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Tra i numerosi festival musicali che in estate animano l’Europa c’è il Krakow Live Festival, evento della durata di tre giorni che, ormai da una decina d’anni, si svolge a Cracovia nell’area del museo dell’aviazione.

Noi di RnbJunk eravamo presenti al festival in quanto fortuna ha voluto che le date combaciassero casualmente con la nostra permanenza nella città polacca. Una volta letti gli artisti che avrebbero preso parte ad una delle serate non potevamo lasciarci sfuggire questa occasione, ovvero quella di vedere Sia live.

Ammetto che personalmente adoro Sia e pertanto nel medesimo istante in cui mi si è presentata la possibilità di poterla ascoltare live, cosa che in Italia probabilmente non avverrà facilmente (inutile dire che spero il contrario), non ho avuto il minimo dubbio se prendere o no il biglietto. Fortuna, casualità o destino che sia, era un’opportunità imperdibile da cogliere al volo.

Ovviamente va detto che l’artista australiana non era l’unica cantante della serata, anzi, si sono esibiti circa una decina di musicisti, tra cui Damian “Junior Gong” Marley ed i Massive Attack, più altri che sinceramente non conoscevo.
Non era un concerto di Sia ma, con tutto il rispetto per i grandi Massive Attack e per Damian Marley, è indubbio che la maggior parte della folla presente fosse li per vedere lei, una delle star pop del momento. Bastava far due parole con le persone vicine per capire che era così.
Lei era l’artista di punta, il fiore all’occhiello della prima serata del festival (19/8), tanto che le è stato riservato il palco nell’orario clou, ovvero da poco dopo le 21 a poco dopo le 22 circa.

Prima di raccontarvi le sue esibizioni vorrei spendere giusto qualche parola sugli altri due “pezzi forte” che hanno colorato la manifestazione, appunto Damian Marley ed i Massive Attack.
Marley è salito sul palco intorno alle sette o giù di lì; è davvero una forza della natura, capace di far ballare e coinvolgere tutto il pubblico presente con l’inconfondibile stile della musica reggae, un genere che scorre nelle sue vene e che fa parte del dna di famiglia. Il maggior trasporto del pubblico è arrivato nel momento in cui ha proposto una pietra miliare della storia musicale, Could You Be Loved, celeberrima canzone composta dal padre Bob più di 30 anni fa.
I Massive Attack invece hanno preso in mano il microfono dopo le undici, accompagnati dagli Young Fathers, gruppo rap scozzese. Partendo dal presupposto che non sono una grande intenditrice della loro discografia, salvo i pezzi più famosi, sono rimasta colpita dalla varietà di suoni che animano le loro produzioni, un mix psichedelico-rock veramente coinvolgente. Propongono una musica sofisticata che, anche se non è propriamente il genere che prediligo, ho ascoltato con interesse.

Detto questo ora possiamo tornare alla nostra Sia, un’artista tutto tondo che ha incontrato il successo troppo tardi viste le qualità che le appartengono da sempre.
Si è esibita seguendo la stessa setlist che ha proposto in tutti i festival a cui ha partecipato quest’estate, scaletta composta da tutte le sue canzoni più famose con l’aggiunta di Diamonds (pezzo che ha scritto) e Titanium, hit di David Guetta a cui lei ha prestato la voce.

E’ arrivata sul palco che il cielo era già buio pesto ed erano appena le nove. Indossava la sua solita parrucca bi-colore, il suo solito fiocco color panna accompagnato al vestito. Ovviamente c’erano anche i suoi talentuosi ed inseparabili ballerini, protagonisti dello show tanto quanto la sua voce.

Si parte subito con il lead single dell’ultima era discografica, Alive, una power ballad in pieno stile Sia. Non mi era mai capitato di assistere ad un concerto dal vivo che dedicasse così tanto spazio alla danza ma ammetto che sono stata piacevolmente sorpresa, perché Sia riusciva comunque ad essere protagonista con la sua voce, anche quando i ballerini ballavano in maniera così intensa che lo sguardo automaticamente si distoglieva per un attimo da lei.
Durante la performance di Alive il pubblico non ha mai smesso di cantare e, specialmente nel ritornello, è davvero impazzito. Dopo aver ascoltato questo brano tra me e me mi sono detta: “ok, anche troppo così”, perché mi sembrava troppo bello e surreale avere Sia su quel palco.

Di bene in meglio prosegue con la hit portata al successo da Rihanna, Diamonds…

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