Come ormai ben noto, continua senza esclusioni di colpi la battaglia legale tra la cantante statunitense Kesha e il suo ex produttore Dr. Luke, accusato di violenze sessuali e di sfruttamento ai danni della carriera dell’interprete di “Tik Tok”.

keha

Recentemente vi abbiamo inoltre parlato dell’impossibilità da parte di Kesha di registrare nuova musica, poichè ostacolata e oserei dire “ricattata” dalla sua casa discografica, la Sony.

Un periodo piuttosto buio per la ragazza che, senza la possibilità di proporre nuovo materiale al pubblico e ai suoi fans e soprattutto senza una via d’uscita, è costretta a dover guardare passivamente la sua carriera affondare inesorabilmente.

Per fortuna l’artista ha potuto contare appieno sull’appoggio di sua madre Pebe Sebert, sua prima e fedele sostenitrice, la quale ha attuato una vera e propria “crociata” contro il produttore e la Sony,  che lei reputa la causa delle disgrazie capitate alla figlia.

La donna comprensibilmente avvelenata, ha scatenato una pioggia di Tweets infuocati, nei quali dichiara che Dr. Luke avrebbe costretto Kesha a non intraprendere nessun tipo di azione legale per averla violentata a soli 18 anni, minacciandola di tenerla ancorata a lui fin quando non sarebbe diventata “troppo vecchia” per poter pubblicare un disco. La mamma della cantante ha addirittura affermato di aver sentito il compositore dire a propria figlia di essere una nullità senza di lui.

Pebe dopo essersela presa con il discografico, si è scagliata contro la Sony (definendo con la parola “Schiavitù” gli obblighi legali che legano la figlia all’azienda) tacciandola come sostenitrice di uno stupratore e incoraggiando i suoi seguaci a boicottare e a non acquistare i prodotti messi in commercio da un’azienda tutt’altro che etica.

Qui di seguito l’intera serie di messaggi incriminanti: 

Cosa ne pensate? Credete alle parole di una mamma che pare cerchi disperatamente di proteggere la propria figlia?

6 Commenti

  1. io non ho capito se il giudice ha deciso o no??? comunque senza prove e senza testimoni, solo le parole di Kesha a distanza di anni non credo riusciranno a convincere un qualsiasi giudice e le parole della madre non valgono molto dato che non era presente e poi subito lei e la madre non avevano detto che era minorenne ai tempi degli abusi invece adesso aveva 18 anni… booooooooo -.-
    P.S.: se c’è l’hanno così tanto con la Sony rescindano il contratto pagando la penale come qualsiasi contratto prevede e cerchino una major differente…

    • In America si diventa maggiorenne a 21 anni, e se avesse potuto è ovvio che Kesha avrebbe rescisso il contratto senza fare tutto sto casino, ma evidentemente non può

  2. Dal momento che kesha non aveva le prove materiali per sostenere la sua accusa, era ovvio che non la vincesse… Spero però riesca a uscirne vincitrice in qualche modo, perché solo il pensiero che non farà piu musica mi uccide

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