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Mike Posner è un artista emerso nel panorama musicale mondiale nel 2010 con la pubblicazione del suo singolo di debutto “Cooler Than Me”, ma, in seguito alla pubblicazione del suo primo LP 31 Minutes to Takeoff, non è più riuscito a scalare le chart. Eccolo però tornare a Luglio 2015 con un nuovo singolo, dopo diversi tentativi, titolato I Took A Pill In Ibiza. Inizialmente il pezzo non ebbe un grande appeal, ma in seguito al remix del duo norvegese SeeB, il brano è praticamente rinato all’interno delle chart di tutto il mondo, consentendo a Mike di ottenere la sua più grande hit di sempre e di lanciare il suo secondo album, At Night, Alone.

At night alone

 

Il progetto discografico, pubblicato lo scorso 6 Maggio via Island, vede la presenza di 18 tracce, tra le quali 2 interludi della durata di pochi secondi al numero 1 e 12 (apertura dell’album e “chiusura”, prima dei remix di 6 brani).

At Night, Alone si apre all’ascoltatore con la hit “I Took a Pill in Ibiza” nella versione originale, brano folk rock molto pacato che non ha nulla a che vedere col remix della traccia, presente nella parte finale dell’LP. Se il pezzo remixato risulta molto orecchiabile e radiofonico, non è certo lo stesso per la versione originale, la quale da sola non avrebbe potuto raggiungere il successo ottenuto a causa di un ritmo strascicante e poco coinvolgente. E’ comunque una canzone bellissima, con cui il cantante riesce a creare un’atmosfera intima con l’ascoltatore.

L’ascolto del CD prosegue con Not That Simple, traccia numero 3: brano pop-folk molto orecchiabile e dolce in cui l’artista fa ripetuto uso di falsetto. La traccia racconta di come Mike si sia innamorato di una ragazza, dalla quale ha dovuto allontanarsi a causa del suo anelare alla fama. I due avrebbero senza ombra di dubbio potuto portare avanti una splendida relazione ma il rapporto si è incrinato e oramai per lui non c’è altro da fare che porre da parte il dolore e andare avanti.

Be As You Are è la traccia numero 4: brano molto interessante che unisce un ritmo a tratti rnb con il filo folk-pop che proseguirà per tutto l’LP. Per accompagnare il pezzo è stato registrata anche una clip, pubblicata un anno fa, forse con l’intento di lanciare il pezzo vista la fredda accoglienza iniziale di I Took a Pill in Ibiza. Il pezzo è un inno alla stima di sé, da intendere come un consiglio che l’artista dà all’ascoltatore, di essere onesto e di non mollare mai.

Traccia numero 5 è titolata In The Arms of A Stranger, altro buon pezzo all’interno dell’album il quale si apre con un coro gospel che a tratti ci riporta alla musica tipica del periodo natalizio. Il brano prosegue e il ritmo cambia, deviando verso il folk-pop. Altro big up per Mike!

Successivamente a questa traccia ecco spuntare il primo featuring dell’album: il brano in questione prende il nome di Silence e vede la collaborazione di Labrinth. Il pezzo viene inquadrato difficoltosamente dall’ascoltatore, a causa della base musicale in molte parti quasi completamente assente. Entrambe le strofe, la prima cantata esclusivamente da Mike e la seconda da Labrinth, esplodono nel ritornello, durante il quale le voci in falsetto dei cantanti si uniscono in un grido di disperazione.

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Proseguendo con l’ascolto ci si imbatte in Iris, ballad da un ritmo molto semplice nella quale Mike ci racconta delle sue disavventure durante gli anni del college, della solitudine, delle sue speranze e aspettative per il futuro. Il pezzo non ha certo un grande appeal e viene facilmente oscurato dal brano seguente, ma le lyrics sono forse tra le migliori dell’album.

Traccia numero 8 di At Night, Alone è Only God Knows, pezzo molto peculiare in quanto la base musicale è completamente assente, rendendolo un pezzo a cappella. Se nelle strofe l’artista è solo e si sente la mancanza dell’accompagnamento musicale, nel ritornello c’è la presenza di un coro che rende questa Only God Knows molto più orecchiabile e ci fa dimenticare l’assenza del beat.

Torniamo però al genere scelto dall’artista per questo LP: il pop-rock con influenze country, e passiamo quindi a Jade, traccia numero 9 del progetto. Nominato uno dei brani preferiti dall’artista per le lyrics molto particolari, tra le quali quella che spicca sono la spiegazione di chi sia Jade, ossia una ragazza che si tagliava le unghie con una lametta, e le ipotesi su un ipotetico figlio di Gandhi, ora esistente.

Ultima vera e propria traccia inedita di At Night, Alone è Buried In Detroit, della quale è presente anche un remix di Lucas Lowe con Big Sean. Il pezzo tratta del desiderio di Mike di essere sepolto accanto ai suoi parenti a Detroit, come si può evincere dal titolo. La base del brano non remixato è quella di un brano folk, poco accattivante ma adatto alla “chiusura” dell’LP.

L’artista decide in seguito di aggiungere una traccia intitolata “Thank You“, della durata di 8 secondi, in cui ringrazia lo spettatore per aver ascoltato il suo At Night Alone.

Successivamente, come annunciato, sono presenti i remix di 6 brani: I Took A Pill In Ibiza, Not That Simple, As You Are, In The Arms Of A Stranger, Silence, Buried In Detroit. La prima si è trasformata nella hit che tutti conosciamo grazie al tocco magico di Seeb. Tra le altre gli unici remix realmente riusciti sono quelli di In The Arms Of A Stranger, di Brian Kerulf, il quale è riuscito ad aggiungere una parte molto interessante al brano in seguito al ritornello, che ricorda i brani tropical dance che circolano ora in radio, e Buried In Detroit, più per la presenza di Big Sean che per il lavoro di Lucas Lowe, il quale non è riuscito a mio avviso a rendere il brano una possibile hit.

I 3 remix non citati, rispettivamente di Kyle Tree, JordanXL e Sluggo x Loote, non credo nemmeno meritassero una pubblicazione nel final cut del progetto per la loro mancanza di originalità nelle modifiche apportate dai DJ, a causa di ritmi già sentiti e sonorità poco radiofoniche.

Volendo dare una valutazione complessiva a At Night, Alone, credo Mike sia senza ombra di dubbio riuscito a dare un tocco personale al progetto, in quanto presente come artista e produttore di ogni singola traccia. Il genere folk/pop/country scelto, in contrasto con i ritmi proposti nelle pubblicazioni precedenti dell’artista, viene rispettato nella maggior parte dei brani, sebbene alla fine dell’LP l’artista abbia ben pensato di aggiungere i remix di alcune delle tracce che sole non sarebbero riuscite ad avere un buon riscontro commerciale.

In questi termini si nota una discrepanza tra quello che ci ha proposto fino a ieri e ciò che invece ci sta propinando oggi: generi diversi, interpretazioni diverse…un altro Mike. Quello che senza ombra di dubbio spicca sono i testi, di buona fattura, e il lavoro del cantautore dietro a ogni brano, che nella semplicità generale, quantomeno riguardo i ritmi non troppo elaborati, riesce a regalare diversi pezzi interessanti, soprattutto nella prima parte del progetto.

  • Travis

    A me il nuovo Mike Posner non piace. Molto meglio quello del primo album. E poi perchè non inserire in questo disco ( o fare un un Ep) con la splendida The way it used to be, che così si perde?