detiene la proprietà intellettuale di determinati brani sporgere denuncia. C’è anche da dire che siamo un po’ lontani dalla palese e ormai celebre uguaglianza che poteva esserci tra “Blurred Lines” di Robin Thicke e “Got to Give It Up” di Marvin Gaye, ma vi lasciamo comunque i due brani in modo che possiate giudicare da voi: