David Bowie le ha stretto la mano e le ha confessato che “ascoltare la sua musica è come ascoltare il futuro”. Lorde ha deciso di raccontare a Rolling Stone com’è riuscita a costruire il suo “futuro musicale”, tra gioie e dolori.

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Dalla pubblicazione di Pure Heroine nel 2013, Lorde ha conquistato l’intera industria discografica e vissuto uno dei capitoli più surreali ed entusiasmanti della sua vita. Ha preso il posto di Kurt Cobain all’ingresso dei Nirvana nella Rock and Roll Hall of Fame, ha curato la colonna sonora di Hunger Games e ha ispirato un’interminabile serie di parodie in South Park.


Nonostante questo, Lorde è sempre riuscita a mantenere una parvenza di normalità, una sorta di anti-eroina dell’industria musicale alla costante ricerca di autenticità più che di clamore. Motivo per cui, nel bel mezzo del caos in cui viveva, ha trovato una via d’uscita ed è sparita per un po’.

Ritornare alla normalità non è stato semplice, specialmente quando ha iniziato a pensare al suo nuovo album e a come ricreare la magia che l’ha resa famosa. Lorde ha inventato un sound nuovo nel panorama musicale ma ripetere ciò che aveva fatto in precedenza sembrava inutile e senza senso, considerando che stava crescendo e le esperienze vissute l’avevano cambiata profondamente.

All’inizio aveva scelto di affidarsi al suo istinto, alla sua “divertente” peculiarità, come la definisce lei. Il termine corretto è sinestesia, un fenomeno sensoriale percettivo per cui uno stimolo in un’unica modalità sensoriale provoca involontariamente una sensazione in un’altra modalità. Nel suo caso si tratta di un’esperienza acustico – ottica: ogni volta che ascolta un suono, una nota, lei vede un colore.

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Ma è stato l’incontro con Antonoff, frontman dei Bleachers e fidanzato di Lena Dunham, che ha segnato l’inizio del vero e proprio lavoro per la composizione di Melodrama.

“È stato difficile scrivere quest’album”, ha detto Antonoff, “Se cambi un respiro in una nota, lei se ne accorgerà, e potrebbe piacerle o odiarlo. È un processo meticoloso con lei, è quest’album in particolare è stato un viaggio intenso. Penso che non sarebbe potuto essere altrimenti.”

Ci sono stati momenti difficili in cui Lorde ha pensato di mollare tutto, di non essere in grado di poter replicare la qualità artistica di Pure Heroine. E dopo l’ennesimo “Non ne farò mai un altro [album come Pure Heroine], Non sarà mai abbastanza buono” lo stesso Antonoff l’ha costretta ad abbandonare lo studio e a prendersi un po’ di tempo per sé.

Oggi, dopo aver superato le ansie iniziali, Lorde ha un approccio più Zen nei confronti del suo nuovo album, che presto potranno ascoltare tutti. Lo considera un “miracolo”, quello di essere riuscita a scrivere qualcosa che avesse senso ma è sempre consapevole dei suoi limiti.

“Non sono nata per questo – per andare oltre i miei limiti ogni volta. Ovviamente voglio che la gente ami la mia musica, ma per essere come Drake – il modo in cui riesce a spingere culturalmente il livello della sua musica? – So quali sono i miei punti di forza, e penso che fare come lui mi farebbe venire un’ernia o altro.”

 

  • Ak.l

    Ecco perché la amo. Lei mette al primo posto LA MUSICA, la qualità e non il successo. Anche se forse se sarebbe tornata due anni dopo Pure Heroine non avrebbe floppato. Ma pazienza Pure Heroine rimane il mio album preferito in assoluto, e spero che il prossimo sia all’altezza.

    • Deddy

      Quanta verità
      Commento bellissimo

      • Ak.l

        Grazie :)

      • Deddy

        :)

  • MUSIC is the way.

    artista con la A maiuscola, veramente talentuosa, è un vero peccato che non sia stata premiata!