Sebbene secondo molti quello appena trascorso sia stato un anno molto povero a livello musicale, a mio modesto parere non è stato così. Se da un lato è vero che in questa annata l’industria musicale ha avuto un calo incredibile di fatturato e che le star in campo sono state davvero poche, da un altro ritengo che anche quest’anno i brani degni di nota siano stati davvero tanti, motivo per il quale non sapete con quale fatica ho stilato la mia personale classifica dei 10 singoli migliori del 2014.

10 posizioni ovviamente non bastano per riassumere quello che è stato il mio 2014 in musica, grandi protagoniste delle mie playlist come Ariana Grande, Iggy Azalea, Katy Perry, Nicki Minaj, Ella Henderson, Gwen Stefani, Cher Lloyd e Alexandra Stan purtroppo non hanno trovato posto in questo misero scorcio, ma credo in fin dei conti di essere riuscito ad individuare i 10 brani che ho apprezzato di più negli ultimi 12 mesi.

Per altri motivi ho invece deciso di non inserire Madonna la cui musica, essendo arrivata giusto alla fine del 2014, sono sicuro che con la mi terrà molto più compagnia nel 2015 che ora. Eccovi la mia classifica:

First Love – Jennifer Lopez. Dopo le iniziali delusioni che personalmente mi sono state serbate dal lead single “I Love You Papi”, Jennifer Lopez è riuscita a farsi perdonare tutto con un singolo a mio avviso tra i migliori della sua carriera. “First Love” è una mid tempo pop energica e coinvolgente, un brano con cui l’artista ha dimostrato di essere ancora in grado di proporre un sound fresco e puramente pop, senza farsi influenzare da sonorità dance e dalle mode del momento. Caratterizzata da un testo romantico che la Lopez interpreta in maniera sentita attraverso una delle migliori performance vocali presenti in “A.K.A.”, First Love è stata una vera e propria ventata d’aria fresca, uno dei rari casi di brano pop che non risulta fuori luogo all’interno di un album puramente R&B ma anzi rafforza ancora di più il progetto, a mio avviso il migliore rilasciato dalla Lopez dopo “This Is Me… Then”

Hideaway – Kiesza. Proprio ora che la moda che ha reso onnipresenti questi generi è finita, nel musicbiz è arrivata una newbie capace di offrirci una nuova chiave di lettura dell’house: Kiesza. Con il suo singolo di debutto “Hideaway”, l’artista è riuscita a proporre un brano dal sound infettivo e virale ma nel contempo unico, completamente diverso da tutti gli altri pezziche abbiamo potuto ascoltare quest’anno, un brano il cui successo non era scontato ma la cui qualità ha ripagato la cantautrice, che in un attimo si è ritrovata ai vertici delle classifiche. A farmi amare ancora di più questa canzone sono state le sue performance, occasioni in cui l’interprete ha dimostrato di riuscire a ballare e cantare benissimo nello stesso momento, dote non comune a tutti i performer.

I Will Never Let You Down – Rita Ora. Sebbene il fato non l’abbia aiutata a rilasciare un nuovo album, per quel poco in cui è stata presente Rita Ora ha sicuramente lasciato un segno in quest’annata. Merito senza alcun dubbio della collaborazione con Calvin Harris il quale, prima che la sua storia d’amore con la stessa naufragasse irrimediabilmente, le ha regalato un brano dal sound fresco e frizzante, qualcosa di molto di verso dalla dance delle sue principali hit e più vicino al mondo del pop, settore in cui la bella Rita spera di affermarsi presto come star mondiale. Se a questo aggiungiamo un testo ultraromantico attraverso il quale i due si promettevano un amore eterno ed una performance vocale da 10 in lode, otteniamo davvero una formula magica che avrebbe potuto davvero dar vita ad un’Era di grande successo. Purtroppo le cose non sono andate proprio come i due pensavano quando hanno composto il brano, ma indipendentemente da questo la canzone resta sicuramente una delle migliori canzoni d’amore dell’anno, un inno che avrebbe meritato anche più successo di quanto ne ha ottenuto.

Chandelier – Sia. Dopo aver aiutato molti altri artisti a (ri)trovare la strada del successo, la cantautrice australiana è riuscita a mostrare tutto il suo valore attraverso quella che sarà ricordata per sempre come la sua prima hit da solista: Chandelier. Ballad potente, coinvolgente ed incisiva come poche e dalla quale emergono tutte le doti di questa donna, Chandelier mostra sia l’ottima estensione vocale di Sia che le sue grandiose capacità cantautorali, connubio magnifico che porta ad un’interpretazione tra le più struggenti e sentite dell’anno, un’esecuzione che non può non farci rabbrividire ad ogni singolo ascolto e che non potrà mai essere imitata da nessun’altro. Del resto, la forza dei cantautori è proprio questa: chi scrive un brano è l’unico che conosce per davvero le emozioni che l’hanno portato a comporre, ed è dunque anche l’unico capace di trasmetterle al pubblico cantandolo. Ed in questo caso Sia ci è riuscita meglio di ogni altro.

Masterpiece – Jessie J. Tra gli argomenti che fanno più effetto all’interno di un brano musicale, l’amore per la musica stessa è sicuramente uno di quelli più gettonati. Ne sa qualcosa Jessie J, che con la sua “Masterpiece” ha espresso un vero e proprio giuramento: quello di continuare ad impegnarsi per sempre nel creare musica sempre migliore. Queste parole sono cantate con la grinta e l’energia tipica delle primissime canzoni di Jessie, un qualcosa che negli ultimi brani sembrava essersi perso e che invece è tornato alla grande in questa canzone, il tutto per una performance vocale che dimostra anche in studio di che pasta sia fatta questa grande artista. Anche a livello di sound ci troviamo dinanzi ad un pezzo che avrebbe potuto tranquillamente essere inserito all’interno del suo album di debutto “Who You Are”: abbiamo infatti una base energica che infonde sicurezza anche da sola, caratteristica che rende il tutto ancora più potente ed incisivo. Davvero un peccato che questo brano non sia riuscito ad essere uno dei best seller di quest’annata, eppure i presupposti c’erano davvero tutti.

Into the Blue – Kylie Minogue. Il come back di Kylie non è certo stato uno dei più fortunati dell’anno, ma la raffinatezza del lead single è bastata perché la diva australiana si distinguesse ancora una volta dalle masse. “Into the Blue” è una brano pop con influenze dance tra i più soft ed eleganti dell’intera carriera della Minogue, una canzone caratterizzata da un testo stupendo volto ad infondere sicurezza nell’ascoltatore. Kylie canta di come anche nei momenti più bui ciascuno di noi debba essere in grado di trovare da solo una via d’uscita, una luce che possa distruggere tutti i problemi, il tutto per un inno all’autostima che non puoi non coinvolgere l’ascoltatore e, in alcuni momenti, perfino fare da sostegno ed aiutare a trovare una soluzione ai propri problemi. A rendere il tutto ancora più incisivo c’è la dolcezza dell’interpretazione e del timbro di Kylie, che in queste sonorità risalta ancora di più rispetto alle sue up tempo più celebri. Unica pecca di questo brano è il video, un po’ troppo noioso ed incapace di rendere giustizia alla canzone, ma davanti ad un brano del genere tutto il resto diventa superfluo.

Empire – Shakira. Se con il suo ultimo album in inglese “She Wolf” Shakira aveva sperimentato sonorità diverse dal suo solito repertorio, con il suo album omonimo la diva è ritornata ad uno dei generi che hanno caratterizzati i suoi primi anni di carriera: il pop-rock. In questo contesto, la perla più brillante è senza il minimo dubbio il secondo singolo “Empire”. Power ballad struggente e trascinante come non ne vedevamo da troppo tempo all’interno della discografia della star colombiana, stiamo parlando di un brano che fa fiorire alla grande tutte le qualità vocali della Diosa, troppo tempo nascoste da commercialate create solo per sfondare nelle classifiche ma totalmente prive di quel fattore x che contraddistingue i veri capolavori di Shakira. Tra acuti e frasi cantate con una grinta ineguagliabile, questo pezzo ci ha ricordato perché Shakira è diventata così facilmente una delle più grandi dive che l’America Latina abbia mai prodotto. Per quanto mi riguarda, era dai tempi di “Don’t Bother” che la diva del latin pop non creava un brano di questa fattura, e la sua pubblicazione ha avuto il potere di far rifiorire in me quell’amore viscerale nei suoi confronti che era stato soppresso da brani come “Loca” e “Rabiosa”.

Guerriero – Marco Mengoni. Ebbene si, per una volta ecco apparire una canzone italiana in una classifica di R&B Junk! Il gradino più basso del mio podio va alla più grande sorpresa che questo 2014 ha riservato al mondo della musica italiana: la maturazione artistica di Marco Mengoni. Con “Guerriero”, il vincitore di X Factor per una volta ha deciso di non mostrarci la sua estensione ed i suoi grandiosi acuti, ma ha preferito farci conoscere il meglio delle sue capacità interpretative e la bellezza del suo registro grave, quasi mai sfruttato in precedenza ma che in questo contesto si rivela in tutta la sua potenza ed espressività. A questo vanno ad aggiungersi un ritmo lento, dolce e pacato ma non avente nulla a che fare con la sdolcinatezza della classica canzone d’amore italiana e quello che è forse il miglior testo inedito mai interpretato dal cantante italiano, che aldilà del video (in cui Marco fa da narratore alla storia di un bambino che si crea un amico immaginario) potrebbe essere dedicato ad una qualunque persona cara verso la quale sviluppiamo un senso di protezione: un fratello, una sorella, un/a fidanzato/a, un caro amico, ecc. Per quanto mi riguarda, questo brano dimostra che forse qualcuno capace di reggere il confronto con le grandi star internazionali lo abbiamo anche qui in Italia.

Let It Go – Demi Lovato. Se negli ultimi anni la Disney non aveva più dato vita a lavori paragonabili al suo glorioso passato, con Frozen questo trend è cambiato, anche per quanto riguarda la colonna sonora. Tra i vari brani presenti al suo interno, il migliore è senza alcun dubbio “Let It Go”, il lead single che si è aggiudicato anche un premio agli Accademy Awards. Conosciuto principalmente per la versione di Idina Menzel, personalmente ho apprezzato molto di più quella di Demi Lovato. Forse meno intrisa dalle atmosfere nordiche che rendono la versione di Idina più particolare, questa edit mi ha colpito di più principalmente per via dell’interpretazione resa dalla cantante, che riesce a trasmettere molte più emozioni rispetto all’originale infondendo un calore quasi magico che rende perfettamente lo spirito del film. Con la sua voce limpida che ha fatto sognare una generazione di bambini/adolescenti ai tempi di “Camp Rock”, Demi si mostra ancora molto tagliata per colonne sonore destinate a questa fascia d’età e, sebbene in molti pensino che dovrebbe cambiare immagine, personalmente spero che l’artista continui a mostrare anche questo lato di sé anche quando sarà venuto il momento di adottare uno stile più adulto.

2 On – Tinashe. E dopo una sfilza di brani pop, a sorpresa alla vetta della mia classifica si trova quella che ritengo essere la miglior up tempo R&B degli ultimi anni. A rilasciarla non è stato un veterano del genere, ma una debuttante che, dopo anni di gavetta, è finalmente riuscita ad emergere proprio con il brano in questione. Sto parlando di Tinashe e della sua “2 On”. Vera club banger capace di scatenare intere folle nelle piste, il brano parla di come anche le ragazze possano fare le “facili” e comportarsi esattamente come i “flirty boy”, un concetto che forse non tutti hanno afferrato ancora oggi nel 2014 e che dunque viene ribadito con energia dall’interprete. Anche in questo caso, a farmi innamorare più che mai del brano sono state le sue performance, occasioni in cui l’artista ci ha dimostrato di essere una delle performer più complete che lo scenario urban abbia lasciato emergere in questi ultimi anni. Infettivo e coinvolgente come pochi, il beat prodotto da DJ Mustard ha permesso a Tinashe di scatenarsi e mostrarci il meglio delle sue capacità di ballerina, portando così una ventata d’aria fresca non solo nel panorama urban, ma in tutto il musicbiz del 2014.

18 Commenti

  1. Io Mengoni lo seguo dalla sua prima apparizione ad XFactor. Non seguo molto la musica italiana, ma lui ha una delle voci più belle nel panorama musicale italiano e purtroppo non reggerà mai il confronto con gli artisti stranieri se prima non abbandona questo paese e la Sony. Lo stanno trasformando piano piano, album dopo album e Guerriero ne è la dimostrazione. Un artista come lui, fuori dall’Italia avrebbe fatto faville se gestito come si deve. Purtroppo questo paese in fatto di musica è proprio fermo allo stesso genere, stesse tematiche, stesso romanticismo, sempre la solita minestra.. Ci credo che solo un paio hanno raggiunto la fama internazionale. Ma vabbè.. problemi loro..

    Non concordo con la maggior parte dei pezzi scelti da Umberto, ma questa è una classifica personale quindi non posso metter bocca! :D

  2. Sono più vicino a questa classifica, soprattutto per Kylie, Rita e Jessie e JLO!
    P.S stanno uscendo i video dei 2015 New Years Rockin Eve

  3. Piccola parentesi: ho fatto andare la playlist e ho ascoltato la performance di Sia: ma questa secondo voi è una buona esibizione? Mamma mia, in certi punti si sente che non ce la faceva a tenere la canzone combinando un disastro, non so come si dica tecnicamente, ma se avessi dovuto commentarla l’avrei stroncata di brutto, ora andrò a vedermi altre esibizioni di Sia ma se queste sono le sue decantate doti canore non ci siamo, brava come autrice e bella voce, particolare, ma insomma. Beh comunque forse era un caso.
    Letta con piacere anche questa top10, personalmente sei di queste canzoni non mi sarebbe passato minimamente per l’anticamera del cervello di inserirle tra i migliori brani del 2014, parlo di: “I will never let you down”, “Into the blue”, “Guerriero”, “Let It Go”, “First Love”, “Hideaway” (anche se questa solo per gusto personale). Quella di Rita Ora è la solita canzone alla ricerca di successo con un testo e un tema trattato banalmente, Kylie non mi ha detto niente con questo ritorno e comunque mi piace poco da sempre, Mengoni anche secondo me è bravo, ma insomma <.< . Per "Let It Go" preferisco una miriade di volte quella della Menzel. "First Love" mi fa proprio da cag*** hahaha, non saprei che altro dire. "Hideaway" non fa per me. Passando alle altre: la "solita Chandelier", la realtà è che è davvero una bellissima canzone; "Masterpiece" bella ma niente di che e me ne sono reso conto ascoltandola di più in questo periodo; "Empire" sono d'accordo con quanto hai scritto tu, peccato che sia stata snobbata da artista, major e pubblico, amen. "2 On" come già dissi a me non dice molto.
    Pure io avrei indovinato abbastanza canzoni, o almeno interpreti eheh, comunque complimenti per l'articolo. Se devo essere sincero leggendo le classifiche anche degli utenti mi stupisco di come alla fin fine molti vadano a preferire quelle canzoni che un riscontro commerciale forte l'hanno ottenuto, insomma, io i "tormentoni" e le "hit" "superpop" si li ascolto e alcuni li apprezzo pure, ma salvo qualche caso non è che mi ci lego tanto.

  4. La stavo aspettando ed è la mia classifica preferita. L’unica che non conosco è quella di Tinashe. Coraggioso nel mettere Mengoni. Peccato invece l’assenza (come hai detto tu) di Gwen e di Alexandra.

  5. Allora͵ parto stroncandovi Mengoni (dovuto al mio risaputo amore per la musica italiana e l’Italia stessa :D); in Italia͵ siamo così abituati ai cantanti alla Marco Carta che quando vediamo uno che canta in acuto͵ imitando Mercury o Plant che͵ di per sé͵ s’erano anche rovinati le corde vocali͵ gridiamo alla superstar; be’͵ Mengoni ha degli acuti sguaiati e urlati͵ un’estensione prettamente normale (2 ottave e mezza) e un registro basso debole͵ oltre che dei vocalizzi sconnessi e dei gravi problemi nel passare da una nota a un’altra con qualche semitono di distanza͵ quindi decisamente no; d’oltre canto͵ in questa canzone͵ è il secondo a mettere mano nel testo͵ quindi decisamente no! La verità è che Mengoni è quello che si avvicina di più alla scorrettezza tecnica di uno͵ prendendo un uomo in voga͵ come Bieber͵ solo che il secondo non è considerato un mito͵ perché? :) Anzi͵ oserei direi che Mengoni è peggio di Bieber.
    Le altre canzoni͵ in particolar modo masterpiece͵ mi sono piaciute più o meno tutte; playlist carina͵ anche se͵ decisamente͵ non avrei mai inserito Mengoni.

    • Per rispondere alle osservazioni tecniche sulla voce di Mengoni riporto qui un intervista al prof. Fussi responsabile del Centro Audiologico Foniatrico ASL Ravenna e Direttore del corso di Alta Formazione in Vocologia Artistica, Università di Bologna, intitolato “La fisiologia del cantante”.
      Come si sa, il professor Fussi è il vocal counsellor di moltissimi artisti
      degli stili più diversi.

      “Abbiamo notato che Marco Mengoni l’ha ringraziata nel booklet che accompagna il suo album (Pronto a correre) la sua consulenza ha quindi trovato riscontro nelle sue nuove canzoni?
      «Marco è diventato più consapevole di quello che succede mentre canta, ed ha
      capito che la tecnica in un vero artista non ostacola mai l’istinto, ma
      aiuta ad esprimerlo nel modo migliore».
      Quale può essere, da un punto di vista fisiologico, il segreto di una voce cosi straordinaria?
      «Sicuramente la sua conformazione vocale è delle migliori, ed inoltre lui ha una
      capacità spontanea di miscelare i registri passando dall’uno all’altro
      con estrema naturalezza. Altri cantanti, e sto parlando di Stevie Wonder
      e Madonna, hanno lavorato per anni su questo».
      Quindi non va in falsetto, come hanno detto alcuni?
      «No, il suo registro acuto è naturale».
      Come vede lo sviluppo della voce di Marco in futuro?
      «La voce ormai è maturata, sicuramente amplierà la gamma del registro basso
      senza però prescindere dalla sua struttura vocale che è quella di una
      voce chiara».

      Penso che queste dichiarazioni da parte di uno dei maggiori esperti nel settore non abbia bisogno di ulteriori commenti.

  6. Bella anche la tua classifica Umberto!

    Personalmente di questi brani l’ unico che realmente non mi piace è quello di Mengoni, perchè io e la musica italiana siamo due rette parallele, non c’ incontriamo mai!
    Per il resto ci sono quelli che mi sono piaciuti molto (la solita “Chandelier”, “Empire” e mi ha fatto molto piacere trovare anche “Into The Blue” della Minogue e “I Will Never Let You Down” della Ora) e altri che non ho amato così tanto ma che ho comunque apprezzato (Hideaway). Discorso diverso per i brani restani:
    “2 On” di Tinashe ha una buona produzione ma proprio non riesce a prendermi oltre a questo, non so perchè.
    “Let It Go” non mi ha fatto mai impazzire nemmeno nella versione originale, che trovo migliore della reinterpretazione di Demi Lovato.
    “Masterpiece” di Jessie J mi piace per metà: le strofe sono molto belle, ben fatte, incalzanti… Arrivati però al ritornello secondo me c’è un tonfo, non riesco ad apprezzarlo sia nella voce che nella base… Mi ricorda “Just Give Me A Reason” di Pink, non nel senso che si assomigliano le canzoni in sè ma il genere (e infatti io odio JGMAR).
    Per quanto riguarda J.Lo io ho massimo rispetto per la sua rilevanza nel panorama musicale e la sua stella, ma la sua musica non è mai riuscita a prendermi e questa “First Love” non fa eccezione.
    Complimenti per l’ articolo!

  7. Direi che ho più o meno azzeccato la tua classifica haha
    Forse perché dai tuoi articoli si notano molto i tuoi gusti, di conseguenza non mi è risultato difficile immaginarmela. Contenta che tu abbia messo guerriero: Mengoni è uno dei pochi cantanti italiani (se non l’unico) che adoro e questa canzone è davvero meravigliosa.
    Personalmente non avrei aggiunto Let It Go perché un po’ vecchiotta rispetto alle altre, ma piuttosto restando in tema Lovato avrei messo Nightgale, ma pazienza.
    Comunque ribadisco i miei complimenti per quest’idea geniale delle classifiche e vi rinnovo i miei auguri per un felice anno nuovo :)

    • Si ė vecchiotta ma mi ha accompagnato per un anno intero :) nightingale per me ė come se fosse uscita ancora prima, come tutto l album mi ha accompagnato nel 2013. Diciamo che l anno scorso l avrei messa alla 1 :)

      • Effettivamente si, però avrei visto meglio quella. Forse perché io Let It Go (la sua versione) ho smesso di ascoltarla poco dopo e quindi è diciamo rimasta ancora nel 2013, mentre Nightgale l’ho ascoltata di più, soprattutto ora che ha rilasciato il video ufficiale :) diciamo che è bello vedere che ci sono canzoni che ci accompagnano in determinati periodi, mentre quest’ultimi cambiano per altre persone.
        Resta un bellissimo articolo, ho apprezzato i tuoi commenti canzone per canzone ed anche la classifica.

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