Michele Bravi – Anime Di Carta | Recensione CD

di Edoardo Bettoja -
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Qualche giorno fa è arrivato negli store il nuovo progetto discografico di Michele Brani, Anime di Carta. A seguire la nostra recensione

Non è facile oggi essere giovani ed è ancora più difficile esserlo quando si ha un’anima di carta. Michele Bravi ha 22 anni e nasce come personaggio nel 2013, con la vittoria di X-Factor 7. A differenza di altri vincitori del programma, il percorso di Michele, è stato un po’ diverso. Già da subito, con il rifiuto di Sanremo nel 2014, Michele Bravi ha mostrato di avere un intento diverso rispetto a quelli di altri ex talent che cercano di apparire sempre e ovunque. Purtroppo, però, la sua scelta non ha giovato al suo percorso discografico. Il primo album A Piccoli Passi, se pur ben realizzato con illustri nomi alle spalle, uno su tutti Giorgia, non è riuscito a colmare le aspettative,  e l’appeal mediatico di Michele Bravi è calato improvvisamente.

Purtroppo un altro fattore negativo che si è aggiunto a questo momento di stallo sono stati tutti i commenti di giornalisti e gente del settore che davano l’artista ormai per finito. Tralasciando il fatto che parlare di artisti finiti, quando hanno ancora vent’anni,  è una considerazione che lascia il tempo che trova, non si può non considerare che queste analisi, commenti e considerazioni che nascono soltanto dal gusto di non sapere di cosa parlare, arrivano poi all’orecchio del diretto interessato. Il problema principale è che un ragazzo di vent’anni non può sentirsi dire che è finito. Perché, a livello di principio, è sbagliato dirlo anche ad un ottantenne. Dirlo ad un ragazzo è quindi una cattiveria gratuita, con cui purtroppo oggi molti ex-talent, che magari non sono tra quelli che vincono i dischi di platino,  devono in continuazione confrontarsi. E’ bastato reinventarsi, non arrendersi e valutare percorsi diversi, ed ecco, che Michele Bravi con la sua anima di carta fragile e sensibile si è dimostrato indistruttibile. Non sappiamo se tra vent’anni Michele farà ancora questo lavoro, ma sappiamo che nonostante i “sei morto” e “sei finito”, il ragazzo è stato uno dei protagonisti indiscussi dell’ultimo Festival di Sanremo, la sua canzone è tra le più scaricate della kermesse, e in questo momento il suo nuovo album Anime Di Carta è al terzo posto di iTunes… insomma, risultati stratosferici per uno che era stato dato per finito.

michele-bravi-album-anime-di-cartaIl nuovo disco è uscito venerdì 24 febbraio intitolato, come detto, Anime Di Carta.  E in realtà in parte ve l’abbiamo già raccontato. Sì perché in questo album è racchiuso tutto quello di cui abbiamo parlato nelle precedenti righe. Michele Bravi ha portato nel suo progetto le incertezze, i dispiaceri e la forza interiore che ha dovuto trovare per ripartire. Questo disco è un lavoro molto curato e ben fatto, è sincero e vero. Probabilmente gli ingredienti che hanno permesso a Michele di riuscire a creare un album del genere sono state proprio le delusioni e i dolori e, soprattutto, un grandissimo amore vissuto in prima persona.

E’ bello vedere quando una persona riesce a rialzarsi e usare tutto ciò che è stato negativo per costruire qualcosa di più bello. E’ questo il motivo per cui una rivincita ha un sapore più bello della vincita, è questo il motivo per cui ripartire porta più soddisfazioni del partire. Michele Bravi ha veramente costruito questo progetto con il suo “io” più introspettivo. E la differenza dai suoi colleghi che magari sono anche più gettonati è impressionante. Non si vuole parlare di altri, ma se si pensa veramente agli album di cantanti emersi in questi anni dai talent sembrano veramente l’uno la copia dell’altro, e si percepisce come i vari diretti interessati non abbiano fatto il minimo sforzo per creare un lavoro più in linea con quello che sono veramente. Con questo non voglio dire che Bravi abbia portato con questo disco chissà quali innovazioni alla musica italiana e/o che abbia fatto un prodotto mai visto e né sentito: è prepotente il sound elettropop tra ballad e up-tempo, che possono richiamare alla mente nomi come Tiziano Ferro e in alcune canzoni anche un po’ Mengoni, anche se alla fine l’album a cui mi sento di accostarlo maggiormente, per ricerca dei testi e di arrangiamenti internazionali, è Made In London di Noemi.

Quello che colpisce è però come dalla prima all’ultima canzone si possa percepire l’immersione dell’artista in questo disco, mettendo in gioco se stesso e soprattutto inserendo la sua vita, che essendo quella di un giovane che è da poco uscito dall’adolescenza, si interfaccia con i primi grandi amori, emozioni e anche disperazioni. Fattori che forse se si vuole veramente fare questo lavoro dovrebbero essere scontati, ma che purtroppo nella maggior parte dei casi non non sono presenti. Tratto sicuramente che non si può non menzionare, è la grande capacita interpretativa di Bravi, che con il suo inconfondibile timbro riesce a donare ai testi enfasi e suggestione.

Con questo disco Michele Bravi si toglie definitivamente il marchio talent di dosso e si dimostra uno dei migliori artisti pop della nuova generazione. Vi segnaliamo la up-tempo Andare Via, che ricorda le ultime hit di Justin Bieber, le mid-tempo Due Secondi (Cancellare tutto), Pausa e Diamanti, la canzone scritta con Niccolò Contessa dei Cani Respiro e la ballad Chiavi di Casa.

Di seguito tracklist e autori:

  1. Come l’equilibrio (Intro)(Michele Bravi e Francesco Catitti)
  2. Cambia(Matteo De Simone, Riccardo Scirè, Michele Bravi e Francesco Catitti)
  3. Diamanti – (Andrea Amati e Federica Abbate)
  4. Il diario degli errori(testo: Cheope – musica: Federica Abbate e Giuseppe Anastasi)
  5. Solo per un po’ – (Davide Napoleone, Luca Serpenti)
  6. Due secondi (Cancellare tutto) – (testo: Cheope e Luca Leoni – musica: Federica Abbate, Michele Bravi e Luca Leoni)
  7. Andare via – (testo: Michele Bravi, Francesco Catitti e Alessandro Raina – musica: Michele Bravi e Francesco Catitti)
  8. Pausa(Michele Bravi, Alessandro Raina e Francesco Catitti)
  9. Shiver –  (Andreas Pfannenstill)
  10. Bones – (Patrick Jordan Patrikios)
  11. Respiro – (Niccolò Contessa, Michele Bravi e Francesco Catitti)
  12. Il punto in cui ti ho perso (Interludio)(Michele Bravi e Francesco Catitti)
  13. Chiavi di casa – (Michele Bravi, Francesco Catitti e Antonio Dimartino)