Grazie all’opportunità offerta da Universal Music Italia, ho avuto la possibilità di volare a Parigi per assistere al concerto del cantante belga-australiano Gotye. Ancora poco conosciuto dalle nostre parti, il suo singolo “Somebody That I Used To Know” ha raggiunto la vetta della Singles Chart in Germania, Regno Unito, Australia, Belgio, Austria, Irlanda, Nuova Zelanda e Polonia mentre negli States per il momento si è fermato alla 16 ed in Francia alle 7. Il brano ha anticipato l’uscita di “Making Mirrors”, album già pubblicato nel resto del mondo, il quale sarà disponibile nei negozi di dischi italiani a partire dal 20 marzo. Raffinato ed elegante, il CD a mio avviso necessita di più ascolti per essere compreso appieno.

Il processo di registrazione è durato due anni e mezzo, periodo necessario per samplare una quantità enorme di suoni ed effetti acustici che ritroviamo all’interno delle tracce contenute nell’album. A questo proposito il cantante ha affermato: “Alla fine ne ho campionati parecchi nota per nota e li ho trasformati in strumenti virtuali. E’ un’operazione lenta e talvolta laboriosa ma può modificare totalmente il suono di uno strumento e come si suona. Certo, oggi giorno online si possono comprare parecchi strumenti virtuali ma non è la stessa cosa, crearli da zero li rende più personali. In un negozio di antiquariato ho trovato un bellissimo vecchio chromaharp e l’ho ‘virtualizzato’ in questo modo. Ha acquisito il sound di un inconsueto hammer dulcimer suonato su una tastiera midi o programmato con un software”.

Prima del concerto al Bataclan di Parigi, abbiamo avuto la possibilità di conoscere l’artista e scambiare quattro chiacchiere con lui. Subito si percepisce la sua umiltà e la sua natura underground. Nonostante il successo mondiale di “Somebody That I Used To Know”, Gotye rimane radicato alle sue origini non sentendosi un cantante mainstream. Emblematico l’episodio che ha raccontato in merito alla sua live session negli studi di BBC Radio 1 dove oltre al proprio materiale ha dovuto scegliere anche una cover da interpretare. Non volendo scegliere un brano pop, il cantante ha optato per il pezzo della A-List meno conosciuto di tutti. Operazione che ha fatto storcere il naso ai manager della radio inglese. Questo solo per evidenziare quanto sia radicata in lui la volontà di continuare per la sua strada senza compromessi di sorta. “Ho una band di dieci elementi, dove tutti cantano e suonano più strumenti. Questi sono i concerti più ambiziosi che io abbia mai realizzato.

Non useremo basi. Anche tutte le parti visive saranno lanciate dal vivo. Da tre mesi stiamo provando due volte a settimana ed è elettrizzante perché è pericoloso. Le cose potrebbero andare storte a ogni canzone. Amo complicarmi la vita”. Con queste parole il cantante descrive la preparazione per il live, partito alle 20:30 al Bataclan di Parigi. Il locale, riempitosi in poco tempo, si è animato sulle prime note di “Eyes Wide Open”, traccia numero quattro di “Making Mirrors” con la quale ha iniziato il concerto. Grazie al suo beat energico e frizzante, la canzone entra subito in testa, anche a causa di un ritornello veramente infettivo. A mio avviso il live rende ancora meglio la natura di questo progetto, entusiasmante e malinconico allo stesso tempo. Si passa a “The Only Way” ed “Easy Way Out”, brani che coinvolgono il pubblico anche se il clou della serata arriva con il live di “Somebody That I Used To Know”. In mancanza di Kimbra, il cantante invita il pubblico femminile ad intonare i versi dell’amica, ed il risultato è davvero suggestivo. Buona parte del pubblico ha estratto cellulari e fotocamere per immortalare la performance caricarla su YouTube.

L’atmosfera che si respira è quella di una festa e gli strumenti suonati live rendono ancora più vivida questa sensazione. Sonorità elettroniche che si mescolano a strumenti organici e creano un mix esplosivo, un’alchimia che coinvolge e trasporta l’ascoltatore. Niente basi pre-registrate o vocals in playback, qui è tutto dal vivo per la gioia dell’ascoltatore. Non c’è inoltre solo materiale contenuto nell’ultimo album ma anche pezzi tratti da “Like Drawing Blood”come “Learnalilgivinanlovin”, primo singolo ufficiale della sua carriera con il quale si è fatto conoscere e con il quale ci saluta. Indubbiamente l’esperienza live arricchisce la musica di Gotye ed anche le tracce che sull’album risultavano più complesse, durante il concerto mostrano la loro vera chiave di lettura. Ecco la set list del concerto ed alcuni video amatoriali:

1. EYES WIDE OPEN
2. THE ONLY WAY
3. EASY WAY OUT
4. SMOKE & MIRRORS
5. STATE OF THE ART
6. THANX FOR YOUR TIME
7. DON’T WORRY…
8. SOMEBODY THAT I UUSED TO KNOW
9. SAVE ME
10. HEARTS A MESS
11. BRONTE
12. IN YOUR LIGHT
13. I FEEL BETTER
14. LEARNALILGIVINANLOVIN