Katy Perry svela un passato omofobo. Intanto Orlando Bloom parla della rottura…

di Silvia Mella -
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Katy Perry parla con Vogue del difficile passato vissuto in una comunità che definisce razzista e omofoba. Intanto, il suo ex…

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Che Katy Perry provenga da una famiglia estremamente religiosa non è certo una novità, se non fosse che i dettagli che di tanto in tanto emergono sul suo passato fanno capire che davvero la donna è stata cresciuta con dei principi a dir poco discutibili, che oggi ha scelto di abbandonare del tutto, pur rispettando la grande fede dei genitori.

Ritirando il National Equality Award un mese esatto fa, la popstar aveva raccontato di come, fin da quando era bambina, la parola omosessualità le fosse stata presentata come sinonimo di abominio, tanto che era solita pregare perché i gay guarissero, in quanto per lei e la sua comunità l’essere omosessuale equivaleva all’essere malato (QUI per approfondire).

Oggi Katy torna sull’argomento nell’intervista rilasciata a Vogue, a cui spiega come sia stato crescere con quella visione omofoba:

“Da piccola ero circondata da misoginia, omofobia e sessismo. Non interagivo proprio con i gay, c’era davvero del razzismo nella mia vita. Solo successivamente ho capito che la sessualità non era bianca o nera, come un vestito”

Fortunatamente tutto questo oggi è acqua passata ed oggi la cantante è una delle più grandi sostenitrici della comunità LGBT, tanto da esser stata insignita del premio di cui abbiamo parlato sopra.


A proposito di Katy Perry ha parlato anche il suo ormai ex fidanzato Orolando Bloom. La loro relazione è durata circa un anno ed è terminata tra febbraio e marzo scorso. Sul prossimo numero di ELLE Uk il bell’attore parla della fine della storia con la popstar e lo fa con parole di grande stima e affetto, senza il minimo rancore:

Siamo amici. Tutto ok, siamo adulti Lei sembra sempre essere sempre sotto i riflettori, non credo che al contrario qualcuno si preoccupi di quello che sto facendo io. Né dovrebbero farlo. Riguarda solo noi. Vogliamo essere un esempio per i ragazzi e dimostrare che lasciarsi non deve sempre portare a odiarsi”. 

Non mancano neanche i riferimenti alle imbarazzanti foto senza veli dalle vacanze 2016 in Sardegna:

“Sono stato fotografato un milione di volte, in un milione di modi diversi. Ho un buon radar. Siamo stati soli per cinque giorni, nulla intorno a noi. Non c’era modo per chiunque di vederci. Ho avuto voglia di sentirmi libero per un momento…che devo dire…ho capito che non si è mai liberi”

Che ci siano speranze per una loro riconciliazione?