Quelli di voi che conoscono la camaleontica Cher penseranno che sono pazzo, e che Cher non ha MAI fatto un album R&B… ebbene… si sbagliano! Si, perchè, la camaleontica, dopo aver cantato Country-Pop nei suoi esordi nella seconda metà degli anni ’60, Pop e Disco negli anni ’70, Rock Melodico durante la seconda metà degli anni ’80 e la prima degli anni ’90 e, ovviamente, la Dance, dal 1998 fino alla fine della sua carriera (almeno per adesso) cioè i primi anni del 2000, ha anche avuto un certo periodo R&B, periodo molto più breve degli altri, infatti è durato due anni : il 1995/6. L’album che rispecchia questa anima “black” di Cher si chiama “It’s A Man’s World”. Ovviamente non aspettatevi R&B “puro” alla Mariah Carey o alla Whitney Houston, ma piuttosto un R&B “grezzo”, macchiato quà e la di rock, ma sicuramente di alta qualità. Si inizia con 3 hit: la cover “Walking In Memphis” in cui la calda voce della cantante è accompagnata da un coro gospel, poi abbiamo “Not Enough Love In The World” canzone che rispecchia a pieno l’animo soft (molto jazz) dell’album e una delle migliori tracks del cd: “One By One”, canzone delicata ma allo stesso tempo resa “forte” dalla performance vocale di Cher, in questa canzone è presente anche un bell’assolo di sacs. Quarta canzone è l’ironica “I Wouldn’t Trate A Dog” in cui Cher lamenta di essere stata trattata molto male dal suo ex-lover! Anche la base di questa canzone ha sonorità spiccatamente jazz e la voce di Cher è, ovviamente, calda e soft. Segue la sognante e malinconica “Angels Running” in cui, al posto del sacs abbiamo una triste chitarra a fare da sfondo, insieme, ancora una volta, alle voci di un coro lontano. Anche in “Paradise Is Here” (che ricorda i “precedenti rock” di Cher) è la chitarra a fare da padrona.

Veramente da magone, per la sua sconfinata malinconicità è “I’m Blowin’ Away”, in cui chitarre elettriche e cori gospel si fondono alla perfezione – come potrebbe essere diversamente con la BELLISSIMA voce di questa DIVINA cantante ad amalgamare il tutto?-. Segue “Don’t Come Around Tonight”, altro ritorno ai precedenti album rock (“Love Hurts” e “Heart Of Stone” tra tutti). Ma non preoccupatevi, la traccia seguente: “What About The Moonlight” (ma che bei titoli!!!) non delude le aspettative black dell’album, sparisce la chitarra, la voce torna ad essere quella dei capolavori precedenti e gli strumenti non sono che un lieve contorno, infatti, anche qui, la potente voce della cantante è accompagnata piuttosto da “voci corali” (questa volta meno gospel). Invece è la sola tastiera ad accompagnare “The Same Mistake”, questa traccia, però, non spicca particolarmente, forse perchè vuole preparare l’ascoltatore a “The Gunman”, in questa traccia bellissima, l’amore è descritto come un bandito che sta per arrivare in città e rapire la cantante, questa è sicuramente una delle perle dell’album, la voce è caldissima e soft e l’accompagnamento “minimal”. Tornano i cori angelici in “The Sun Ain’t Gonna Shine Anymore”, qui il ritmo si fa più allegro, così come in “Shape Of Things To Come”, la traccia più ballabile dell’album. Si finisce con “It’s A Man’s Man’s Man’s World” in cui, per la prima volta, insieme alla voce sussurrata, gli strumenti acquistano più importanza, violini aumentano l’atmsofera particolare, una chitarra elettrica fa il suo assolo, e un malinconico sacs accompagna, come in un botta e risposta, la voce della cantante, campanelli e coro accentuano questo clima così estremamente soft e sfuggevole.

Un album che tocca le corde più profonde dell’anima (sconsigliato a chi detesta i lenti), adatto da ascoltare in una fredda giornata d’inverno, magari davanti al caminetto con la/il propria/o fidanzata/o! Cher da il massimo di sè, e si vede: le traccie non sono mai troppo brevi (durata minima 3:56), i testi mai troppo scontati (su tutti “It’s A Man’s Man’s Man’s World”) o banali, ok, si parla d’amore, ma non al solito modo, non con i soliti luoghi comuni (vedi “The Gunman), inoltre, non è uno di quei cd che non fai in tempo a mettere nel lettore cd che già è finito, dura poco più di un’ora (secondo me la durata perfetta per ogni albun). Non ci fa impazzire il booklet pur essendo bellissima la foto di copertina in cui Cher impersona una moderna “Eva”, sono meno interessanti sono le foto all’iterno, troppo POP per una album cosi fuori dagli schemi. Credo che ormai, in questi tempi in cui è l’importante è vendere, sia impossibile trovare un album così poco commerciale ma così tanto ispirato come questo “It’s A Man’s World”

 

Voto 10/10

 

Ricordo che l’album in Europa ha avuto un grande successo (multiplatinum). In USA, in cui è uscito un anno dopo, ha raggiunto solo la #64 di Billboard, la versione USA, però, contiene meno canzoni (11) ma ha un sound ancora più R&B dell’album Euorpeo, importante sottolineare che anche i critici Americani stanno rivalutando questo album all’inizio snobbato ,proprio da loro, alla grande.

– pubblicato da jdjfan – 

  • Ale..! XD

    Bellissimo album, il migliore della signora..:(|)

  • miss-janet

    Cher è sempre una grande!
    “I got u babe, i got u babe”! :d