Ermal Meta e Fabrizio Moro sono i vincitori di Sanremo 2018. Il duo, già dato per favorito e ‘assolto’ dai sospetti di autoplagio, ha avuto la meglio su Lo Stato Sociale (secondo) e Annalisa (terza). 

L’edizione numero 68 del Festival della canzone italiana premia la loro ‘Non mi avete fatto niente’, invito a non aver paura del terrorismo dopo gli attentati degli ultimi anni (dal Bataclan a Londra e Barcellona). Un messaggio sociale forte come quello portato in scena, nel corso della serata finale, da Pierfrancesco Favino con il suo monologo dedicato agli “stranieri in patria” tratto dall’opera “La notte poco prima delle foreste” del drammaturgo Bernard-Marie Koltès. Tra i momenti clou di questo Sanremo targato Claudio Baglioni (e già campione di ascolti) resterà comunque anche lo show di Laura Pausini, capace di concludere la sua esibizione tra la gente sul red carpet.

Anche la finale del Festival di Sanremo è stata un successo. La serata è stata seguita da 12 milioni 125 mila telespettatori pari al 58.3% di share. Un risultato sostanzialmente in linea con la finale del Festival 2017, che aveva avuto in media 12 milioni 22 mila spettatori, pari al 58.4% di share.

E’ stata un’avventura interessante, appassionante, difficile e facile al tempo stesso“, esordisce Baglioni nelle vesti conduttore in giacca rossa. Poi presenta l’esibizione di Ultimo, che ieri ha trionfato nella sezione giovani. Quindi subito spazio alla gara dei Big: si parte con Luca Barbarossa, poi a Red Canzian e quindi ai
The Kolors.

Finalmente tocca alla tanto attesa Laura Pausini, ripresasi a tempo record dalla laringite. Elegantissima, porta all’Ariston il nuovo singolo “Non è detto”. Giusto il tempo di un applauso e irrompe telefonicamente Fiorello con battute a raffica. Dopo un Festival di così successo, “il problema è ora pensare a chi dovrà presentare quello del prossimo anno… Mi dicono che la Rai ha già contattato il Papa e Melania Trump..“, scherza lo showman. Poi ancora musica con il duetto Baglioni-Pausini sulle note di “Avrai”, prima che la cantante romagnola si esibisca in uno dei suoi maggiori successi “Come se non fosse stato mai amore”, uscendo a sorpresa dal teatro per salutare i fan fuori dall’Ariston.

Ritorna la gara con Elio e le Storie Tese, che si ripresentano nuovamente con I Neri per Caso (erano gli ospiti della serata dei duetti) per cantare la loro “Arrivedorci”, e con Ron che porta sul palco la sua emozionante “Almeno pensami”. Piccolo break con Antonella Clerici e il cast di Sanremo Young (che partirà la settimana prossima) per poi riprendere la gara con Max Gazzè e “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” e con Annalisa e “Il mondo prima di te”. La sfida tra i big scorre veloce e sul palco salgono nell’ordine Renzo Rubino, i Decibel, Ornella Vanoni-Pacifico-Bungaro e Giovanni Caccamo. Si passa quindi a Lo Stato Sociale con la loro “Una vita in vacanza” e l’ormai immancabile “vecchia che balla” Paddy Jones, che coinvolge tutto il pubblico in sala in una danza scatenata.

Momento amarcord per Michelle, Claudio e Pierfrancesco con foto e clip divertenti delle prove di questi giorni. Ma non c’è tempo per troppe distrazioni visto che la gara è ancora lunga: Facchinetti e Fogli cantano “Il segreto del tempo”, Diodato e Roy Paci la loro “Adesso”.

E poi un lungo e commosso monologo recitato da Favino e tratto da “La notte poco prima delle foreste” (adattamento del testo di Bernard-Marie Koltès già portato a teatro dallo stesso attore) a introdurre la canzone “Mio fratello che guardi il mondo” eseguita a due voci da Fiorella Mannoia e Baglioni. Un tributo a tutti gli emigranti del mondo, costretti a spostarsi per trovare lavoro.

Si ritorna alla gara dei Big con Nina Zilli (“Senza appartenere”), Noemi (“Non smettere mai di cercarmi”), il duo Meta-Moro (“Non mi avete fatto niente”), Mario Biondi (“Rivederti”), Le Vibrazioni (“Così sbagliato'”) e Avitabile-Servillo (“Il coraggio di ogni giorno”), prima di un altro omaggio: quello alle vittime delle Foibe con Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino che ricordano “una pagina tragica del dopoguerra che fa parte appieno della storia nazionale“.

In attesa del verdetto finale Baglioni imbraccia la chitarra e intona “Strada facendo”. Dalla scalinata scende il trio Nek-Pezzali-Renga e si unisce al direttore artistico del Festival. E finalmente arriva la classifica (dalla ventesima alla quarta posizione): al quarto posto si piazza Ron, seguito da Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico, poi Max Gazzè, Luca Barbarossa, Diodato e Roy Paci, The Kolors, Giovanni Caccamo, Le Vibrazioni, Enzo Avitabile e Peppe Servillo, Renzo Rubino, Noemi, Red Canzian, Decibel, Nina Zilli, Roby Facchinetti e Riccardo Fogli, Mario Biondi, fino ad arrivare a Elio e le Storie Tese.

I tre finalisti sono Annalisa, Lo Stato Sociale e il duo Meta-Moro.

Per quanto riguarda l’assegnazione di altri premi: Ron ha vinto il premio della critica con il brano “Almeno pensami”. Il premio della sala stampa è andato a Lo Stato sociale. Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico hanno ottenuto il riconoscimento “Sergio Endrigo” alla migliore interpretazione. Il premio Sergio Bardotti per il miglior testo è stato vinto da Mirkoeilcane, mentre il premio Bigazzi alla miglior composizione musicale è andato a Max Gazzè. Il premio Tim Music alla canzone più ascoltata, infine, è stato vinto da Ermal Meta e Fabrizio Moro.

(Voto Sanremo 2018: 9)
Il Sanremo migliore degli ultimi anni. Un buon equilibrio tra musica, ospiti, varietà, canzoni in gara. Non è una questione solo di numeri di ascolto – che nessuno si aspettava. Ma ogni tanto la qualità coincide con i risultati: il Festival di Claudio Baglioni era una grande incognita, e alla fine ha convinto tutti. La musica al centro, si dice sempre: non solo quella in gara, ma il karaoke delle canzoni di Baglioni. E molto varietà, ma senza nessuna concessione al trash.

E voi che ne pensate di queta edizione del Festival di Sanremo?