Recensione Junkino: Mariah Carey – Charmbracelet (CD del 2002)

“Ma quando finisce sta lagna?”. Più di una volta vi capiterà di chiederevi qualcosa del genere se deciderete di ascoltare per intero “Charmbracelet”: l’album che Mariah Carey pubblicò nel 2002. Il primo con
la Island dopo la rottura con
la Virgin, il primo dopo la depressione, dopo il periodo buio legato al fallimentare progetto “Glitter” del 2001; insomma, l’album che avrebbe dovuto riportarla sotto i riflettori in tutto il suo splendore e che, seppure in parte, ci riuscì un po’ da tutti i punti di vista: le vendite furono discrete un pò ovunque, un paio di singoli convinsero il grande pubblico, il tour andò benino.Anche qualitativamente il Mariah riesce solo in parte: l’album è raffinato, ben prodotto, limato a dovere, ma molto molto noioso, come poco altro: le tracce sembrano (e a volte lo sono davvero) lunghissime, tutte sulla stessa linea d’onda, caratterizzate dallo stesso stile… e così ascoltare la tracklist per intero finisce per risulare a tratti quasi faticoso.

La Carey non innova: sono eoni che è lì a proporci scontatissimi testi in cui racconta quanto sia ora innamorata del suo boy, ora addolorata per la sua ultima storia finita male, ora ancora infuocata di passione come non mai; il tutto accompagnato dai soliti fraseggi altissimi (i suoi celebri “urletti”) il cui abuso, alla lunga, stanca.Eppure alla fin fine non è poi così difficile nell’oceona di smielatezza scovare qualcosa che funzioni: il singolo apripista (Through The Rain) colpisce anche grazie a un testo un po’ meno scontato del solito, alcune delle produzioni di Jermaine Dupri convincono (The One) e anche il materiale curato dal duo Jimmy Jam & Terry Lewis – produttori storici, fra gli altri, di Janet Jackson – può andare (Yours). Per il resto spicca poco altro: la cover dei dimenticati Def Leppard nonché terzo singolo (Bringing’ On The Heartbreak) e la collaborazione con Jay-Z (You Got Me) riescono in parte a risvegliare l’ascoltatore dal torpore.Insomma, arrivati alla resa dei conti, questo “Charmbracelet” sa anche farsi amare da un certo tipo pubblico, fatto sta che quello che sarebbe dovuto essere il grande ritorno di Mariah finisce per essere niente più che un’oretta di zuccherosa musica R&B molto omogenea, adatta al limite per accompgnare una serata più intima del solito.

La nostra diva dovrà aspettare la primavera del 2005 e il suo “The Emancipation Of Mimi” per tornare davvero a trionfare e a farci emozionare, ma quella è un’altra storia… 6.5/10. Stefano Petrella.

– pubblicato da  kaito00 –

  • zioroger

    è l’album più introspettivo di mariah con butterfly,rainbow e memoris of an impercfet angel i miei preferiti

  • through_the_rain

    Bè io penso che quest’album è davvero stupendo, peccato che solo pochi l’abbiano capito realmente, perchè è un album che si apprezza dopo molti ascolti!!!

  • jaredjason

    secondo me…sopratutto se paragonato ad album d altre artiste(e lo sottolineo)…anke se nn è il suo album migliore…è un’album di un’artista con la A maiuscola e cn alle spalle duro lavoro e estrema passione x la musica…

  • mariah2003

    Io sono fan di Mariah, ma bisogna avere la capacita di staccare la soggettività dall’oggettività delle cose…sicuramente non è l’album migliore di Mariah, ma tocca molto nel profondo e a parer mio è molto più bello di TEOM che risulta essere molto più freddo.
    Per quanto riguarda le canzoni ce ne sono di bellissime e di cantate in una maniera incredibile..basta sentire Subtle Invitation!!! Comunque, come ho già detto più volte, per me le canzoni migliori e la voce migliore era quella degli esordi.

  • Ale!

    Io neanche sono fan di Mariah ma cmq Charmbracelet mi e’ piaciuto moltissimo.. XD

  • kaitos00

    salve. allora: io NON sono fan di mariah, piuttosto la sueguo e la apprezzo moltissimo. vi prego di guardare all’album da un punto di vista oggettivo, e questo un fan nn puo farlo (capita a me con janet, so cosa vuol dire!). ora che ho letto i vostri commenti, mi sn andato a vedere cosa ne pensò la critica all’epoca… beh, l’album fu stroncato in modo molto piu pesante di quanto ho fatto io, che invece confermo tutto cio che ho scritto, considerandolo, alla fin fine, un buon album, molto raffinato, proprio come ha detto qualcuno di voi ;) con questo non voglio dire che i critici hanno ragione (io non mi ci ritrovo spesso) ma voglio sottolineare come io non sia l’unico ad aver trovato questo suo lavoro davvero sottotono, ecco tutto.. felice di sapere che quello che non ha emozionato me, ci sia riuscito con altri ;)

  • Beh! Io ringrazio Kaitos per la bella recensione, (ognuno ha un opinione diversa di questo CD), non è come “The Emancipation” che ha messo tutti d’accordo….
    Tuttavia sono stato al Charmbracelet Tour e Mariah mi ha emozionato tremendamente… il CD a me piace moltissimo, anche se non è tra i miei prediletti di Mimi.

  • Ale!

    Io sono totalmente d’accordo con JDJ, Charmbracelet al di la del titolo è uno degli album piu belli di Mimi e forse uno dei lavori R&B piu raffinati che abbia mai ascoltato..

  • jdjfan

    COSA COSA COSA??? “Ma quando finisce sta lagna?” 6 sicuro d essere fan di mimi? d aver ascoltato Butterfly (sopratutto quando parli di “urletti”)? Sarà ke x me Charm è un album bellissimo, molto introspettivo e delicato, mi pare veramente un peccato banalizzarlo al livello di “zuccheroso” e parlare di urletti, che, saprai bene, sono la forza di mimi, e indice di una voce in buono stato… cosa ke da tempo, purtroppo, nn vediamo sempre… E poi, mi pare ke tu nn abbia nominato: Clown, superironica, unica, poi, My Saving Grace ke veramente dimostra quanto mimi nn sia la banalissima ragazza ke vuoi dipingere… x nn parlare di I Only Wanted… mi pare ke forse, dovresti andare oltre gli urletti e goderti veramente la raffinatezza e la delicatezza di questo album, poi certo, dipende in che modo t ci approcci… quest’album funziona… ECCOME!!!