A neanche 25 anni Taylor Swift sembra una veterana. La sua carriera è stata finora costellata da grandi successi e nessun passaggio a vuoto: dal disco d’esordio (“Taylor Swift”)  fino al disco dell’esplorazione (“Red”),  passando per  il disco della consacrazione (“Fearless”) e  il disco della riconferma (“Speak now”). Taylor Swift si è costruita un’identità musicale, un’immagine ed una credibilità che non si trovano nella maggior parte delle altre cantanti. 3 fattori, interconessi tra loro, sono alla base della sua fama: le vendite stellari, l’apprezzamento della critica musicale, l’appoggio dei media. In un certo qual modo, Taylor Swift mette a rischio la forza di questi 3 fattori con il suo nuovo album “1989”. Questo perchè il disco rappresenta una svolta. Svolta pop. Con una scelta coraggiosa, Taylor ha messo da parte il genere che dall’inizio della sua carriera le ha regalato successi, premi, fama: il country. Questa decisione ha implicato varie conseguenze: non andare più ai vari country awards, non fare più incetta di premi e, cosa più importante,  non essere più passata dalle radio country. Si dirà che questo cambiamento al pop era già stato fatto 2 anni fa: probabilmente si, però Taylor a quei tempi si faceva considerare una cantante country-pop. Con il nuovo album “1989” la Swift ha deciso di non avere più un piede in due staffe ed ha optato per il pop.

Inutile dire che ci potrebbero essere mille pro e mille contro a questa decisione: c’è chi è dell’idea che se un’artista vuole mantenere il successo non può che innovarsi in modo da sorprendere sempre (Madonna docet). D’altra parte c’è chi pensa che accostandosi al pop, la Swift perda la sua pecularietà di cantante crossover country-pop e diventa ‘una delle tante pop-stars’.

Con queste premesse le attese nei confronti di “1989” erano altissime. Valeva veramente la pena questo cambio di genere? C’è stato veramente un cambio di genere? Questo album rischia di essere un boomerang per la carriera di Taylor Swift? La nuova Taylor pop è migliore della vecchia Taylor country?

La 1989 Era è iniziata con la smash hit pop “Shake it off”, brano destinato a diventare il brano di maggior successo di Taylor Swift a livello mondiale. Il successo del singolo, ha fortunatamente scongiurato l’ipotesi di pubblicare come 3/4 conuntdown singles prima dell’album come era successo nella Speak Now e nella Red Era. Ci si è limitati a due singoli promozionali evitando così sovrapposizione e confusione che non avrebbero giovato all’album. Il CD si compone di 13 tracce nella standard edition a cui si aggiungono 3 tracce e 3 memo vocali nella deluxe edition.

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1- Welcome to New York: dopo Alicia Keys e Jay Z, anche Ryan Tedder e Taylor Swift si propongono di scrivere un inno a New York. In realtà questa open-track ha ben poco in comune con l’iconica “Empire state of mind”. La traccia è probabilmente la più banale tra quelle mai realizzate dalla cantante. Un sound synth pop anni 80′ reso dozzinale e monotono. Un ritornello spento e ripetitivo, nel senso negativo del termine. Inoltre, escluso il testo del bridge, non c’è nulla nel brano che lo ricongiunga a Taylor Swift. Spiace pensare che la prima delle due tracce in collaborazione con Ryan Tedder sia così poco interessante.  Risulta veramente difficile credere che la Big Machine Records, sempre attentissima a gestire gli album della Swift, si sia presa un abbaglio così forte da scegliere questa traccia come singolo promozionale. Forse “Welcome to New York” potrà essere un bel biglietto da visita per la grande Mela,ma di sicuro non lo è per “1989”.

2-Blank space: nelle precedenti ere discografiche di Taylor Swift, il secondo singolo serviva per ricordare a tutti che lei sapeva ancora fare canzoni country di livello (“Back to december” e “Begin Again”), nella 1989 Era questo problema non c’è  più e come secondo singolo è stato scelto “Blank Space”. La canzone  non è quello che ci si può aspettare soprattutto dopo aver ascoltato “Shake it off” e i due singoli promozionali. A partire dal ritornello: dopo i refrain ripetitivi dei 3 pezzi citati, non è facile inquadrare il lungo ritornello di questo brano. Stessa cosa per le strofe che sono come una lista di parole ritmata. Inoltre colpisce questa sensazione di malinconia ed  irriverenza che trapare dal sound e dalle parole in cui Taylor racconta il modo con cui viene descritta dai media: “Got a long list of ex-lovers, they will tell you I’m insane”. Tutto ciò sembra rendere il brano da una parte assurdo e dall’altra anonimo. Dopo alcuni ascolti però  “Blank space” cresce ed è e si fa apprezzare molto. Poi è arrivato il video che ha centrato pienamente il messaggio della canzone, come pochi videoclip sanno fare. Si può dire senza dubbio che con questa scelta  Taylor abbia rischiato (anche molto) ma pure in questo caso la scelta è stata vincente.

3-Style: anticipata dalla pubblicità della versione deluxe di “1989” rappresenta pienamente la svolta pop di Taylor. La canzone è tra le principali candidate a diventare un singolo ufficiale. Riconoscibile, incalzante ed orecchiabile, la canzone avrà modo di scalare le classifiche come ha già fatto nei giorni successivi all’uscita di “1989”. Inoltre il testo non fa che rinforzare l’immagine di ‘brava ragazza’ di Taylor:Tu hai quello sguardo da sogno alla James Dean nei tuoi occhi ed io ho un classico  rossetto rosso che a te piace…… ed io ho la fiducia tipica di una brava ragazza ed una stretta gonna corta e quando ci scontriamo, torniamo indietro ogni volta perchè non passiamo mai di moda, non passiamo mai di moda”. Insomma terzo singolo?

4Out of the woods – il primo singolo promozionale di “1989” è la midtempo-ballad  “Out of the woods”. Prodotta da Jack Anthonoff, già collaboratore della cantante in “Sweeter than fiction”, il brano è di un pop maturo: ricercato il sound della base (merito di Antonoff), ricercato il testo (come solito di Taylor). L’atmosfera che crea la canzone è misteriosa, suggestiva ed indefinita e ben si adatta al titolo “Fuori dal bosco”. Il testo parlerebbe della relazione tra la Swift e Harry Styles, una storia di pochi mesi caratterizzata anche da episodi spiacevoli come un incidente sulla neve con conseguente ricovero in ospedale, episodio che viene sfiorato nel bridge (“Remember when you hit the breaks too soon, twenty stitches in a hospital room”). bridge che è sicuramente l’elemento più forte del brano. Qualitativamente siamo ad uno pezzi migliori dell’album, un pezzo più bello ad ogni ascolto. Taylor ci dimostra di non aver perso la capacità di trasmettere emozioni con i suoi versi. ” Può diventare singolo ufficiale.

5- All you had to do was stay: leggendo la tracklist avrei scommesso che “All you had to do was stay” fosse una ballad strappalacrime ed invece no.  Taylor e Max Martin ci stupiscono in questa traccia electro-pop dal ritmo ballabile ed incontenibile. Siamo ben lontani dai territori più congeniali di Taylor Swift ma in questo caso il brano risulta comunque riuscito. Anche questo brano, stando all’intervista realizzata da Taylor Swift a Rolling Stone, sembrerebbe trattare della relazione con Harry Styles”.

6Shake it off.  costruita per sfondare in tutte le charts, “Shake it off” non ha fallito. E non poteva fallire. Il sound non permette di stare fermi: tra il  suono del sassofono, la melodia semplice da subito e  il ritornello, uno dei più potenti della stessa carriera della cantante. Unico elemento che secondo me non funziona è il bridge in quanto inadatto al resto del brano. Per quanto riguarda il testo siamo di fronte ad un inno alla positività e al non preoccuparsi degli attacchi degli altri (“Haters gonna hate”). Si vede che i tempi sono cambiati: 4 anni fa Taylor dedicava due brani a chi l’aveva criticata/offesa: “Innocent” per Kanye West e “Mean” per il giornalista Bob Lefsetz.

7- I wish you would: ritorna il sound (sicuramente più originale) di Jack Anthonoff nel brano “I wish you would”. In questo caso la canzone vira verso sonorità pop-rock. Siamo in una delle tracce che più ricorda anni 80′ a cui Taylor si è ispirata per questo album. Risulta un po’ banale il ritornello “I-I-I I Wish-wish” Sicuramente  nel complesso non è male, ma probabilmente è un gradino sotto le precedenti.

8- Bad Blood: l’attesa per “Bad blood” era altissima in particolare si voleva capire quanto Taylor Swift si sarebbe spinta nelle critiche ad una famosa cantante (altrimenti nota come Katy Perry….). La canzone non delude: un uptempo potente, incisiva,  rabbiosa in cui Taylor si scaglia duramente contro  la sua rivale “Ho ancora le cicatrici sulla schiena dal tuo coltello Quindi non credo che sia in passato Questo tipo di ferite che durano e durano, Ora hai pensato a tutto fino in fondo? Tutte queste cose ti si ritorceranno contro E il tempo può guarire, ma questo no”. Sarà interessante vedere se uscirà fuori qualche notizia sui motivi che stanno alla base di questo dissidio. Intanto ci gustiamo questo brano che si candida a diventare subito un singolo ufficiale.

9- Wildest Dreams: la nona traccia di “1989” rappresenta musicalmente qualcosa di originale nella discografia della Swift. Seppur si rimane nell’ambito del pop, “Wildest dreams” è molto influenzata dallo stile di Lana Del Rey. In questa midtempo-ballad, il sound elegante e raffinato si sposa alla perfezione con un testo un po’ scabroso per gli standard di Taylor Swift. Chissà che non venga rilasciata come singolo nella seconda parte del  2015, infondo su iTunes USA è una delle album tracks che sta avendo maggiore successo.

10- How you get the girl: se nel 2013 era stata scelta “22” come singolo da promuovere nella pubblicità della Diet Coke di cui Taylor Swift è sponsor ufficiale, quest’anno è stata scelta “How you get the girl”. Diciamolo subito in questo caso siamo di fronte ad un album filler. Da una parte vengono rispolverate le chitarre acustiche (che troveremo soprattutto nella prossima traccia) dall’altra si continua a puntare su beat elettronici. Per l’atmosfera rilassata e spassosa può far tornare in mente la title track “Speak now” o “Stay stay stay” di “Red”  a differenza di queste però la decima traccia di “1989” rimane sul pop semplice e spensierato.

11-This Love: i nostalgici della country-Taylor stavano aspettando soprattutto questa traccia: l’unica scritta dalla sola Taylor e prodotta insieme al collaboratore storico della cantante Nathan Chapman. “This love” può effettivamente essere considerata l’unica concessione al country di tutto l’album. Peraltro siamo di fronte alla prima vera ballad del disco e ciò per essere un album di Taylor Swift è alquanto strano e denota un’altra faccia della svolta pop di questo disco. Personalmente penso che dall’unica traccia del binomio Swift-Chapman ci si poteva aspettare  di più. Siamo lontani dal livello dei migliori brani country-pop di “Fearless”,  “Speak Now” e “Red”. Forse era destino che in questa Era il country non ci dovesse essere neppure lontanamente.

12-I know places: Taylor Swift e Ryan Tedder si riscattano notevolmente con “I know places”. Il brano è uno dei più ricercati dell’album a partire dal sound affascinante ed elettrizzante. Possiamo notare le influenze di Lana del Rey e Lorde nel mondo di cantare Taylor Swift, il che conferisce al brano (come in “Wildest dreams”) un’aura di maestosità. Il brano è veramente ben riuscito e può diventare singolo ufficiale. Unico problema: dopo l’uscita dell’album questa è stata la canzone che ha avuto meno successo su iTunes US….casualità?

13- Clean: a febbraio 2014, mentre era in Europa per il Red Tour, Taylor Swift ha ricevuto un’e-mail da Imogen Heap che le faceva sapere di aver scritto del materiale per lei. Nasce così “Clean” la traccia che conclude la standard edition. Il brano è nettamente distinguibile da tuttii i precedenti e rappresenta un’ottima (prima) chiusura dell’album. Bella melodia, l’arrangiamento, il testo (da citare la metafora “Sei ancora su di me come un vestito sporco di vino che non posso più indossare“).. …insomma un piccolo capolavoro che i fans non potranno dimenticarsi. Con questa canzone Taylor Swift ci ricorda che si può fare musica di qualità, matura, ricercata anche in un album pop e senza che risulti stonata nel contesto.

DELUXE EDITION:

14-  Wonderland: l’ennesima traccia prodotta da Max Martin e Shellback è probabilmente la peggiore delle collaborazioni della Swift con i due produttori svedesi. Al posto di Taylor potrebbe benissimo cantare questo pezzo una qualsiasi altra pop-star senza nessuna differenza. Anzi forse c’è chi potrebbe rendere più giustizia al brano. Giusto averla esclusa dalla standard edition.

15- You are in Love: sembra di fare un passo indietro nel tempo con “You R inlove”, il brano, per sound e tematiche, è accostabile ai primi album della Swift. Alcuni forse penseranno che in questa traccia si può ascoltare, come in poche altre di “1989”, la vera Taylor. Fattostà che il  taglio pop di “1989” ha finito per escluderla dalla versione standard del disco ma non c’è dubbio che questa ballad co-scritta e co-prodotta con Jack Anthonoff, come già evidenziato nel post “Taylor Swift: 5 canzoni da scoprire”,  meriti molto.

16-New Romantics: sound frenetico e ballabile nell’ultima traccia inedita della deluxe edition: “New Romantics”. Il ritornello è uno dei più orecchiabili di tutto l’album. Il testo è in pieno stile Taylor: Perché bambino potrei costruire un castello Con tutti i mattoni che hanno gettato su di me E ogni giorno è come una battaglia Ma ogni notte con noi è come un sogno Noi siamo i nuovi romantici”. Sinceramente si fa fatica a capire anche in questo caso come mai si sia scelto di relegare il brano nella deluxe edition. Forse per incentivarne l’acquisto.

Partimo dai singoli futuri. Per il terzo singolo c’è chiaramente un ballottaggio tra “Style” e “Bad blood”. Inizialmente “Style” sembrava non avere rivali ma invece”Bad Blood” sta ottenendo un miglior riscontro su iTunes US di conseguenza sarà una scelta molto difficile. Dando per scontato che la canzone che non diventerà terzo singolo, sarà estratta come quarto, possiamo passare al quinto singolo dove vedrei bene “Out fo the Woods”, autentica perla del disco. In seguito come sesto e settimo singolo (in fondo si sa che Taylor Swift estrae sempre tantissimi singoli) punterei su “I know places” e “Wildest dreams”. Infine come outsider  segnalerei “All you had to do was stay”.

 

Per un artista country-pop, entrare nel territorio (non di competenza) del pop è un rischio: devi dimostrarti da subito superiore a chi già fa il genere da anni altrimenti non andrai da nessuna parte. Questa regola però non vale per Taylor Swift: il suo vero obiettivo era riuscire a rimanere se stessa e  con il suo stile musicale anche nell’ambito pop. Questo obiettivo è centrato parzialmente in “1989”: ci sono tanti casi in cui la Swift, pur chiaramente lontana dal suo stile più naturale, se la cava alla grande: “Shake it off”, “Wildest Dreams”, “Clean”, “I Know places”. in altri casi colei che canta (e scrive i brani)  poteva essere benissimo qualcun altra (“Welcome to New York” e “I wish you would”, “Wonderland”). Ascoltando i brani si rimane quindi dubbiosi su quanto realmente questo disco rispecchi la cantante in questione e quanto invece sia condizionato dai (comunque ottimi) collaboratori. Il passaggio al pop, è stato inevitabile, quello che si poteva evitare era di appoggiarsi ad autori e produttori come Martin e Shellback che hanno segnato profondamente il pop degli ultimi 15 anni. Infatti in “1989” il rischio omologazione a tante altre pop-stars (la ‘rivale’ Katy Perry su tutte) è spesso dietro l’angolo. In definitiva il potenziale artistico di questa cantautrice non è valorizzato al meglio da “1989”.

Valutazione: 8/10

Personalmente ho ritenuto che nel percorso da “Taylor Swift” a “Red”, la cantante fosse cresciuta musicalmente realizzando ogni volta un album migliore del precendente. La catena però si ferma qui in quanto “1989” è qualitativamente e musicalmente inferiore a “Speak now” e “Red” (a prescindere dal passaggio dal country al pop) mentre non avrebbe senso paragonarlo ai primi due album in quanto essi erano prettamente country. Tanto di capello comunque a questa ragazza per la voglia di rinnovarsi e di cercare nuove strade. Il mondo della musica ( e non solo quello pop) ha bisogno di artisti come lei. 

 

147 Commenti

  1. Una recensione ottima anche se a me piacciono molto anche How You Get the Girl e Wonderland…di meno di tutte You Are in Love…comunque complimenti!

  2. A me quest’album piace moltissimo, così come i precedenti. La cosa che più mi incuriosisce è che le canzoni che preferisco di tutto il cd sono “Welcome to New York” e “Blank Space”(che è in assoluto la mia preferita anche prima che uscisse il video) e voi invece le avete definite le peggiori, ma i gusti son gusti quindi va bene così :)

  3. Finalmente una nuova recensione :)
    Io 1989 non l’ho nè comprato nè acquistato,però i singoli mi piacciono moltissimo,Shake It Off su tutti.

  4. Comunque, ciò che penso di questo disco l’ ho già scritto, a pezzetti, molte volte.
    Io sono un ascoltatore proprio di musica pop, semplice, pulita, da classifica, chiamatela come volete. E’ la musica che più mi piace, il mio genere. E per questo “1989” è il primo disco che Taylor Swift che ho acquistato, perchè è il primo veramente compatibile con i miei gusti. Tuttavia, nonostante io “oggettiviamente”, diciamo, preferisca questa Taylor, la vera resta senza dubbio, a mio parere, quella dei primi tre album. Queste nuove canzoni mi piacciono di più, ma le sento meno sue. Se mi ascolto una canzone dei suoi primi dischi magari non mi piace, ma almeno so di trovarmi davanti a Taylor Swift.
    Premesso questo, per essere il suo primo tentativo completamente pop lo trovo un buon lavoro. Diciamo che ci sono delle tracce che ascolto assiduamente, un paio che non ascolto mai e altre che ascolto poco spesso. Il meglio del disco per me lo si trova in “Wildest Dreams”, “Out Of The Woods”, “I Know Places”, “This Love” e a me piace molto anche “Welcome To New York” che trovo orecchiabilissima e che parla di una città che adoro quanto l’ adora Taylor. Per il resto una menzione speciale va a “Blank Space” che come ho detto più volte trovo l’ anonimato fatto canzone e “Bad Blood” che per piacermi mi piace molto, ma che trovo un po’ ridicola per tutto il teatro che c’è stato costruito attorno. Tra le altre ci sono le migliori e le peggiori, come in ogni lavoro.
    Un voto non saprei veramente darlo, anche perchè come ho detto sotto il parere sulla musica cambia molto con il passare nel tempo… Magari tra un anno Blank Space potrebbe essere la mia canzone preferita (lol, scherzo). Comunque come “primo tentativo” non è male ma sinceramente spero che torni a fare la musica che realmente è sua e non quella per sfondare anche in Europa.

  5. Le recensioni sono sempre qualcosa di positivo, è bello avere uno spazio preciso dove tutti possiamo concentrare le nostre opinioni su un disco. Questa è stata fatta da chi ha pubblicato l’ articolo, Nicola Pala, oppure un fan l’ ha inviata? Nel primo caso spero che si continui su questa via e che si torni a fare come un tempo dove tutti i dischi “maggiori” venivano recensiti da questo forum, nel secondo troverei giusti dare i crediti all’ utente. Ma penso sia il primo.
    Comunque leggo velocemente alcuni commenti al riguardo e sappiate che recensire un disco non è affatto semplice. Io ho recensito “PRISM” di Katy Perry (dato che il sito non aveva tempo e appunto volevo ci fosse un posto dove tutti potessero dire la loro – tuttavia molti utenti si sono lamentati di ciò che ho scritto nonostante avessi precisato più e più volte che erano solo miei parerei soggettivi da usare come spunto perchè ognuno inziasse la sua riflessione… Mi ha dato veramente fastidio e ancora oggi mi frena dall’ inviare un articolo per la rubrica “le 5 canzoni migliori di” -) e vi assicuro che doversi contenere sul numero di parole, cercare di essere i più oggettivi possibile (o in caso specificare come feci io la soggettività, ma allora diventa più un commento) e svariate altre cose (per esempio quanto il tempo cambia le nostre opinioni… Ad ogni penso tutt’ altro rispetto a ciò che ho scritto) non è assolutamente facile. Scusate la divagazione, nel prossimo commento dico che penso di 1989.

    • ti tolgo il dubbio: l’ho scritto io…e sappi che condivido quello che hai scritto su i ‘problemi’ di recensire un album. Comunque se hai in mente qualche articolo sulle “5 canzoni da scoprire….” mandalo pure, quelli peraltro sono spazi fatti apposta per “elogiare” (e non per criticare) il meglio della discografia poco conosciuta dei cantanti quindi la soggettività è accettabile

      • Per inviare un articolo al sito scrivi a [email protected], per quanto riguarda la lunghezza non saprei, non credo ci sia un limite (almeno che non siano dieci pagine ahah), bisogna comunque tener conto che non si può scrivere troppo o si annoia il lettore. Se vuoi un consiglio mi ricordo che per scrivere quella di “PRISM” ero andato a vedere una recensione che avevano pubblicato gli amministratori, avevo incollato tutto su un file Word e quindi avevo visto quante parole erano (in una barra in basso a sinistra mi pare), così per farmi un’ idea :)

      • Ok perfetto! Grazie mille! :) Il problema sarà la lunghezza sto facendo “5 canzoni da scoprire di Lady Gaga” ma è assolutamente troppo lungo ahaha (chissà se poi me lo pubblicherebbero)

      • Figurati :) Dai ahaha accorcialo un po’ che sono proprio curioso di leggerlo :) E non vedo motivo per cui non dovrebbero pubblicartelo ;) Quello sulle 5 di Taylor Swift era stato scritto proprio da una sua fan, quindi :)

  6. 8 su 10? Ma anche no, è lo stesso voto che il sito ha dato all’ultimo disco di Jennifer Hudson! Ok, sono due album di genere diversissimo, ma qualitativamente lo stacco tra “JHUD” e “1989” è nettissimo e non a favore di quest’ultimo: l’unica traccia veramente bella è “Clean”, ma solo perchè trasuda Imogen Heap (che da “Hide and Seek” non ne ha mai sbagliata una). Il resto è un’accozzaglia di pezzi spudoratamente scala-classifiche, con arrangiamenti piatti sporadicamente risollevati da qualche ispirazione musicale più “colta” (i vari riferimenti a Lorde e Lana Del Rey, di cui la Swift non ha neanche lontanamente la classe). Già prima non mi piaceva, con questo album ha confermato la mia opinione, aggravata peraltro dal fatto che il disco sta avendo un successo che non si merita! Unica nota positiva (oltre a “Clean”): ora se non altro ha dichiaratamente smesso di fare finto country!

      • Infatti se ci hai fatto caso l’ho scritto tra virgolette apposta… sono ben consapevole che nè Lorde nè la Del Rey siano esattamente delle Björk o Kate Bush, ma è oggettivo che la loro proposta sia un po’ più ricercata rispetto a quello che di solito circola nel mainstream ;)

  7. Taylor si è esibita a The voice con “Blank Space” ed è stata molto brava, si è appena esibita ad un evento per il ringraziamento dove ha performato “Shake it Off” e si esibira nel concerto di Capodanno a New York

  8. Cerco di essere breve.
    -8 su 10 è davvero troppo, non so che termini di paragone prendiate ma 8 su 10 sono altri album.
    -La Swift è stata furba: ha preso lo stile alternative di Lorde e di Lana del Rey e l’ha unito a produzioni pop che piacciono al general public e ha creato un mix perfetto (per le charts ovviamente, non a livello qualitativo).
    -L’album lo boccio quasi tutto. Le canzoni sono in in generale mediocri però secondo me spuntano delle perle: Blank Space Bad Blood Clean e This Love (parlando di standard). Per il resto..

      • Non è che se a te piace significa che debba piacere a tutti.
        Potrei dirti la stessa cosa: “dai 9 e mezzo a 1989? ma ce la fai?”

      • Il tuo commento è un commento da dementi visto che Lady Gaga non c’entra nulla e ARTPOP è un album ben superiore di 1989 [1-più vario nei sound 2-con temi ben più profondi e non sempre amore amore amore 3-con un concept album ben più elevato].. Come alla fine è da dementi anche il tuo livello di valutazione di un album.

  9. Bellissima recensione, sono in disaccordo su alcuni pareri ma nonostante questo ho davvero apprezzato questo post.
    Il voto forse è un po’ esagerato, io le avrei dato più un 7 perchè comunque qualitativamente parlando c’è stato un calo rispetto a Speak Now e RED, che personalmente io reputo il suo album migliore, più riuscito, variegato e eclettico.
    Le tracce che ascolto maggiormente sono Clean, Out Of The Woods, This Love, I Know Places e Wildest Dream.
    Sono le mie preferite in assoluto.
    Per quanto riguarda il discorso dei singoli io penso che dopo Blank Space ci sarà Out Of The Woods, poi Style, Wildest Dream e Clean.

  10. Concordo! Anche io do lo stesso voto , ritengo che per un album pop abbia fatto un ottimo lavoro CERTO non è confrontabile ai suoi vecchi album come maturità però per me ha fatto un buon lavoro, di solito il pop da cose ancora più banali alla Shake it off che è la più commerciale dell’album in particolare le ballad sono mistiche ,magiche quasi ti portano in un altro mondo sopratutto This love , anche se la mia preferita tra le ballad è Clean ( a volte sono combattuto con Wildest Dream).

  11. Carina come recensione, ma a mio parere molto gonfiata (avete dato un misero 7/10- 6/10 a Pure Heroine se non erro che è un gioiellino di album)
    1989 non vale a mio parere un 8/10 poiché lo trovo ben lontano da album come Red e Speak Now, dove quel voto era adattissimo. Comunque sia resta un album carino, senza troppe pretese, ma secondo me, fatta eccezione di alcune canzoni purtroppo poco apprezzate, al di sotto del reale talento di Taylor.
    Spero in un’inversione di marcia ed in un ritorno allo stile di Red che restava comunque sul pop, ma aveva quel leggero tocco country che adoro.

      • Io penso che si deva essere obiettivi in ogni caso e non idolatrare il tuo artista preferito e tutte le cose che fa senza guardare con occhio critico, altrimenti diventi uno dei classici fan coi paraocchi che vede o tutto bianco o tutto nero, quando in mezzo ci sono tante sfumature di grigio. Purtroppo non tutti la pensano così.

      • Essere obbiettivi ok, ma non capisco dove sia il problema se qualcuno pensa che quest’album sia bello e ben fatto :)
        Mi si dà l’impressione che chi trova le pecche dell’album sia quello obbiettivo e viceversa..

      • Assolutamente no, ognuno può pensare quello che vuole di un album, anche perché alla fine siamo tutti diversi e ognuno ha la sua opinione.
        Il punto è che opinioni restano e per quanto una persona possa non condividerle, quelle sono personali. Poi quando esse diventano insulti è sbagliato, ma finchè rimangono oggettive e appunto non offensive ci sta.

  12. Un po’ sono d’accordo con la recensione, Welcome To New York non è certo un capolavoro di originalità, ma definirla banale e altri aggettivi negativi direi di no. Io la trovo stupenda, coloratissima ai limiti estremi, una persona triste secondo me diventerebbe serena solo sentendola ahah
    Mi sto ripetendo fino alla morte.. ma: VOGLIO STYLE E CLEAN COME TERZO E QUARTO SINGOLO. Quinto singolo Bad Blood, sesto I Wish You Would e visto che ci siamo settimo This Love o Out Of The Woods.
    Adoro questo album, sarà che io amo questo tipo di pop da morire, ma sto ascoltando solo 1989 ultimamente perché mi piace davvero tanto.

  13. Concordo in parte con la recensione: reputo giusto che un artista debba sperimentare così come ha fatto Taylor che gradualmente è arrivata al pop, è inevitabile però pensare che questo passaggio sia avvenuto in primis per motivi remunerativi, del resto il pop è un mercato molto più ampio del country e porta sicuramente più quattrini nelle tasche; concordo col rischio omologazione come più volte da me affermato, in primis con Katy Perry (non oso immaginare che cosa sarebbe successo se Katy avesse pubblicato un album in concomitanza con Taylor); riguardo ai giudizi delle tracce in parte mi trovo d’accordo, in parte no: Welcome To New York per quanto non esponga un pensiero così profondo, dal punti di vista strumentale e stilistico a mio parere è molto buona, forse bisognava lavorare di più sul testo oppure semplicemente l’obiettivo era questo, ossia creare una canzone semplice ma reputo che con un testo più impegnativo l’avrei apprezzato di più; reputo anch’io I Wish You Would la canzone più debole di tutto l’album, la considero un semplice riempitivo; non mi piace particolarmente Clean anche se l’ho rivalutata e non concordo col giudizio su Wonderland che, per quanto sì, poteva essere destinata benissimo a qualcun altro, resta una delle migliori canzoni del disco, a mio parere; riguardo ai singoli non posso che essere d’accordo e magari estraesse quelli auspicati in questa recensione: Shake It Off, Blank Space, Style, Bad Blood, Out Of The Woods, I Know Places e Wildest Dreams mi sembra una buona progressione (dalla più stupida alla più seria grosso modo): Shake It Off sarà sì accattivante ma non mi piace molto, quasi lo stesso vale per Style eccetto le strofe; le restanti quattro sono abbastanza toste. Ascolto abbastanza spesso 1989 e per questo dico proprio un bel brava a Taylor che per me ha comunque tirato fuori un album pop molto godibile seppure molto sopravvalutato, sempre a mio parere, ovviamente.

    • Per me quella ‘riempitiva’ è How You Get The Girl, proprio non ci azzecca nulla con le altre.. e vedere una Wonderland come bonus aaah mi sale il nervoso :D

      • Taylor aveva ragione quando aveva detto che le bonus erano troppo belle per essere semplici bonus, non capisco però il perché non le abbia messe direttamente tutte e 3 nella standard.. ma va beh, l’impoirtante è che ci sono XD

  14. ma non facciamo scrivere recensioni a ignoranti incompetenti!!! il ritornello di welcome to new york con la parte finale diventa favoloso!!! all u had to do was stay è UNA PERLA!! e wonderland è ancora meglio!!! ma leggono le cose prima di pubblicare?!?!? preferisco non venga fatta la recensione se devono dire cazzate soggettive

  15. Ma Wonderland è stupenda!!
    Io trovo sbagliato quando si dice ”poteva cantarla chiunque” quando si parla di una canzone di quest’album perchè i testi di Taylor sono unici e non vedo nè una Katy nè una Rihanna nè un’altra cantare ” did you calm my fears with that cheshire cat smile” per es! e due perchè sono canzoni che vengono dalla sua vita, dal suo vissuto.. quindi!
    Io dico sempre che i suoi album vanno ascoltati ATTENTAMENTE, non ti prendono mai fin da subito.. ci vogliono giorni, mesi per capire una sua canzone, entrarci dentro.. figuriamoci un intero album!
    Bella recensione comunque :)

    • Si anni LOL
      La gente ha tante cose da capire nella vita che sinceramente non ha tempo di mettersi ad analizzare le canzoni, non solo della Swift, ma di chiunque. E’ inutile che ci lamentiamo (me compresa) quando gli altri non capiscono i nostri preferiti. E’ musica deve essere si “impegnata” ma allo stesso tempo ben comprensibile.
      Detto questo non mi sembra che in questo disco ci siano canzoni difficili da comprendere anzi, molte sono banalissime.

      • Io mi lamento di chi ascolta superficialmente o non ascolta affatto :D
        La musica deve essere vissuta, almeno come la vedo io.. Ci sono tante canzoni di Taylor che non ho capito subito, ma dopo un tot di mesi, anche un anno, me ne sono innamorata, riascoltandole tante volte..complice il fatto che alcune mi hanno aiutata a superare un brutto momento. E non sono l’unica, è successo anche ad altre fan che conosco.. quindi sì la musica di Taylor ci vuole tanto per capirla, se lo trovi assurdo ehehe mi dispiace XD

      • Non ho detto che è assurdo ma è da capire chi non ha la voglia o il tempo di farlo.
        Magari negli altri album qualche canzone complessa c’era ma in questo proprio no.

      • No ho detto che erano complesse, ho solo detto che alcune non ti prendono fin da subito :) All’inizio non mi diceva granchè This Love, poi l’ho amata. Idem New Romantics e I Know Places.

      • E’ normale che quando si è fan alla fine piace tutto ed è difficile avere senso critico, però se a uno della Swift non gliene frega niente una canzone brutta rimane brutta. Vale per lei come per tutti gli altri cantanti.

      • E secondo me questo è sbagliato, sono sempre stata una persona che quando deve opinare, lo deve fare conoscendo l’oggetto in questione.. Non mi piacciono quelli che opinano senza conoscere e pretendono di dire la verità.. Mi danno il nervoso.

      • Ma io l’album l’ho ascoltato ed anche più di una volta. Il punto è che un non fan non sprecherà mai il tempo di un fan a capire il cantante e le sue canzoni.

      • Ma è semplice: se io ascolto una canzone e mi fa schifo, che cacchio di significato devo trovarci? Cosa devo capirci? Ciao, passo ad altro, non è che non so di ciò che parlo. Io la possibilità gliel’ho data.

    • Was 27 surviving my return of Saturn
      A long vacation didn’t sound so bad
      Was full of secrets locked up tight like iron mountain
      Running on empty so out of gas

      Thought I wasn’t enough
      Found I wasn’t so tough
      Layin’ on the bathroom floor
      We were living on a fault line
      And I felt the fault was all mine
      Couldn’t take it anymore

      By the grace of God (there was no other way)
      I picked myself back up (I knew I had to stay)
      I put one foot in front of the other
      And I looked in the mirror and decided to stay
      Wasn’t gonna let love take me out that way

      I thank my sister for keeping my head above the water
      When the truth was like swallowing sand
      Now every morning, there is no more mourning
      Oh, I can finally see myself again

      I know I am enough
      Possible to be loved
      It was not about me
      Now I have to rise above
      Let the universe call the bluff
      Yeah, the truth’ll set you free

      By the grace of God (there was no other way)
      I picked myself back up (I knew I had to stay)
      I put one foot in front of the other
      And I looked in the mirror and decided to stay
      Wasn’t gonna let love take me out, oh, that way,
      No, that way, no
      Not in the name of love
      In the name of love
      That way, no,
      That way, no
      I am not giving up

      By the grace of God
      I picked myself back up
      I put one foot in front of the other
      And I looked in the mirror (looked in the mirror)
      Looked in the mirror (looked in the mirror)

      By the grace of God (there was no other way)
      I picked myself back up (I knew I had to stay)
      I put one foot in front of the other
      And I looked in the mirror and decided to stay
      Wasn’t gonna let love take me out that way

      • Quindi anche katy perry (e chiunque altra) può fare testi profondi e “””””personali””””(soprattutto se essi vendono). Non significa nulla.

      • Sì ma, ci vedresti qualcun altro cantare By The Grace Of God? No, perchè solo Katy può sapere cosa ha provato e solo lei può dare la giusta interpretazione.. Idem per quelle di Taylor.. mi riferivo a questo.

      • Si, ma se katy (come taylor) fanno canzoni pseudo personali è solo perché vende. Se vendeva più il parlare di droga e sesso, allora avrebbero cantato entrambe di droga e sesso

      • Quindi tutti quelli che scrivono della propria vita lo fanno perchè ”va di moda”? Scusa ma, offendi i cantautori in questo modo XD

  16. Let uniche che mi piacciono sono out o the woods, this love, wildest dreams, clean e you are in love. Le altre tracce non le ho ascoltate per intero perché sembrano banali.

  17. A me l’album piace un casino.
    Penso che le canzoni migliori siano Out Of The Woods e Blank Space.
    Sono le canzoni dell’album che ascolto di più. Le altre mi piacciono, ma non tutte come OOTW e BS.

  18. Non ho letto la recensione, è lunghissima!
    Riporto un mio commento che avevo scritto il un altro post:
    Io avevo pronosticato che “1989” sarebbe stato un “Teenage dream” 2.0 ma ascoltandolo tende un po’ più a “Prism”. Nel complesso non è male per essere un album pop iper-commerciale ma, come succede spesso per le canzoni di Katy Perry, a mio parere, i ritornelli rovinano quasi sempre delle strofe ben fatte.
    Mi piace “Wildest dream” (ricorda molto lo stile del primo album di Lana Del Rey). Le canzoni che mi hanno convinta al 100% sono “Clean” e “You R in love”. La vera e propria perla è “This love”, ha un atmosfera mistica molto rilassante che ti porta nel mondo dei sogni.
    Per i miei gusti è un album da ascoltare un paio di volte e basta, per gli amanti di questo genere, credo, sarà un buon prodotto.
    Tracce migliori: “Out off the woods”, “Wildest dream”, “This love”, “Clean” e “You R in love”.
    Voto: 6.5/10

  19. Io͵ invece͵ credo che 8 sia un buon voto; non è all’altezza di Speak Now e si vede͵ ma lei è una delle migliori cantautrici degli ultimi 20 anni ed è lontana dal parlare solo di sesso e droghe.
    D’oltre canto è anche quella del quartetto che͵ da sempre͵ i critici accolgono sempre con grande calore͵ quindi non vedo perché abbassarne il voto quando i suoi album sono tra i migliori e ͵ come vedrete se aprite il mio profilo͵ la odio… Ma 1989 ha persino un voto più alto dell’album che <> Ops… I did it again͵ quindi non vedo perché accanirsi contro di lei se i critici͵ che se ne intendono più di me͵ l’hanno sempre appoggiata.

      • Se così fosse, certi album di certe artiste famosissime con singoli di successo che durano 6-7 mesi avrebbero un gran risponso, non credi?
        Un po’ come quando dicono che i Grammy li vincono chi ha successo e perchè Katy non ne ha vinto ancora uno?

      • Non intendevo che andassero a seconda delle vendite (in parte si), non so nemmeno come spiegarti cosa intendo però anche loro patteggiano (sotto spinta o meno) per l’uno o per l’altro. Se questo album ha ottenuto dalla critica responsi positivi è l’esempio lampante di ciò che sto dicendo. Altro esempio sono i recenti (e insensati) premi all’Azalea. Vogliamo paragonare Eminem alla Azalea? No, allora che li ha vinti a fare? hahaha I responsi critici vanno presi sempre con le pinze. Quanto a Katy i Grammies non se li è meritati e non glieli hanno dati perché ci avrebbero fatto brutta figura. Questo intendo con “vanno dove tira il vento”, non per forza le vendite.

      • Però non dovrebbero neanche nominare XD Ce li ho con i Grammy da quando hanno snobbato SN a favore di TD come album of the year -_- LOL

      • Concordo col tuo discorso sulla critica, ma tieni conto che i “premi” ad Iggy non sono assegnati da una giuria, ma dalle votazioni dei fans.
        Ora, vedendo chi ha vinto gli altri premi puoi farti un’idea sulla fascia di età votante e sul perché evidentemente (ed immeritatamente) ha vinto lei.
        Il tuo discorso sui premi poteva starci benissimo per un’eventuale vittoria ai Grammy o ad altri premi assegnati da una giuria.
        In questo caso votano i fan, quindi il più delle volte sono premi inutili.

      • Sisi è vero, si faccia conto che parlassi di nomination, bene o male il discorso sarebbe quello. Grazie per la precisazione! :)

  20. “1989″ è qualitativamente e musicalmente inferiore a “Speak now” e “Red” e poi voto 8/10. Mi dispiace dirlo ma questa recensione è veramente troppo gonfiata, non saprei neanche da dove cominciare quindi non dirò altro se non che siamo lontani da un album classificabile con otto decimi.

    • Beh non direi. Speack Now era bello ma con poche tracce veramente potenti. Red aveva tante tracce veramente potenti ma non albumtracks veramente degne di nota. Mentre 1989 è una via di mezzo tra questi 2 album

      • Ho solo riportato ciò che era scritto nell’articolo. Quest’album per me non può andare sopra ai 6/10 proprio perché non ha pretese, sono tante canzonette, fine, non ne rimarrà mai niente.

      • Si, ma 8/10 IMHO è tanto ma non troppo considerando che si valuta la qualità del progetto e non l’impatto culturale o robe del genere.
        È ovvio che non siamo dinnanzi ad Ooops I Did It Again (o alla nona sinfonia di bethoven) , ma non ne ha le pretesa, vuole essere un album pop di canzonette carine. E il suo compito lo svolge egregiamente. Chi cerca un album dei Beatles o dei Pink Floyd prenderà altro.

      • Si ma è un album che poteva fare chiunque. Poi sul fatto che sia riuscito è discutibilissimo perché per esempio per me è una lagna con tutte ‘ste canzonette che non dicono assolutamente niente. Allora io faccio un album di canzoni per bambini (cioè sulla falsa riga di questo) e mi becco dieci decimi?

      • Se fai un album per bambini di qualità e lo recensiscono come album da bambini si. Poi se lo recensice un sito di musica classica prende 0/10 ma è questione di target e obiettivi

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