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In un mercato discografico come quello attuale, pervaso dalla digitalizzazione e da una promozione più orientata da parte delle major sugli ultimi artisti arrivati, i capisaldi della musica Pop e Rock non contano più ormai sulle copie di dischi in formato fisico o digitale, ma puntano tutte le loro energie e i loro investimenti economici e creativi nei tour. Più il nome è famoso, più ci si aspettano non solo alti incassi, ma anche e soprattutto un pubblico disposto a spendere qualsiasi cifra pur di vedere il/la proprio/a beniamino/a cantare sul palco.

Al giorno d’oggi i prezzi dei live sono saliti alle stelle, e questo è senz’altro avvenuto per una serie di fattori: tra fama del nome e concerti che sono diventati sempre più degli spettacoli di intrattenimento tra coreografie ed effetti speciali, sembra piuttosto chiaro il perché i costi dei biglietti siano diventati così elevati.

Ma non sempre le cose vengono fatte alla luce del sole. Negli ultimi anni sono state numerose le strategie effettuate per cercare di vendere il più possibile e far aumentare numeri e profitti legati a svariati tour mondiali (con album correlati), considerando anche mezzi insoliti e, talvolta, illegali.

A volte la trasparenza cede il passo a semplici strategie pubblicitarie che partono dagli artisti stessi: si ricordi il caso eclatante di Madonna, che nel 2012 schizzò al primo posto della Billboard con il suo MDNA grazie alle copie gratuite dell’album promosse e allegate assieme a 180,000 dei biglietti venduti per la leg americana e conteggiate insieme a quelle fisiche e digitali ordinarie come se fossero state effettivamente vendute. Tuttavia se Madonna aveva soltanto adottato uno stratagemma per tamponare un eventuale insuccesso del suo disco, ben diverse sono le manovre che si compiono nei mercati secondari, ossia in quelle piattaforme e in quei siti dove si effettua la compravendita dei biglietti a prezzo maggiorato, dopo essere stati acquistati dai mercati primari e autorizzati.

In questi ultimi tempi si è discusso molto in merito ai mercati secondari di biglietti per i concerti, soprattutto per quanto riguarda l’uso dei bot. Cosa sono i bot? Sono dei software attraverso i quali i bagarini comprano quanti più biglietti possibili dai mercati primari autorizzati, aggirando diverse misure di sicurezza e di autenticazione e copiando codici o tagliandi, per poi rivenderli in quelli secondari online a prezzi di gran lunga maggiorati e molto spesso inaccessibili ai più. Tramite l’uso di questi bot molti live hanno registrato in pochissimo tempo il tutto esaurito, nonostante al di là delle rivendite ufficiali una quantità numerosissima di biglietti circolasse a costi molto più alti rispetto a quelli stabiliti in partenza.

Il bagarinaggio attraverso bot è un fenomeno piuttosto nuovo in Italia, dove si è fatto avanti nelle occasioni degli ultimi live dei Foo Fighters, di Bruce Springsteen, dei Black Sabbath o di David Gilmour, ma è una realtà all’ordine del giorno in altri Paesi, in cui, a volte, i mercati secondari vengono sovvenzionati da grandi multinazionali: citiamo, per esempio, il sito Fan Freedom UK, piattaforma per la vendita libera dei biglietti che si è rivelato essere finanziata da StubHub, di proprietà del sito di e-commerce e-Bay.

Da quando questo fenomeno è diventato sempre più dilagante, la velocità impressionante con cui si sono registrati svariati sold out ha destato parecchi sospetti, a partire dalle vendite dei biglietti del River Tour di Bruce Springsteen sui mercati secondari. Per i dati sorprendenti registrati dal Boss il procuratore dello Stato di New York Eric Schneiderman ha passato in rassegna le diverse attività svolte da siti quali il già citato StubHub, TicketNetwork e Vivid Seats, arrivando ad un risultato concreto ottenuto proprio in questi giorni. Il Parlamento di Albany, infatti, ha reso un illecito penale l’uso dei bot per l’acquisto e la rivendita dei biglietti nei mercati secondari: se praticato, la massima pena può raggiungere anche l’anno di reclusione. Il relatore dell’assemblea parlamentare Carl Heastie ha infine dichiarato:

“Questa particolare speculazione sui biglietti ha avuto un forte impatto negativo sugli appassionati che frequentano gli eventi musicali dal vivo: i bagarini prima comprano quanti più biglietti possibile sul mercato primario grazie a questi software poi li rivendono a prezzi che la maggior parte degli abitanti di questo stato semplicemente non può permettersi. La nostra legge mira a scoraggiare questa pratica rendendola illegale”.

Quello ottenuto dallo Stato di New York in questi giorni è senz’altro un ottimo risultato, che anche nel futuro immediato potrà scoraggiare molte pratiche illegali legate alla compravendita di biglietti, sperando che stratagemmi simili possano essere individuati e smascherati con più facilità e immediatezza nei prossimi anni nonostante un’amministrazione della Rete che purtroppo, sotto molti aspetti, risulta ancora carente.

Ovviamente il fenomeno del bagarinaggio è diffusissimo anche in Italia, pensate a tutti quei tour dichiarati sold out in stadi come San Siro già poche ore dopo la messa in vendita dei biglietti, quando poi mesi dopo è possibile trovare ancora dei biglietti online su altri canali. Sono davvero tour sold out?

Cosa ne pensate di questi provvedimenti? 

  • Alberto Maccariello

    penso sia successa la stessa cosa per Adele qua in italia