Ci siamo quasi. Sta per arrivare la festa della paura, una notte celebrata ormai in tutto il mondo in cui tendiamo tutti ad assumere le sembianze di ciò che fa più terrore, o quantomeno a rivisitare i costumi di essere mostruosi in chiave divertente.

Sta per arrivare una festa in cui i più piccoli cercano di guadagnarsi dolciumi a volontà ed i più grandi approfittano dell’occasione per divertirsi in feste mascherate, ma che teoricamente dovrebbe rappresentare , una vera e propria celebrazione della paura, nella sua forma più pura.

Dalle sue origini celtiche questa festa ne ha subite di trasformazioni: tra commercializzazioni, influsso di varie religioni nel corso dei secoli, ed interpretazioni leggermente al di fuori delle righe, oggi Halloween è diventata un qualcosa di completamente diversa rispetto all’antichità, ed a questa particolare giornata si sono ricollegati interi generi della letteratura e del cinema: sto parlando dell’horror, dello splatter, dei thriller psicologici, ecc, ecc.215_1

In tutto ciò, poteva mai la musica non essere anch’essa investita dal potere attrattivo di questa festività? Ovviamente no! Il genere di riferimento per la nostra arte preferita è il metal, ma non crediate che in altri generi siano completamente assenti sound, video e testi che possono far riferimento ad Halloween, anzi…

Solitamente si preferisce parlare di video paurosi e di sound dark e si fa meno attenzione a come, a volte, dei testi incentrati su argomenti cupi ci sono anche in pezzi in cui il sound non promette nulla di particolarmente tenebroso. Di seguito vi proponiamo brani in cui argomenti come morte, vendetta e smarrimento della personalità sono trattati con grande naturalezza.

A volte il punto di vista è quello della vittima, a volte del carnefice, altre volte una via di mezzo… tranquilli, non è nulla di troppo pauroso… o forse si?Halloween-spaventapasseri

Back from the Dead – Skylar Grey feat Big Sean

Iniziamo da una delle canzoni meno famose presenti in questa lista. Vorrei che vi soffermaste in primis su questa traccia in quanto si tratta del brano che ha ispirato tutto questo lavoro. Siamo nel 2013, Skylar Grey non è riuscita ad ottenere grande popolarità come cantante dopo i grandissimi riscontri ottenuti come autrice (in primis per “Love the Way You Lie”) ma ciononostante ha comunque pubblicato il suo secondo album “Don’t Look Down”, disco con cui ha ottenuto riscontri comunque superiori a quelli del debutto.

Dopo i flop di tutti i singoli estratti precedentemente, Skylar decide di farci assaporare una delle tracce più belle e particolari che abbia mai scritto ed interpretato: “Brack from the Dead”. Il brano è una mid tempo synthpop accattivante e tenebrosa al punto giusto, un pezzo che ammalia ed affascina, che riesce a persuadere sempre di più ascolto dopo ascolto e per il quale è stato creato anche un video piuttosto dark in cui la cantante ed i suoi musicisti sono circondati da dipinti così spaventosi da sembrare reali.

Ma passiamo ora a ciò che interessa a noi: il testo. Nel brano Skylar crea un’atmosfera macabra e surreale, ma anche romantica e drammatica, idealizzando un discorso immaginario con un suo compagno defunto. Skylar gli rimprovera di essere tornato all’improvviso cogliendola alla sprovvista e riportando indietro un passato di gioie ormai sepolte che lei aveva cercato di cancellare, mentre lui (interpretato, in tutti i sensi, dal rapper Big Sean) prova a giustificarsi ed a farla ragionare. Il tutto genera un dialogo davvero surreale che ci fa passare la storia davanti agli occhi. Questo è un racconto tetro che si rivela parola dopo parola…

Bring Me to Life – Evanescence feat Paul McCoy

Abbiamo iniziato con una canzone semisconosciuta, ma ora proseguiamo subito con una delle hit più grandi dello scorso decennio. Siamo nel 2003. Gli Evanescence sono praticamente dei sconosciuti al pubblico, il loro primo album è passato completamente inosservato, ma qualcosa sta per cambiare: la loro “Bring Me to Life” sta per ottenere un successo incredibile, diventando uno dei più grandi successi che la musica rock abbia prodotto negli ultimi 15 anni ed aprendo una grande ascesa per l’album “Fallen”.

Il brano è una power ballad rock dal sound psichedelico che può contare su una performance vocale potentissima, un’esecuzione che trova un punto di forza anche nel connubio riuscitissimo tra le voci di Amy Lee (leader del gruppo) e Paul McCoy (leader di un gruppo rock meno noto). Ottimo anche il video, in cui Amy viene colta da una crisi di sonnambulismo ed inizia a camminare sul cornicione di un palazzo, perdendo così la vita.

All’atmosfera lugubre del video si accosta un testo dal contenuto metafisico in cui la Lee afferma di aver perso se stessa, di non riconoscersi più e dunque prega un’entità sovrannaturale affinché le restituisca in qualche modo la sua reale personalità. La maggior parte delle interpretazioni vedono in questo testo un richiamo alla dottrina cristiana, e quindi leggono in queste liriche una vera e propria preghiera rivolta a Dio. Ma in realtà nulla ci rivela davvero quale sia l’entità a cui Amy si rivolge…

Not Myself Tonight – Christina Aguilera

In un certo senso potremmo leggere in chiave dark anche una canzone spesso considerata esclusivamente per la sua vena erotica. Nel 2010 Christina Aguilera inizia la promozione del suo album “Bionic” con la up tempo electro-pop “Not Myself Tonight”. Il brano è molto diverso da tutto quello che Xtina ha fatto fino ad allora, spacca in due la critica e dà il via ad un’Era che per la prima volta nella carriera della popstar non si trasformerà esattamente in un grande successo, nonostante la qualità di quanto proposto.

Il brano presenta un sound synthpop sexy ed aggressivo, e Christina ci canta su con una grinta incredibile, con un’energia che la fa sembrare più una pantera che un essere umano. L’interpretazione si divide tra registro medio ed i soliti acuti della superstar, ed il risultato è davvero potente ed incisivo. Essendo dotato di un videoclip soft-porno, la gente tende ad assegnare solo un significato sessuale al pezzo, ma c’è dell’altro…

Nel testo Christina dichiara di non essere più se stessa, di aver perso il controllo, di essersi trasformata in una persona completamente diversa per una notte, quasi come se fosse invasata da un’essenza maligna. Christina non vuole essere una brava ragazza: vuole trascorrere una notte all’insegna di divertimenti, e per fare ciò mette da parte ogni valore… sicuri che si possa dare solo un senso erotico a questo testo?

Waiting for You – Demi Lovato feat Sirah

Peschiamo ora una traccia inclusa in uno degli ultimissimi album rilasciati nel mondo del pop. Sto parlando di “Confident”, il quinto sforzo discografico di Demi Lovato. Recensendo il disco mi sono reso conto che al suo interno è presente una traccia assolutamente perfetta per questa lista, in quanto il suo testo introduce un altro dei principali argomenti dark, un sentimento che si insinua spesso nell’animo umano: la vendetta.

Il brano in questione è “Waiting for You”, collaborazione con la rapper emergente Sirah. Il pezzo è una mid tempo urban pop caratterizzata (come molte altre canzoni contenute in “Confident”) da strofe lente, dal sound quasi minimal, e da ritornelli più veloci ed incalzanti. Pur non essendo un singolo, il brano è accompagnato anche dal video, una clip semplice ma che riesce a farci percepire meglio la sensazione che Demi vuole esprimere con questa traccia grazie a doti recitative che finalmente tornano a galla.

In queste liriche Demi ripercorre un passato tortuoso fatto da delusioni, da persone che l’hanno ferita e si sono approfittati del bene che lei provava per loro, e decide dunque di preparare una trappola che le permetta di vendicarsi dei torti subiti, di far sì che tali approfittatori paghino per queste malefatte. La figura è quella classica del buono diventato cattivo, e come sempre essa suscita un fascino particolare sull’ascoltatore…

Bloody Mary – Lady Gaga

Torniamo adesso ad un album di qualche anno fa, uno dei lavori pop di cui più si è parlato nel nuovo decennio. Siamo nel 2011 e Lady GaGa è di nuovo nell’occhio del ciclone con “Born This Wat”, un album dal sound particolarmente psichedelico che le permette di ottenere ancora una volta un grandissimo successo. Come spesso avviene agli album più popolari, anche questo disco contiene dei non-singoli che sono riusciti a diventare famosi pur restando nell’album. Uno di questi è “Bloody Mary”.

Pezzo dark già nel titolo (Bloody Mary era una regina britannica nota per aver fatto uccidere un grandissimo numero di protestanti sotto il suo regno, ed il suo nome è oggi connesso a varie opere horror), il brano è uno dei momenti più particolari del disco. GaGa sperimenta come non mai in questa traccia, un delizioso connubio tra ritmiche synthpop e cori gospel che ammaliano e straniscono l’ascoltatore. Ma la cosa che stranisce di piùnon è il sound: è il testo.

Il brano parla di una donna (chiamata appunto Bloody Mary) che accetta di farsi uccidere per difendere il proprio credo, il tutto in un connubio di frasi apparentemente sconnesse e ricche di citazioni colte, frasi che confondono perfino l’ascoltatore più attendo lasciandogli però ben fissa nella mente l’immagine di una donna che si condanna alla morte, che accetta un destino terribile come se fosse lo scopo della sua vita. Esiste forse qualcosa di più lugubre?

Disturbia – Rihanna

Torniamo indietro di qualche altro anno verso un altro progetto pop vendutissimo. Rihanna ha appena avuto un boom incredibile con l’album “Good Girl Gone Bad” e relativi singoli, ed ha dunque deciso di far durare tale Era un po’ di più rispetto ai suoi standard rilasciando una riedizione del disco. Per il primo singolo, la bella delle barbados si affidò alla maestria del suo fidanzato di allora Chris Brown, il quale scrisse per lei la hit “Disturbia”.

Il brano è una up tempo dance-pop dal sound non certo allegro e spensierato come quello che caratterizzerà altre hit di questo genere della popstar barbadiana. Il brano presenta sonorità abbastanza cupe per gli standard delle canzoni appartenenti a questo filone, ed a rendere il tutto ancora più macabro ci pensa un videoclip ambientato in una sorta di teatro degli orrori, tra personaggi e scenografie a dir poco inquietanti che lo trasformeranno in uno dei video più spaventosi di sempre secondo i critici di Billboard.

Ma il testo sarà in linea con questo concept? Beh, la risposta è ovviamente si! Nelle liriche del buon Chris, Rihanna sembra perdere il controllo di sé, impazzire, percepire un qualcosa di sinistro infilarsi furtivo nella sua mente e portarle via la ragione. Rihanna percepisce questa forza malvagia, ma non riesce a fare nulla per fermarla, finendo così vittima di questo occulto potere. Il tutto, unito a questo video, diventa davvero molto lugubre…

Son of a Gun – Janet Jackson feat Missy Elliot & Carly Simon

Facciamo un ulteriore passo indietro nel tempo per tornare all’ormai lontanissimo 2001. La leggendaria Janet Jackson è ancora al top a livello commerciale ed ha pubblicato l’album “All for You”, ultima sua fatica discografica ad essere venuta fuori prima dello scandalo del Super Bowl del 2004. La diva ottenne risultati ottimi in quell’Era vendendo ben 8 milioni di album ed ottenendo svariate hit. Tra questa è presente anche “Son of a Gun”.

Collabo a tre con la star del secolo scorso Carly Simon e la regina dell’hip hop Missy Elliott, il brano presenta un ritmo R&B cattivissimo e super incalzante. La produzione è a dir poco irresistibile ed il cantato è una vera ciliegina su questa torta supersexy e supercattiva. Perfido anche il video, in cui le tre donne perseguitano un uomo per vendicarsi di un torto ricevuto.

Anche in questo caso, il videoclip è assolutamente in linea con le liriche cantate dalle tre dive! Le donne sono arrabbiatissime con un uomo, il quale viene definito con i peggiori appellativi possibili, e gli fanno capire senza troppi giri di parole come le loro vite siano migliori senza di lui. La povera vittima viene letteralmente affondata da queste liriche, il tutto per una vendetta che si consuma tra i versi della canzone stessa. A prima vista questo pezzo potrebbe apparire non in linea con questa lista, ma c’è forse qualcosa di più dark di un testo che concretizza in sé un sentimento così negativo come la sete di vendetta?

Who Am I Living for – Katy Perry

Il 2010 fu un anno molto particolare per una delle popstar più potenti degli ultimi anni. Se prima di allora era riuscita ad ottenere successo in proporzioni normali, con “Teenage Dream” Katy Perry ottenne numeri da capogiro, arrivando così quota 5 no.1 hits ottenute dallo stesso progetto. Questo album, in ogni caso, è conosciuto soprattutto per via di uno stile particolarmente caramelloso, ma siamo sicuri che non ci sia dell’altro?

Tra i non singoli presenti nel disco ne troviamo infatti uno che non è proprio in linea con questo tema così bubblegum. Sto ovviamente parlando di “Who Am I Living for”, un rarissimo esempio di synthpop forgiato da Katy Perry, la quale in quegli anni si era creata la fama di unica popstar della sua generazione che continuava a proporre pop senza condirlo con sonorità elettroniche. Ma il sound, ammaliante ed evocativo, non è l’unico elemento che differenzia questa traccia dal resto del disco…

Se nella maggior parte delle altre canzoni la star affronta temi felici e leggeri, qui Katy immagina di essere una sorta di eroina che combatte in una terribile guerra fra bene e male, in una situazione davvero apocalittica. La Perry non ha scelta, è costretta a combattere come se una forza sconosciuta la obbligasse a fare ciò, non è più padrona della sua vita, e non può fermarsi neanche se sa che tutto ciò la porterà alla morte… ritorna dunque il tema della perdita del controllo di sé, già affrontata in altri brani.

Black Widow – Dolores O’Riodan

Cambiamo completamente il tipo d’artista e di canzone per incontrare una voce che voi tutti avrete già ascoltato, ma che sicuramente non abbinerete a questo nome. Chi non conosce, almeno per sentito dire, il gruppo rock Cranberries? La band ha firmato vari successi internazionali, tra cui la mega-hit “Zombie”, tuttavia per un periodo ha deciso di interrompere la sua esistenza in quanto gruppo. In quegli anni la leader Dolores O’Riodan ha avviato la sua carriera da solista.

Nei suoi album, Dolores ha mantenuto lo stile rock del gruppo, aggiungendo tuttavia delle venature indie e folk. Queste venature si fanno particolarmente evidenti in “Black Widow”, album track inclusa nel suo primo disco “Are You Listening”. Si tratta di una traccia molto particolare ed alternativa, diversa dalla musica che vi proponiamo di solito. Basti pensare che per quasi tutta la durata del pezzo l’instrumental si basa quasi esclusivamente su un pianoforte incredibilmente psichedelico, sostituito tuttavia ad un certo punto da chitarre ed altri strumenti tipici della musica rock, i quali mutano completamente l’atmosfera.

A livello testuale, il brano segue esattamente l’andamento della base. Nella parte più psichedelica e riflessiva, Dolores introduce la figura della classica vedova nera, una donna crudele e spietata che seduce i suoi amanti per poi assassinarli. Quando la base si fa più esasperata e si condisce di sonorità alternative-rock, l’artista cambia registro anche a livello interpretativo, rendendo molto più realistica la descrizione di questo personaggio e riuscendo davvero a spaventare l’ascoltatore…

Back to Black – Amy Winehouse

Concludiamo questo articolo con una hit che probabilmente la maggior parte di voi già conoscerà. Siamo nel 2007 ed una ragazza inglese raggiunge improvvisamente l’apice di una sua carriera, una carriera che purtroppo non durerà molto per via della misteriosa morte dell’artista. Sto parlando della grandiosa Amy Winehouse, interprete che ha reso di nuovo attuale il soul con il suo grande capolavoro “Back to Black”.

Disco dal successo incredibile, questo “Back to Black” ha molte canzoni belle, ma nessuna raggiunge la magnificenza della title track. Quel brano è una potentissima ballad dal gusto fortemente retrò tanto nell’instrumental quanto nel cantato, e riesce a far arrivare una forte ondata d’emozione all’ascoltatore grazie proprio al connubio tra una grande performance vocale ed una base curata ed evocativa. Molto d’impatto anche il video, ambientato durante un funerale.

Ma veniamo ora al testo. Il brano parla di un amore finito, e fin qui c’è ben poco di dark: è un argomento molto diffuso nelle canzoni di tutti i generi, nulla di particolare. Ma qui l’atmosfera è decisamente più lugubre e funesta rispetto ad altre tracce che trattano quest’argomento. Amy vive l’amore come una dipendenza, un elemento che la tortura e dal quale non riesce a distaccarsi minimamente, e per questo decide di mettersi “a lutto”, di rinunciare per l’eternità ad ogni sentimento positivo…

Dopo aver rivisitato in chiave quasi horror tutti questi testi, ci resta una settimana per prepararci… un felice Halloween a tutti….giphy

14 Commenti

  1. Beh, più che ‘Bloody Mary’, secondo me la canzone più dark e sinistra che la Gaga abbia fatto è ‘Judas’!… Testo e video aperti a più lugubre interpretazioni, dove Gaga dichiara di “girare le spalle” al bene ed affidarsi completamente al male…

  2. Ma è difficile scrivere Lady Gaga così? Questo GaGa è obbrobrioso… Non per niente ma fa tanto scrittura bimbaminkia MaIuScOlA-MiNuScOlA

      • Beh no, già dal 2009 su Twitter si chiamava Lady Gaga. Ed anche su Place, prima che si chiamasse così. GaGa veniva usato all’inizio della sua carriera, quando nessuno ancora la conosceva, per sottolineare il riferimento alla canzone dei Queen, tutto qui…

      • Se non mi sbaglio solo nella biografia italiana veniva chiamata così, in ogni ci si potrebbe pure aggiornare visto che sono passati due anni…

      • bloody mary non mi sembra sia stata pubblicata dopo artpop. mamma come vi divertite a fare polemiche sulle caz*ate. in una lista poi vi soffermate su una singola parola. questo fa capire quanto siate interessati alla musica.

      • Cosa c’entra Blody Mary con il nome? Non voglio polemizzare, voglio soltanto farti notare che continui a scrivere male il suo nome, volontariamente o meno. E poi è inutile arrabbiarsi adesso perchè qualcuno ti fa notare qualcosa. la polemica la stai facendo tu…

  3. In realtà “Who Am I Living For?” di Katy Perry ha una seconda interpretazione, che poi in realtà sarebbe quella giusta: il testo affronta la contrapposizione tra lo stare fedeli al proprio passato di credente e l’avere a che fare con la fama ottenuta nel presente. Come dichiarato da lei stessa, è come se la 15enne Katheryn E. Hudson rimanesse spaventata dall’incontro con l’attuale Katy Perry. Viene anche citata Ester, personaggio biblico.

  4. Sarebbe carino anche un articolo sui video inquietanti, no? Oltre ai classici tipo Thriller, potremmo mettere Born This Way, Cheyenne, Wall To Wall (di Chris Brown), Wide Awake o ET…

  5. Bell’articolo anche se molte di queste canzoni diciamo che sono più malinconiche/rabbiose che paurose. Insuperabili gli Evanescence. Band migliore al mondo per me e Amy Lee mia cantante preferita di sempre. Bring me to life è un capolavoro.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here