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La cantante Marina Diamandis si è schierata apertamente contro TIDAL (la nuova piattaforma di streaming musicale acquistata da Jay-Z) in una recente intervista, della quale è stato pubblicato sul suo account twitter proprio il frammento con le sue dichiarazioni a proposito del servizio:

“Sarò totalmente onesta in proposito e questo potrebbe farmi rischiare di prenderla in quel posto, ma non ho scaricato Tidal. Sapete cosa non mi piace? Mi sembra propietà di una cerchia ristretta. La acquisterei se non fosse proprietà di Jay-Z e di quella gente. Certo, sono dei musicisti rispettabili, ma sono tutti rinomati uomini e donne d’affari. Hanno un sacco di soldi. Secondo me avrebbe avuto più senso se il messaggio fosse stato quello di supportare gli artisti, cosa che penso sia in secondo piano qui, dovrebbero includere altri artisti e non fare le cose tra loro”.

Il tweet di Marina sta suscitando diverse polemiche, come anche la nuova applicazione Tidal che ricordiamoci sarà completamente a pagamento in tutte le sue versioni a differenza di Spotify che invece prevede una versione free ed una premium.  Moltissime anteprime appariranno su Tidal molto prima che su Spotify, ma teniamo presente che per ascoltare in bassa qualità su Tidal bisogna pagare gli stessi soldi che su Spotify ti consentono un ascolto in HQ ed offline.

Quello che Marina vuole mettere inoltre in luce è l’ipocrisia del servizio che sbandierando rispetto verso gli artisti è in realtà finalizzato al mero lucro da parte di gente che il fiuto negli affari ce l’ha sempre avuto.

Un’ altra artista che si è schierata contro la piattaforma è Lily Allen. (LEGGI QUA)

Voi cosa ne pensate di questa storia? Tidal si o Tidal no?

162 Commenti

  1. Io continuerò a COMPRARE i dischi fisici o su iTunes (credo di essere l’unico a comprare su iTunes). Sono l’unico pirla che non usa gli stream, OLE’!

  2. Ah, aggiungo che Marina ha perfettamente ragione dal momento che artisti minori non hanno i soldi per comprarsi la quota del 3% del progetto, già da questo si capisce il senso del “è solo un modo per arricchire i ricchi”.

  3. Posso solo dire che sono state bravissime ad avere il coraggio di esprimere la loro opinione. Io sono d’accordo per il semplice fatto che personaggi come la Swift (dichiaratamente contro Spotify) ne fanno parte e questo è lo schifo. Inoltre se persone come Marina o Lily parlano così e sono presenti su Spotify significa che i loro guadagni dallo streaming li ottengono. Questo mi fa inca*zare perché si raccontano un sacco di palle alla gente quando uno strumento come Spotify può e deve funzionare benissimo sia in forma free che in forma premium.

    • Mialich io capisco il tuo punto di vista ma quello che disse Taylor qualche tempo fa non è sbagliato…la musica è una forma d’arte e l’arte non può essere gratuita…forse invece di eliminare tutti i suoi album dai servizi streaming li avrebbe dovuti lasciare a quelli che hanno la versione premium

      • Io credo che l’importante sia che gli artisti vengano pagati, ciò avviene anche se non si paga l’ascolto. Ricordiamoci che la musica nasce per la strada e pagava chi voleva, chi poteva. Ma un vero artista non tiene le sue opere solo per qualcuno.

  4. Io non ho capito benissimo il meccanismo. Questa dovrebbe essere una piattaforma alternativa a Spotify. Trovo giusto che i cantanti guadagnino qualcosa per il loro lavoro. Dopotutto fanno questo nella vita. Firmando hanno diritto al 3% e il loro materiale andrà su Tidal.
    Quello che non capisco è: chi non firma non ha diritto al 3% ma il suo materiale è va comunque su Tidal, giusto?
    Cosa cambia quindi da Spotify?
    E poi, io artista posso decidere di firmare con Tidal o devo “essere invitato”?

  5. Secondo me la questione dello streaming è un argomento molto delicato e complesso.
    Innanzitutto bisogna premettere una cosa che, stando a quello che scrivono alcuni, non sembra molto chiara e condivisa: la cosa giusta da fare, ciò che l’ etica e il rigore vorrebbero, sarebbe acquistare legalmente il materiale, pagandolo nel suo intero prezzo. Fine. Non ci sono “eh ma loro sono ricchi, non gli fa differenza” o “eh ma i prezzi sono alti” che tengano. Il lavoro (che, come ha ricordato Veronica, non è solamente quello dell’ artista che ci mette la faccia, ma anche quello di compositori, produttori, ingegneri e addetti vari) va pagato, questo è un principio base di una società civile.
    Allo stesso tempo però è altrettanto inutile girare attorno a un altro fatto, cioè che per come funziona il mondo ai giorni nostri è praticamente impossibile fare la “cosa giusta”.
    Io per esempio amo collezionare i dischi fisici, ma allo stesso tempo (e di sicuro non sono l’ unico) prima di acquistarli me li ascolto, non lo faccio ad occhi chiusi, e quindi inevitabilmente ricorro a mezzi “illeciti”. Oppure credo sia capitato a tutti noi di amare o comunque apprezzare un po’ di canzoni di un artista, ma solamente alcune, non abbastanza da portarci all’ acquisto del disco. E quindi inevitabilmente anche qua bisogna utilizzare altri modi per farlo.
    Insomma, anche chi in molti casi fa ciò che è giusto fare, comunque su un altro fronte invece sbaglia.
    Lo streaming è una soluzione a questo, ma allo stesso tempo non lo è. Sì, è legale, quindi senza dubbio meglio ascoltarsi un qualcosa di autorizzato su Spotify piuttosto che farlo illegalmente su altri siti, per esempio YouTube. E sì, almeno in questo modo, con le nuove regole, IN PARTE si da un compenso all’ artista, dato che ora vengono conteggiate anche queste copie nelle classifiche (a mio parere in un modo totalmente sbagliato, però!).
    D’ altro canto resta comunque il fatto che, nella maggioranza dei casi, non si paga. Chi si ascolta un disco nella versione gratuita di Spotify non avrà fatto qualcosa di tanto brutto quanto sarebbe stato farlo su YouTube, ma comunque non fa arrivare il denaro che dovrebbe arrivare a chi di dovere.
    Per farla breve lo streaming secondo me non è una cosa giusta, ma piuttosto un’ alternativa a una cosa sbagliata. Non c’è scampo comunque, come ho detto è praticamente impossibile essere corretti, quindi per carità, meglio Spotify che altro, ma secondo me è un errore comportarsi come se tutto questo fosse al 100% una cosa naturale, o giusta.
    Credo che come minimo i dischi del proprio artista preferito bisognerebbe comprarli.
    Per quanto riguarda questo Tidal, non sono ancora informato al riguardo, ma se non ho capito male mi sembra un modo per premiare più gli artisti che le label, e questa è cosa in parte giusta. Non capisco poi perchè ci debbano essere tutte queste paranoie ogni volta che ci sono di mezzo i coniugi Carter… Sulla storia della mafia ci rido anche io, ma tirarla in mezzo ogni volta è eccessivo.

    • Ma guarda che quando ascolti su Spotify in versione free comunque fai guadagnare gli artisti tramite i guadagni che spotify ottiene dalla pubblicità. Se non fosse così allora nemmeno Ti dal funzionerebbe perché non è che se c’è un costo fisso mensile di 10 o 20 euro si faccia guadagnare il singolo artista come se si comprasse il CD. Poi il fatto stesso che per lanciarlo abbiano usato la loro immagine vendendo un prodotto non sulla base delle sue qualità, ma sulla base dei nomi che ne fanno parte fa capire che non è altro che un modo per lucrare dai. Ma poi gente che è contro lo streaming che lo appoggia non si può sentire!

      • Beh ovvio che un guadagno arriva comunque, altrimenti nessuno acconsentirebbe a lasciare la sua musica lì. Ma non è lo stesso guadagno che arriverebbe se tutti pagassero i CD nel loro intero prezzo. Ed inoltre non dimenticare che non ci sono solamente gli artisti da pagare, ma anche una serie di altri soggetti, compositori, produttori…
        Per il resto so di avere una posizione controversa in materia, forse non mi sono nemmeno espresso bene. Ciò che dico io è che ok lo streaming (anche se ripeto, non mi piace come lo si sta facendo: troppo facile considerare gli ascolti di una sola canzone come copie di un album, finisce che un disco che di per sè nessuno si è filato aumenta le sue copie per avere al suo interno un tormentone. Ma su questo mi pare che avessimo già discusso e che le nostre posizioni fossero diverse), perchè ormai il mondo funziona in un certo modo ed è il male minore, è comunque un mezzo legale e tutto.
        Però secondo me non dobbiamo dimenticarci che nasce come una soluzione/alternativa a un qualcosa di sbagliato, non come qualcosa di giusto. E per me c’è differenza tra le due cose. In pratica io penso che per quanto si possa si dovrebbe sempre acquistare con il metodo “standard”, a partire dagli artisti che diciamo di sostenere. Poi, nei casi in cui è impossibile fare in maniera diversa per vari impedimenti, allora va bene ricorrere a questo metodo comunque legale.
        Per quanto riguarda Tidal non saprei, come ho detto non mi sono ancora informato bene, ho solo visto quest’ informazione sul valorizzare più gli artisti che le case discografiche e in parte mi è piaciuta, ma per dare un giudizio definitivo aspetto. Dicevo solo che secondo me a volte se non ci fosse il nome “Jay-Z” o “Beyoncè” sopra, le critiche sarebbero la metà, non mi riferisco a nessuno in particolare comunque.

      • Beh si, tralasciando il fatto del conteggio streaming che suppongo sia opinabile anche se, secondo me, è pensato in maniera che il guadagno si equivalga. Evidentemente tot ascolti sono tot guadagno per l’artista. Altrimenti non si spiegherebbe la soluzione scelta. Anyway, lo streaming legale io lo interpreto come una radio in cui a scegliere cosa mandare è il diretto interessato, perché è semplicemente questo che è. Non è forse meglio una radio in cui è l’ascoltatore a scegliere quali artisti privilegiare piuttosto che una radio che ti propina ciò che vuole? Io credo di si ed è per questo che amo, stra amo e super amo Spotify e company e sono certissimo che i guadagni arrivino comunque agli artisti. Forse che uno strumento come Spotify a conti fatti privilegia tutti allo stesso modo e questo in qualche modo toglie spazio (seppure minimo) ai grandi e lo dà ad artisti minori? Ebbene, sono certo che sia giustissimo.

      • Devo dire che mi piace molto la tua idea di streaming come una “radio dove a scegliere è l’ utente”, però boh Mialich, io continuo a non essere al 100% convinto da questo metodo.
        La cosa che più m’ “impaurisce” è che ci si abitui troppo ad avere delle sottospecie di scorciatoie.
        Non si comprano più gli album ma si fa con lo streaming, e fin qui può andare bene, ma secondo me in questo modo si può arrivare ad abituarcisi troppo e a diventare troppo accondiscendenti, e così magari in un futuro si arriverà anche ad un’ alternativa allo streaming che lo rende ancora più comodo, e poi ad un’ altra ancora…
        Mi rendo conto che il mio è un modo un po’ all’ antica e poco progressista di vedere la cosa, però io continuo ad avere quest’ insicurezza.

      • Il fatto è che io credo che la tua insicurezza sia motivata un po’ dal sospetto verso la novità. Io rispetto la tua opinione, però non si può vedere nel marcio e fermare un progresso assolutamente positivo per tutti che dà spazio a TUTTI gli artisti e a TUTTI gli ascoltatori. Io la vedo così e sono certo che lo streaming possa fare bene all’industria musicale, ben vengano concorrenti che migliorino il servizio, quello che mi puzza di Tidal è il fatto che lo hanno pubblicizzato attraverso i loro nomi e non attraverso delle qualità.

      • Però vedi, sono appena entrato sul post di Lily Allen contro Beyoncè e se leggi i vari tweet (mi rendo conto ovviamente che non siano una rappresentazione di tutti e che anzi, siano stati scelti proprio appositamente, ma comunque stanno a dire che qualcuno che la pensa così c’è) vedi scritte cose come “che schifo, dovrei pagare per ascoltare la musica?”, “lo voglio gratis” o “oggi la musica si scarica e si ascolta gratis”. Ora, mettendo da parte il discorso su Tidal, secondo me ci si sta troppo, troppo attaccando all’ idea che la musica (ma non solo la musica, anche il cinema, o i libri) debbano per forza essere gratis solo perchè in certi modi li si può avere senza pagare. Per me è sbagliato.
        Secondo me almeno in parte bisognerebbe rimanere attaccati alla tradizione e comprarsi qualche disco e questo sì che insieme allo streaming potrerebbe a una una vera rinascita della discografia.
        Oggi invece in pochi sono ancora disposti a spendere, come se la musica non fosse degna di una ventina di euro ogni tanto, quando poi si sperpera denaro in cose molto più superficiali.

      • Ok, ma anche ammettendo che sia come dici tu: è meglio non pagare ed avere illegalmente (guadagno per gli artisti uguale a zero) oppure è meglio trovare una via alternativa per pagare gli artisti e soddisfare le persone? Le versioni free, che grazie a d i o la gente inizia ad usare al posto di scaricare la musica illegalmente, permettono che l’ascoltatore paghi attraverso la pubblicità che gli viene propinata. D’altro canto una volta la pirateria era registrarsi in cassetta la canzone alla radio, quindi voglio dire, è sempre esistita. Diamo fiducia a queste evoluzioni che portano solo benefici! Quanto al discorso del comprarsi il disco, la musica, etc, io ti assicuro che dieci euro al mese sono anche disposto a pagarli per Spotify, quindi non è il non volerci spendere, è semplicemente un fatto di comodità. Che senso ha comprare un intero cd se non mi piace l’artista? Allora non me lo ascolto solo perché non mi vanno giù 8 canzoni su 10? Io direi che è bene che io faccia guadagnare quell’artista per le sole due canzoni che mi piacciono.

      • Guarda che il mio ultimo discorso era in generale, non lo stavo facendo su di te, non mi permetterei! :)
        Comunque sì, ho detto fin dall’ inizio che per me è meglio Spotify o simili piuttosto che lo scaricare illegalmente e credo che nessuno abbia nulla da ridire su questo. Però per adesso continuo a pensare che comunque il “primo tentativo” dovrebbe essere acquistare nel modo più legittimo possibile, pagando a pieno e soprattutto tutti, non solo la label e, nel caso in cui sia un big, l’ artista. Forse ho solo bisogno di tempo e in futuro mi ricrederò, per ora continuo a considerarlo come un’ alternativa secondaria e non come il modo principale.
        Comunque volevo chiederti una cosa, riguardo al tuo commento sopra, per caso hai idea del costo bene o male di quel 3% per Tidal?

      • Come vuoi hahaha, tempo al tempo, arriverai anche tu prima o poi allo streaming perchè sono certo che tra non molto tempo sarà l’assoluta normalità per tutti. ;)
        Quanto al 3% non ne ho idea, sarà diviso in base alle persone che vi hanno preso parte, ma da ciò che ho capito è una cerchia ristretta, quindi. <.<

      • Sì, ma ad esempio io ascolto quasi 2000 brani sul mio galaxy s4. Avrei dovuto spendere quasi 4000 euro di musica?
        Inoltre nel 99% degli album molte tracce sono brutte. Quindi se vogliono che io compri un loro disco pretendo di avere album di qualità, in cui tutte le canzoni sono bellissime. E la cosa è impraticabile visto che solo un album rispetta queste caratteristiche (Teenage Dream)

      • Ma il problema per me è proprio che ormai la gente non è più disposta a spendere soldi nemmeno per due, tre dischi! Capisco cento, ma comprare un disco ogni due anni del proprio preferito secondo me non è veramente nulla di che, sono venti euro, li si sperperano per 1000 cose più banali.

      • Vedo che hai parlato del conteggio degli streaming negli album. Tu sai come effettivamente funziona il conteggio? Basta ascoltare molte volte un’unica canzone per fare una copia intera del disco? Non l’ho mai capito.

      • Nello specifico al 100% non lo so nemmeno io, ma a grandi linee avevo capito che bastavano molti streams per una sola traccia per garantire il conteggio di una copia dell’ intero album acquistata.

      • Sisi è così : mi ricordo l’album di quello che fischietta dietro a Bruno Mars nel video di UF che aveva debuttato in top 10 billboard solo grazie allo streaming di UF

  6. Non c’entra nulla ma volevo sapere se l’articolo su 5 canzoni da scoprire di Hilary Duff era stato fatto, perché io l’ho quasi finito LOL

  7. Qualcuno mi spieghi in che modo gli artisti ci guadagnerebbero di più, in che modo tutti coloro che stanno dietro ad un progetto guadagnano ciò che meritano senza doversi arrendere alle case discografiche…

    Perché qui il problema da risolvere è quello delle case discografiche che decidono chi merita di avere una chance. Il problema è che le case discografiche decidono ogni cosa di un progetto, e non capisco come TIDAL cambi tutto questo.

    A me sembra che TIDAL semplicemente prenda i contenuti in esclusiva prima di chiunque altro al fine di giungere a maggiori guadagni e basta.
    Le case discografiche comandando e continueranno a farlo…. sembra.

  8. SEMPRE TU SIA LODATA MARINONA BELLA.
    Tidal è una buffonata e spero che floppi clamorosamente (anche se visto chi c’è dietro, in qualche modo andrà benone).
    Rinuncerò alle esclusivissime anteprime offerte da Tidal e attenderò qualche giorno che escano su YouTube e Spotify.

  9. Finalmente qualcuno che ha il coraggio di dirlo, non é che io sia favorevole alla pirateria ma questo sistema non mi piace per niente.
    Perché pagare così tanto quando c’è Spotify? Per me é inutile questo Tidal, non ce n’era il bisogno…
    Poi mi fa ancora più piacere che a dirlo é stata Marina, concordo perfettamente con tutto ciò che ha detto.
    Anche Lily, sono felice che ci siano artisti così, che non hanno paura di dire cosa pensano :)

    • Hai ragione, io più volte ho cercato di studiarmela questa iniziativa piuttosto che criticare senza aver provato a capire ma non è prerogativa di tutti purtroppo.

      • Come ho già detto quelli che ci guadagnano soldi sono quelli che hanno firmato, gli altri nn ci guadagnano niente . a questo punto è meglio Spotify

      • Quindi tu preferisci sostenere un’azienda che si appropria indebitamente non solo del lavoro degli artisti ma anche dei loro profitti piuttosto che aiutare gli artisti stessi?

      • No non si tratta di questo dato che per la maggior parte di loro la musica non è un insieme di arte e spettacolo, pensano solo ai loro 4, forse 5 preferiti e tanti saluti.

      • No guarda, lo dico perchè ci ho discusso tante volte con i fan di Taylor che vogliono ascoltarsi i cd gratis perchè è più comodo per loro, invece di risparmiare i soldi e comprarsi un suo cd ogni 2 anni!

      • Eh lo so, tra l’altro mi ricordo quando Taylor stessa provò a far rimuovere il suo intero catalogo da Spotify, ha avuto le palle, è stata fenomenale. Non so ancora se Tidal sarà un vantaggio o meno, ma una cosa è sicura Spotify e aziende varie sono la morte del mercato discografico e non vanno sostenute.

      • no io preferisco che ogni artista abbia gli stessi vantaggi , e non una cerchia ristreatta che guadagna tanti bei soldoni e gli altri no

      • Ancora co sta storia? Tidal è una compagnia, quelli che hanno firmato sono solo ed esclusivamente i proprietari, cioé ne detengono i diritti, e hanno voluto rilanciarla per aiutare gli artisti, tutti. Potrei anche sbagliarmi, non sono onnisciente ma non voglio essere così stupido da tagliare le gambe ad una cosa nuova che si affaccia in un periodo in cui soprattutto gli artisti al debutto, a causa della pirateria, non possono emergere. Ti sei mai chiesto come mai Taylor Swift abbia voluto rimuovere il suo intero catalogo da Spotify o anche Thom Yorke? Così come i Black Keys o addirittura artisti senza un soldo come Magnus Uggla hanno tentato di fare la stessa cosa. Dobbiamo dare a quest’iniziativa il beneficio del dubbio in quanto non ci rendiamo conto quanto sia pericoloso il fatto che la musica sia completamente fruibile gratis.

      • Ma la musica quando ti subisci la pubblicità su Spotify non è gratis. E’ solo un’altra via con cui pagarla!

      • Senti, per me pagare un’azienda che fa bei soldoni guadagnando sul lavoro fatto dagli artisti è un affronto, poi ognuno spenda i suoi soldi come vuole.

      • Il punto è che le cose non possono cambiare così, non ha senso.
        Non può stare in piedi la favola che racconti, magari fosse così, ma non lo sarà mai. Altrimenti, affinché funzioni, gli artisti dovrebbero sciogliersi da ogni legame, finanziarsi tutto da soli, non andare in radio, non fare nulla. Ti sembra che questo possa succedere? Se tutti gli artisti di Tidal avessero abbandonato le rispettive case discografiche allora si potrebbe pensare a qualcosa in questo senso, ma siccome non è così, è inutile farsi abbindolare.

      • Senti io non sto raccontando nessuna favola, l’iniziativa di questi artisti nasce per far si che il loro lavoro non venga utilizzato da terzi per un mero guadagno personale, non sto dicendo che funzionerà, né che risolverà le cose ma voglio nutrire un minimo di speranza per vedere cosa succede, se poi queste idee non ti soddisfano non ti sto dicendo mica che sbagli, ne hai tutto il diritto, ci mancherebbe.

      • Io ti sto solo dicendo che hanno usato la loro immagine per guadagnarci di più, quello che hanno fatto loro non lo può fare un artista emergente. In questo modo stanno prevaricando e, francamente, sono nomi che di guadagnare ancora di più non hanno alcun bisogno.

      • Quindi i numerosissimi artisti che hanno tentato più volte di rimuovere la loro musica dal’applicazione lo hanno fatto perché ci guadagnavano troppo?

      • Perché hanno pensato che evidentemente ci avrebbero guadagnato di più senza streaming. Pensi che decidano in uatonomia se togliersi o meno da Spotify? E’ la casa discografica che comunque prende queste decisioni, quindi evidentemente sempre la major ha pensato di fare meglio senza l’appoggio streaming.

      • Mh non proprio dato che le case discografiche sono azioniste del servizio stesso e che trattengono un’altissima percentuale dei profitti.

      • Allora trova tu la ragione per cui esiste Spotify dato che gli artisti possono decidere in autonomia di togliersi (dato che secondo te non ci guadagnano loro ma le majors).

      • Che io sappia ha portato avanti una battaglia per far rimuovere il suo catalogo ma poi sinceramente non so come sia andata a finire.

      • Appunto, quindi vedi che chi si toglie lo fa per una scelta della casa discografica che ritiene di poterci guadagnare di più? Le cose non cambiano con o senza streaming, la differenza sta nel fatto che in un servizio come Spotify tutti hanno la stessa luce (importanti o meno che si sia).

      • TUTTI HANNO LA STESSA LUCE? Ma se Spotify paga in base agli ascolti? Mi sembra elementare che una Katy Perry o una Swift facciano più ascolti di una FKA twigs o di una BANKS… Non ti pare?

      • Si ma questo è la gente a deciderlo, Spotify lascia agli ascoltatori la scelta di chi supportare, tutti sono presentati ugualmente (giustamente si viene pagati in base agli ascolti, proprio come si guadagna sulla base delle vendite, logico!). Che vuoi, uno stipendio fisso per tutti i cantanti? LOL

      • Se potesse esistere la possibilità certo, ma allora, ripeto, avrebbero dovuto mollare le case discografiche, non dovresti più sentirli in radio, non dovrebbero più esserci su youtube e via dicendo..

      • Il problema non è delle case discografiche né di YouTube o delle radio che pagano adeguatamente i loro artisti, qua si sta cercando di slavaguardare il proprio lavoro per far si che non venga utilizzato da terzi per lucrare su di esso.

      • Cioè, tu vuoi dirmi che Spotify lucra sugli artisti? Ma ti rendi conto che è una cosa LEGALE e tra artisti e servizio ci sono dei contratti ben definiti? Non è che Spotify prende illegalmente il materiale e lo pubblica, questa che fai è disinformazione.

      • Disinformzione? È stato stimato che per arrivare a guadagnare 1000 $ su Spotify servono almeno 4 milioni di ascolti che per gli artisti già consolidati alla fine non è che faccia così tanta differenza ma per gli artisti emergenti o quelli indipendenti che hanno solo qualche singolo o EP nel loro catalogo come ci arrivano? Ti sembra un giusto compenso? Questo a casa mia significa lucrare…

      • Perché secondo te con Tidal gli artisti emergenti avrebbero i soldi per ottenere il 3% degli introiti con Tidal? No. Quindi avranno introiti ancora più da fame.
        Chi ottiene reali vantaggi con Tidal è chi ha firmato, quindi Big come Madonna, Jay Z o Taylor Swift. “Tidal serve solo a rendere i ricchi più ricchi” Cit.

      • Ah e tu pensi che se nessuno sa che esistono guadagnino di più? Guarda che nessuno li obbliga ad entrare su Spotify, evidentemente un tornaconto c’è. Tu non capisci che non è che Spotify carichi la musica indistintamente, come se fosse illegale, paga i diritti per farlo secondo contratti.

      • Il problema è che la legge non ti costringere a chiedere consenso agli artisti, basta pagare una percentuale, quindi si. Tidal offre il doppio delle royalties rispetto alle altre piattaforme, almeno per quanto detto, staremo a vedere insomma, è possibile che mi stia sbagliando, non lo nego mica.

      • No no ma cosa dici?! Agli autori stessi delle canzoni è proprio questo il punto, è stato più volte detto durante interviste varie e alla conferenza stampa stessa! Vi ripeto ancora una volta comunque che io non sono affatto pro Tidal, voglio solo vedere cosa succede…

      • Va bene, vedremo. Comunque come lo ha fatto la Swift possono farlo tutti (dire di no a Spotify e co, quindi la scelta c’è assolutamente). Del resto allora funziona così anche per le radio. :)

      • La Swift ha mosso una battaglia legale spendendo soldi, tanti soldi e che ci crediate o meno non tutti gli artisti sono ricchi. Chiudo ribadendo che come voi nutro diversi dubbi su questo servizio ma prima di giudicare voglio vedere che succede.

      • Sarà che ha speso tanti soldi (invece che guadagnarli). Tra l’altro se ha vinto di sicuro gli sono stati rimborsati, quindi potrebbero farlo anche altri artisti, a partire dai più noti e poi a catena gli altri. Comunque va beh, inutile continuare. ;)

      • Si ma in che modo? Allora o è un’altra piattaforma normale tipo Spotify, quindi un concorrente che invece di andare avanti per un servizio buono andrà avanti per i nomi, oppure sarà l’ennesima via con cui artisti minori saranno alle dipendenze di altri. Non ci sono alternative.. Poi Jay Z ovvio che deve raccontare la sua

      • infatti è una piattaforma come Spotify. lol l’unica differenza è che i soldi vanno in tasca dell’artista e non dell’azienda.

      • Ti sembra che gli artisti (TUTTI) possano svincolarsi dalla casa discografica e prendersi guadagni diretti? Dai, è una cazzata perché non può stare in piedi una storiella del genere. ;)

      • beh sicuramente no ma secondo me, guadagnano leggermente di più rispetto a spotify.
        Ma alla fine non me ne frega molto hahaha anche se non guadagnano abbastanza su Spotify, io resto li :D non moriranno di fame lol

      • Si, il fatto è che a guadagnare di più saranno questi quattro gatti che ci mettono la faccia e non hanno bisogno di guadagnarci ancora di più. Gli artisti emergenti saranno sopraffatti e basta (dato che, tanto per dirne una, non hanno i soldi per comprarne una quota).

      • avevo letto un articolo dove Aloe Blacc diceva che per più 100 milioni di streams, lui aveva guadagnato solo 4 mila dollari.
        Se ci pensi è pochissimo.

      • Va beh ma intanto bisognerebbe vedere quanto vero sia, e poi li avrebbe guadagnati senza streaming quei soldi? Alla fin fine se ci pensi non è poi una cifra così strana se proporzioni i soldi guadagnati alla vendita di tot canzoni.

      • Ancora con sta storia? E i tecnici che montano il palco, l’arena o lo stadio, chi vende le bevande, le guardie CHI AZZ LI PAGA??????????
        Lo volete capire che ci sono ALTRE persone coinvolte che devono essere pagate? Boh

      • Vabbè i concerti gratis è assurdo. Ma i dischi/lo streaming gratis sarebbe decisamente possibile

      • Non puoi averlo scritto davvero, fai sul serio? Esistono solo artisti ricchi e affermati? Quelli emergenti come se la costruiscono una carriera? Come vanno in tour? Come fanno promozione se nessuno li paga? Spiegami!

  10. Ma ha perfettamente ragione. Sti montati con atteggiamenti da divismo sembrano più una cosca mafiosa che dei cantanti, non c’é cosa che mi fa più schifo.

    • Ma perché sarebbero montati? Solo perché fanno il loro lavoro perfettamente?
      Infondo lì c’era anche Alicia͵ che è tutto tranne una montata.

      • Che siano bravi a fare gli artisti non lo metto in discussione, ma a me fa abbastanza cagare vedere che si atteggino come divinitá scese in terra. Sono persone normali ma troppo spesso se lo scordano

      • Sì͵ ma non mi sembra giusto colpevolizzare venti artisti a causa di tre (Madonna͵ Queen B e Kanye).

      • Guarda a dirti la verità Beyoncé e Alicia non si sono mai paragonate a divinità e hanno fatto molta (e fidati, è veramente molta) beneficenza, sono i fan e i social medias ad averle sempre innalzate…

  11. Comunque ho inviato la parte su Alicia e ho scritto l’inizio (introduzione e numero uno) dell’articolo sui flop͵ le votazioni saranno aperte solo fino a domani͵ poi verranno chiuse.

  12. Guardate non aspetto altro che elogi per lei, ma chi s’era messo contro Spotify( e non era solamente stata Taylor, cito anche Bjork) ha preso mazzate! E non lo trovo giusto.. detto ciò lei stessa che questo lavoro dovrebbe sapere che ci sono tante persone coinvolte nella realizzazione di un album, a meno che lei non se lo faccia da sola in casa sua.. I soldi vanno anche ai produttori, ai tecnici, ai propretari dello studio, agli ingegneri del suono, ai musicisti, ai grafici del disco etc etc E chi li paga queste persone? Ci ha mai pensato? Ci hanno mai pensato queste persone che continuano a dire che tutti i soldi se le intascano i cantanti? Ho letto da qualche parte, faccio un es, dai 52 mln che Taylor ha guadgnato per le prime vendite di 1989, lei s’è presa ””””””””””””solo”””””””””’ quasi 4 mln.. Ovvio che sono tanti per carità, ma la differenza sono 48 mln che sono stati date alle altre persone coinvolte!
    Bisogna pensare a ste cose! Comunque si capisce dall’ultima frase che parla per resentimento LOL
    Non entro in merito dello streaming, perchè io li abolirei tutti.. ma mi fa incazzare quando leggo ”sono già milionario, che altro vogliono??? Ci convivo ogni giorno con gli Swifties perchè molti se la sono presa per la sua uscita da Spotify

    • Con la piccolissima differenza che taylor l’ha fatto per raccattare delle vendite in più per il suo disco, marina e lily per ragioni “morali”

      • Ma è giusto così, ci sta My Everything che è platino e ha venduto mezzo millione! ..tutto per quel dannato streaming!

      • Non capisco, sei contro il conteggio degli streaming negli album?
        Rispetto il tuo punto di vista, ma credo che dal momento che ci sono questi metodi sia giusto conteggiarli.

      • Certo, troppo facile così! Prima si faticava per arrivare al milione, ci voleva costanza, pazienza, promo su promo e ora basta che qualcuno ascolti PER CASO un album in streaming e viene contata come una ‘copia venduta’!
        Sarà che io sono all’antica, io sono cresciuta quando internet era ancora lentissimo e se volevi sentire un cd, te ne andavi o a casa di un amico che ce l’aveva oppure nei negozi e decidevi se prenderlo o meno dopo! BEI TEMPI QUELLI

      • Ma vedrai che quelli che si sono ascoltati l’album intero non lo hanno fatto per caso. I singoli si ascoltano casualmente, non gli album.
        Poi di preciso non so il conteggio, ma un unico ascolto non dà una copia, ne serviranno di più, quelli che decidono non penso proprio siano imbecilli.

      • Ah, ma erano tempi stupendi.. c’era condivisione, più contatto umano..potevi incontrare qualcuno con i tuoi stessi gusti e chissà magari nasceva un’amicizia o qualcosa di più! Ora non è più così.. Io non sono contro il digitale, sono contro a queste nuove regole che non le trovo giuste per chi prima si faceva il mazzo per vendere :)

      • Ok.. preciso che Mediatraffic non conteggia gli streaming per l’album.. quindi quelle sono copie giuste.. non capisco perchè hai tirato fuori l’album di Ariana..

      • Negli USA vengono conteggiati.. come anche in altre nazioni.. Streaming o non .. le vendite sono cambiate ..non si vende più come una volta..

  13. WTF? Vorrei sapere cosa c’è di male a comprare un servizio in streaming.. Se era Madonna (esempio) a comprarlo .. era tutta onestà.. invece lo ha comprato Jay-z è mafia…

      • No , infatti spero che Gaga non accetti mai di entrare a farne parte ( anche se cè la sua discografia) avrei criticato anche se ci fosse stata lei

      • Che discorso idiota. Lady Gaga non ha firmato ma ha lo stesso prestato la sua musica per questa app. E io ne sono stra deluso, perché anche lei c’è, anche se indirettamente.

      • Anche se non c’era per me la mia opinione non cambia.. Dai .. oltre a Spotify c’è SoundCloud..Deezer.. e adesso Tidal.. non vedo dov’è il problema XD

  14. Secondo me è l unica che ha avuto le P…. di dire quello che pensa anche a discapito della sua carriera musicale , Non è l unica che ha detto parole dure nei confronti di Tidal anche Lilly Allen . Concordo pienamente con quello che ha detto , non è l unica che lo pensa

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