Qual è lo stato attuale dell’hip-hop mainstream? Se ancora non ve ne siete accorti, Talib Kweli ve lo spiega in “State of Grace”, brano presente nel suo ultimo album, “Gravitas”. E gli aggiunge enfasi dandoci un video. Iniziamo, come sempre, dal testo.

Talib parte dal contesto di una città, “dove il talento è circondato da solore e violenza“. Per un rapper che voglia scrivere un testo, “non c’è via di scampo, quindi accettiamo il nostro destino. Sesso e soldi e omicidi sono le immagini che dipingiamo “. Lasciando la prospettiva di un rapper, l’MC di Brooklyn prende la prospettiva di una ragazza amante dell’hip-hop. Questa prospettiva verrà adottata per la fine di questo verso e per il successivo. Questa ragazza “è molto schizzinosa per quel che riguarda la musica di New York. Ha persino preferito 2Pac a Biggie. Nessuna mancanza di rispetto per Ms. Wallace, ma a lei piaceva espandere le sue conoscenze e ha visto che Pac ha testi più consistenti. Inoltre, lei non è mai andata al college“.  Un tale amore, però, si è venuto a scontrare con i testi sulle donne facili e il sesso di molti rapper attuali (“She used to be inspired by the writers, now she’s tired of the biters” questo verso andava scritto così com’era!). Ha provato a superare questo, “nessuna obiezione ad essere un oggetto, le major ci vedono i profitti. Lei non è mai stata una donna facile (‘a bitch or a ho’ nel testo), ma si è abituata a cantarlo quando lo sente nelle canzoni“. La protagonista della canzone si accorge che ciò che il suo rapper preferito scriveva nelle canzoni lo intende per davvero e lo sperimenta in prima persona nel backstage. “L’artista in cui lei credeva le ha spezzato il cuore, così misogino e disgustoso. Ha provato a non giudicarlo e, in cuor suo, le piace ancora.” Nè questa ragazza ha potuto fare affidamento a cantanti come Beyoncè, come ha fatto la madre, perchè “le emcee donne si comportano da maschi, più di quanto lo facciano i maschi“. E, personalmente, concordo su questo e provate a rifletterci su. Fatte queste considerazioni, Talib Kweli si rivolge ai rapper, perchè quando rappano è come dire che “odi te stesso, odi la tua razza“. Adesso, “andiamo al punto: le nostre sorelle valgono più di trascinarsi fino a un muro mezze nude, [e dire] è una facile, è una put***a. Sei ricco e lo rinfacci ai poveri in tutte le tue canzoni e chiedi loro di comprarle. Perchè dovrei supportare una musica che costantemente non mi rispetta e vederti sprezzante degli sforzi di chi viene tagliato fuori con l’onere di rappare correttamente?“. Il consiglio di Talib è di mettere questa musica insulsa online gratis, perchè “Rhyming is a memory”, cioè le rime resteranno impresse nella memoria della musica. E questa non potrà di certo essere catalogata come Musica.

Mi rendo conto di essermi dilungato un po’ troppo, ma il testo merita troppo per non essere sfiorato neanche minimamente. Non continuerò per molto ancora sul brano. Conosciamo il flow di Talib Kweli. Il primo verso fa addirittura paura! Il video, piuttosto colorato, è composto da immagini e da parole su cui il rapper vuole porre l’attenzione. Premete play e godetevi questi 6 minuti di vero Hip-Hop in modalità full-screen!

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