Justin Timberlake torna ad essere un bersaglio. Accusato di ipocrisia dall’attrice Rose McGowan, una delle prime ad aver raccontato degli abusi di Harvey Winstein

Si avvicina il grande momento di Justin Timberlake al Super Bowl ma nel contempo non si placano le polemiche contro di lui per via del rapporto lavorativo con Woody Allen.

A tornare sull’argomento, già al centro di numerose polemiche dopo i Golden Globes, è l’attrice Rose McGowan, principalmente conosciuta per aver interpretato il ruolo di Paige nella serie tv cult Streghe. In questi mesi la donna è stata spesso sulle prime pagine dei giornali in quanto uno dei volti simbolo della rivoluzione #metoo scoppiata dopo lo scandalo- Weinstein, che la vede tra le vittime del produttore.

Ospite del talk show The View, Rose ha voluto dire la sua sull’ipocrisia di molti personaggi dello spettacolo, che di fronte alle telecamere supportano a gran voce i messaggi #metoo e #TimesUp ma allo stesso tempo lavorano tranquillamente con chi è stato accusato più volte di abusi, Woody Allen su tutti.

Per sostenere la sua tesi ha tirato in ballo Justin Timberlake, colpevole di aver usato l’hashtag #TimesUp per motivi futili (in una foto nella quale parla della sensualità della moglie) e fingersi sostenitore del movimento quando invece non perde occasione per lodare il regista Woody Allen.

“C’è Justin Timberlake che scrive – mia moglie è hot stasera – hashtag #TimesUp, hashtag #HoAppenaFattoUnFilmConWoodyAllen. Quindi dai, è un falso. Vorrei che tutti fossero buoni, ma a volte questi pseudo eroi dovrebbero essere migliori”

C’è andata giù pesante definendo Justin “fake” (testuale parola), uno che dunque predica bene ma razzola male. Secondo voi ha ragione quando sottolinea l’ipocrisia dell’artista o avrebbe fatto meglio a limitarsi ad un discorso generale senza fare nomi?