ladygaga-coachella-erikvoake-1-640x360L’era Joanne potrebbe davvero esser terminata con il singolo John Wayne…singolo in pratica solo sulla carta, visto che non ha ricevuto alcun tipo di promozione o supporto.

Il debutto di The Cure, presentata settimana scorsa in anteprima assoluta sul palco del Coachella, potrebbe (e dovrebbe) aver messo un punto su un’era discografica che, per quanto abbia mostrato l’ennesima sfaccettatura di un’artista camaleontica, non è riuscita a far breccia negli ascoltatori “di massa”.
Joanne non ha del tutto sfigurato in termini di vendite, ma è innegabile che da Lady Gaga ci si aspetta comunque ben altro successo.

L’acclamata performance al Superbowl e l’ovvia momentanea resurrezione di Million Reasons e Joanne nelle charts nell’immediato post halftime show, hanno fatto pensare che le sorti del progetto non fossero del tutto segnate ma, evidentemente, è proprio il contrario.
Lady Gaga è tornata con un pezzo pop che, a quanto pare, è solo il primo tassello verso il suo ritorno (definitivo) al genere che l’ha consacrata stella della musica mondiale.

The Cure, scritta dal fidato DJ White Shadow, con il quale collabora da anni, è solo il primo frutto di 6 settimane passate in studio di registrazione.
A svelarlo è il produttore Paul Blair, meglio conosciuto come Detroit City, che a PopCrush ha esplicitamente raccontato che non troppo tempo fa ha lavorato per quasi 2 mesi assieme a Gaga per la messa a punto del nuovissimo materiale (The Cure compresa).

“Quando ha fatto Joanne ero lì tutto il tempo. Ero lì ad ascoltare ed esaminare le tracce. Stava registrando un disco a cui sapevo che non avrei potuto contribuire del tutto, ma c’ero…ascoltavo, mi confrontavo con lei sul risultato e cercavo di capire come migliorare certe cose. Non potevo aiutarla più di così, ma non abbiamo smesso di essere amici”

In pratica è chiaro che essendo Detroit City e DJWS due produttori puramente indicati per una certa tipologia di musica, il fatto che Mother Monster abbia lavorato con loro per 6 settimane fa ben comprendere quale sia il prossimo step della sua carriera: passo indietro e ritorno alle origini, con un sound modaiolo in linea con l’assaggio The Cure.

Una mossa furba che le permetterà di tornare a brillare in testa alle classifiche? Lo vedremo…

  • Giselle

    A me dispiace. Dispiace che un’artista che vuole esprimersi debba conciliare lo stile del suo lavoro con quello che la gente vuole da lei (o sembra volere).
    The Cure è l’ennesima tropical-ata di quelle che vanno per ora in classifica, la billboard 100 ne è piena, e Lady Gaga mi sembra al disperato bisogno di trovare di nuovo successo (ma perché). I suoi fan, disagiati mentali, invece di continuare ad inneggiare e osannare, dovrebbero concentrarsi a supportare il lavoro di Stefania molto di più, perché la stanno solo boicottando.

  • Enna

    .-. io rivoglio il suo vecchio pop, non la tropicall!

  • Jeris ti amo

    The cure: un altro chiodo sulla bara alias carriera di Lady Gaga.
    #flop #adoro