Il secondo album di un cantante è spesso decisivo per il lancio di un’ intera carriera. Lo sta capendo in questo periodo Meghan Trainor. L’interprete ha da poco rilasciato il suo secondo disco “Thank You” (QUI la nostra recensione), CD che si sta rivelando un insuccesso se paragonato al debut album “Title”. Facciamo un semplice confronto delle vendite delle prime 3 settimane: “Title” a livello mondiale vendette 417.000 copie in 21 giorni mentre “Thank You” ha ottenuto 199.000 copie, meno della metà, nonostante il periodo più favorevole.

E’ evidente che qualcosa si sia inceppato nella carriera della Trainor. Cosa?

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Lanciata dal discografico La Reid, Meghan Trainor diventa famosa a metà 2014 con il singolo “All About That Bass”. Più o meno tutti ricorderete cosa si pensava di lei in quel periodo. Sembrava che fosse stata una combinazione di fattori fortunati ad averla portata al successo: un singolo tormentone, un video virale, un argomento (l’ obesità) sempre sulla bocca di tutti.  “All About That Bass” riuscì così a rimanere per 8 settimane in vetta alla Billboard Hot 100 scambiandosi la vetta per diversi mesi con “Shake It Off” di Taylor Swift.

In quei mesi tutti davano Meghan per spacciata. Tanta, troppa casualità sembrava aver portato all’ascesa dell’astro Trainor, che proprio per questo  pareva essere destinato ad eclissarsi pian piano insieme alla sua “All About That Bass”,  tanto che l’artista inizialmente nemmeno venne pagata dalla sua label.

Le cose invece non andarono così. Con la sorpresa di tutti, Meghan Trainor riuscì a sfondare anche con il singolo successivo: “Lips Are Movin'”, una sorta di fotocopia di “All About That Bass”, che ottenne comunque la top 5 negli USA. La presunta One Hit Wonder, contro tutte le previsioni, stava sfondando.

Il meglio però è arrivato nel 2015 con l’album “Title”  che ottenne un boom: 1,9 mln di copie nel 2015. Un successo peraltro prolungato tanto che l’ultimo singolo ad entrare in top 10 è stato “Like I’m Gonna Lose You”, a fine 2015. Il coronamento di un inizio di carriera ottimo è arrivato a febbraio con la vittoria del Grammy come Best New Artist.

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A quel punto si è aperto un bel dubbio per la Trainor. Battere il ferro finchè era caldo o prendere tempo prima di tornare con un secondo album? Come sapete,  è stata fatta la prima scelta, erroneamente.

Erroneamente proprio perchè la Trainor ha avuto successo. Se si fa un confronto si nota come “Title” di Meghan Trainor abbia venduto di più dei primi album di cantanti come: Demi Lovato,  Selena Gomez, Ariana Grande e persino “19” di Adele (chiaramente considerando le vendite precedenti all’uscita “21”) . Inoltre, se consideriamo il crollo delle vendite nel corso degli anni, possiamo ipotizzare realisticamente che “Title” avrebbe venduto più di quanto avrebbero fatto oggi artiste come Rihanna e Nicki Minaj al loro primo album.

Non c’era quindi alcun bisogno che il 4 marzo uscisse “No“, il primo singolo del suo secondo album. La canzone si è rivelata peraltro un successo discreto ma inferiore ai precedenti singoli della cantante. Dopo il boom nella settimana di debutto, “No” è uscito dalla top 10 velocemente ed è rimasto in top 20, senza più sussulti. La colpa ( e qui siamo al secondo errore) va quindi data proprio al singolo. Sicuramente è stata apprezzabile la svolta con un singolo un po’ anni 90′ ma “No” non brilla nè per originalità nè per potenziale.

Insieme al singolo, è arrivato anche il video, un altro, il terzo errore della Trainor. Con una svolta azzardata d’immagine, la simpatica ragazza che non si vergognava del suo peso è diventata una gattona sexy (?) e provocante (???) star. Tanto basta cambiare il colore dei capelli e la gente si dimentica in poco tempo chi sei e ciò che hai fatto in passato, giusto? La maggior parte delle persone non ha potuto giustamente non dire: “Ma perchè?!”. Cosa c’era di male nella cantante di “Title”, che non faceva nulla per omologarsi alle altre pop stars, e che proprio per questo, per la sua semplicità, era stata premiata dal pubblico?

E poi dobbiamo proprio dirlo: Meghan Trainor non è un sex simbol, nè una ballerina professionista! “Cosa c’è di male, il suo compito è cantare!” penseranno alcuni di voi, in parte giustamente. Il problema è che prendendosi sul serio in certi ambiti che proprio ci sono estranei si finisce spesso per diventare ridicoli.

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Con l’arrivo del suo secondo album “Thank You”, i nodi sono venuti al pettine. Meghan ha realizzato un secondo album valido ma non abbastanza per rimanere ai livelli di fama e successo del primo album.  Avrebbe avuto bisogno sicuramente di più tempo per scartare dei brani e realizzarne altri e per scegliere una direzione più convincente. Dubbi sull’album li ha espressi lo stesso La Reid. Meghan Trainor ha infatti dichiarato che una volta consegnato il materiale al discografico, ha ricevuto una risposta parzialmente negativa dovuta all’assenza nel CD di possibili hits. A quel punto Meghan Trainor è tornata in studio ed ha realizzato “No” che, come abbiamo detto prima, non ha fatto faville.

Il secondo singolo “Me Too” ha lasciato il pubblico spiazzato. Da un lato colpisce l’effetto novità del singolo dall’altro finisce per scivolare via. Finora ha ottenuto risultati positivi solo in Australia. Negli USA sta ingranando ma non ci pare probabile che possa raggiungere la top 10.

Non possiamo certamente esprimere sentenze definitive, ma pare chiaro che la “Thank You Era” sembri un passo indietro, forse fatale, per la carriera di Meghan Trainor. 

Secondo voi invece cosa ha sbagliato Meghan Trainor? Immagine? Sound? Tempistiche? Tutto?

  • Vitto

    Concordo con tutti riguardo al cambio di immagine, troppo repentino e non azzeccato per una come Meghan, che può essere tutto tranne che sexy. Credo che pensasse, in questo modo, di accrescere la propria fama, ma in realtà tutto ciò è ha portato a risultati del tutto opposti, facendole perdere quel tocco caratteristico che l’avevano portata al successo con Title. L’album è stato poi lanciato troppo presto, secondo me avrebbe dovuto aspettare la fine del 2016 per fare boom, anche perché secondo me in questo periodo la concorrenza è molto elevata, basti pensare a Drake, justin timberlake etc… che hanno compromesso anche il successo di DW,(io amo Ariana, ne sono un fan sfegatato, ma obbiettivamente è uno dei migliori album che abbia mai ascoltato, le canzoni sono tutte o per la stragrande maggioranza di buona qualità, belle e buone anche dal punto di vista radiofonico) che poteva avere risultati molto più buoni.

  • Alberto Maccariello

    boh non sono molto d’accordo ma ci sta, per esempio a me thank you piace molto di più di title e secondo me NO poteva anche arrivare alla 1; poi non voi ma almeno qua in italia non ho mai sentio trasmettere no. Me too anche è molto bella ma forse non ha il potenziale per arrivare in cima alla classifica

  • MUSIC is the way.

    ha sbagliato a cambiare immagine. e se come dite voi meghan ha venduto più di tutte le altre con title anche tempistica. avrebbe fatto un come back da urlo se fosse tornata l’anno prossimo. speriamo non sia una mossa fatale.

  • KarliBrownie

    L’album non è male! Sicuramente i video scadenti che ha proposto non l’hanno aiutata! Sono curioso di vedere come continuerà questa era…

  • Emanuele Farmer

    Si presume che per distruggere una carriera….si debba prima di tutto…averla!

  • Fihi

    Allora, quoto tutto il “bla bla bla” sul cambio look e genere.
    Però c’è da ammettere che brani come “No” (seppur un tantino troppo lenta), “Women up” , “Thank you” sono i brani più diversi da Title ma anche i suoi migliori. Ergo, si è trovata a fare una scelta. Sicuramente con “Me too” si è ripresa quell’immagine da ragazza autoironica che aveva in passato, ma niente di che.
    La verità è che quest’anno il mercato dei dischi non è per niente comprensibile: tutti si aspettavano il flop di Beyonce ed eccola là a vendere come se non ci fosse un domani, poi la sorpresa di Drake, gli scarsi risultati di Ariana. Siamo veramente in un momento in cui è difficile prevedere qualcosa.

    • Davidernbjunk

      In realtà Ariana si era capito l’andazzo, e di Beyoncé e Drake si sapeva avrebbero venduto.

      • POP UNICORN*

        Beh, per come fu accolta inizialmente “Formation” anche io mi aspettavo dei risultati mediocri per “Lemonade”, che è stata al contrario una sorpresa

  • GagaQueen

    A me l’ album piace e anche il suo cambio d’ immagine la preferisco a prima . Con i singoli sta andando discretamente bene anche se non sono delle HIT , il problema è l’ album che dopo neanche 1 mese è fuori da itunes nei principali paesi :
    iTunes:
    #7 Australia
    #33 Macau
    #37 United States
    #37 Barbados
    #37 Denmark
    #46 Canada

  • Diano Francesconì

    1 – Ha voluto optare per un cambiamento di stile totale sia a livello di look sia a livello di sound. Secondo me avrebbe dovuto fare solo uno dei due.
    2 – Il look appunto è troppo “scuro” per una che era bionda e faceva video tutti colorati. Lei piaceva per questo.
    3 – Anche il sound copiato comunque piace molto meno di quello di Title.
    4 – i video che in Title erano stato il punto forte, qui hanno fatto pena.

  • Ronnie (shadesofwrong)

    Se lo meriterebbe data la sua incoerenza…

  • Yoncé (#R8)

    L’errore secondo me è l’album, mi è piaciuto ma è inferiore a “Title” troppo… Poco oserei dire, un album del genere poteva andare bene alle 5H o a una Victoria Justice che comunque talentuose ma hanno ancora bisogno di attirare l’attenzione (soprattutto la seconda) non di certo Meghan, che l’unica cosa che doveva dimostrare era la maturità, cosa che in “Thank You” non è presente quasi per niente.

  • José

    Secondo me l’errore più grosso è stato la tempistica, cioè doveva aspettare un po di più a far uscire il secondo album…

  • Thomas Barachini

    A mio avviso il cambio è stato troppo repentino. Da innocente a sicura di se (si fa per dire perché è comunque più ridicola di prima quando si muove visto che ora vuole fare la vamp). A me non è dispiaciuto “no” ma il problema della canzone è stato il video. Troppo “sexy” per una come lei. La canzone non è male, a me piace abbastanza e ha venduto non come i precedenti ma comunque ha fatto bene in classifica. indietro non si può tornare, deve capire che fare con la promozione dell’album ma il milione e mezzo che vendette con Title se lo dovrà scordare.

  • Breezy

    Concordo su tutto, il lento declino è dovuto allo sbagliato cambio di immagine. La gente la amava per la sua ironia, che le consentiva di fuoriuscire dallo stereotipo della popstar. Ora invece c’è caduta dentro completamente, ed è diventata una come tante. Come se Adele iniziasse a fare musica dance creandosi un’immagine provocatoria… nessuno la ascolterebbe più

  • Tommaso Rossi

    Gia vi contraddite perché NO inizialmente lo avevate definito un ottimo pezzo originale, ballabile…ma a parte quello. Penso che semplicemente il pubblico si sia stancato di ascoltarla. Ha fatto successo con canzonette molto semplici ma d’impatto, ma é logico che non poteva basare la sua intera carriera su quel tipo di musica, quindi il cambio di stile ci sta. Non ha sbagliato lo stile su cui lanciarsi perché comunque il sound anni 90 di NO il successo glielo ha fatto avere. Boh forse proprio non ha quel appeal che fa vendere, forse stanca la gente, forse non é credibile. Lo sbaglio é stato fatto con Me Too, che scivola via e non fa venir voglia di riascoltarla. Oltretutto ha un video impietoso

    • Davidernbjunk

      Gli articoli sono scritti da redattori diversi. No è obiettivamente un buon pezzo ma non è certo originale, e a me personalmente non piace, non il pezzo, ma come lo fa lei. Umberto e Junkie lo amano. Questo post l’ha scritto Nicola. Opinioni diverse.

  • Michele

    Secondo me era troppo presto per il secondo disco doveva uscire a fine anno.

  • Rebellious

    Secondo me forse sarebbe dovuta tornare adesso con “No”…che non è un pezzo deboluccio come lo avete definito, anzi…ma la cosa (promo, video, release date, hype) andava studiata meglio, incluso (soprattutto) il cambio di immagine. Era troppo presto, con una “rivoluzione” nel look e sound che di rivoluzione proprio non ha niente.