La conoscete, l’amate e la venerate… Ah, no?

Ok, scusate, cambiamo la frase: la conosco, la amo e la venero; ovviamente mi sto riferendo a Mariah Carey, altrimenti conosciuta come Mimi, Mc, Queen M, scegliete il vostro soprannome preferito, il mio è sicuramente MC, anche perché mi ha dato l’idea di usare le mie due iniziali, LG, quando scrivo testi.

Quando si parla di una donna che ha pubblicato ben quattordici album, non si sa più cosa fare, così si sceglie la strada più facile: si analizzano gli album degli anni ’90, per far capire il motivo per il quale questa donna spaccava il sederino a tutte le sue coetanee in quegli anni – il primo che se ne esce scrivendo che era una Whitney Wannabe dovrà sorbirsi uno scritto di circa cinque pagine in cui spiego i motivi per i quali Mariah non è e non sarà mai comparabile a Whitney o Céline, e lo dico in senso positivo.

Mariah-Carey-Da-Scoprire

Detto ciò, che ne dite se cominciamo?

Non stupitevi se non ho elencato una “vanishing” qualunque, volevo evidenziare le sue capacità come songwriter e produttrice piuttosto che quelle vocali, considerando che, credo, tutti le conoscano.

Entriamo nella seconda parte di questa rubrica “canzoni da scoprire” dedicata a Mariah:

“There’s Got To Be A Way” da Mariah Carey

Citazione preferita:

“a broken man without a home, desperate and so alone, a victim of society; no one really wants to see, some of us don’t even wonder, some of us don’t even care; couldn’t we just help each other, isn’t there enough to share”

E se vi dicessi che Mariah non è solo quella di “touch my body, put me on the floor”, voi cosa direste? Probabilmente rispondereste: “no, ciccio, non ci prendere in giro; ‘sta mignotta non può anche parlare di cose importanti”, e, invece!

Per non parlare poi della faccia che fanno le persone quando dico loro che Mariah ha avuto anche una parentesi dance (forse più disco); e se solo non fossi un idiota, vi cercherei un’immagine di un ragazzo la cui mascella cade a terra, ma non rientra tra le mie capacità.

Era il periodo di debutto, e la signorina (che aveva ottenuto un contratto discografico lasciando le sue mutandine nella borsa del signor Tommy, col quale poi non sarebbe andata a letto fino al matrimonio; che coerenza, eh?) voleva dimostrare tutte le sue capacità; personalmente ritengo che questa traccia riassuma tutte le capacità di Mimi: voce, songwriting e produzione (e registro di whistle); il risultato è una traccia dalle sonorità dance che avrebbe fatto tremare le varie Madonna wannabe che avrebbero cominciato la carriera una decina di anni dopo.

Una traccia che dimostrava al 100% che lei valeva tutto il milione di dollari spesi a pubblicizzare il suo album (solo l’album di debutto della Houston ricevette un finanziamento maggiore), che, se solo quell’era non fosse stata gestita da schifo, sarebbe potuta essere una palpabile quinta numero 1, ma Mimi è la regina dei singoli mancati, quindi non stupiamocene!

“Make It Happen” da Emotions

Citazione preferita:

“not more than three short years ago, I was abandoned and alone, without a penny to my name; so very young and so afraid, no proper shoes upon my feet; sometimes I couldn’t even eat, I often cried myself to sleep.”

Perché nessuno conosce questa canzone, e poi tutti conoscono “Obsessed”, perché?
Era il 1991, e Mariah aveva deciso di voler cambiare direzione dal suo album di debutto, il quale aveva contenuto delle influenze dalle due leader femminili degli anni ’80, ovvero Madonna e Whitney, così decise di voler creare un album influenzato dalla musica gospel e dalla musica disco (quest’ultima ripresa anche nel suo primo flop, leggasi “Glitter”), radunando una serie di songwriter e produttori di serie A; tra questi c’erano Davil Cole e Robert Clivillés, i quali l’aiutarono a produrre una killer track, usata poi come terzo singolo del suo follow-up all’album di debutto.

Ed è qui che sospiro quando penso alla Divetta che è diventata Mariah, quando penso che qui voleva far capire ai suoi fan le sofferenze che aveva passato prima di firmare il contratto con la Columbia, mentre ora è una B…H, che, però, devo ammetterlo, ha dato vita all’edizione più divertente di American Idol.

Detto ciò: la traccia è principalmente “dance/disco” – o, almeno, così dice English Wikipedia -, con delle influenze rnb, gospel e pop, un ibrido di generi che contraddistinse l’album; la sua voce è molto soave, dolce, leggiadra all’inizio, per poi caricarsi all’inizio della sua seconda strofa ed esplodere in una serie di parole dette con ferocia dopo il ritornello, segnando quello che per me è, tutt’oggi, uno dei migliori climax dell’intera discografia di Mariah, dimostrando come questa donn(ona) sia capace di growlare in modo salutare, cosa che qualcuna soprannominata “The voice of Unhealthy Vocal Technique” – che, penso lo sappiate, io amo – dovrebbe imparare a fare.

Aggiungo che, personalmente, questa traccia mi ha aiutato nei miei momenti più difficili, soprattutto per il suo significato profondo e il richiamo a Dio, in particolar modo quando ho sofferto di ansia e attacchi di panico, quindi, forse, potrete capire il legame che ho con questa signora che, allora, diciamolo, era la donna più sexy nell’industria musicale.

“Looking In” da DayDream

Citazione preferita:

“She smiles through a thousand tears and harbors adolescent fears; she dreams of all that she can never be; she wades in insecurity and hides herself inside of me”

Saltiamo il best-selling album della discografia di Mariah (Music Box) in quanto hanno già parlato di “Anytime You Need A Friend” nello scorso post e in quanto sprecherei parole a parlarvi di come si sia guadagnata il soprannome di “Regina della cattiva gestione di un’Era”, come cavolo si fa a estrarre solo 4 singoli da un album da 35 milioni di copie?

Sicuramente il 90% di voi troverà questa traccia noiosa, ma a me non interessa; questa è Mariah, quella che non ha paura di raccontarvi del suo passato turbolento, delle sue paturnie riguardo al sentirsi nera in un corpo da bianca, quella che non ha paura di dirvi: “sì, sono ricca e famosa, ma sono umana anche io”; devo dirvi che questa traccia mi ricorda il songwriting della Swift, e non chiedetemi il perché, ma è sicuramente un punto a suo favore.

Questa è probabilmente la prima canzone di Mimi in cui la sua voce è sussurata, utilizzando una particolare tecnica che combina il belting (La tecnica principale che si impara ad usare studiando il metodo Voicecraft) con il passaggio dell’aria tra le corde vocali, senza esagerare in potenza, fattore che avrebbe poi contraddistinto le ballate di “Butterfly”, il tutto per una traccia che avrebbe potuto fare faville se fosse stata cantata da una Barbra Streisand negli anni ’70, ma che è probabilmente troppo raffinata per alcuni, o, semplicemente, troppo noiosa per gli standard di una generazione abituata a certi tizi.

Ho dimenticato di dire che questa bellissima canzone è stata composta, scritta e prodotta dalla medesima in collaborazione con Walter Afanasieff, col quale aveva collaborato dall’inizio della carriera e col quale avrebbe scritto sino a “Rainbow”.

Concludo dicendo che Mariah ha detto che il brano è uno dei suoi preferiti tra quelli che ha scritto, insieme a “Whenever You Call” e “Close Your Eyes”.

“Breakdown” da Butterfly

Citazione preferita:

“well I guess I’m trying to be nonchalant about it, and I’m going to extremes to prove I’m fine without you, but in reality I’m slowly losing my ming, underneath the guise of smile, gradually I’m dying inside”

Dopo tre ballate, dovevo mettere una canzone dalle tendenze più urban, proveniente dall’album che sarebbe passato alla storia come uno dei peggiori di sempre a livello di gestione; e se avete avuto la fortuna di essere stati abbastanza grandi da aver potuto seguire le vicende di quegli anni (che avrebbero interessato anche Rainbow), saprete benissimo i motivi per i quali le cifre di vendita di Mariah stavano scivolando.

Ho scelto questa traccia perché la reputo la traccia “madre” di tutte le seguenti canzoni rnb di Mariah; per me non c’è nessuna “Honey” o “Fantasy” che tengano, il cantato veloce, quasi rappato (che avrebbe poi interessato, tanto per dirne una, anche Beyoncé in “Deja vù”), la potenza vocale incredibilmente dosata – anche perché quelli erano gli anni in cui cominciava a perdere la voce – e, ovviamente, il featuring con i “Bone Thugs-n-Harmony”, diede origine alla mia traccia preferita di Rainbow, X-Girlfriend, e alle varie “We Belong Together”, “Touch My body”, “Don’t Forget About us” e “Bye Bye” e altre che, probabilmente, non ricordo al momento.

Il tutto per una canzone che, sicuramente, non ha il contenuto profondo di una “Close My Eyes”, la mia seconda traccia preferita dallo stesso album, che vi consiglio comunque di ascoltare se state cercando un testo sopraffino; e, probabilmente, verrò criticato per non aver scelto questa traccia, ma ci tenevo troppo a parlarvi della Madre di tutte le più grandi hit di Mimi degli anni ‘2000.

Ovviamente, il passaggio a questo stile urban le avrebbe fatto ricevere sia critiche positive sia negative, quest’ultime in particolar modo dai fan che, da sempre, avrebbero scritto sotto i video di youtube precedenti a quest’era: “r.i.p Mariah 1990-1995”, cosa con la quale non concordo, visto che, alla fin fine, senza questo suo cambio direzionale, non avremmo probabilmente avuto una Beyoncé, una Alicia Keys, una Christina Aguilera o una Kelly Rowland.

“Petals” da Rainbow

Citazione preferita:

“I’ve often wondered if there has ever been a perfect family, I’ve always longed for undividedness and sought stability”

Questa canzone è l’ennesimo dito medio alle persone che dicono che Mariah non sa scrivere, quando, vi ricordo, per tutta la durata degli anni ’90, è sempre stata la prima tra i crediti delle sue canzoni; d’oltro canto, ha scritto questa canzone da sola, per poi collaborare con T. Lewis e J. Wright per la produzione.

All’inizio avrei voluto parlarvi di “X-Girlfriend”, ma visto che ho commesso l’errore di non parlare di “Close My Eyes” su, non avrei mai voluto ricevere le offese di qualcuno per aver lasciato una perla come questa nascosta nell’album.

Parto dicendo che, in seguito a dei problemi familiari che ho avuto, la prima strofa è la strofa per cui ho premuto più volte il tasto “ripeti”, e, in generale, la canzone, è tra le mie preferite.

Anche questa è una canzone dalle atmosfere anni ’60 e ’70, in cui la voce è totalmente contenuta, senza scavare troppo nel registro basso né in quello acuto né in quello sovracuto, utilizzando la stessa tecnica di voce soffiata che, da Butterfly, avrebbe contraddistinto tutta la sua carriera, caratteristica per la quale i critici si sarebbero divisi in due.

C’era chi pensava che Mariah avesse capito che non era necessario “to oversing” per sfornare una buona esibizione e chi, scherzosamente, ma neanche tanto, avrebbe detto: ma quando è che ha smesso esattamente di cantare?

Tornando alla canzone, anche questa è molto personale e ha subito, nel corso degli anni, varie interpretazioni; per me, parla dell’infanzia della regina dell’rnb, un’infanzia molto tormentata, durante quale lei, per quel che ho capito io, esprime tutto il suo amore per una persona che indica come un fiore i cui petali si sono sperduti nel tempo, per poi cantare del suo amore per suo fratello e sua sorella, senza scordarsi di accennare al patriarchismo del padre, col quale ha interrotto i rapporti a sedici anni, dopo, da donna intelligente senza scrupoli, aver usufruito per anni dello studio di registrazione che aveva in casa.

Devo dirvi che, ancora oggi, sto cercando di capire che cosa sia quel rumore a inizio canzone, e spero di arrivarci prima o poi; idee?
Aggiungo che mi fa ridere che Mimi abbia dovuto collaborare con quattro persone per scrivere “We Belong Together” mentre è riuscita tranquillamente a scrivere da sola questo pezzo.

Direi che abbiamo finito; sicuramente mi sono dilungato anche in particolari che non fanno esattamente parte delle canzoni, ma credo che faccia sempre bene imparare qualcosa di nuovo su una Leggenda, quale è la Diva per eccellenza.

Spero abbiate apprezziato l’articolo e spero che andiate oltre la mia totale non professionalità!

Non so se mi verrà mai data la possibilità di scrivere una terza parte – non so chi abbia fatto la prima, ma sicuramente è stato molto più professionale -, perciò vi consiglio di ascoltare anche:

“Prisoner e Vanishing” da Mariah Carey; “Close your eyes” e “Whenever you call” da Butterfly e “X-Girlfriend da Rainbow.

– pubblicato dal nostro utente e lettore Lorenzo –

Se vuoi inviarci degli articoli potete farlo contattandoci ad info[at]rnbjunk.com

40 Commenti

  1. A sto punto quando trovo del tempo farò anch’io degli articoli! Stavo pensando di farne uno sugli evanescence e uno su kesha(visto che nessuno se li incula in sto blog) e magari una seconda parte su christina (:

  2. Nn avrebbe mai Venduto quasi 250 Milioni di Dischi se nn fosse stata un Vero Talento…..Mariah arriva alla gente solo per la sua Voce….!!! Un sogno mi rimane nll’Anima. Vederla un giorno duettare cn Madonna!!!!!! Personaggi completamente diversi….ma Icone anni 80/90…..rimaste ancora sulla Cresta dll’Onda. Perchè non Farci questo Immenso Regalo?????

  3. Che piacevole lettura :D
    Looking In è troppo bella, è quello che io chiamo CANTARE CON L’ANIMA e non con le corde vocali!
    Mariah la preferisco in questi vesti, non tanto nel cantato/rappato.. ma lo stesso vale anche per Beyoncè
    (Aaaah, spero che fra poco esca la mia seconda parte su Taylor :D :D, aspettando la prima su Avril che fra poco finirò :D)

  4. caro rnbjunk mariah ha dovuto collaborare con quattro persone per we belong together perché le serviva una #1 dopo il fracasso di glitter e chrambracelet LOL bellissime canzoni mi chiedo perché non hai pubblicato I only wanted che meritava di essere singolo al posto di quella commercialata di Boy (I need you)

  5. Il rumore all’inizio di Petals è il temporale che dà inizio alla canzone, poi a seguire abbiamo Rainbow Interlude che sta a significare la fine del temporale e l’arcobaleno che ogni negatività porta via, se così vogliamo dirla.. e infine la positivissima Thank God I Found You! Per chi ha capito il concept di Rainbow non è poi così difficile comprendere! La soluzione è scritta anche nel booklet! Comunque davvero una bella scelta per questa playlist, è davvero difficile considerando il repertorio vasto e e variegato di MC! Complimenti anche per come hai presentato i pezzi ;)

    • Ti ringrazio per i complimenti; devo dire, che, invece, io pensavo fosse un fiume; era l’unica traccia un po’ misteriosa dell’album, grazie per il chiarimento. :)

  6. Le adoro tutte, anche se io avrei messo “Outside” o “Butterfly” al posto di “Breakdown” e “Vanishing al posto di “Petals”. Anche dopo gli anni ’90 ha fatto delle perle (per chi pensa che dopo il 2000 sia finita musicalmente), come “Fly Like a Bird”, “My Saving Grace” e “The Art of Letting”, “Heavenly (No Ways Tired/Can’t Give Up Now)” e “Cry.” dal nuovo album.

    • Purtroppo non conosco bene Mariah , ma vorrei iniziarla a conoscere meglio!
      Da amante del pop/dance che però ultimamente sta amando altri generi più maturi tipo quello di Fijacion oral vol 1 di Shaki ,cosa mi consiglieresti di Mariah?
      Magari qualcosa che si avvicini un po dipiù al pop! Grazie

      • ti posso aiutare anche io volendo, ascolta Emotion Cd che sicuramente è stato quello più pop dance oriented di mariah, ma se proprio nn disdegni un ascolto all intero butterfly lo farei, o per lo meno ai singoli, ed ascolta interamente Emancipation of mimi che merita, ogni canzone, di essere ascoltata! la mia canzone preferita n assoluto è anche il suo successo piu grande, 18 settimane alla n 1…one sweet day con i boys II men

      • L’album più pop di Mariah è “E=MC²” però personalmente non mi ha convinto in pieno e lo ritengo il suo lavoro peggiore. Di Mariah ti consiglio “Emotions”, anche se è più orientato verso il Jazz e “Daydream” o “Butterfly” che sono orientati verso l’R&B.

      • Come ha detto Lollo, “E=MC²” è pieno zeppo di brani pop e uptempo.Ma anche l’ultimo disco vanta una raffinatissima “You Don’t Know What To Do” e un’altrettanto catchy “Meteorite”.
        Parlando di altri brani orientati sul pop/uptempo che possa consigliarti,sicuramente “Standing Ovation” e “Obsessed” da “Memoirs Of An Imperfect Angel”;”It’s Like That”,”Get Your Number”,”Say Somethin'” da “The Emancipation Of Mimi”,la stupenda “HeartBreaker” da “Rainbow”,”Honey” da Butterfly ed “Emotions” da “Emotions”
        Infine,se vuoi tentare un primo approccio globale alla sua carriera,ti consiglierei di iniziare con una bella carrellata dei singoli con relativi video su YouTube,dove credo esista una playlist già pronta.

    • Ma butterfly la conoscono tutti, anche se hanno fatto dei casini, comunque sarebbe dovuta essere singolo; vanishing, invece, la nominano un po’ tutti; volevo fare l’alternativo. :)

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