L’industria discografica negli ultimi decenni ha subito drastici cambiamenti. Drastici cambiamenti che non hanno colpito l’industria solo a livello finanziario, ma che si sono ripercossi direttamente anche sugli artisti.

Con l’arrivo del web, della musica digitale, ed ora dello streaming, ci sono decisamente più opportunità di rendersi visibili come artisti, ma è altresì vero che la maggior parte dei BIG di nuova generazione, fatica davvero a sviluppare una carriera longeva e duratura.

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Pochi nomi sono rimasti a galla, e pure questi nomi, da Beyoncé a Christina Aguilera, passando per Britney o Rihanna, difficilmente potranno eguagliare numeri e vendite di artiste della vecchia leva come Madonna, Mariah, o Janet Jackson.

Va da sé che le vendite degli album sono scese rovinosamente rispetto ai decenni precedenti, “costringendo” gli artisti a trovare nuove fonti di guadagno, optando per più tour, e tutta una serie di iniziative non direttamente collegate alla musica (cinema, gadgets, profumi, ecc.)

In questo quadro piuttosto desolante, ci sono alcune eccezioni, una in particolare! Si tratta dell’artista britannica Adele, che con il suo album “21” ha reso possibile l’impossibile, smerciando ben oltre i 30 milioni di copie in tutto il mondo, del suo disco rilasciato 4 anni fa. Cifre che hanno colto di sorpresa davvero tutti, e che in qualche modo risultano davvero inspiegabili.

Anche la label “XL Recordings”, etichetta indipendente Britannica, ha visto grazie al poderoso successo di Adele, una crescita davvero fuori dal comune, e sotto molti aspetti inaspettata.

Dietro l’angolo c’è il nuovo album “25”, un disco che solo con le prevendite è riuscito a piazzare approssimativamente 200 mila copie, e che molto probabilmente riuscirà a smerciare più di 1 milione già solo nella prima settimana di rilascio.

Il singolo “Hello”, diffuso da pochi giorni, toccherà secondo le previsioni di vendite la cifra assurda di 1 milione di copie vendute, solamente negli Stati Uniti.

Ma qual’è il vero segreto di questo successo incredibile, forse sproporzionato? Ce lo siamo chiesti e vogliamo provare a darci una risposta con dei punti chiave.

La Voce: chi bene conosce la musica, le vocalità, sa che abbiamo a che fare con una cantante molto brava. Ovviamente siamo assolutamente in chiaro sul fatto che, benché dotata di una voce incredibile, questo punto non è assolutamente tra i più importanti di questo enorme successo, almeno, non sotto l’aspetto prettamente tecnico. Adele ha una voce “magica”, capace di piacere a moltissime persone, e capace di trasmettere molte emozioni, ma siamo pienamente convinti del fatto che nel mondo vi siano cantanti ben più preparate e potenti. Qualcosa di mistico avviene quando questa ragazza canta le sue power ballads, riesce a coinvolgere veramente moltissimo, ed è una qualità assolutamente indispensabile per un’interprete, anche in un periodo dove il successo spesso piove anche su artisti vocalmente impreparati. Voce ottima, di buon livello, con una texture davvero amabile, ma non la migliore sul mercato!

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L’immagine: nell’epoca delle Divas con fisici mozzafiato, e con uno staff di stilisti alle calcagna, sembra davvero impossibile che una “cicciona” britannica sia riuscita ad imporsi in maniera così prepotente sul mercato! Eppure questa immagine forse è anche una delle chiavi vincenti di Adele! È la ragazza che tutti potremmo conoscere, la collega di lavoro che mangia troppo, la compagna di classe divertente, la frociarola da portarsi in discoteca, la donna senza troppe pretese e che risulta simpatica (anche se forse non lo é). Insomma, Adele è una Diva adattata ai nostri tempi, con un’immagine assolutamente accessibile, e che sicuramente piace molto anche alle donne.

Adele è Bianca: suvvia, inutile nasconderci, ci sono delle grandi e grosse donne Black che potrebbero soffiar via Adele con una sola nota, eppure uno dei fenomeni più preoccupanti in atto nel mondo della musica è lo strapotere del “Blue Eyed Soul”. In poche parole stiamo parlando di tutti quegli artisti che fanno musica soul, o simil-soul, prendendo sonorità, utilizzo della voce, e storia musicale dalla cultura Black. In un mercato paradossalmente sempre più razzista, questo si tramuta in un vero el Dorado per artisti bianchi (dotati di buona vocalità) che si cimentano su canzoni lente, dalle classiche slowjam, passando alle power ballad, fino a lanciarsi su baby-making songs tipicamente appartenenti alla cultura della Black Music più profonda.

Questa tendenza è stata cavalcata da Adele, ma non solo, possiamo citare tanti altri artisti bianchi che hanno ottenuto successo con sonorità tradizionalmente Black: Sam Smith, Justin Timberlake, Christina Aguilera, Robin Thicke.

Ci troveremo davvero di fronte a numeri del genere se Adele fosse una fiera donna afro-americana? Penso che ognuno di noi sappia la risposta…

La viralità fuori controllo: Il connubio web/industria musicale, ha avuto tanti svantaggi, ma per le labels e gli artisti ci sono anche dei punti su cui fare leva: la grande accessibilità da parte dell’utente, e la messa in atto di una strategia virale! “21” è un album che con le sue gambe è risultato un progetto di successo, ma è riuscito a raggiungere delle vendite da record solamente grazie ad un tamtam mediatico incredibile. Recensioni positive, ed ogni record veniva segnalato da tutto il mondo del web, in un crescendo di chiacchiere intorno al progetto, fino a spingerlo con dei passaparola virali a diventare l’album più venduto del decennio.

La fetta di mercato: Riuscite ad immaginare un teen-ager afroamericano di Atlanta, Georgia, con in mano un disco di Taylor Swift? Ed una donna over 50 della Boston bene con un disco di Rihanna? Oppure, un religioso uomo dello Utah impazzito per le ultime creazioni di Lady Gaga?

Tutto molto improbabile, No?

Ora, tramutate i nomi di queste popstar, e sostituiteli con quello di Adele! Di certo vi risulterà meno “improbabile”, ed è questo uno dei punti cruciali di questo successo.

Adele piace a tutti, ha un target che colpisce ogni fascia di età, dalla ragazzina con delusioni d’amore giapponese, alla signora Londinese di 55 anni. Adele è bianca si, ma fa musica che può piacere anche ad altre razze, non ha colore. Adele ha un’immagine politicamente corretta, riservata, non coperta da scandali, e come detto prima “accessibile”. Niente fronzoli ed eccessi nella sua immagine come la Gaga, niente nudità e scandali come Rihanna, niente pelle color caffé latte come Beyoncé, niente strimpelli troppo “americani” come la Swift….

Se dovessimo quantificare la fetta di mercato di questa donna, in pratica…, converrebbe servirgliela tutta… o quasi…

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La musica ed i testi: non è tempo di romanticismo nel mondo della musica, e non è tempo di malinconia o tristezza. Il modo in cui Adele però ha cantato questi sentimenti, ha fatto scattare un meccanismo di immedesimazione di massa con l’album “21”. Le sue paturnie sono diventate le paturnie di tantissime persone, e proprio andando controcorrente, e raccontandosi in maniera trasparente ed autentica, questa donna è riuscita a diventare il simbolo di una generazione. Dal primo singolo del nuovo album sembrerebbe che il filone sia lo stesso, e di certo visto l’exploit del suo predecessore, avrà potuto contare sul miglior materiale, le migliori musiche dei produttori, con uno studio approfondito dei testi, che ovviamente sappiamo, sono sempre co-scritti da lei stessa.

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La rivincita e la rinascita della Union Jack: i decenni ’80-’90 hanno segnato un vero e proprio dominio della musica a stelle e strisce, ultimamente si è assistito ad un vero e proprio arresto creativo nella musica statunitense, una transizione storica che ha favorito gli artisti della vecchia Gran Bretagna. Più creativi, più “di classe”, i buoni e vecchi inglesi sono tornati a ruggire come ai tempi dei Beatles i Rolling Stones o David Bowie. Oggi giorno non fanno fatica a trovare riscontro internazionale anche oltre atlantico personaggi come questa grande e grossa Adele, Sam Smith, Emeli Sandé, o le giovani Little Mix. La Gran Bretagna negli ultimi anni è riuscita a tornare ad imporsi come importante coltivazione di buona musica…

Davvero un fenomeno interessante, che ha dell’incredibile, e sul quale abbiamo voluto porci delle domande, e darci delle risposte!

Chissà se siete d’accordo anche voi con i punti che abbiamo elencato, e se ne avete degli altri…

Diteci cosa ne pensate, commentate… ed ovviamente condividete sui social se vi è piaciuto il contenuto (condivisione rappresenta un gesto d’amore nei confronti del nostro lavoro!)

  • Andrea

    Sicuramente brava, sicuramente fenomeno web e non solo , sicuramente osannata, sicuramente c’è di meglio dal punto di vista musicale, sicuramente testi scritti adoc per una popolazione di depressi cronici.

  • Boh!

    “Pochi nomi sono rimasti a galla, e pure questi nomi, da Beyoncé a Christina Aguilera, passando per Britney o Rihanna, difficilmente potranno eguagliare numeri e vendite di artiste della vecchia leva come Madonna, Mariah, o Janet Jackson”
    Non per dire ma Britney ha globalmente venduto più di Janet Jackson eh!

    Sull’articolo non saprei. Non capisco, ogni singola volta, se siete seri o meno!
    Dire che la voce non è tra i punti forti del successo di Adele…ridicolo a livelli cosmici. E chi sarebbero le cantanti più dotate? Swift, Perry, Rihanna? Qualche sconosciuta floppettara? Mariah Carey che azzecca un live sì e 2 no? Janet Jackson che, dopo pochi show, è già stata costretta a fermare il tour? Chi? La Aguilera che strilla al citofono?
    Il pre-rec di Beyoncé?
    Ah giusto, mi devo scusare, qui c’è gente che crede nei live di Britney!

    Sul livello di Adele oramai ci sono solo Barbra e Celine. Per il resto, poco o nulla.

    • matahdatah

      “Qualche sconosciuta floppettara”.
      Quando la musica è soltanto questione di numeri… triste ah?

      Basterebbe Jazmine Sullivan per mettere a tacere chiunque tu abbia citato.

      • Boh!

        Certo, perchè sappiamo tutti che floppettare sconosciute come Ciara (osannata come poche qui dentro) hanno fatto capolavori. Appena li trovi, fammi un fischio!

      • matahdatah

        Ecco… ti cito Jazmine Sullivan, che in quattro e quattr’otto si mangia Adele, e tu mi passi a Ciara (chi è?)…

        Ascoltati la pappa già pronta che ti servono i media e le classifiche. C’è chi la musica la ama, e non si ferma al punti di vista commerciale.

        Tu sicuramente non sei tra quelli.

      • Boh!

        Ho tirato fuori il nome di Ciara perchè viene spesso citato qui sul forum…..
        Per il resto, bè, puoi fare l’alternativo quanto vuoi ma, dai tuoi commenti, è evidente che sei più scontato di un fan di Jovanotti ;)

      • matahdatah

        Eh sì, bravo, evita di rispondere e spara illazioni e frasette a caso, anche perché altro non sembri essere in grado di fare.

        Resta nella tua banalità e tristezza. Au revoir!

      • Boh!

        A cosa non avrei risposto? Al tuo nome tirato fuori a buffo dal nulla pensando di avere ragione solo per averlo citato?
        Tra i fans di Jovanotti spiccheresti, lasciatelo dire ;)

  • Sara

    A me piacciono molto i suoi testi, molto autentici nel raccontare il dolore.

  • Carlo13

    Concordo con tutto!!! È bravissima

  • Liuk

    Articolo davvero molto interessante, anche se non condivido il volerla buttare continuamente sul razzismo. Sono d’accordo con tutti gli altri punti, ma non vedo il fenomeno Adele condizionato dal razzismo. In ogni caso sì, Adele è una delle Dive del nuovo secolo, adattata ai nostri tempi come giustamente scritto, ma innegabilmente è così che verrà ricordata, volenti o dolenti.

  • Ik

    articolo interessante. Secondo me il suo successo arriva sì da un pò tutte queste cose citate ma sopratutto dall’immagine: non è la classica pop star americana,perfettina e irraggiungibile,è una donna come tante altre. A me,pur non piacendomi molto,dà sempre quest’impressione,di una persona umile e normale. Per me LEI sì che si può definire un esempio,magari per molte giovani ragazze, del fatto che l’aspetto fisico non sia tutto. Io la vedo così.
    Poi ovviamente è innegabile che abbia talento

  • Matteo Berardi

    È più forte di me non la sopporto!!! Speravo si ritirasse o scomparisse e invece solita power ballad e giù milioni da tutte le parti.

  • Fighter

    volevo sottolineare che la tendenza di ragazza bianca con la voce da nera l’ha lanciata christina aguilera nei primi anni duemila per il resto sono d’accordo. PS:posso capire xkè mettete sempre foto di adele col dito medio (per voi riferita a colleghe e haters) ?

    • DevilPray58

      anche madonna nell’82 quando uscì il suo primo singolo everybody venne scambiata per una nera, perchè ancora non la si conosceva e sentivano solo la sua voce

    • Leore

      ancor prima Anastacia…

  • 21luca21

    Ma non capisco perché dovete mettere sempre la stessa foto col dito medio
    E’ abbastanza scoraggiante che un successo cosi clamoroso venga rappresentato da un gesto del genere
    Un po di stile please

  • Alberto Maccariello

    “…sembra davvero impossibile che una “cicciona” britannica sia riuscita ad imporsi” AHAHAHAHAHAHHAHAA muoiooo…comunque concordo con il fatto che non avrà la voce migliore masa usarla magnificamente

  • In love with MUSIC

    si sono d’accordissimo, non conosco nessuno a cui non piaccia adele

    • Leore

      a me lascia totalmente indifferente. Preferisco di gran lunga la voce di Leona Lewis

    • Matteo Berardi

      A me sta proprio sulle palle hahahah

  • Bellissimo articolo, che finalmente ha fatto emergere come Adele non abbia la voce più bella che esista. Sì, una delle migliori senza alcun dubbio, ma ce ne sono di migliori (a parere mio, la stessa Christina Aguilera ha una voce migliore, solo che spesso è passata in secondo piano a causa dell’immagine ad esempio). OItre ovviamente agli altri punti sui quali non posso che concordare.
    Sono contento che comunque una persona dotata di VERO talento veda così tanto, ahimè questo non è scontato.
    Vabbè comunque bell’articolo, mi ha fatto pensare.

  • matahdatah

    Nonono.. calmi con i paragoni a Beatles, Rolling Stones e Bowie.
    Loro il successo l’hanno raggiunto grazie ad una originalità e innovazione di base, ed infatti sono acclamati dalla critica di ieri e di oggi.

    Adele propone qualcosa di semplice: piano e voce, composizione banale e scontata (con HELLO, anche ripetitiva), testi strappalacrime, ma soprattutto molto personali, in questo caso.
    Adele, è la SUSAN BOYLE che ce l’ha fatta. Se la Boyle avesse proposto le stesse cose, musica nuova, piano, boom, sarebbe arrivata anche lei ad avere il successo di Adele.

    Ma lì fuori ci sono centinaia di artisti che meriterebbero tanto quanto lei (Florence, JAZMINE SULLIVAN, Estelle, per citare qualcuno senza discostarsi molto)… ma ciò non toglie che lei vende, quindi alla gente piace, e nessuno costringe a comprare. Se piace piace… e amen.
    Ma evitiamo di elevarla anche dal punto di vista qualitativo, perché la critica non l’ha fatto fin’ora, e a meno che osi non lo farà in avanti.

    • Boh!

      Ah la critica….leggi cosa scrivevano dei Beatles nel 1964. Ho detto tutto.

      • matahdatah

        Mi sa che quello che parla tanto per sei tu..

        Io ho vissuto quegli anni, e ho sempre seguito con estrema passione il mondo della musica.

        Sin dagli esordi i Beatles sono stati acclamati. Ecco una critica, tanto per, tra le più autorevoli di quegli anni:
        « I compositori inglesi più straordinari del 1963 sono, a tutti gli effetti, John Lennon e Paul McCartney… le settime maggiori e le none si integrano così bene nelle loro canzoni da far pensare che armonia e melodia nascano insieme »(William Mann, dal quotidiano The Times, 1963)

        Indovina, basta andare su Wikipedia e trovi anche lì le informazioni che fingi di conoscere.

      • Boh!

        Cerca su internet “What the critics said about the Beatles in 1964”. Illuminazione!

      • matahdatah

        Penso tu abbia seri problemi di comprensione.

        PRIMO: Ti cito il 1963 in quanto è l’anno precedente, e sin dall’inizio sono stanti acclamati.
        Cosa successe nel ’64? Semplicemente approdarono negli USA, e come ben sappiamo gli USA fanno grande fatica a riconoscere la qualità nella musica non statunitense..

        SECONDO: Quelle critiche vengono solamente, per l’appunto dagli USA, che non gradivano l’invasione inglese.
        Ma si sono ricreduti molto in fretta.
        Come avrai notato quelle critiche risalgono tutte agli INIZI del ’64.
        E’ bastato il quarto album per farli tacere ed accettare la british invasion.

        Quelli sono i miei anni… ricordo come se fosse ieri.

      • Boh!

        Non ho problemi seri, sei tu che non comprendi come la critica non sia affidabile. Come dimostra proprio l’esempio dei Beatles, i critici vanno e vengono (danno opinioni personali spacciandole per verità assolute)!
        Secondo te Adele non andrebbe esaltata perchè “dal punto di vista qualitativo nemmeno la critica l’ha osannata”. Bene, Beyoncé con il suo cd ha preso un punteggio più alto. Vattela ad ascoltare allora, io mi tengo Adele senza problemi. Almeno lei non compra le canzoni e non usa il pre-rec ;)
        Ma cosa può importare vero? Bisogna solo stupire a tutti i costi ed ottenere un bel voto al compito da parte della critica, giusto?
        Mah.

      • matahdatah

        Tolte le supposizioni a mò de “compra le canzoni” che non sono mai state provate, e il “pre-rec”, obbligatorio per una performer che da uno spettacolo al 100% (non lo usa più di tanto, tra l’altro) e non se ne sta ferma in mezzo al palco per ore, penso che non ci sia altro da dire.

        La critica qualificata che prima di criticare ascolta ed esamina un album (ti consiglio di leggere qualche critica, giusto per capire che non si tratta di semplice mi piace/non mi piace) ha anni di lavoro alle spalle, passa ore ad ascoltare musica di ogni genere, e nella maggior parte dei casi ha una cultura musicale che gli permette di essere presi in considerazione.
        Non sono i “Boh!” de turno..
        E nessun artista lavora per la critica, ma se il lavoro è buono e di qualità viene premiato. Poi anche loro possono benissimo essere comprati…

      • Boh!

        Ma per me possono pure parlare in cinese ed arabo insieme, sono solo loro opinioni che in molti casi vengono smentite dai fatti.

        Pensa un pò!

      • matahdatah

        Sì, sì. Si parla di gente che nella vita è qualcuno, contro chi scrive su un sito sconosciuto e che non conta nulla.. vedi un po’!

        (po’ con l’apostrofo.. )

      • Boh!

        I critici sarebbero qualcuno? Per fare cosa, distruggere carriere altrui? Ammazza oh ahahahahahahah
        PS: non tu fai mai errori di battitura al pc? Immagino tu sia anche un accademico della Crusca.

      • Boh!

        Inoltre io ho scritto “1964”, perchè mi citi il 1963? Cristo santo, nemmeno i numeri.

  • Veronica (shadesofwrong)

    Non sono d’accordo sul target, Adele non è l’unica che comunica a tutti.. Ho visto persone ai concerti di Taylor dai 30 anni in su, anche vecchietti(SENZA NIPOTI)
    Quando si è cantautrici vere come loro 2, è facile toccare al cuore di tutti

    • matahdatah

      Non credo che siano sulla stessa scia.
      Adele non è mai stata considerata cantante da teenager, anzi, da subito è diventata una cantante che universalmente si poteva ascoltare.
      La Swift farà fatica a togliersi il marchio di teen-singer… non che si impegni per toglierselo eh.

      • Veronica (shadesofwrong)

        Non lo sto negando, Taylor ha iniziato a 16 anni e scriveva canzone per quell’età non ha mai fatto la donna vissuta quando era adolescente, poi crescendo ha iniziato a fare canzoni più mature.. sfido chiunque a dire che Love Story sia uguale a Wildest Dreams!
        Detto ciò, ribadisco quello che ho detto, ma se voi non credete ai fan che sono stati ai concerti e hanno visto con i loro occhi, non so che dire!
        Ah sì una cosa sì la dico, non c’è nulla di male ad avere teenagers come target, comunque.. certe volte le persone lo dicono come se fosse una cosa negativa LOL

      • matahdatah

        Boh, mi sembrava semplice quello che ho detto.

        Adele ha un target universale, Taylo più da teenager, ma non dipende da lei, semmai dal pubblico che ormai l’ha bollata così.

        E di recensioni di concerti ne ho lette, statistiche ne ho viste.. la quasi totalità sono teenager, o comunque non superano i 30anni.

      • Veronica (shadesofwrong)

        Proprio l’altro giorno ha fatto una foto con una coppia di vecchietti al m&g dopo il concerto.. Quindi qualcuno sopra i 30 anni ci sono.. Ripeto le 2 fanno musica vera e sincera che può colpire ogni persona :)

      • Alberto Maccariello

        non so..taylor per il genere (country) non l’ho mai limitata ad un pubblico teen ma ad uno più ampio

      • Veronica (shadesofwrong)

        E’ quello che sto cercando di dire infatti.. Ovvio che i teen erano numerosi, lei stessa lo era e quindi si rivolgeva a loro principalmente.. Ma se io nel 2009 avessi avuto 23 anni che ho oggi, l’avrei comunque amata!

      • 21luca21

        Si una volta faceva country…
        adesso è diventata la solita popparola….più teeneger meno varietà di target

      • Alberto Maccariello

        secondo me però è pop di qualità, boh la vedo così forse perchè amo 1989 e forse non sono imparziale

    • Taylor e Adele hanno due modi diversi di essere adatti a moltissimi target. E secondo me sotto questo aspetto vince Adele: mio papà (idraulico 46enne) è più semplice che ricordi una Rolling In The Deep piuttosto che una Blank Space, perchè hanno due livelli di ‘maturità’ totalmente diversi.
      Non è una cattiveria o altro, anche perchè personalmente preferisco Taylor.

      • Veronica (shadesofwrong)

        Certo che non ricorderà Blank Space, ma se gli fai ascoltare Last Kiss, All Too Well le cose cambiano :)

  • Breezy

    Non condivido il punto in cui si dice che Adele è avvantaggiata ad essere bianca… Basti pensare all’incredibile Whitney Houston (I will always love you è la seconda canzone più venduta di sempre) o Aretha Franklin (donna anche lei in carne, ma ugualmente un’icona, definita la “regina del soul” e vincitrice di grammy a non finire…)
    Il punto determinante comunque è quello in cui si dice che Adele ha un’immagine che piace a persone di ogni età, cultura ecc… Adele piace a tutti, e sommato alle sue abilità vocali, espressive e d’interpretazione può ottenere risultati davvero eccezionali

    • Whitney ed Aretha hanno vissuto in ambienti discografici molto differenti. Vogliono farvi credere che non vi sia più differenza tra un colore e l’altro, ma in realtà viviamo in un’epoca dove il colore della pelle influisce anche sul budget investito dalle etichette per un artista.

      • Fighter

        ti ricorda qualcosa nicki minaj ?

      • matahdatah

        Quella che in Europa senza brani pop nessuno avrebbe mai calcolato?

        Concordo con Junk. Negli anni ’90 è esplosa una mania verso la musica black, ed erano gli anni in cui l’apertura mentale, dovuta anche ad un benessere economico, ha giunto il culmine.

        Dal 2000 invece rientriamo sempre di più nella spirale del razzismo, per vari motivi, economici, storici, sociali ecc..

      • Fighter

        lui ha detto in parole povere che per i bianchi le etichette svuotano di più le tasche e per le persone di colore molto meno . e io ho voluto spiegarvi che questa teoria è falsissima xkè la young money ha speso tantissimo per the pinkprint. secondo te il duetto con beyoncè , drake , lil’wayne , chris brown , e ariana grande e altri come è riuscita a permetterseli ?

      • matahdatah

        Certamente, ma perché il successo è arrivato ben prima, e se l’è guadagnata da sola facendo centinaia di remix e vendendosi al pop più becero.

        Se non avesse avuto già una grande fetta di mercato nessuna casa l’avrebbe supportata.

      • Fighter

        ma tutti i rapper hanno fatto così . ma non solo rapper anche cantanti pop r&b e altri generi , tutti si costruiscono la loro carriera , non spunta dal nulla .
        prendiamo per esempio una jessie j ha iniziato a fare cover su youtube ed è esplosa nelle charts , madonna che vagabondava nelle discoteche alla fine è diventata la regina del pop , iggy azalea e the weeknd rilasciavano mixtape su mixtape e alla fine sono diventati due dei rapper/cantanti più celebri nel mondo . quello si chiama costruirsi la carriera fino a raggiungere un punto decisivo e farti mettere sotto le ali di una casa discografica con una semplice firma su un contratto , ma potrei citartene molti altri fino all’ infinito questi sono degli esempi

      • matahdatah

        Tutti i rapper hanno fatto così?
        Per quale rapper hanno investito tanto quanto per Nicki Minaj (che si è venduta al pop)? Nessuno, semmai Eminem, gli altri si sono fatti le loro case discografiche, o sono stati aiutati da altri compagni.

        Invece Jessie J, nonostante avesse solo qualche fan su YouTube, ha visto sin da subito investimenti… guarda il suo primo video.
        Poi quando diventa chiaro che si fanno soldi, nessuno si tira indietro.

        Però stiamo parlando di oggi. Non torniamo a Madonna o anni ’90, altrimenti non ha senso il discorso fatto prima.

      • Callu D.

        si anche lei bianca come il latte.

      • Callu D.

        tipo rihanna che è bianchissima o beyoncè.

  • SinCity

    Io non rientro in quel range di pubblico che ama Adele. Non è un’artista di cui comprerei un disco. Ne riconosco la bravura, per carità, di fatto però come molti altri artisti ‘bianchi’ (con una buona etichetta discografica) negli USA è molto pompata mediaticamente e si sa che nel vecchio continente si tende a copiare quello che si fa negli USA. Personalmente mi trovo molto d’accordo con voi, anche io ho notato che la comunità afroamericana è molto gentile con lei. Non ho mai letto nei suoi confronti accuse di “appropriazione culturale”. La comunità black ha giustamente il dente avvelenato per la vicenda Elvis (in realtà anche i Beatles devono molto alla ‘black music’ e non solo loro). La spiegazione di questa gentilezza nei suoi confronti penso possa essere correlata al fatto che il ‘soul’ sia ormai un genere sdoganatissimo e più aperto a differenza di altri generi come il ‘rap’.

  • MicheleT

    Ecco, emeli sandè ha una voce che mi piace di più, davvero bella!! Per quanto riguarda Adele, condivido tutto e soprattutto la grossa esposizione mediatica: quando uscì rolling in the deep esagerarono, la mandavano a ripetizione, mi aveva nauseato… Poi 21 non è per niente un album perfetto, bello sì, ma non perfetto: troppe ballate da tagliarsi le vene e troppi vocalizzi inutili… Io spero che si reinventi un po’ perché mi viene la febbre a pensare che farà un 21bis!

    • Vito Anteo Pappalettera

      Nessuno ti obbliga a continuare ad ascoltarla se ti viene la febbre prendi il paracetmolo!

      • MicheleT

        Adele l’ascolto volentieri, quindi almeno una volta l’album me lo sento ma di più (almeno per quanto riguarda 21) non ce la faccio… Spero che non faccia un 21bis così che possa ascoltare l’album più volte! Quindi nessuno mi obbliga ad ascoltarla e infatti non ho detto questo

  • GagaQueen

    Almeno il suo successo è meritato , al giorno d’ oggi basta essere magre e delle fotomodelle e anche se non sai cantare hai successo . Sono contento per questi risultati il suo talento è innegabile

  • Emanuele Bra

    Le ultime previsioni parlano di 1,150,000 copie per Hello solo negli Usa, e su itunes ha un distacco esorbitante dalla 2° (1.00 a 0.19). Ormai Hello è già storia

    • 21luca21

      E le visualizzazioni su youtube??siamo quasi a 100 milioni

      • Emanuele Bra

        Ormai sta battendo tutti i record che ci sono da battere :)