one-direction-aprile-2015

Reduci da un album accolto tiepidamente dalla critica che non si è rivelato ne un flop ma nemmeno un successone paragonabile dal punto di vista delle vendite, i One Direction continuano la promozione in giro per il mondo della loro ultima fatica discografica, Made In The AM, per un’altra volta nella loro terra madre, il Regno Unito

Dopo essere stati ospitati da Ellen Degeneres e da Jimmy Kimmel, tanto per citarne due anche se non britannici, questa volta è il turno di James Corden.

Ospiti proprio nella notte tra il 3 e il 4 dicembre, il gruppo pop a quattro voci è stato ospitato in uno dei salotti inglesi più famosi, quello del simpaticissimo James Corden nel suo “The Late Late Show With James Cordeen”, che aveva avuto l’occasione di ospitarli più di una volte, dando vita a sketch esilaranti.

Nuovamente ospiti nella trasmissione, i One Direction hanno proposto un’esibizione live di un singolo estratto dall’album, l’ultima traccia della versione standard, la numero 13, “History”, che porta le firme di tre collaboratori storici del gruppo, Wayne Hector, Julian Bunetta e John Ryan, ma anche di due dei componenti, Louis Tomlinson e e Liam Payne.

Perfettamente a loro agio, la performance è stata molto buona dal punto di vista sia vocale che strumentale. Infatti la base era live e non pre-registrata, come le voci.

Particolarmente eccellenti Niall Horan, la cui voce ricorda un po’ il timbro particolare di Olly Murs, e Liam Payne, mentre Louis Tomlinson era leggermente giù di corda, cosa che non gli ha fatto registrare una delle sue performances migliori.

Tanto di cappello ai presenti in studio che sono riusciti ad arricchire il brano attraverso le mani, battute a tempo.

Molto funzionante e strategica, la decisione di non cantare un brano estratto come singolo ufficiale o promozionale, ma un qualsiasi brano in modo da comunicare agli ascoltatori tutte le sfumature stilistiche dell’album.

Voi che ne pensate di questa esibizione?

3 Commenti

  1. Made in A.M starebbe andando peggio di FOUR? Siamo sicuri? Non ho voglia di mettermi a cercare i dati, ma sono certo al 99% che la first week americana, inglese e mondiale sia decisamente più alta per Made in A.M che per Four, cosi come la seconda settimana. Presentata così sembra che non stia andando un granchè, cosa oggettivamente non vera.

    • Nella first week inglese FOUR ha venduto quasi 50 mila copie in più rispetto al successore mentre in quella americana Made in the AM ha venduto poco più di 70 mila copie del predecessore vincendo anche mondialmente. Per questo è già un successo, ma non è riuscito a sfondare su tutto quello che era stato prefissato (cioè la vittoria su Bieber e il proseguimento di alte vendite, il calo mondiale tra la prima e la second week è superiore al 70%)

      • Beh se l’unico segno di insuccesso è non aver battuto Bieber, AVERCENE! Loro vengono da anni di completa sovraesposizione, Bieber bene o male musicalmente mancava nel mainstream da un bel po’. Poi sì, il calo percentuale è grosso, ma a livello di numeri siamo sui medesimi livelli e non credo che nessuno potesse razionalmente aspettarsi che addirittura, complici i fattori detti prima, avrebbero incrementato i loro numeri. Oh poi punti di vista, ci mancherebbe, ho solo trovato un po’ ingiusto l’incipit del pezzo :) E MAI mi sarei aspettato che un giorno mi sarei messo a difendere l’onore degli 1D :D

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