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Shawn Mendes non è solo una delle nuove leve del pop di maggior talento, ma è anche un ragazzo con mille passioni, una di questa è sicuramente Harry Potter, proprio come ha dichiarato più e più volte. Vista la sua ossessione per il maghetto della Rowling, l’anno scorso ha visitato gli Universal Studios di Orlando.

In questi giorni, per promuovere il suo nuovo disco (QUI per leggere la nostra recensione di Illuminate), il canadese è stato ospite del The Tyler Oakley Show, dove il performer di “Treat You Better” ha rivelato a quale casa di Hogwarts vorrebbe appartenere.

Sono un grandissimo fan di Harry Potter. Se fossi stato ad Hogwarts sarei stato nei Grifondoro, mi rivedo molto nei suoi componenti.

Per promuovere il suo ultimo album, oltre ad essersi imbarcato per una serie di concerti in giro per il continente americano, Shawn ha deciso di apparire in più e più copertine internazionali. Dopo aver posato per L’Uomo Vogue (QUI per rivedere gli scatti per il meraviglioso servizio della rivista italiana), il diciottenne è apparso sulla copertina di Hero Magazine.

Il servizio per la rivista statunitense racconta il dietro alle quinte dell’Illuminate Tour. Gli scatti vanno quindi dalla preparazione di un concerto fino a quando Mendes calca l’ennesimo palcoscenico. Ovviamente non mancano gli scatti senza maglietta, il nuovo marchio di fabbrica di Shawn.

Di seguito tutte le foto che si possono trovare tra le pagine di Hero:

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Il canadese ha concesso alla rivista anche una breve intervista nella quale ha parlato di come usa la sua voce senza rischiare di danneggiarla e dell’essere se stessi alla sua età.

Se devo essero onesto, ho paura di utilizzare eccessivamente la mai voce. Non scrivo pezzi che mi facciano cantare con un registro troppo basso oppure con troppa calma. Quando canto, canto ad un volume più alto possibile e nel modo migliore. Come faccio a sapere se la mia voce suona bene se non faccio così?

Quando ero a cantare a Nashville era la sera prima che compissi diciotto anni. Quella è stata la prima sera in cui mi sentivo veramente bene, ero me stesso. Ero io, che stavo cantando “Ruin”, con i miei genitori lì davanti che mi guardavano. Ho guardato avanti e ho notato che c’era davvero tanta gente accorsa solo per me. E’ stata una sensazione bellissima, quell’episodio mi ha scaldato il cuore.

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